{"id":127607,"date":"2025-09-24T15:13:10","date_gmt":"2025-09-24T15:13:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/127607\/"},"modified":"2025-09-24T15:13:10","modified_gmt":"2025-09-24T15:13:10","slug":"tra-ostacoli-amministrativi-e-disinformazione-di-stato-italia-maglia-nera-in-europa-nellaccesso-allaborto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/127607\/","title":{"rendered":"Tra ostacoli amministrativi e disinformazione di stato, Italia maglia nera in Europa nell\u2019accesso all\u2019aborto"},"content":{"rendered":"<p>Il forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi ha pubblicato una mappatura aggiornata delle leggi, delle politiche e delle condizioni che in\u00a0Europa garantiscono l\u2019interruzione volontaria di gravidanza. Rilevate tendenze negative nel nostro paese (che scivola al 31esimo posto su 49), Bielorussia, Georgia, Russia, Malta e Slovacchia,\u00a0tra nuove restrizioni e procedure mediche non necessarie<\/p>\n<p>Negli ultimi cinque anni l\u2019Italia ha fatto\u00a0passi indietro nella tutela dell\u2019accesso all\u2019<a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/aborto\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aborto<\/a>. Il forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi (EPF) ha pubblicato <a href=\"https:\/\/www.epfweb.org\/node\/1156?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAadVxn8ilmoQ3vbEa3Of3YoyU60qZ--JHKzLZJieGpPM0H8gdgHO8bEMpupiTQ_aem_9a_PrgJuSJMUJRZSY0HJWg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una mappatura aggiornata<\/a> delle leggi, delle politiche e delle condizioni che in\u00a0Europa garantiscono l\u2019interruzione volontaria di gravidanza (ivg) rilevando tendenze negative in Italia, Bielorussia, Georgia, Russia, Malta e Slovacchia. In questi paesi\u00a0nuove restrizioni, tra cui procedure mediche non necessarie e disinformazione guidata dallo stato, stanno creando ostacoli all\u2019accesso all\u2019aborto.<\/p>\n<p>Nel 2021\u00a0l\u2019Italia si collocava sedicesima nella classifica generale dell\u2019Atlante europeo, oggi \u00e8 scivolata al trentunesimo posto su 49 paesi considerati. Nel frattempo la Francia ha adottato il diritto all\u2019ivg nella propria Costituzione ed esteso i limiti di gestazione entro cui \u00e8 possibile ricorrere all\u2019interruzione di gravidanza, i Paesi Bassi hanno abolito i periodi di attesa obbligatori, la Danimarca ha aumentato a 18 settimane il tempo per ricorrere all\u2019ivg su richiesta e la Lituania ha legalizzato l\u2019aborto terapeutico.<\/p>\n<p> \u00abEuropa a due velocit\u00e0\u00bb<\/p>\n<p>L\u2019Atlante europeo realizzato dall\u2019EPF esamina i paesi in base a quattro criteri principali: status giuridico, accesso, assistenza clinica, fornitura dei servizi dedicati all\u2019interruzione di gravidanza e informazione sul tema. Secondi l\u2019analisi del 2025, Svezia, Francia e Paesi Bassi offrono le garanzie pi\u00f9 solide, con tutele giuridiche che depenalizzano completamente l\u2019aborto, ampia disponibilit\u00e0 di servizi, copertura sanitaria nazionale e lotta alla disinformazione.<\/p>\n<p>Al contrario, Malta e Polonia sono in fondo alla classifica, con l\u2019aborto in gran parte criminalizzato tramite pene severe, l\u2019accesso e l\u2019assistenza clinica fortemente limitati o non disponibili e la mancanza di informazioni da parte delle istituzioni.<\/p>\n<p>\u00abPossiamo dire che l\u2019Europa sta procedendo a due velocit\u00e0 &#8211; spiega a Domani Marina Davidashvili, responsabile delle politiche e della ricerca dell\u2019EPF &#8211; I paesi dell\u2019Europa occidentale e dell\u2019Unione europea stanno modernizzando le loro leggi sull\u2019aborto, mentre i paesi dell\u2019Europa orientale stanno limitando l\u2019accesso\u00bb.