{"id":131451,"date":"2025-09-26T13:03:13","date_gmt":"2025-09-26T13:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/131451\/"},"modified":"2025-09-26T13:03:13","modified_gmt":"2025-09-26T13:03:13","slug":"le-vie-di-fuga-in-ghiaia-tornano-sotto-esame-la-fia-studia-come-renderle-piu-sicure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/131451\/","title":{"rendered":"Le vie di fuga in ghiaia tornano sotto esame: la FIA studia come renderle pi\u00f9 sicure"},"content":{"rendered":"<p>Il fine settimana del GP di Monza ha riportato sotto i riflettori un tema che la FIA aveva gi\u00e0 da tempo rimesso al centro del dibattito: le vie di fuga in ghiaia. La questione \u00e8 tornata d\u2019attualit\u00e0 dopo alcuni episodi che hanno condizionato la gara brianzola, tra cui il ritiro di Fernando Alonso, costretto ad abbandonare una possibile top 10 per la rottura della sospensione anteriore.<\/p>\n<p>In un primo momento, osservando le immagini, si era ipotizzato un cedimento strutturale dovuto alle vibrazioni generate dal passaggio sul cordolo in uscita dalla Variante Ascari. Un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita ha per\u00f2 rivelato una causa ben diversa: i sassi. Nei giri iniziali, infatti, la monoposto dello spagnolo era stata colpita dai detriti sollevati da un\u2019altra vettura, che avevano progressivamente indebolito la sospensione fino alla rottura.<\/p>\n<p>Con il passare dei giri, i danni provocati da quell\u2019impatto sono progressivamente deteriorati a causa delle sollecitazioni a cui \u00e8 sottoposta la sospensione, fino a quando questa non ha ceduto non avendo pi\u00f9 la forza strutturale per assorbire i cordoli e le asperit\u00e0. Di fatto, si \u00e8 quindi trattato di un problema di \u201cfatica\u201d, ma generato da una causa esterna che ha indebolito la sospensione riducendone le propriet\u00e0 strutturali.<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/il-danno-sulla-vettura-di-fern.jpg\" alt=\"Il danno sulla vettura di Fernando Alonso, Aston Martin\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Il danno sulla vettura di Fernando Alonso, Aston Martin<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Aston Martin<\/p>\n<p>Inizialmente Aston Martin era rimasta molto sorpresa del cedimento perch\u00e9, pur monitorando i livelli di carico, non aveva individuato nulla di anomalo dai dati. Solo con le analisi effettuate in fabbrica \u00e8 stato possibile risalire alla causa, esaminando i componenti danneggiati e rivedendo i filmati al rallentatore, fotogramma dopo fotogramma.<\/p>\n<p>\u201cIn settimana abbiamo avuto molte pi\u00f9 informazioni, soprattutto grazie alle immagini della camera onboard. Si vede chiaramente che un grosso sasso viene sollevato dalla vettura di Lando [Norris], che era leggermente uscito di pista mentre lottava con Max [Verstappen]\u201d, ha spiegato Andy Stevenson, direttore sportivo dell\u2019Aston Martin.<\/p>\n<p>\u201cColpisce direttamente il pushrod anteriore destro della macchina di Fernando. Era impossibile accorgersene in gara. Abbiamo dovuto rallentare il filmato fotogramma per fotogramma, non \u00e8 qualcosa che si pu\u00f2 fare in gara, perch\u00e9 avremmo dovuto analizzare oltre 30 giri di immagini\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto si sia trattato di un episodio sfortunato e piuttosto inusuale, il caso si inserisce in un tema pi\u00f9 ampio che la FIA sta monitorando con attenzione. In alcune circostanze, infatti, la ghiaia &#8220;sparata&#8221; dalle vetture in uscita dalle vie di fuga ha persino colpito le mani dei piloti che seguivano.<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758891793_131_alexander-albon-williams.jpg\" alt=\"Alexander Albon, Williams\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Alexander Albon, Williams<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: Joe Portlock \/ LAT Images via Getty Images<\/p>\n<p>Come spiegato da Stevenson, team e Federazione stanno valutando soluzioni per rendere pi\u00f9 sicure le vie di fuga in ghiaia. I sassi sollevati dalle monoposto o rimasti in pista dopo un\u2019escursione, infatti, possono rappresentare un serio pericolo sia per i piloti sia per le vetture. Non a caso, molti cercano di evitarli il pi\u00f9 possibile, anche per non rischiare danni al fondo della monoposto.