{"id":128568,"date":"2025-09-25T02:17:20","date_gmt":"2025-09-25T02:17:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/128568\/"},"modified":"2025-09-25T02:17:20","modified_gmt":"2025-09-25T02:17:20","slug":"guido-tonelli-cosa-ce-dentro-il-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/128568\/","title":{"rendered":"Guido Tonelli: cosa c&#8217;\u00e8 dentro il vuoto"},"content":{"rendered":"<p>Aveva ragione N\u0101g\u0101rjuna, il filosofo buddista indiano vissuto fra secondo e terzo secolo della nostra era. Le cose che possiamo vedere nel mondo, dai cetrioli alle galassie, dai ministri dell\u2019agricoltura ai pelapatate, tutte le cose al livello fondamentale propriamente sono prive di sostanza. Il suo celebre libro Il cammino di mezzo (Madhyamakak\u0101rik\u0101), si apre con una formula sconcertante (citiamo dalla traduzione italiana di Marcello Meli): \u201cnon si danno esseri manifestati in un qualsiasi luogo che provengano da s\u00e9 stessi, da altro da s\u00e9, da s\u00e9 stessi e da altri da s\u00e9, n\u00e9 si danno esseri che non abbiano una causa\u201d. Prese insieme queste asserzioni mirano a mostrare la fondamentale tesi buddhista della \u201cvacuit\u00e0\u201d (\u015b\u016bnyat\u0101) del mondo in cui viviamo. Solo quando saremo capaci di cogliere l\u2019intrinseca vuotezza del mondo, solo allora saremo capaci di liberarcene, e vivere l&#8217;esperienza della liberazione (sam\u0101dhi). Ma in che senso una tegola, ad esempio, \u00e8 \u2018vuota\u2019? Anche se non ci permettiamo di dare torto a N\u0101g\u0101rjuna se ce ne cade una in testa non possiamo non accorgerci che \u00e8 pesante, che \u00e8 densa, che \u00e8 \u2018piena\u2019 di materia. \u00c8 questo il punto, come ci dice Guido Tonelli: \u00e8 solo un \u201cpregiudizio millenario che fa quasi coincidere massa con materia, che vede cio\u00e8 la massa come una propriet\u00e0 intrinseca della materia\u201d. Essere una massa non vuol dire essere qualcosa di materiale. Non \u00e8 la materia che ha una massa, piuttosto \u00e8 la massa che produce la materia. La materia, quello che il nostro realismo ingenuo ci porta a pensare sia l\u2019indiscutibile fondamento del mondo, ecco, la materia \u00e8 un effetto (all\u2019inizio non c\u2019\u00e8 la materia), \u00e8 \u2018qualcosa\u2019 che si fonda su un fondamento ancora pi\u00f9 \u2018fondamentale\u2019, qualcosa di immateriale. Si capisce perch\u00e9 un pensiero del genere sia potuto venire in mente a un monaco buddhista, perch\u00e9 quando si parla di materia e della sua origine si parla, che la scienza lo ammetta o no, della nostra vita, di che cosa conti e che cosa non conti: si parla della possibilit\u00e0 della salvezza.<\/p>\n<p>Entriamo cos\u00ec in un mondo, come abbiamo appena visto con N\u0101g\u0101rjuna, allo stesso tempo antichissimo e moderno, quello della fisica contemporanea, che fa della riconsiderazione della natura del vuoto (e quindi del pieno) uno dei suoi punti centrali: \u201cla questione del perch\u00e9 la materia, in qualsiasi sua forma, si presenti con questa propriet\u00e0, la massa\u201d, scrive Tonelli, \u201c\u00e8 stata ignorata per millenni\u201d (almeno nella tradizione di pensiero occidentale); \u201cla cosa non deve stupire. Noi stessi siamo un corpo materiale dotato di massa e tutto ci\u00f2 che abbiamo intorno, gli oggetti con i quali interagiamo, e persino i lontani corpi celesti che ammiriamo nelle notti pi\u00f9 serene, sono dotati di massa. Diventa inevitabile immaginare che non ci sia nulla da scoprire su una propriet\u00e0 cos\u00ec comune, che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno\u201d. Al contrario la filosofia \u2013 come fa dire Platone a Socrate nel Teeteto \u2013 comincia con la meraviglia. Una meraviglia che non si prova, come pensa chi la va a cercare sulle cime dell\u2019Himalaya o nelle sconfinate distese sabbiose del Sahara, al cospetto di spettacoli, appunto, \u2018meravigliosi\u2019; al contrario la meraviglia filosofica, e scientifica, consiste piuttosto nel vedere come meraviglioso ci\u00f2 che invece appare scontato e banale. E che cosa sembra esserci di pi\u00f9 familiare, e pieno, della comune materia? Eppure, come scrive Tonelli, \u201cl\u2019essere \u00e8 il non essere\u201d. Ci\u00f2 che si mostra denso, pesante, \u2018materiale\u2019, ecco proprio questo coincide con il rarefatto, il senza peso, con l\u2019enigmatica vacuit\u00e0 di cui scriveva migliaia di anni fa N\u0101g\u0101rjuna.