{"id":129814,"date":"2025-09-25T16:51:13","date_gmt":"2025-09-25T16:51:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/129814\/"},"modified":"2025-09-25T16:51:13","modified_gmt":"2025-09-25T16:51:13","slug":"ghost-of-yotei-la-recensione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/129814\/","title":{"rendered":"Ghost of Y\u014dtei &#8211; La recensione"},"content":{"rendered":"<p class=\"msonospacing\">Il 2025 non passer\u00e0 certo alla storia come uno degli anni pi\u00f9 spumeggianti per Sony, visto che a parte <a href=\"https:\/\/it.ign.com\/death-stranding-2\/219095\/review\/death-stranding-2-on-the-beach-la-recensione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Death Stranding 2: On the Beach<\/a>, uscito a giugno, da qui a fine anno l\u2019unico altro titolo di rilievo ad approdare su PlayStation 5 \u00e8 <a href=\"https:\/\/it.ign.com\/ghost-of-yotei\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ghost of Y\u014dtei<\/a>. Magra consolazione? Forse s\u00ec, anche se parliamo di un gioco comunque importante (il precedente <a href=\"https:\/\/it.ign.com\/ghost-of-tsushima-ps4\/171499\/review\/ghost-of-tsushima-la-recensione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ghost of Tsushima<\/a> ha venduto oltre 13 milioni di copie), nonch\u00e9 di un titolo che per gameplay e respiro narrativo ha tutte le carte in regola per fare breccia nel cuore di molti appassionati.<\/p>\n<p>Atsu la vendicatrice tra vendetta e limiti tecnici<\/p>\n<p class=\"msonospacing\"><strong>In Ghost of Y\u014dtei tutto parte da una tragedia del passato e dal desiderio di vendetta di Atsu la quale, dopo anni dal massacro dei genitori per mano di un samurai rinnegato (Lord Saito) e dei suoi cinque complici, \u00e8 decisa a tutto pur di ottenere giustizia<\/strong>. La sua intera vita dopo la tragedia, trascorsa a combattere come mercenaria nel Giappone di inizio XVII secolo, \u00e8 improntata unicamente a trovare i colpevoli e a ucciderli. Durante il prologo, con tanto di spietati villain mascherati (i Sei di Y\u014dtei) e la protagonista ridotta in fin di vita, ho quasi avuto la sensazione di essere tornato esattamente nel Giappone di Ubisoft, anche perch\u00e9 i due giochi sono ambientati praticamente nello stesso periodo storico seppur in luoghi diversi. Persino quando Atsu torna per la prima volta nella sua vecchia casa ormai distrutta e abbandonata e si rivivono i flashback della sua infanzia, il ricordo \u00e8 andato subito alle sessioni di gioco estremamente simili nei panni di Naoe. Una fortissima sensazione di d\u00e9j\u00e0-vu che, nel bene e nel male, anche per gli inevitabili richiami a Ghost of Tsushima, mi ha accompagnato per tutto il gioco, con in pi\u00f9 l\u2019aggravante che Ghost of Y\u014dtei si limita a offrire un open world diligente e a tratti anche evocativo ma lontano per spessore grafico e ampiezza da quello di Naoe e Yasuke.<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">Nonostante gli indubbi passi avanti rispetto a Ghost of Tsushima, Ghost of Y\u014dtei presenta un comparto tecnico non stratosferico per una produzione comunque importante a cui Sucker Punch ha dedicato quasi cinque anni di sviluppo. Giocato su PlayStation 5 Pro con il miglior preset possibile (ray tracing e 60 fps esclusivi per la console ammiraglia di Sony), <strong>Ghost of Y\u014dtei offre come il suo predecessore un colpo d\u2019occhio generale affascinante come scorci naturali, giochi cromatici, alcune cut-scene (non tutte), dettagli delle armature e scene di massa, ma il resto lascia molto pi\u00f9 freddi<\/strong>. Animazioni ed espressioni facciali dei PNG sono infatti lontane dall\u2019eccellenza, cos\u00ec come la resa della vegetazione (soprattutto dopo aver visto <a href=\"https:\/\/it.ign.com\/kingdom-come-deliverance-ii\/216041\/review\/kingdom-come-deliverance-ii-la-recensione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Kingdom Come: Deliverance II<\/a>), l\u2019effetto continuo e costante del vento, i modelli degli animali (lupi, cavalli, orsi), le texture, gli ambienti interni, le animazioni di Atsu e dei suoi compagni di avventura, l&#8217;illuminazione e gli effetti volumetrici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" data-position=\"0\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/df_v1wy.