{"id":128641,"date":"2025-09-25T03:20:15","date_gmt":"2025-09-25T03:20:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/128641\/"},"modified":"2025-09-25T03:20:15","modified_gmt":"2025-09-25T03:20:15","slug":"il-99-dei-campi-di-grano-europei-sono-avvelenati-da-pesticidi-e-non-si-salvano-nemmeno-quelli-biologici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/128641\/","title":{"rendered":"Il 99% dei campi di grano europei sono avvelenati da pesticidi (e non si salvano nemmeno quelli biologici)"},"content":{"rendered":"<p>L<strong>\u2019uso intensivo di pesticidi in agricoltura<\/strong> \u00e8 da anni al centro del dibattito pubblico. Da una parte queste sostanze garantiscono raccolti pi\u00f9 abbondanti e riducono le perdite causate da parassiti e malattie, dall\u2019altra sollevano sempre pi\u00f9 gravi preoccupazioni per la salute umana e per l\u2019ambiente. I pesticidi, infatti, finiscono spesso fuori bersaglio, contaminando suolo, aria e acque, con effetti a catena sugli ecosistemi e sulla nostra catena alimentare.<\/p>\n<p>Un nuovo <strong>studio europeo,<\/strong> pubblicato sul Journal of Hazardous Materials nell\u2019ambito del progetto SoildiverAgro (che riunisce ricercatori di diversi paesi europei), fa luce sulla reale diffusione dei residui di pesticidi nei campi di grano. I risultati sono tutt\u2019altro che rassicuranti.<\/p>\n<p>Dai dati messi a disposizione dalla FAO, gi\u00e0 sappiamo che il consumo globale di pesticidi agricoli \u00e8 cresciuto significativamente negli ultimi anni, passando da 2,8 milioni di tonnellate nel 2010 a 3,5 milioni nel 2022, con un aumento del 25%. Anche in Europa, pur con regole pi\u00f9 severe, l\u2019uso di pesticidi \u00e8 in aumento: da 402.229 tonnellate nel 2010 si \u00e8 arrivati a 449.038 tonnellate nel 2022, con un incremento del 12%. Nel 2023, nell\u2019Unione Europea erano autorizzati 444 pesticidi, mentre 954 erano vietati o non approvati e 43 erano in fase di valutazione.<\/p>\n<p>Il <strong>nuovo studio<\/strong> di cui vi parliamo oggi, curato dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Vigo<\/strong> nell\u2019ambito del progetto SoildiverAgro, ha analizzato nello specifico la presenza di <strong>pesticidi nei campi di grano europei<\/strong>. I ricercatori hanno esaminato 188 campi distribuiti in otto Paesi, con climi e suoli diversi, di cui 93 coltivati in modo convenzionale e 95 biologici. Sono stati valutati 614 pesticidi.<\/p>\n<p>Da notare che l\u2019Italia non era inclusa nel campione di Paesi analizzati, che comprendeva Germania, Belgio, Danimarca, Ungheria, Serbia e altri Paesi del Nord e dell\u2019Est Europa. Tuttavia, questo non ci fa stare pi\u00f9 tranquilli: i dati raccolti mostrano chiaramente che il problema dei pesticidi \u00e8 diffuso e interessa l\u2019intero continente europeo.<\/p>\n<p>I risultati pi\u00f9 preoccupanti<\/p>\n<p>Dall\u2019indagine \u00e8 emerso che<strong> il 99% dei campi convenzionali conteneva almeno un pesticida<\/strong>. Sono stati individuati 73 composti diversi. I pi\u00f9 diffusi sono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Fenbutatin oxide e AMPA (metabolita del glifosato)<\/strong>, presenti nel 44% dei campioni<\/li>\n<li><strong>Glifosato ed epossiconazolo (fungicida)<\/strong>, nel 39% dei campioni<\/li>\n<\/ul>\n<p>Altri spesso rilevati: boscalid, tebuconazolo, bixafen, diflufenican e persino metaboliti del DDT (vietato da decenni).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1259065\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-1259065 size-full\" data-lazy-type=\"image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/infografica-pesticidi-campi-europei-tradizionali.jpg\" alt=\"infografica pesticidi campi europei tradizionali\" width=\"800\" height=\"802\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1259065\" class=\"wp-caption-text\">@Journal of Hazardous Materials<\/p>\n<p>Si \u00e8 notato poi che le concentrazioni di pesticidi nei campi di grano europei variano molto da Paese a Paese. I livelli pi\u00f9 elevati sono stati trovati in Germania, con una media di 0,46 mg\/kg e una variet\u00e0 di 13,5 pesticidi diversi per campo. Al contrario, le regioni della Pannonia, in particolare Ungheria e Serbia, hanno mostrato valori molto pi\u00f9 bassi, con una media di appena 0,02 mg\/kg.