{"id":129654,"date":"2025-09-25T15:02:12","date_gmt":"2025-09-25T15:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/129654\/"},"modified":"2025-09-25T15:02:12","modified_gmt":"2025-09-25T15:02:12","slug":"luomo-dietro-lai-che-scrive-software","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/129654\/","title":{"rendered":"l&#8217;uomo dietro l&#8217;AI che scrive software"},"content":{"rendered":"<p>Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo<\/p>\n<p class=\"atext\">Attualmente, Michele Catasta, presiede Replit, un esempio del boom dell\u2019AI: un\u2019azienda il cui fatturato \u00e8 cresciuto da 3 a 150 milioni di dollari in un anno, registrando un aumento di 50 volte. Un paio di settimane fa ha concluso un nuovo round di finanziamento da 250 milioni di dollari, con una valutazione dell\u2019azienda a 3 miliardi di dollari.<\/p>\n<p class=\"atext\">\u00c8 il risultato di un lavoro condotto in molti anni di ricerca. \u00c8 il premio per la sua esplorazione instancabile alla frontiera pi\u00f9 promettente dell\u2019intelligenza artificiale. Michele Catasta lavora da sempre con un\u2019idea fondamentale in testa: vuole trovare il modo di far scrivere il software alle macchine, facendo leva sul deep learning.<\/p>\n<p class=\"atext\">Ha cominciato come appassionato di open source nella sua terra d\u2019origine, le Marche. Ha iniziato l\u2019universit\u00e0 in Italia per concluderla in Irlanda e poi fare un dottorato al politecnico di Losanna e un post doc a Stanford. Sempre con quell\u2019idea in mente: costruire macchine che scrivono software. I suoi paper si facevano notare ed \u00e8 proprio grazie ai risultati delle sue ricerche che \u00e8 stato scoperto da Google. E il gigante di Mountain View lo ha voluto prima in una delle start up che incubava e poi direttamente alla casa madre. Del resto, proprio Google aveva creato la tecnologia dei transformer che aveva dato vita all\u2019epopea dell\u2019intelligenza artificiale generativa. E Catasta aveva messo quella tecnologia al servizio della produzione automatizzata di software. Con queste premesse, non stupisce che la sua carriera a Google sia stata folgorante. Ma giusto alla vigilia dell\u2019uscita di ChatGPT, quando ha capito che i tempi erano maturi per uscire dall\u2019ambito della ricerca e creare un prodotto vero e proprio, Catasta ha deciso di raggiungere una comunit\u00e0 di sviluppatori allora dedicata soprattutto all\u2019educazione, Replit appunto, per costruire il prodotto che aveva sempre sognato. Un sistema che consenta a chiunque di scrivere software senza avere studiato da ingegnere informatico, senza possedere computer potenti, ma semplicemente scrivendo i prompt in linguaggio naturale sul browser e facendo fare tutto il lavoro all\u2019intelligenza artificiale. L\u2019ultima versione dell\u2019agente di Replit aiuta a scrivere i programmi, riesce a testare il software e correggere gli errori, pu\u00f2 creare a sua volta ulteriori agenti specializzati e piani di lavoro per automatizzare attivit\u00e0 complesse e ripetitive.<\/p>\n<p class=\"atext\">Catasta sta dimostrando che il suo progetto si pu\u00f2 realizzare. I risultati sono sorprendenti e soddisfano un numero crescente di clienti. Ma ammette, con l\u2019obiettivit\u00e0 di un vero ricercatore: \u00abNon ci siamo ancora\u00bb. Il sistema fa errori, non \u00e8 sempre facile dare gli ordini nel modo migliore, funziona comunque meglio per chi possiede una competenza informatica, non tanto per la scrittura dei programmi, quanto per la definizione pi\u00f9 efficace delle richieste. \u00abUn miliardo di persone usa Excel per fare matematica pur non conoscendola appieno. Ma coloro che sono pi\u00f9 ferrati nella matematica sanno usare Excel meglio degli altri. E questo pi\u00f9 o meno avviene anche nella produzione di software con l\u2019intelligenza artificiale\u00bb.<\/p>\n<p><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/consigli24.ilsole24ore.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\"\/><\/a><a class=\"aprev aprev--acor aprev--acor-small aprev--shline\" href=\"https:\/\/podcast.ilsole24ore.com\/serie\/elon-AGVeMRHC\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/258x258.png\" alt=\"Scopri di pi\u00f9\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"atext\">Ma l\u2019impatto potenziale di questo sviluppo \u00e8 incredibilmente importante. E Catasta \u00e8 un tecnologo talmente evoluto da rendersi conto che il problema dell\u2019impatto socio-economico \u00e8 strategico. \u00abAlla fine, niente sostituisce il pensiero critico, la definizione degli obiettivi, la qualit\u00e0 dell\u2019interfaccia, l\u2019immaginazione delle funzionalit\u00e0, la capacit\u00e0 di interagire con gli altri esseri umani e gli agenti elettronici\u00bb. E la sua conclusione \u00e8 da tecno-umanista: \u00abCon la produzione di software per mezzo dell\u2019intelligenza artificiale si dovr\u00e0 fare un salto di astrazione nella progettazione dei prodotti informatici. Pensando prima di tutto a come le persone useranno i programmi e a come le societ\u00e0 di modificheranno con la loro introduzione. Ma alla fine \u00e8 chiaro che la prospettiva di una macchina che consente a tutti di fare software \u00e8 destinata ad avere un impatto significativo\u00bb. E questa prospettiva si sta avvicinando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ascolta la versione audio dell&#8217;articolo Attualmente, Michele Catasta, presiede Replit, un esempio del boom dell\u2019AI: un\u2019azienda il cui&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":129655,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-129654","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=129654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129654\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/129655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=129654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=129654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=129654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}