{"id":12736,"date":"2025-07-27T23:49:09","date_gmt":"2025-07-27T23:49:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/12736\/"},"modified":"2025-07-27T23:49:09","modified_gmt":"2025-07-27T23:49:09","slug":"tra-i-lavoratori-migranti-in-puglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/12736\/","title":{"rendered":"Tra i lavoratori migranti in Puglia"},"content":{"rendered":"<p>di Gennaro Francesco, Laforgia Renato, Raho Lucia e Giovanni Putoto<\/p>\n<blockquote>\n<p>Nei ghetti rurali del Sud Italia, la vulnerabilit\u00e0 sanitaria \u00e8 strutturale. La mancanza di documentazione regolare, la precariet\u00e0 abitativa e l\u2019assenza di mediazione culturale nei servizi pubblici impediscono l\u2019accesso a diritti fondamentali. L\u2019approccio proposto da Medici con l\u2019Africa CUAMM \u2013 flessibile, integrato, culturalmente sensibile \u2013 ha permesso di costruire percorsi di fiducia e presa in carico anche in assenza di soluzioni istituzionali stabili. In un Paese che si interroga su come garantire il diritto alla salute per tutti, l\u2019esperienza pugliese mostra che partire dagli ultimi non \u00e8 solo possibile, ma urgente e necessario.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>In Italia, il settore agricolo impiega circa 500.000 lavoratori migranti, che rappresentano quasi la met\u00e0 della forza lavoro complessiva. Di questi, almeno 180.000 operano in condizioni di sfruttamento<\/strong>, vivendo spesso in insediamenti informali \u2013 i cosiddetti \u201cghetti\u201d \u2013 lontani dai centri abitati e privi di servizi essenziali come acqua potabile, elettricit\u00e0, fognature e trasporti. In Puglia, una delle principali regioni agricole del Paese, oltre il 60% dei braccianti migranti risiede in strutture precarie, esposti a gravi rischi per la salute, abusi lavorativi e marginalizzazione sociale<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Nonostante l\u2019universalit\u00e0 formale del Servizio Sanitario Nazionale, per questa popolazione l\u2019accesso effettivo alla cura \u00e8 fortemente ostacolato da barriere linguistiche, culturali e amministrative, spesso aggravate dall\u2019assenza di documenti regolari e dall\u2019elevata mobilit\u00e0 stagionale.<\/strong> In questo contesto, l\u2019iniziativa di Medici con l\u2019Africa CUAMM, avviata a Bari nel 2015, ha rappresentato una risposta concreta e continuativa. A partire dal 2018, grazie alla concessione in comodato d\u2019uso di un Camper Sanitario attrezzato da parte della Regione Puglia, il programma ha esteso i suoi servizi a dodici insediamenti informali, offrendo assistenza sanitaria gratuita e orientamento socio-sanitario. Questo intervento, spesso unico punto di contatto tra i braccianti e il sistema sanitario, non si limita alla diagnosi: costruisce percorsi di fiducia, accompagnamento e reale accesso ai diritti sanitari. L\u2019articolo che segue restituisce i principali risultati di cinque anni di attivit\u00e0, analizzando dati raccolti tra il 2017 e il 2023 e offrendo spunti concreti per politiche pi\u00f9 eque e inclusive.<\/p>\n<p><strong>Contesto locale e modello di intervento<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il programma si sviluppa nei contesti altamente marginalizzati della provincia di Foggia, dove sorgono insediamenti informali spesso invisibili alle istituzioni ma centrali nell\u2019economia agricola del Sud Italia.<\/strong> Si tratta di baraccopoli, fabbriche dismesse, container o stabili fatiscenti, abitati da migliaia di lavoratori migranti, prevalentemente dall\u2019Africa subsahariana dove le condizioni igienico-sanitarie sono gravemente compromesse. Le comunit\u00e0 interessate dal servizio mobile sono le seguenti: Ghetto Pista a Borgo Mezzanone (3000-5000 abitanti), Ghetto Ghana in agro di Cerignola (200-300 abitanti), Ghetto Bulgari in agro di Cerignola (100-200 abitanti di popolazione nomade), Foresteria Regionale Casa Sankara in agro di San Severo (500 abitanti), insediamento Arena a San Severo (200-300 abitanti) in locali di propriet\u00e0 comunale. A questi si aggiungono numerosi piccoli insediamenti con una densit\u00e0 abitativa di circa 100 persone ciascuno e gli insediamenti temporanei legati alla stagionalit\u00e0: Barletta-BAT (300 persone circa), Turi-BA (500 migranti circa), Terlizzi-BA. Vedi Figura 1.