{"id":129714,"date":"2025-09-25T15:40:43","date_gmt":"2025-09-25T15:40:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/129714\/"},"modified":"2025-09-25T15:40:43","modified_gmt":"2025-09-25T15:40:43","slug":"ecologia-del-rugby-andrea-rinaldo-uno-scienziato-in-meta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/129714\/","title":{"rendered":"Ecologia del rugby: Andrea Rinaldo, uno scienziato in meta"},"content":{"rendered":"<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/andrea_rinaldo_-_impianti_petrarca_rugby._foto_massimo_pistore.jpg\" alt=\"Andrea Rinaldo sul campo da rugby del Petrarca. Foto: Massimo Pistore\" title=\"Andrea Rinaldo sul campo da rugby del Petrarca. Foto: Massimo Pistore\"\/><\/p>\n<p>    Andrea Rinaldo fotografato da Massimo Pistore. L&#8217;intervista \u00e8 stata realizzata al Centro sportivo Memo Geremia &#8211; Petrarca Rugby, Padova\n<\/p>\n<p>\u201cL\u2019ecologia del rugby &#8211; l\u2019abbondanza nello spazio e nel tempo di specie di giocatori adatti a prevalere evolutivamente occupando una nicchia ecologica di successo \u2013 prevede che non tutti gli atleti abbiano la stessa sorte nel coltivare e sviluppare le proprie doti. Se lo potranno fare, ci\u00f2 dipender\u00e0 da caso e da necessit\u00e0 insieme: ovvero dalle circostanze che portano a un contesto che insegni a giocare e dal posto che gli atleti occupano nella gerarchia di quel contesto\u201d. <strong>Andrea Rinaldo riflette sulle dinamiche e l\u2019evoluzione della palla ovale,<\/strong> lo fa da tempo e ora condivide il suo pensiero nel volume Storia e attualit\u00e0 del rugby nel contesto veneto e internazionale, da lui curato insieme al giornalista Andrea Passerini, con saggi di Gherardo Ortalli, Umberto Curi, Gianluca Barca e Luciano Ravagnani, recentemente pubblicato da Fondazione Benetton Studi Ricerche-Viella (Treviso-Roma 2025).\u00a0<\/p>\n<p>Ecologia del rugby\u00a0<\/p>\n<p>Partendo da qui, ci poniamo le prime domande, che avvicinano mondi solo apparentemente lontani: la ricerca scientifica e la pratica sportiva, di alto livello, hanno molto da dirsi. Per esempio, come si creano le condizioni affinch\u00e9 dei giovani imparino a giocare a rugby? Quale l&#8217;evoluzione di questo sport, considerandone anche tutto il bagaglio culturale (&#8220;perch\u00e9 il gioco \u00e8 all\u2019origine della civilt\u00e0&#8221;)? Come e quanto si \u00e8 trasformato nel passaggio al professionismo? Su questi interrogativi si fonda una vivace riflessione attorno all\u2019ecologia del rugby,<strong> <\/strong>le sue dinamiche e una specifica storia evolutiva. <strong>Stephen Jay Gould<\/strong>, figura centrale della ricerca paleontologica, era un grande appassionato di baseball:<strong> le sue considerazioni sul significato della progressione dei record sportivi e le deduzioni evoluzionistiche a partire dalle statistiche del gioco si possono applicare anche al rugby<\/strong>. \u201cLe similitudini tra i record di Joe Di Maggio e l\u2019estinzione dei dinosauri mi sono sembrate davvero irresistibili\u201d, racconta Rinaldo nel suo ultimo libro, trasferendo quelle intuizioni al mondo della palla ovale, per poi spiegare a Il Bo Live: &#8220;Stephen Jay Gould ha visto nello studio delle statistiche del baseball i segni dell&#8217;evoluzione biologica. Si era chiesto il motivo della scomparsa di una certa media delle battute: questo accadeva perch\u00e9 erano migliorati collettivamente i giocatori. Non erano spariti i giganti del baseball, ma erano tutti diventati pi\u00f9 bravi&#8221;. Cos\u00ec, nel cammino di evoluzione della palla ovale.<\/p>\n<p>    Servizio di Francesca Boccaletto e Massimo Pistore\n<\/p>\n<p>            Uno scienziato in meta<\/p>\n<p><strong>Nel 2023 vince il Nobel dell\u2019Acqua, primo italiano nella storia del prestigioso <\/strong><strong>Stockholm Water Prize<\/strong><strong>.