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/image1_5.png\" data-entity-uuid=\"f99f1e95-cc88-45cd-bc28-3cabcbb5166a\" data-entity-type=\"file\" alt=\"k\" width=\"780\" height=\"909\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Ma in che senso si pu\u00f2 affermare che \u201cl\u2019essere \u00e8 il non essere\u201d? Tonelli ci invita a immaginare \u2013 l\u2019esordio di un\u2019operazione scientifica \u00e8 simile a quella poetica, inizia con un esercizio di fantasia \u2013 di svuotare del tutto una determinata regione di spazio: \u201cnonostante gli innumerevoli progressi che si sono fatti nella tecnologia del vuoto, l\u2019idea di rimuovere del tutto e definitivamente la materia che occupa un determinato volume risulta impraticabile. A mano a mano che si va verso una rarefazione sempre pi\u00f9 spinta del gas residuo, le cose si complicano. E tuttavia [\u2026] anche se riuscissimo a portare a zero il gas residuo nel volume che vogliamo evacuare, la nostra camera a vuoto ideale conterrebbe ancora una discreta quantit\u00e0 di altri strani elementi materiali\u201d. Rimane sempre qualcosa, il vuoto non \u00e8 mai davvero vuoto. Cos\u00ec come il pieno non \u00e8 mai davvero e soltanto pieno, cio\u00e8 un fitto concentrato di materia, allo stesso modo il vuoto non \u00e8 mai del tutto privo di un qualche residuo materiale. C\u2019\u00e8 vita, nel vuoto. Non una vita in senso biologico, ma in un senso molto pi\u00f9 radicale e interessante, nel senso che questa strana animazione del vuoto ci ricorda che il mondo \u00e8 sempre in agitazione, \u00e8 sempre pi\u00f9 in l\u00e0 rispetto ai nostri tentativi di afferrarlo, e di ingabbiarlo in parole e concetti. In effetti la tesi della \u201cvacuit\u00e0\u201d buddhista pi\u00f9 che essere una tesi su come \u00e8 fatto il mondo \u00e8 piuttosto una tesi sul nostro modo di pensarlo (e quindi di fraintenderlo). Per noi il mondo \u00e8 qualcosa di fisso (come quelli che parlano della \u2018natura\u2019 contrapposta alla citt\u00e0), di materiale appunto, qualcosa che sta di fronte a noi, che osserviamo e manipoliamo, un mondo fatto di \u2018cose\u2019 contenute all\u2019interno di una immensa \u2018scatola\u2019 di spazio vuoto. Al contrario, \u201cil vuoto cosmico \u00e8 pieno di spazio-tempo, che si espande nel tempo, che si torce e vibra e contiene energia\u201d; \u00e8 \u2018vivo\u2019, appunto. Ossia, il vuoto non \u00e8 il nulla, proprio come \u201cl\u2019essere \u00e8 il non essere\u201d: \u201cI grandi spazi sono attraversati da una pioggia incessante di particelle, provenienti da tutte le direzioni. Sono anzitutto i fotoni della radiazione cosmica di fondo, una luce diffusa, invisibile agli occhi. \u00c8 trasportata da delicati messaggeri, che vagano per l\u2019universo da miliardi di anni e ci raccontano di quell\u2019epoca lontana, nella quale si sono formati i primi atomi e la radiazione si \u00e8 distaccata definitivamente dalla materia. C\u2019\u00e8 un flusso incessante di particelle cariche, alcune altamente energetiche. Sono i raggi cosmici prodotti dalle zone pi\u00f9 turbolente del cosmo, sorgenti inesauribili di ogni forma di radiazione, compresi fotoni di altissima energia. Una miriade di neutrini, le pi\u00f9 delicate e gentili fra le particelle, attraversa, senza sosta, ogni metro cubo di spazio. Sono emessi dalle stelle, regolarmente\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019immagine del mondo allo stesso tempo confortante, appunto perch\u00e9 c\u2019\u00e8 \u2018vita\u2019 dovunque, ma anche perturbante, perch\u00e9 \u00e8 difficile resistere a questa strana \u2018vita\u2019 non vivente, \u00e8 difficile non sentire l\u2019attrazione per questo universo mobile, che passa ininterrottamente dal pieno al vuoto e dal