{"id":131251,"date":"2025-09-26T10:51:12","date_gmt":"2025-09-26T10:51:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/131251\/"},"modified":"2025-09-26T10:51:12","modified_gmt":"2025-09-26T10:51:12","slug":"accesso-pay-tv-sgominato-vertice-mercato-illegale-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/131251\/","title":{"rendered":"Accesso Pay-tv, sgominato vertice mercato illegale italiano"},"content":{"rendered":"<p>Attraverso un&#8217;approfondita analisi dei computer, smartphone e server sequestrati e l&#8217;esame di un elevato volume di flussi finanziari sarebbe emersa l&#8217;esistenza di una associazione criminale, organizzata in modo gerarchico, con ruoli distinti e precisi (capo, vice capo, master, admin, tecnico, reseller), e con vertici presenti sul territorio nazionale (Catania, Roma, Siracusa e Brescia) e all&#8217;estero<\/p>\n<p>Otto persone sono state poste agli arresti domiciliari dalla polizia nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta della Procura di Catania su un&#8217; associazione a delinquere finalizzata alla diffusione illecita di palinsesti televisivi ad accesso condizionato (pay-tv) a cui \u00e8 contestata anche l&#8217; accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica. Gli arrestati sono ritenuti il &#8220;vertice del mercato illegale dello streaming italiano&#8221;. Il giro scoperto avrebbe generato un profitto, da 10 milioni di euro, ma il danno stimato \u00e8 in oltre 30 milioni. L&#8217;operazione ha fatto luce sul 70% dello streaming illegale nazionale, pari a oltre 900.000 utenti.\u00a0Gli arrestati sono residenti a Catania, Siracusa, Roma, Brescia e all&#8217;estero. L&#8217;indagine, che la Procura ha potuto sviluppare grazie all&#8217;apporto del cento operativo per la sicurezza cibernetica di Catania, con il cordinamento del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica di Roma, \u00e8 sviluppo dell&#8217;operazione di contrasto al cybercrime &#8220;Gotha&#8221; del 2022 coordinata dalla Dda etnea che port\u00f2 all&#8217;esecuzione di oltre 70 perquisizioni in Italia.\u00a0 \u00a0<\/p>\n<p>\t\t \tNel dettaglio<\/p>\n<p>Attraverso un&#8217;approfondita analisi dei computer, smartphone e server sequestrati e l&#8217;esame di un elevato volume di flussi finanziari sarebbe emersa &#8220;l&#8217;esistenza di una associazione criminale, organizzata in modo gerarchico, con ruoli distinti e precisi (capo, vice capo, master, admin, tecnico, reseller), e con vertici presenti sul territorio nazionale (Catania, Roma, Siracusa e Brescia) e all&#8217;estero&#8221;. Vittime piattaforme come Sky, Dazn, Mediaset, Amazon prime e Netflix, tramite un sistema di Iptv illegali, con profitti mensili stimati in milioni di euro. Secondo l&#8217;accusa gli arrestati sarebbero il &#8220;vertice del mercato illegale dello streaming italiano&#8221;, che, &#8220;oltre a promuovere e dirigere l&#8217;associazione a delinquere decideva costi degli abbonamenti, sospensione del servizio e modalit\u00e0 di distribuzione dei dispositive, coordinando i singoli operatori sul territorio nazionale&#8221;. Per lo svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 illecita, l&#8217;organizzazione utilizzava numerosi server noleggiati da societ\u00e0 di hosting estere.\u00a0 Per evitare le indagini, gli arrestati avrebbero fatto uso di applicazioni di messaggistica crittografata, identit\u00e0 fittizie e documenti falsi. Questi ultimi utilizzati per l&#8217;intestazione di utenze telefoniche, carte di credito, abbonamenti televisivi e per noleggio di server. Inoltre, gli indagati avrebbero imposto ai loro destinatari, i numerosi rivenditori (reseller) sparsi sul territorio, di seguire un vero e proprio catalogo di regole per sottrarsi alle investigazioni e inquinare le fonti di prova.\u00a0 \u00a0I profitti accertati solo nei mesi monitorati durante le indagini ammontano a circa 10 milioni di euro, ma si stima che i danni per l&#8217;industria audiovisiva potrebbero superare i 30 milioni di euro mensili, considerate che l&#8217;operazione ha fatto luce sul 70% dello streaming illegale nazionale, pari a oltre 900.000\u00a0 utenti.\u00a0 \u00a0La Procura di Catania ha richiesto misura cautelare nei confronti degli otto indagati e il gip, all&#8217;esito degli interrogatori preventivi resi dagli indagate (tranne uno perch\u00e8 irreperibile) ha concesso la misura cautelare degli arresti domiciliari, alla cui esecuzione \u00e8 stata delegata la Polizia Postale.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\t\t\t<a class=\"c-inline-card j-inline-card c-inline-card--with-image\" href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/cronaca\/video\/2025\/09\/11\/baby-gang-il-trapper-arrestato-per-possesso-illegale-di-arma-1035297\" rel=\"follow nofollow noopener\" data-intcmp=\"skytg24_articolo_approfondimenti_inline\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t         <img decoding=\"async\" crossorigin=\"anonymous\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1035297_1757607500809_thumb_494.0000001_1757610760996.jpg\"  loading=\"lazy\"  bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1035297_1757607500809_thumb_494.0000001_1757610760996.jpg\"\/><\/p>\n<p>\n\t\t\t         Approfondimento<br \/>\n\t\t\t         Baby Gang, il trapper arrestato per possesso illegale di arma\n\t\t\t      <\/p>\n<p>\t\t\t<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Attraverso un&#8217;approfondita analisi dei computer, smartphone e server sequestrati e l&#8217;esame di un elevato volume di flussi finanziari&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":131252,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1444],"tags":[203,204,1537,90,89,85822,21659,253],"class_list":{"0":"post-131251","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tv","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-pay-tv","14":"tag-polizia-postale","15":"tag-tv"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/131251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=131251"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/131251\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/131252"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=131251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=131251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=131251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}