<\/p>\n<p>&#8220;Stiamo avendo queste discussioni con la FIA gi\u00e0 da tempo su questo tema. Abbiamo sentito i piloti lamentarsi della ghiaia e delle pietre che colpiscono le dita durante le gare, e so che la FIA sta lavorando duramente con i vari circuiti per trovare una soluzione\u201d, ha spiegato il direttore sportivo del team inglese.<\/p>\n<p>Le vie di fuga in ghiaia non sono particolarmente apprezzate dalle squadre, soprattutto per il rischio di danni alle monoposto, che inevitabilmente si traducono in costi da inserire nel tetto di spesa. \u00c8 vero che ogni team destina gi\u00e0 a inizio stagione una parte del budget alle riparazioni, ma \u00e8 altrettanto evidente che meno danni si registrano, pi\u00f9 risorse restano disponibili per altri settori di sviluppo.<\/p>\n<p>Tuttavia, con il problema dei track limit sempre pi\u00f9 difficile da gestire in diversi appuntamenti, si \u00e8 deciso di reintrodurre la ghiaia nelle vie di fuga, cos\u00ec da indurre i piloti a prendersi un margine pi\u00f9 ampio senza cercare l\u2019ultimo millimetro e alimentare polemiche. Una scelta che ha dato risultati concreti: in Austria, ad esempio, i passaggi oltre la linea bianca si sono ridotti sensibilmente.<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1758891793_41_max-verstappen-red-bull-racing.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un ulteriore problema: la ghiaia pu\u00f2 finire in pista ed essere proiettata contro altre vetture. In pi\u00f9 occasioni, durante questa stagione, i piloti si sono lamentati di sassi che hanno colpito le mani all\u2019interno dell\u2019abitacolo. Per questo si sta cercando una soluzione: non \u00e8 in discussione la presenza della ghiaia, che continuer\u00e0 a essere utilizzata per gestire i track limit, ma il modo in cui renderla pi\u00f9 sicura.<\/p>\n<p>\u201cInsieme agli altri team e alla FIA, stiamo cercando di risolvere questo problema. Sappiamo che la ghiaia serve ad evitare le questioni legate ai track limits, con cui ci battiamo da tempo. Se riusciremo a trovare una soluzione migliore lo faremo, ma al momento la ghiaia \u00e8 destinata a restare&#8221;.<\/p>\n<p>Il problema di fondo \u00e8 che risulta difficile individuare una ghiaia \u201cstandard\u201d valida per tutti i circuiti, per diverse ragioni. Molte piste del mondiale, infatti, ospitano categorie differenti con esigenze specifiche, e questo rende complesso uniformare le soluzioni. L\u2019ipotesi al vaglio \u00e8 quella di estendere anche ad altri tracciati la tipologia di ghiaia gi\u00e0 utilizzata in uscita dall\u2019ultima curva di Silverstone, pi\u00f9 sottile e leggera.<\/p>\n<p>Un\u2019altra ipotesi \u00e8 quella di rendere la ghiaia \u201ccompatta\u201d come in alcuni tratti a Zandvoort, proprio per evitare che torni in pista: \u201cCuriosamente, in Formula 1, dove analizziamo tutto nei minimi dettagli, a seconda delle piste ci sono ghiaie e pietre di dimensioni diverse. \u00c8 molto difficile standardizzarle, perch\u00e9 i circuiti ospitano tante categorie diverse e non possono adattarsi solo alla F1\u201d.<\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il fine settimana del GP di Monza ha riportato sotto i riflettori un tema che la FIA aveva&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":131452,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[1770,85872,683,1771,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-131451","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-f1","9":"tag-f1-le-vie-di-fuga-in-ghiaia-tornano-sotto-esame-la-fia-studia-come-renderle-piu00f9-sicure","10":"tag-formula-1","11":"tag-formula1","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-sport","16":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/131451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=131451"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/131451\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/131452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=131451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=131451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=131451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}