{"id":128537,"date":"2025-09-25T01:50:19","date_gmt":"2025-09-25T01:50:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/128537\/"},"modified":"2025-09-25T01:50:19","modified_gmt":"2025-09-25T01:50:19","slug":"siamo-figure-di-piena-luce-intorno-a-un-libro-introvabile-rapporto-ad-andrea-embirikos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/128537\/","title":{"rendered":"Siamo figure di piena luce.\u00a0\u00a0Intorno a un libro introvabile: \u201cRapporto ad Andrea Embirikos\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Bisogna sorvolarle in una giornata limpida, le isole dell\u2019Egeo, per misurarne compiutamente la superficie di scintillante bellezza. Formazioni di roccia pi\u00f9 o meno grandi affiorano dalle acque turchesi. Ripenso al mito di Egeo, che a questo mare ha dato il suo nome.\u00a0<strong>Forse \u2013 mi dico \u2013 \u00e8 solo dall\u2019estremo sacrificio di s\u00e9 che pu\u00f2 scaturire tanta meraviglia.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritorno da Rodi, l\u2019isola della Rosa, a poche miglia nautiche dalla Turchia.<\/strong>\u00a0La storia l\u2019ha collocata al crocevia delle rotte tra Oriente e Occidente, alla merc\u00e9 di eserciti crociati, ordini monastici e visir. Il profilo dell\u2019isola appare, soprattutto a chi ha il privilegio di scorgerlo nel crepuscolo di giugno, come un animale marino addormentato: una balena affiorata in superficie, di palmare e nuda grandezza. Lawrence Durrell, nella sua ricca (e non tradotta in italiano) raccolta di saggi, le dedica pagine appassionate, in cui mi sembra rivivere l\u2019eco dell\u2019amicizia con Odisseas Elitis, uno dei grandi della poesia novecentesca. I due si erano conosciuti in una localit\u00e0 non lontana da Atene negli anni Trenta.<\/p>\n<p>Elitis vi svolge pigramente il servizio militare e intanto anima con altri giovani il dibattito letterario che in quegli anni ferve all\u2019ombra del Partenone. Compaiono nuove riviste di critica letteraria, si organizzano serate a tema che finiscono inevitabilmente in fragorose bevute e poetiche declamazioni. Nel firmamento letterario greco di quegli anni si vive con entusiasmo l\u2019ondata di novit\u00e0 che arriva da occidente, soprattutto da Parigi. La cometa del Surrealismo, scagliata con vigore da Breton ed \u00c9luard, incendia il dibattito letterario anche in una Grecia che, in fatto di lettere, si era sempre mostrata invero poco permeabile alle novit\u00e0.\u00a0<strong>Le nuove proposte e le fiammeggianti idee del Surrealismo vengono accolte ad Atene da Andrea Embirikos. Nato in Romania da famiglia greca possidente e trasferitosi in Grecia dopo aver studiato e vissuto a Londra e a Parigi, Embirikos \u00e8 figura che provoca un vero e proprio sisma nelle lettere greche.<\/strong>\u00a0Primo psicanalista del suo paese, poeta e fotografo, egli imprime alla poesia e alla prosa un radicale mutamento di rotta. Diventa il trait d\u2019union tra le nuove istanze francesi e la famosa Generazione del \u201930, composta in massima parte da poeti e scrittori decisi a sprovincializzare la letteratura greca. Tra loro c\u2019\u00e8 anche Odisseas Elitis, con il quale da subito si instaura un rapporto di amicizia sincero e fecondo, che durer\u00e0 sino alla morte di Andreas nel 1975. Testimonianza concreta di questo profondo e generoso colloquio tra i due \u00e8 un libello scritto da Elitis proprio all\u2019indomani della dipartita del suo amico, come spinto dall\u2019urgenza di ripercorrere le tappe di un cammino assolutamente fuori dal comune. Pi\u00f9 che cammino, una vera e propria educazione: umana ancor prima che letteraria.\u00a0<strong>Il titolo del libro \u00e8, parafrasandone un altro di Kazantzakis,\u00a0Rapporto ad Andrea Embirikos.\u00a0Oggi introvabile in italiano, \u00e8 stato tradotto da Mario Vitti e pubblicato nell\u2019antologia del poeta greco uscita per i tipi di Utet nel 1982.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"599\" height=\"650\" alt=\"\" class=\"wp-image-105015 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Andreas-Embirikos-2.jpg\"  data-\/>Andreas Embirikos (1901-1975)<\/p>\n<p>Certo, alcuni aspetti della biografia legano indissolubilmente i due amici: l\u2019esperienza parigina; una fascinazione per le avanguardie e il loro senso di rottura con il passato; l\u2019amore sacro e inviolato per la Grecia, coltivato anche nel tumulto della storia e in altre coordinate geografiche. Anche nell\u2019espressione letteraria si ravvisano punti di contatto: nella comune scelta del dettato poetico, in una prosa ibridata da scintille liriche, nell\u2019uso di un lessico ricco e variegato capace di generare sorprendenti cortocircuiti semantici. Ma \u00e8 soprattutto nella statura poetica e umana, e in un certo modo di porsi davanti alla vita creativa, che Embirikos ed Elitis sembrano aver raggiunto un\u2019intesa invidiabile. Per prima cosa, scrive Elitis all\u2019amico, bisogna essere fedeli a s\u00e9 stessi e alla propria vocazione, resistendo alle continue tentazioni e violenze dell\u2019innominabile attuale.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cSubordiniamo tutto ad un identit\u00e0 che ci \u00e8 stata concessa senza essere stata chiesta; e i nostri sforzi per adeguarci ai suoi connotati finisce per essere un\u2019impostura per la quale paghiamo lo scotto vita natural durante, senza mai trovarci creditori rispetto alla realt\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Coltivando la poesia laddove essa chieda voce e spazio, voglio dire diventando il proprio destino, allora si pu\u00f2 combaciare, o almeno provarci, con la parte migliore di s\u00e9. Nasce il poeta: colui che porta un\u2019alba della quale la maggior parte della gente neanche vuole immaginare la luce.