<\/strong> Emerito di Costruzioni idrauliche nell\u2019Universit\u00e0 di Padova ed Emeritus Professor nella \u00c9cole Polytechnique F\u00e9d\u00e9rale de Lausanne, <strong>Andrea Rinaldo \u00e8<\/strong> <strong>uno scienziato ma \u00e8 stato anche un ottimo giocatore di rugby.\u00a0Con lui abbiamo parlato di scienza e sport, studenti e atleti<\/strong>, partendo da una riflessione sull\u2019<strong>ecologia del rugby<\/strong> per arrivare alla condivisione dei <strong>ricordi sul campo.<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Quattro i caps (presenze in partite ufficiali della Nazionale) nel ruolo di seconda linea con la maglia dell\u2019Italia, nel 1977, prima di essere costretto a rinunciare alla carriera agonistica a causa di un infortunio: \u201cHo fatto lo scienziato come piano b perch\u00e9 a 23 anni ho rotto i legamenti del crociato del ginocchio sinistro. A quel tempo non c\u2019era la chirurgia che abbiamo oggi, un infortunio come il mio segnava la fine della carriera d\u2019eccellenza. Dunque, sono andato a fare il dottorato, che in Italia ancora non c\u2019era, ero un buon studente di Ingegneria. Ho smesso di giocare nel 1980, la prima Coppa del mondo si \u00e8 giocata nel 1987, se ci fosse stata l\u2019opportunit\u00e0 di andare, non avrei fatto il dottorato\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>                 <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/foto_paolo_gioli_per_gentile_concessione_di_andrea_rinaldo.jpg\" alt=\"Foto: Paolo Gioli, per gentile concessione di Andrea Rinaldo\" title=\"Foto: Paolo Gioli, per gentile concessione di Andrea Rinaldo\"\/><\/p>\n<p>    Andrea Rinaldo (a destra) in campo nel 1977, durante la partita XV del Presidente &#8211; All Blacks. La fotografia di Paolo Gioli \u00e8 resa disponibile da Andrea Rinaldo e da Fondazione Benetton Studi Ricerche\n<\/p>\n<p>            La memoria del gioco<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 una partita che, regolarmente, torna ad abitare i suoi sogni e, \u201ca volte, ho ancora la sensazione di essere l\u00ec, di correre per andare in sostegno di un compagno, cinquant\u2019anni dopo: sono emozioni talmente profonde da essere richiamate dalla memoria involontaria\u201d<\/strong>. Il match \u00e8 quello giocato allo Stadio Appiani di Padova, nel novembre 1977: in campo le formazioni del XV del Presidente, selezione del campionato italiano, e dei gi\u00e0 mitici All Blacks, la prima volta di una squadra italiana contro i fenomenali neozelandesi. <strong>Nella foto scattata da Paolo Gioli, a cui Andrea Rinaldo \u00e8 particolarmente legato, si vede Bryan Williams, con la palla in mano, impegnato in una azione di gioco resa immortale dall&#8217;obiettivo del fotografo, con lui Brad Johnstone<\/strong>, molti anni dopo diventato commissario tecnico della nazionale italiana, dal 2000 al 2002. I due All Blacks dividono la scena proprio con Rinaldo. Quella partita viene ancora oggi ricordata dagli appassionati della palla ovale come l\u2019esame di maturit\u00e0 del rugby italiano: Italy\u2019s come of age, cos\u00ec venne definita dalla stampa dell\u2019epoca. Gli All Blacks vinsero superando gli italiani solo di una manciata di punti (9-17), un risultato pi\u00f9 che onorevole per i debuttanti.