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nLa cura nell&#8217;abbigliamento \u00e8 tra gli elementi grafici pi\u00f9 riusciti del gioco.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 non mi sono stupito quando Brian Fleming, co-fondatore di Sucker Punch, ha dichiarato che il budget di sviluppo di Ghost of Y\u014dtei \u00e8 rimasto sostanzialmente simile a quello di Ghost of Tsushima (circa 60 milioni di dollari). <strong>Non aspettatevi insomma la ricchezza visiva dei migliori open world oggi sulla piazza e, per un titolo cos\u00ec importante nella line-up di Sony, speravo sinceramente in qualcosa di pi\u00f9<\/strong>. Per fortuna Ghost of Y\u014dtei riesce a convincere su altri fronti.<\/p>\n<p>Alla scoperta di Ezo<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">Il gameplay, ad esempio, offre un convincente mix di combattimenti, esplorazione e sviluppo del personaggio. L\u2019area di Ezo in cui \u00e8 ambientato il gioco (corrispondente a una parte dell\u2019attuale isola di Hokkaido) \u00e8 decisamente ampia e comprende sezioni montuose (il monte Y\u014dtei \u00e8 un costante riferimento nei dialoghi), pianeggianti, fiumi, paludi, fortificazioni e piccoli insediamenti. <strong>L\u2019esplorazione \u00e8 facilitata sia dall\u2019acquisto di mappe che rivelano punti di interesse, sia dal fatto che, non appena si scopre uno di questi punti o una zona minimamente importante, vi si pu\u00f2 tornare quando si vuole dopo un caricamento praticamente istantaneo<\/strong>. Una bella comodit\u00e0, che vorrei trovare in tutti i titoli simili e che spinge il giocatore a esplorare il pi\u00f9 possibile, senza l&#8217;assillo di doversi poi rifare chilometri a cavallo per muoversi in un\u2019altra area.<\/p>\n<p>Inoltre, Sucker Punch ha puntato molto su percorsi verticali e sulle relative scalate. Alcuni sono obbligatori per accedere a campi nemici o a luoghi altrimenti inaccessibili, mentre altri appaiono opzionali. Inizialmente, scalare, saltare e aggrapparsi a tronchi e sporgenze con il rampino \u00e8 anche divertente, ma a lungo andare il tasso di sfida piuttosto docile e i percorsi facilmente individuabili tramite i soliti escamotage (bandierine colorate, sporgenze a cui aggrapparsi in bella evidenza) rendono queste sezioni platform ripetitive, anche l\u00e0 dove (verso il finale) c\u2019\u00e8 di mezzo un inseguimento ad alta quota. <strong>Non nascondo per\u00f2 che cavalcare alla scoperta di Ezo ha il suo fascino e soprattutto la sua utilit\u00e0, visto che gran parte della crescita di Atsu dipende proprio dalla scoperta di luoghi precisi<\/strong>.<\/p>\n<p>Volete aumentare la barra della salute? Preparatevi a scoprire delle piccole vasche termali in cui fare il bagno; desiderate sbloccare le abilit\u00e0 nei vari rami di upgrade del personaggio? Dovete prima trovare dei piccoli tempietti sparsi per la mappa ed eventualmente liberare la zona circostante dai nemici prima di poterli sfruttare. Lo stesso dicasi per la quantit\u00e0 di Spirito, incrementabile eseguendo un minigioco di abilit\u00e0 con apposite postazioni di canne di bamb\u00f9 presenti solo in alcuni punti della mappa. Ghost of Y\u014dtei \u00e8 piacevolmente pi\u00f9 &#8220;ristretto&#8221; nelle dimensioni della mappa rispetto a open world ancora pi\u00f9 giganteschi, tanto che non mi sono mai sentito soverchiato dalla mole di chilometri da macinare a cavallo o di puntini sulla mappa che spuntano come funghi, con il risultato che la Ezo in cui si muove Atsu non \u00e8 mai troppo dispersiva o grande giusto per il gusto di esserla.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"1\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/bzpctxruokdioxu6khrsdc_tqq1.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nAtsu pu\u00f2 essere letale anche con le armi a distanza.