<\/p>\n<p><strong>Dal 2017, CUAMM ha applicato un modello di clinica mobile articolato e multidisciplinare, costituito da unit\u00e0 mobili attrezzate e da \u00e9quipe composte da medici infettivologi, specializzandi, infermieri, mediatori culturali e volontari<\/strong>. Le attivit\u00e0, organizzate secondo una programmazione mensile e condivisa con le comunit\u00e0 residenti, includono visite mediche generali e specialistiche, screening infettivologici (HIV, HCV, HBV, sifilide), controllo di pressione arteriosa e glicemia, consulenze psicologiche, educazione sanitaria e orientamento ai servizi. L\u2019intervento si caratterizza per un approccio integrato alla presa in carico: i pazienti che necessitano di approfondimenti diagnostici o cure specialistiche vengono accompagnati ai servizi ospedalieri o segnalati a enti per il supporto legale e sociale. In molti casi, la clinica mobile rappresenta l\u2019unico presidio di salute accessibile a comunit\u00e0 escluse dal SSN per motivi documentali, linguistici o semplicemente per mancanza di informazioni.<\/p>\n<p><strong>Risultati: tra bisogno sanitario e marginalit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tra il 2017 e il 2023, il programma ha effettuato oltre 13.000 visite mediche in 12 insediamenti, raggiungendo pi\u00f9 di 2.500 pazienti unici \u2013 in prevalenza uomini giovani impiegati come braccianti stagionali. I dati raccolti delineano un quadro chiaro di patologie correlate alle condizioni di vita e lavoro<\/strong><a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a> <a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a> <a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>. Le problematiche pi\u00f9 frequenti sono dolori muscoloscheletrici (oltre il 25%), infezioni respiratorie, malattie dermatologiche e disturbi odontoiatrici. Si tratta di condizioni spesso trascurate, ma con impatti significativi sulla qualit\u00e0 della vita e sulla capacit\u00e0 lavorativa. Le attivit\u00e0 di screening tra il 2020 e il 2024 hanno permesso di individuare una presenza non trascurabile di malattie infettive trasmissibili. Tra i 309 lavoratori testati nel biennio 2020\u20132021, l\u20191,3% \u00e8 risultato positivo all\u2019HIV e il 2,9% all\u2019HCV. Solo lo 0,9% riferiva test pregressi per HCV e appena il 30% per HIV. In uno studio successivo (2022\u20132023) su un gruppo misto di migranti e persone senza dimora, circa il 25% \u00e8 risultato positivo ad almeno una tra HIV, HCV, HBV o sifilide, ma solo la met\u00e0 ha ritirato i risultati, indicando una difficolt\u00e0 concreta nella continuit\u00e0 assistenziale. <strong>Oltre alle malattie infettive, preoccupano le condizioni croniche: il 12% dei pazienti presentava ipertensione.<\/strong> Circa un terzo lamentava affaticamento persistente e dolori cronici.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Sul piano socio-amministrativo, emerge una forte esclusione: solo il 18% dei pazienti aveva un permesso di soggiorno valido e appena il 7% era iscritto al SSN con un medico di base. Eppure, la media di 5,6 visite per paziente suggerisce che la clinica mobile abbia rappresentato, per molti, un riferimento stabile in un contesto di abbandono istituzionale.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Oltre la cura: un modello di prossimit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nei ghetti rurali del Sud Italia, la vulnerabilit\u00e0 sanitaria \u00e8 strutturale. La mancanza di documentazione regolare, la precariet\u00e0 abitativa e l\u2019assenza di mediazione culturale nei servizi pubblici impediscono l\u2019accesso a diritti fondamentali<\/strong>. L\u2019approccio proposto da CUAMM \u2013 flessibile, integrato, culturalmente sensibile \u2013 ha permesso di costruire percorsi di fiducia e presa in carico anche in assenza di soluzioni istituzionali stabili. Il dato delle 5,6 visite medie per paziente riflette una fiducia costruita nel tempo, resa possibile dalla continuit\u00e0 degli interventi, dalla multidisciplinariet\u00e0 delle \u00e9quipe e dall\u2019integrazione con la rete territoriale.\u00a0 <strong>Oltre alle cure primarie, sono stati garantiti invii specialistici, supporto psicologico, orientamento legale e accompagnamento sociale.