{"id":130260,"date":"2025-09-25T22:24:14","date_gmt":"2025-09-25T22:24:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/130260\/"},"modified":"2025-09-25T22:24:14","modified_gmt":"2025-09-25T22:24:14","slug":"calabria-lhotel-sulla-sila-della-malaccoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/130260\/","title":{"rendered":"Calabria, l\u2019hotel sulla Sila della \u00abmalaccoglienza\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019hotel La Fenice lo trovi salendo sui monti della Sila, tra Cosenza e Crotone. Forgitelle, sulla statale 177, \u00e8 una localit\u00e0 di Camigliatello Silano, \u00abla Cortina d\u2019Ampezzo dell\u2019altipiano\u00bb. Tra un caseificio e un panificio, l\u2019edificio rosso con i muri scrostati, circondato da una selva di pini e l\u2019erbaccia malcurata, lo noti facilmente. Insegna malandata, le 4 stelle d\u2019ordinanza. Dentro \u00e8 un albergo degli orrori. Gi\u00e0 nel 2016 venne chiuso: \u00abInagibile e pericoloso\u00bb era scritto nel decreto prefettizio di sgombero. La struttura, pignorata e trasformata in un Centro di accoglienza straordinario (Cas), era gestita dall\u2019associazione Animed di Cosenza.<\/p>\n<p>La commissione di controllo istituita dalla prefettura di Cosenza, la stessa che aveva scelto Camigliatello come sede per i rifugiati, ne ordin\u00f2 la chiusura. Furono gli antirazzisti cosentini a denunciare la tragica situazione di malaccoglienza, di violazioni quotidiane dei diritti essenziali dei migranti, parcheggiati come pacchi. Il Cas venne chiuso ma dopo pochi anni riaperto.<\/p>\n<p><strong>VENNE AFFIDATO<\/strong> stavolta alla societ\u00e0 Alprex Sas che detiene un\u2019altra struttura a Camigliatello, per minori non accompagnati, in via delle Ville. Il Collettivo AltraMarea ha acceso un faro sul Cas: \u00abAccogliere con dignit\u00e0 non \u00e8 una scelta, \u00e8 un obbligo morale\u00bb commentano gli attivisti che con una loro ispezione hanno mostrato lo stato della struttura. Nato da poco, il network cosentino nasce proprio dalla volont\u00e0 di denunciare le condizioni dei migranti all\u2019interno dei centri di accoglienza governativi e dei centri di detenzione. Un albergo dovrebbe essere, per definizione, sinonimo di accoglienza e comfort. Invece, dalle foto e dai video girati dagli ospiti che il manifesto ha potuto consultare, nell\u2019hotel La Fenice si vedono ambienti fatiscenti, materassi lerci, biancheria sporca, docce indecorose, pessima alimentazione. I migranti denunciano \u00abuna totale assenza di percorsi di integrazione, assistenza sanitaria inesistente, un stato di abbandono generale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>GLI ATTIVISTI ACCUSANO:<\/strong> \u00abBench\u00e9 agli ospiti venga fornito il sapone, lavarsi all\u2019interno delle docce del centro \u00e8 pi\u00f9 simile al passaggio in un girone infernale. I piatti doccia sono sporchi e incrostati. Le tende di plastica sono nere. La rubinetteria \u00e8 assente: l\u2019acqua fluisce direttamente da un tubo che, uscendo dal muro, lascia la parete della doccia striata di calcare e residui ferrosi\u00bb. E ancora: \u00abLe camere in cui sono alloggiati i 150 ospiti sono umide, le pareti mostrano segni di muffa, l\u2019intonaco \u00e8 scrostato, la biancheria sporca. I termosifoni, in inverno, funzionano solo un paio d\u2019ore e per le temperature rigidissime degli inverni silani non sono sufficienti a riscaldare, anche parziale, la struttura.<\/p>\n<p>L\u2019alimentazione \u00e8 pessima\u00bb. La prefettura, che ha affidato ad Alprex la struttura durante \u201cl\u2019emergenza sbarchi\u201d del 2023, aveva assicurato controlli sullo stato dei luoghi. Assai inquietante \u00e8 poi il racconto fatto da diversi migranti ospiti del centro: \u00abIn pi\u00f9 di un\u2019occasione \u00e8 stata utilizzata una pistola per spaventarci e umiliarci. A chi si lamentava veniva detto \u201cvi togliamo il pocket money\u201d\u00bb. Contattati dal manifesto, i rappresentanti legali della societ\u00e0 hanno preferito non replicare alle accuse. Il business securitario a queste latitudini ha una consolidata tradizione.<\/p>\n<p><strong>NEGLI ULTIMI TRE LUSTRI<\/strong> gli \u201chotel Africa\u201d hanno trovato sede ad Amantea, Cetraro, Falerna, Gambarie d\u2019Aspromonte, Rogliano. E ora Camigliatello. Gli alberghi della malaccoglienza \u201cstraordinaria\u201d di Calabria sono molto remunerativi: 32 euro diurni a migrante. Si tratta, arrotondando per difetto, di circa 3 mila al giorno e 90 mila al mese. E con il decreto Cutro sono stati tagliati i costi fissi per assistenza psicologica e orientamento legale. Sono stati azzerati i corsi di lingua italiana e di orientamento al territorio. Il capitolato per i centri di accoglienza del 2024 ha aumentato i costi complessivi.<\/p>\n<p><strong>MA A CRESCERE<\/strong> sono soltanto quelli per il funzionamento delle strutture, non certo i servizi sociali. Anche grazie alle denunce del manifesto molti di questi hotel sono stati nel tempo chiusi. Nessuno dalla prefettura o dalle autorit\u00e0 competenti ha contattato in questi giorni gli attivisti per saperne di pi\u00f9 sull\u2019hotel La Fenice. \u00abIntanto, per\u00f2, siamo venuti a conoscenza che alcuni degli ospiti sono riusciti a fuggire \u2013 precisa Luca Mannarino di AltraMarea -. Si sono ribellati\u00bb. Tra pochi giorni in Calabria si vota, sarebbe bello se la politica, locale e nazionale, si recasse sui monti della Sila per incontrare i 150 migranti dell\u2019hotel La Fenice. Dimenticati da (quasi) tutti. Nel disinteresse generale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019hotel La Fenice lo trovi salendo sui monti della Sila, tra Cosenza e Crotone. 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