<\/p>\n<p>Anche l\u00e0 dove non si hanno informazioni precise per raggiungere un luogo preciso, basta muovere il dito dal basso verso l\u2019alto sul touchpad del controller e osservare la direzione del vento per capire dove andare; nel complesso, insomma, l\u2019esplorazione in Ghost of Y\u014dtei \u00e8 un punto a favore del gioco. Altri elementi del gameplay convincono di meno a causa di un forte riciclo di idee viste in tantissimi altri open world; ecco allora gli insediamenti nemici da liberare (con tanto di cut-scene in cui gli abitanti del posto ritornano felici), i mini-giochi carini le prime volte ma alla lunga stucchevoli (il shamisen da suonare, la cottura dei cibi, la scrittura e i disegni), le missioni che iniziano spesso e volentieri con dei PNG da seguire per interi minuti a piedi o a cavallo e le azioni &#8220;cooperative&#8221; da compiere assieme a un compagno di viaggio (rompere ostacoli con il rampino e aggrapparsi a sporgenze).<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">Qua e l\u00e0 il gioco propone anche dei semplici enigmi ambientali che, se non altro (come nella missione per uccidere uno dei Sei di Y\u014dtei), variano un po\u2019 il gameplay e ricordano certi frangenti in stile Tomb Raider\/Uncharted. <strong>Ci sono poi diversi tipi di missioni oltre alle principali incentrate sulla vendetta di Atsu; ho apprezzato alcune quest per uccidere dei ricercati (che fungono in pratica da mini-boss), ma anche quelle per sbloccare le armi recandosi dai maestri nelle varie discipline di combattimento funzionano, non risultando troppo lunghe o dispersive.<\/strong><\/p>\n<p>Chi ha paura di Atsu?<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">A questo proposito, il combat system risulta piacevole e pi\u00f9 variegato rispetto a quello di Ghost of Tsushima: Atsu puo&#8217; infatti utilizzare diverse armi tra cui katana singola e doppia, una spada lunga, una lancia, coltelli da lancio, arco e persino una pistola e un fucile. Tutte le armi, potenziabili raccogliendo un certo tipo di risorse e spendendo ovviamente denaro, hanno un diverso grado di efficacia a seconda dei nemici che si hanno di fronte e lo stesso dicasi per il tipo di attacco. <strong>Sucker Punch ha studiato un sistema per cui, guardando il colore dell\u2019attacco nemico (giallo, blu e rosso), bisogna agire di conseguenza con una parata, una schivata o un anticipo, trovando il giusto tempismo per sbilanciare il nemico ed eseguire un contrattacco pi\u00f9 efficace<\/strong>. Tutto questo \u00e8 arricchito da varianti come le bombe fumogene (utilissime quando si \u00e8 circondati) ed esplosive, uccisioni stealth (anche in serie sbloccando la relativa abilit\u00e0) e alcune meccaniche incentrate sul timore che Atsu \u00e8 in grado di incutere nel nemico.<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">La sua missione di cacciatrice dei Sei di Y\u014dtei l\u2019ha infatti trasformata agli occhi degli abitanti di Ezo in una sorta di spirito vendicativo e, pi\u00f9 si va avanti nel gioco, pi\u00f9 la donna pu\u00f2 compiere attacchi (tra cui una sorta di modalit\u00e0 berserk a tempo) che terrorizzano i nemici vicini facilitandone notevolmente l\u2019uccisione. Ci sono poi altre trovate simpatiche come l\u2019intervento di un lupo alleato e le immancabili combo da sbloccare, ma i pur riusciti combattimenti, che nel finale trasformano Atsu in una vera e propria macchina da guerra, devono vedersela con un\u2019IA nemica piuttosto rudimentale, e che anche dopo tre aggiornamenti non \u00e8 migliorata particolarmente.<\/p>\n<p>Luci e ombre di un gioco molto atteso<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">A parte i boss, i nemici comuni difficilmente rappresentano un ostacolo anche quando sono numerosi (ho giocato a livello di difficolt\u00e0 normale), un po\u2019 perch\u00e9 sono lenti negli attacchi, un po\u2019 perch\u00e9 basta allontanarsi un minimo dalla zona dello scontro per far perdere le proprie tracce, rifiatare e tornare all\u2019attacco. <strong>L\u2019unico picco di difficolt\u00e0 l\u2019ho riscontrato contro l\u2019ultimo boss, ma per il resto, una volta che si prende il ritmo delle parate, schivate e anticipi, non si incontrano particolari difficolt\u00e0 n\u00e9 nell\u2019uccidere, n\u00e9 nel procurarsi le risorse necessarie per i potenziamenti<\/strong> (molti, tra l\u2019altro, quelli puramente estetici).