<\/strong> Questo modello ha ricevuto il riconoscimento dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 come buona pratica globale<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>, confermando quanto emerso anche in recenti revisioni sistematiche: di fronte all\u2019esclusione persistente dei lavoratori migranti, i sistemi sanitari devono essere proattivamente progettati per includerli<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>. La permanenza prolungata in condizioni di marginalit\u00e0 sta progressivamente trasformando il profilo sanitario di questa popolazione, con l\u2019emergere di patologie croniche e invalidanti che potrebbero richiedere un modello di presa in carico pi\u00f9 strutturato, ad esempio attraverso le Case di Comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019esperienza di CUAMM in Puglia dimostra che fare salute pubblica nei contesti pi\u00f9 informali e marginali \u00e8 possibile, a patto di intervenire sulle cause strutturali dell\u2019esclusione. I modelli mobili, se integrati, continuativi e culturalmente sensibili, non solo curano, ma costruiscono relazioni e generano fiducia<\/strong>. La media di 5,6 visite per paziente documenta l\u2019efficacia di un modello di prossimit\u00e0 che va oltre la diagnosi. Tuttavia, non pu\u00f2 restare un\u2019iniziativa isolata. Serve un impegno politico strutturale e verificabile che integri le cliniche mobili nei piani sanitari regionali, superando la logica dell\u2019emergenza; formalizzi la mediazione culturale e linguistica nel SSN; affronti le radici dello sfruttamento lavorativo e dell\u2019abusivismo abitativo; costruisca alleanze tra servizi pubblici, universit\u00e0 e ONG, come nel programma CUAMM\u2013Universit\u00e0 di Bari.<\/p>\n<blockquote>\n<p>In un Paese che si interroga su come garantire il diritto alla salute per tutti, l\u2019esperienza pugliese mostra che partire dagli ultimi non \u00e8 solo possibile, ma urgente e necessario.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Gennaro Francesco, Laforgia Renato, Raho Lucia, Giovanni Putoto, Medici con l\u2019Africa CUAMM<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Riferimenti<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> FLAI-CGIL. VII Report \u201cAgromafie e Caporalato.\u201d. Osservatorio Placido Rizzotto; 2024.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Cesare DVS, Renato L, Marcella S, Anna B, Nicole L, Annalisa S, Giovanni P, Francesco DG. Bridging Gaps in Migrant<\/p>\n<p>Healthcare: CUAMM\u2019s Experience from 13,103 Visits in Southern Italy. Annals of Global Health . 2025; 91 (1) : 00, 1 \u201316 . DOI: <a href=\"https:\/\/doi.org\/10\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10<\/a> .5334\/aogh.4666<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Segala FV, Novara R, Panico G, Laforgia R, Raho L, Schiavone M, Civile G, Laforgia N, Di Gregorio S, Guido G, Cormio M, Dargenio A, Papagni R, L\u2019Erario A, L\u2019Erario L, Totaro V, Spada V, Valentini L, Frallonardo L, Lattanzio R, Falanga C, Putoto G, Saracino A, Di Gennaro F. Prevalence of Sexually Transmitted Infections and Predictors for Loss to Follow Up among Marginalized Homeless and Migrant Communities: a Cross-Sectional Study. Ann Glob Health. 2024 Apr 1;90(1):25. doi: 10.5334\/aogh.4388. eCollection 2024.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a>\u00a0 Totaro V, Patti G, Segala FV, Laforgia R, Raho L, Falanga C, Schiavone M, Frallonardo L, Panico GG, Spada V, De Santis L, Pellegrino C, Papagni R, D\u2019Argenio A, Novara R, Marotta C, Laforgia N, Bavaro DF, Putoto G, Saracino A, Di Gennaro F. HIV-HCV Incidence in Low-Wage Agricultural Migrant Workers Living in Ghettos in Apulia Region, Italy: A Multicenter Cross Sectional Study. Viruses. 2023 Jan 15;15(1):249. doi: 10.3390\/v15010249<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> Case study 23. Italy: mobile clinic providing health care for migrant labourers in Foggia, Apulia in Promoting the health of refugees and migrants. Experiences from around the world. Geneva: WHO; 2023.<\/p>\n<p>https:\/\/www.who.int\/publications\/i\/item\/9789240067110<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> Rast E et al Healthcare services for low-wage migrant workers: A systematic review Social Science &amp; Medicine 380 (2025) 118176<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gennaro Francesco, Laforgia Renato, Raho Lucia e Giovanni Putoto Nei ghetti rurali del Sud Italia, la vulnerabilit\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":12737,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,16048,16049,239,2063,2064,1537,90,89,16050,16051,240,522,7115],"class_list":{"0":"post-12736","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-diritto-alla-salute-per-tutti","11":"tag-ghetti-rurali-del-sud-italia","12":"tag-health","13":"tag-health-care","14":"tag-healthcare","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-lavoratori-migranti-in-puglia","19":"tag-medici-con-lafrica-cuamm","20":"tag-salute","21":"tag-sanita-pubblica","22":"tag-volontariato"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12736","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12736"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12736\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}