vuoto al pieno, un mondo effervescente, che non ha bisogno di noi. \u00c8 davvero difficile, in effetti, mantenere il nostro ottuso antropocentrismo quando si alzano gli occhi al cielo e ci lasciamo osservare dal buio infinito dell\u2019universo. Un mondo sconfinato e vibratile dove \u201cmateria e vibrazione diventano molto simili. La dualit\u00e0 onda-particella \u00e8 una propriet\u00e0 di tutta la materia, campi, onde e particelle si sovrappongono, sono modi diversi di descrivere la stessa cosa\u201d. Le cose sono onde, e cos\u00ec diventano fluide, \u2018acquatiche\u2019 (Tonelli rende onore a Talete di Mileto, vissuto nel sesto secolo prima del Cristo, che individu\u00f2 nell\u2019acqua il principio &#8211; \u1f00\u03c1\u03c7\u03ae &#8211; di tutte le cose): il mondo si muove, le cose non sono propriamente cose, ma anche le onde, in qualche modo, sono cose. In effetti, e qui torna utile ancora una volta la lezione di N\u0101g\u0101rjuna, la dualit\u00e0 onda-particella non significa che qualcosa \u00e8 sia onda che particella, un\u2019affermazione che sembra autocontraddittoria, piuttosto che questo inafferrabile \u2018qualcosa\u2019 propriamente \u00e8 qualcosa di diverso ancora, che possiamo solo figurarci approssimativamente con una formula suggestiva ma inevitabilmente approssimativa. \u00c8 questa la \u201cvacuit\u00e0\u201d, \u00e8 il mondo che ci sfugge, che non si lascia immobilizzare in una sola definizione. Tonelli chiama questo mondo stupefacente il \u201cmare di Dirac\u201d, dal nome del fisico inglese Paul Dirac (1902-1984), un \u201cvuoto che \u00e8 tutt\u2019altro che vuoto\u201d. \u00c8 in questo mare che non \u00e8 un mare, ma che tuttavia non smette di essere agitato e mosso come il mare, che vengono alla luce quelle entit\u00e0 che, nella povert\u00e0 del nostro linguaggio, chiamiamo particelle, onde, \u00e8 qui che le cose acquistano massa. Cos\u00ec come sulla terra, la vita viene sempre dal mare: \u201cil vuoto quantistico \u00e8 uno stato materiale come tutti gli altri e segue le stesse leggi della meccanica quantistica. [\u2026]. Ma \u00e8 tutt\u2019altro che vuoto. \u00c8 una specie di giacimento infinito, contenente ogni forma possibile di materia e antimateria. Un robusto forziere nel quale sono rinchiusi tutti i campi e tutte le interazioni, che non cessano di ribollire, senza sosta, al suo interno [\u2026]. \u00c8 una sorta di mare ricolmo di onde delle pi\u00f9 svariate dimensioni e frequenze\u201d.<\/p>\n<p>Il vuoto \u00e8 allora per un verso quello dell\u2019universo in cui \u201ctutto \u00e8 fatto di vuoto\u201d \u2013 \u00e8 uno scienziato che parla, ma usa parole che una mistica comprenderebbe senza difficolt\u00e0 \u2013 dall\u2019altro \u00e8 il vuoto del nostro terrore per il vuoto, l\u2019horror vacui che \u00e8 il motore instancabile del processo di accumulazione capitalistica, il vuoto che non riusciamo a pensare e sopportare. Si coglie cos\u00ec, infine, perch\u00e9 il tema del vuoto possa essere stato al centro del pensiero di un monaco buddhista vissuto migliaia di anni fa in India: la paura del vuoto \u00e8 la paura del nulla della morte, vincere questa paura \u00e8 vincere la paura della morte. Ma se \u201cil qualcosa e il nulla, essenzialmente coincidono, sono due facce della stessa medaglia, aspetti diversi dello stesso stato di vuoto\u201d, allora il nulla, propriamente, non c\u2019\u00e8. Come, \u201ctravestendosi da tutto, il vuoto pu\u00f2 diventare un universo\u201d, perch\u00e9 il \u201cvuoto\u201d che siamo non potrebbe allora \u201cdiventare un universo\u201d?<\/p>\n<p>Guido Tonelli, <a href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/eleganza-del-vuoto-di-cosa-libro-guido-tonelli\/e\/9788807174865?srsltid=AfmBOoqmKRJADj1UCqwu4bLwdv-IGXPvNNa2BWVHhisIFMNUdlYcd3MS\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019eleganza del vuoto<\/a>, Feltrinelli, Milano 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Aveva ragione N\u0101g\u0101rjuna, il filosofo buddista indiano vissuto fra secondo e terzo secolo della nostra era. 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