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cQuando i maghi interrogano gli astri, questi rispondono per approssimazione. Il poeta preferisce la precisione, consapevole che se pure non coglie in pieno nel segno, il tutto non smette perci\u00f2 di esistere.\u201d<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Non si tratta di mitizzare la figura del poeta, o di tesserne uno stucchevole elogio romantico. Anzi, l\u2019esatto contrario: riportare il tutto alle sue proporzioni originarie, prima che il poeta diventasse quel mitico volatile immortalato da Baudelaire \u2013 affascinante in cielo, goffo e deriso sulla terra.\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cSono trenta secoli e pi\u00f9 che l\u2019uomo si affanna a mettere una parola accanto all\u2019altra in modo da costringere il suo pensiero a girare in un modo nuovo, mai provato prima di allora. Ecco che ora, per la prima volta, questa sua funzione \u00e8 stata interrotta. Siamo completamente pronti per l\u2019imbecillit\u00e0.\u201d<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Cosa lega Elitis ed Embirikos al corpo nudo della poesia? Quale disposizione di fronte alla vita si trasfigura poi in versi greci? Esattamente questa:\u00a0<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cla forza di germogliare, di fiorire, di dare il frutto delle proprie viscere\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Voglio dire: prendere l\u2019Egeo, custodirlo con s\u00e9 nel taschino del passaporto, tenerlo ben saldo durante gli scali aerei e marittimi e nei rovesci della storia. Interrogarlo sempre davanti ai fondi di caff\u00e8, di fronte alle linee dei palmi, all\u2019ombra dei lampioni sul lungofiume, nello sguardo di una donna dopo l\u2019amore. Vivere la propria ispirazione, sentirla palpitare nel proprio corpo come un secondo cuore. Proteggerla, darle spazio e tempo, accompagnarla per mano negli attraversamenti pedonali della vita, fedele compagna nella vastit\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p>Cosa ti hanno insegnato i giorni e le serate ventose di Rodi, accompagnati da una copia sgualcita del\u00a0Rapporto ad Andrea Embirikos? In lampi di iliadica nostalgia, tra lo sciabordio delle onde e l\u2019essenza del blu,\u00a0<strong>ripercorrere i sentieri della propria vita a ritroso \u2013 inseguendo quella riva che un tempo prometteva di proteggerci dalle apocalissi della maturit\u00e0. Comprendere che siamo figure di piena luce.<\/strong>\u00a0Che la follia del melograno, il raggio lunare sul pontile e la caviglia morsa dal sole ci riportano a una condizione primigenia di pura ed implacabile essenzialit\u00e0. Il che non vuol dire escludere il dolore annidato nella ruggine dei giorni, ma non prenderlo troppo sul serio, non dargli troppa confidenza; trattarlo come un piccolo neo, un\u2019impertinenza da scacciare. Affidare ad altro la nostra fede, la santa perseveranza e la dolce follia: alla curva marmorea di un\u2019Afrodite, alla docile costanza del grano e agli occhi di una circassa che sembrano dardeggiare altrove, almeno un metro sopra la testa delle persone. Professare un amore incrollabile per le isole, atolli di solitudine, culle di poesia.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"704\" alt=\"\" class=\"wp-image-105016 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Screenshot-2024-11-05-at-6.27.55-PM-1024x704.jpg\"  data-\/>Odysseas Elyt\u012bs (1911-1996), Nobel per la letteratura nel 1979<\/p>\n<p>A bordo di un aereo affollato di vacanzieri pi\u00f9 o meno chiassosi, il comandante comunica che stiamo sorvolando Paros. Ripenso allora al memorabile verso di Archiloco:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cEccomi, sono io\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Qui si registra la prima manifestazione dell\u2019ego in letteratura:\u00a0<strong>\u00e8 su quest\u2019isola dell\u2019Egeo che nasce la poesia lirica. Non lontano da qui, da alte scogliere battute dal Meltemi si sporgeva Saffo, cantando l\u2019amore con accenti di limpida e salmastra volutt\u00e0. Lungo questa linea di isole procede il miracolo.<\/strong>Forse lo stesso che avvert\u00ec Picasso davanti a un meraviglioso esempio di arte cicladica. La verit\u00e0 \u00e8 che qui, nella terra degli D\u00e8i, risuona ancora la loro lingua. L\u2019hanno colta Foscolo e Ch\u00e9nier. Soprattutto, l\u2019hanno compresa molti inglesi: Byron vi muore avvolto nel suo mito. Fermor e Durrell la eleggono patria spirituale e imparano il greco. Brooke e Chatwin riposano su dolci colline che fronteggiano il mare, tra muri in pietra e ulivi. D\u2019altronde, i greci ci hanno insegnato che, dopo il trapasso, l\u2019anima pu\u00f2 trasformarsi in una costellazione visibile a occhio nudo o in un fiore bagnato di rugiada.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Giacinto<\/strong><\/p>\n<p>*In copertina: schizzi di John Singer Sargent, 1918 ca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Bisogna sorvolarle in una giornata limpida, le isole dell\u2019Egeo, per misurarne compiutamente la superficie di scintillante bellezza. 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