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"image screenshot\" data-position=\"2\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/ghost-of-yotei-official-kusariga_dghx.jpg\"  viewbox=\"0 0 16 9\"\/><br \/>\nLa variet\u00e0 di armi \u00e8 un deciso passo avanti rispetto a ghost of tsushima.<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">Ho finito il gioco in circa 32 ore senza aver completato tutto al 100% (ma quasi), con la sensazione di un open world diligente ma anche risaputo e un po\u2019 logoro nelle meccaniche e piuttosto comune nello svolgimento. Se da un lato il tono del racconto sa anche essere duro ed epico (ma meno di Tsushima) e propone almeno due colpi di scena efficaci, dall\u2019altro il gioco inciampa in frangenti spesso un po&#8217; banali, con lungaggini inutili poco prima del gran finale (la raccolta dei funghi vicino al tempio) e PNG che, a parte Lord Saito e un personaggio femminile dal passato misterioso, si dimenticano velocemente.<\/p>\n<p class=\"msonospacing\">Senz&#8217;altro sono arrivato ai titoli di coda senza la spossatezza che mi hanno provocato altri open world recenti con le loro 70-80 ore di gioco, ma Ghost of Tsushima, uscito quando la &#8220;mania&#8221; degli action nell&#8217;antico Giappone non era ancora esplosa, mi era piaciuto di pi\u00f9. Non che Ghost of Y\u014dtei sia un brutto gioco, anzi: se adorate il genere e l&#8217;ambientazione, ci andrete probabilmente a nozze; ma per essere l\u2019unica grande esclusiva PlayStation 5 dell\u2019anno assieme a Death Stranding 2: On the Beach le aspettative erano un po&#8217; pi\u00f9 altre.<\/p>\n<p><strong>MODUS OPERANDI<\/strong><\/p>\n<p>Ho scaricato Ghost of Y\u014dtei da PlayStation Store e l\u2019ho giocato su PlayStation 5 Pro portandolo a termine in circa 32 ore a livello di difficolt\u00e0 Normale. Il gioco, disponibile dal 2 ottobre a 79,99 euro in esclusiva per le console Sony, \u00e8 doppiato in inglese, giapponese e italiano e offre numerose opzioni di accessibilit\u00e0. Le impostazioni grafiche sono quattro: Qualit\u00e0 (30 fps e risoluzione pi\u00f9 alta), Prestazioni (60 fps a risoluzione pi\u00f9 bassa), Ray Tracing (30 fps a risoluzione intermedia) e Ray Tracing Pro, una modalit\u00e0 esclusiva per PlayStation 5 Pro con supporto per i 60 fps a risoluzione intermedia.<\/p>\n<\/p>\n<p id=\"id_keyword__70813__text\">Ghost of Y\u014dtei offre un\u2019esperienza open world che alterna momenti di grande fascino a evidenti limiti sul fronte tecnico, senza riuscire a competere con i migliori titoli del genere n\u00e9 a superare il suo stesso predecessore, Ghost of Tsushima. L\u2019ambientazione, seppur suggestiva, trasmette una sensazione di d\u00e9j\u00e0-vu, mentre grafica e narrazione faticano a lasciare un\u2019impressione duratura. Il gameplay, invece, risulta solido grazie a combattimenti ben strutturati, un arsenale vario e un\u2019esplorazione pi\u00f9 mirata rispetto ad altri open world. Tuttavia, nel complesso, il gioco non riesce a imporsi come l\u2019esclusiva di rilievo per PS5 che molti, me compreso, si aspettavano da uno dei titoli pi\u00f9 attesi del 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 2025 non passer\u00e0 certo alla storia come uno degli anni pi\u00f9 spumeggianti per Sony, visto che a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":129815,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-129814","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=129814"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/129814\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/129815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=129814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=129814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=129814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}