<\/p>\n<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/rinaldo_per_gentile_concessione_petrarca_rugby_0.jpg\" alt=\"Andrea Rinaldo, rugby, anni Settanta, per gentile concessione Petrarca Rugby\" title=\"Andrea Rinaldo, rugby, anni Settanta, per gentile concessione Petrarca Rugby\"\/><\/p>\n<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/rinaldo_pistore_0.jpg\" alt=\"Andrea Rinaldo fotografato da Massimo Pistore\" title=\"Andrea Rinaldo fotografato da Massimo Pistore\"\/><\/p>\n<p>    Andrea Rinaldo, ieri e oggi: nella prima foto \u00e8 in campo negli anni Settanta, impegnato in touche &#8211; per gentile concessione Petrarca Rugby &#8211; la seconda, scattata da Massimo Pistore nel settembre 2025, lo ritrae al Centro Memo Geremia\n<\/p>\n<blockquote><p>\n        \u201c<br \/>\n        <strong>    Lo sport educa alla scienza, perch\u00e9 insegna che non ci sono scorciatoie e il risultato \u00e8 la logica conseguenza del lavoro fatto<br \/>\n<\/strong><br \/>\n                        Andrea Rinaldo <\/p>\n<\/blockquote>\n<p>        Studenti e atleti: un cammino di scoperta e conoscenza<\/p>\n<p>&#8220;Lo sport educa alla scienza, perch\u00e9 insegna che non ci sono scorciatoie e il risultato \u00e8 la logica conseguenza del lavoro che hai fatto\u201d, <strong>spiega Rinaldo a<\/strong><strong> Il Bo Live<\/strong><strong>.<\/strong> &#8220;Questo vale in particolare per il rugby perch\u00e9 si tratta di uno sport imparziale: i pi\u00f9 bravi, i pi\u00f9 forti, i pi\u00f9 adatti, i pi\u00f9 preparati vincono sempre, non \u00e8 uno sport e un mestiere per furbi, \u00e8 scritto anche nelle regole del gioco. <strong>L\u2019esperienza sportiva ad alto livello \u00e8 una esperienza educativa e deve essere portata nel mondo reale, per crescere persone capaci di dare un contributo alla societ\u00e0 civile.<\/strong> <strong>Io sono universitario al cento per cento e penso che i talenti dello sport di eccellenza debbano essere preparati: l\u2019universit\u00e0 \u00e8 perfetta per questo<\/strong>\u201d. I due mondi si parlano, in maniera profonda e proficua: studenti e atleti condividono un cammino di scoperta e conoscenza.\u00a0<\/p>\n<p>In chiusura, oltre la narrazione epica, oltre la leggenda, <strong>ci siamo chiesti se quello che si dice sul rugby sia tutto vero: \u00e8 una scuola di vita, valori e amicizia<\/strong>? \u201cIo non posso essere imparziale, forse non chiedi alla persona giusta &#8211; risponde Rinaldo, divertito -, perch\u00e9 quelle esperienze e quelle amicizie sono ancora con me. Le persone con cui ho giocato cinquant\u2019anni fa sono amici fraterni e quello che ho imparato in campo mi \u00e8 servito nella vita: si impara a farsi male e rialzarsi, a superare i proprio limiti, a essere persone serie e a controllare la paura. <strong>Se volete fare gli scienziati, la cosa migliore \u00e8 iniziare a giocare a rugby da giovani<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>                          <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/p10_fig4.jpg\" alt=\"Rugby: il gioco dei giovani sullo sfondo della scuola, come rappresentato in un fascicolo del settimanale \u00abHarper\u2019s Weekly\u00bb nel 1870\" title=\"Rugby: il gioco dei giovani sullo sfondo della scuola, come rappresentato in un fascicolo del settimanale \u00abHarper\u2019s Weekly\u00bb nel 1870\"\/><\/p>\n<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758814843_808_p17_fig10.jpg\" alt=\"Partita di football tra Yale e Princeton, stampa di Arthur Burdett Frost, 1879.\" title=\"Partita di football tra Yale e Princeton, stampa di Arthur Burdett Frost, 1879.\"\/><\/p>\n<p class=\"slick-caption\">    Immagini storiche del 1870 e del 1879 tratte dal libro &#8220;Storia e attualit\u00e0 del rugby nel contesto veneto e internazionale&#8221;, a cura di Andrea Passerini e Andrea Rinaldo (Fondazione Benetton Studi Ricerche-Viella, Treviso-Roma 2025)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Andrea Rinaldo fotografato da Massimo Pistore. 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