<\/p>\n<p>Se la Georgia ha introdotto l\u2019obbligo di ecografia prima dell\u2019aborto e in Russia i farmaci abortivi sono stati sottoposti a controlli quantitativi nel 2024, sempre pi\u00f9 cliniche private in Europa smettono di offrire servizi di ivg e 20 paesi hanno adottato politiche per limitare l\u2019accesso ai servizi e alle informazioni sul tema.<\/p>\n<p> Il caso Italia<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 tra i paesi che continuano a imporre barriere di accesso, come periodi di attesa non conformi alle linee guida dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 e l\u2019obbligo di consulenze per ricevere l\u2019autorizzazione a richiedere l\u2019ivg.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 2021, EPF segnalava come l\u2019Italia presentasse diversi ostacoli amministrativi, limitando per esempio l\u2019accesso all\u2019ivg alle persone non residenti nel paese, e una larga diffusione dell\u2019obiezione di coscienza tra il personale sanitario. Nello stesso anno, il Comitato della Carta sociale europea ha riconosciuto l\u2019esistenza di disparit\u00e0 nell\u2019accesso al servizio di interruzione di gravidanza in Italia. Per il Comitato, il <a href=\"http:\/\/editorialedomani.it\/tag\/governo meloni\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">governo italiano<\/a> non aveva dimostrato che il personale medico specializzato nel fornire il servizio fosse sufficiente e che i medici non obiettori di coscienza non fossero discriminati rispetto agli obiettori per le condizioni di lavoro e le prospettive di carriera.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019aborto \u00e8 legale in Italia dal 1978, ma l\u2019accesso \u00e8 tutt\u2019altro che garantito. L\u2019ostacolo maggiore \u00e8 l\u2019alto tasso di obiezione di coscienza: oltre il 60% dei ginecologi si rifiuta di praticare aborti e in alcune regioni del sud la percentuale supera l\u201980%. Ci\u00f2 costringe molte donne a lottare per trovare un medico disposto a praticare l\u2019intervento, ad affrontare lunghe attese o a viaggiare in altre regioni, a volte anche all\u2019estero\u00bb, dice Marina Davidashvili.<\/p>\n<p>La burocrazia,\u00a0lo stigma sociale e l\u2019introduzione di incentivi a sostegno delle associazioni \u201cpro-vita\u201d in varie regioni italiane\u00a0aggiungono ulteriori difficolt\u00e0. \u00abRecentemente, il governo Meloni ha suscitato allarme consentendo agli attivisti anti-aborto di entrare nei consultori familiari, con il pretesto di \u201csostenere la maternit\u00e0\u201d. Riteniamo che ci\u00f2 possa intimidire le donne e ridurre ulteriormente l\u2019accesso, mentre il governo insiste nel sostenere che il quadro giuridico rimane invariato\u00bb.<\/p>\n<p>Sulla base delle raccomandazioni mosse da EPF alla luce della nuova mappatura europea e delle linee guida dell\u2019Oms, l\u2019Italia dovrebbe rafforzare l\u2019accesso all&#8217;aborto in modo che il diritto sia garantito nella pratica, non solo sulla carta.<\/p>\n<p>\u00abBarriere dannose come i periodi di attesa obbligatori dovrebbero essere eliminate e l\u2019accesso all\u2019aborto medico, anche attraverso la telemedicina e l\u2019uso domestico, dovrebbe essere ampliato &#8211; aggiunge Davidashvili &#8211; I gruppi di attivisti non sanitari non dovrebbero inoltre essere ammessi all\u2019interno dei consultori: la consulenza deve rimanere neutrale, basata su prove scientifiche e incentrata sulle scelte delle donne\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi ha pubblicato una mappatura aggiornata delle leggi, delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":127608,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-127607","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=127607"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127607\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/127608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=127607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=127607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=127607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}