<\/p>\n<p>Uno dei dati pi\u00f9 sorprendenti riguarda i <strong>campi biologici<\/strong>. Nonostante siano coltivati secondo i criteri dell\u2019agricoltura biologica, <strong>sono stati rilevati 35 pesticidi diversi<\/strong>, ma solo lo Spinosad era effettivamente autorizzato per questo tipo di coltivazione. Ci\u00f2 non significa che tali pesticidi vietati siano stati effettivamente utilizzati su quei campi ma che <strong>molti fitofarmaci persistono nel terreno per anni<\/strong>, e in alcuni casi addirittura per decenni, anche dopo il passaggio dal convenzionale al biologico. Ancora pi\u00f9 preoccupante, 31 dei composti rilevati erano gi\u00e0 vietati al momento dello studio, ma erano ancora rintracciabili oltre 40 anni dopo il loro divieto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1259068\" class=\"lazy lazy-hidden wp-image-1259068 size-full\" data-lazy-type=\"image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/infografica-pesticidi-campi-europei-biologici.jpg\" alt=\"infografica pesticidi campi europei biologici\" width=\"800\" height=\"812\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1259068\" class=\"wp-caption-text\">@Journal of Hazardous Materials<\/p>\n<p>I rischi di questa contaminazione diffusa<\/p>\n<p>La contaminazione da pesticidi nei campi non riguarda solo il terreno o l\u2019acqua, ma arriva a interessare l\u2019intera catena alimentare. Quando queste sostanze chimiche persistono nell\u2019ambiente, possono finire negli alimenti che consumiamo, esponendo le persone a dosi croniche nel tempo. Studi scientifici hanno collegato questa esposizione prolungata a un ampio spettro di problemi di salute, che spaziano da malattie neurodegenerative e cardiovascolari a disturbi respiratori, renali, endocrini e riproduttivi, fino a diversi tipi di tumori.<\/p>\n<p>Non tutti i pesticidi per\u00f2 rappresentano lo stesso rischio, e alcuni risultano particolarmente preoccupanti per la biodiversit\u00e0. Tra i fungicidi pi\u00f9 problematici ci sono epoxiconazolo, boscalid e difenoconazolo, mentre tra gli insetticidi che impattano maggiormente figurano imidacloprid e clothianidin, sostanze note per il loro effetto nocivo sugli insetti impollinatori e altri organismi non bersaglio.<\/p>\n<p>Un problema davvero grave sottolineato da <strong>Manuel Conde Cid, uno dei ricercatori che hanno condotto lo studio,<\/strong> in un articolo su <a href=\"https:\/\/theconversation.com\/our-study-analysed-pesticide-use-and-residues-across-europe-heres-what-we-found-264907\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"external\">The Conversation<\/a>:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Si stima che meno del 15% dei pesticidi applicati raggiunga effettivamente il parassita bersaglio. Il resto si disperde nell\u2019ambiente, contaminando il suolo, l\u2019acqua e l\u2019aria. Ci\u00f2 comporta rischi significativi per la salute ambientale, tra cui l\u2019avvelenamento di organismi non bersaglio, la perdita di biodiversit\u00e0 e lo sviluppo di resistenza nei parassiti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Un dato che fa riflettere, un promemoria chiaro di quanto sia urgente ripensare l\u2019uso di queste sostanze chimiche.<\/p>\n<p>Come ridurre i rischi<\/p>\n<p>Gli autori dello studio sottolineano l\u2019urgenza di ridurre la dipendenza da pesticidi chimici altamente persistenti e tossici, promuovendo alternative pi\u00f9 sostenibili. Tra queste rientrano i <strong>bioinsetticidi<\/strong>, prodotti naturali di origine vegetale e microrganismi benefici, che possono aiutare a controllare parassiti e malattie senza impattare gravemente sull\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Al contempo, un ruolo fondamentale \u00e8 svolto dalle pratiche agricole adottate. La <strong>rotazione delle colture<\/strong>, la <strong>riduzione delle lavorazioni del terreno<\/strong>, l\u2019uso di colture di copertura e <strong>l\u2019agricoltura biologica certificata<\/strong> non solo migliorano la salute del suolo, ma contribuiscono anche a diminuire la necessit\u00e0 di pesticidi chimici. Queste strategie, se combinate a una regolamentazione rigorosa, rappresentano un approccio concreto per proteggere sia la produttivit\u00e0 agricola sia la salute degli ecosistemi e delle persone.<\/p>\n<p>Lo studio SoildiverAgro lancia ancora una volta un campanello d\u2019allarme: i residui di pesticidi sono onnipresenti nei campi di grano europei, compresi quelli biologici. La sfida sempre pi\u00f9 urgente \u00e8 trovare un equilibrio tra produttivit\u00e0 agricola e tutela della salute umana e ambientale.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0304389425012063\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-wpel-link=\"external\">Journal of Hazardous Materials<\/a><\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019uso intensivo di pesticidi in agricoltura \u00e8 da anni al centro del dibattito pubblico. Da una parte queste&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":128642,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-128641","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/128641","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=128641"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/128641\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/128642"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=128641"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=128641"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=128641"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}