{"id":13151,"date":"2025-07-28T05:38:12","date_gmt":"2025-07-28T05:38:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13151\/"},"modified":"2025-07-28T05:38:12","modified_gmt":"2025-07-28T05:38:12","slug":"i-dazi-triplicati-senza-ragione-perche-leuropa-ha-deciso-di-patteggiare-con-lamerica-di-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13151\/","title":{"rendered":"I dazi triplicati (senza ragione): perch\u00e9 l\u2019Europa ha deciso di patteggiare con l\u2019America di Trump?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuseppe Sarcina<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Di fronte al bivio imposto da Trump &#8211; accettare il muro contro muro o provare a contenere il danno &#8211; l\u2019Europa ha deciso di evitare lo scontro. Cos\u00ec i dazi, che erano in media del 4,8% nell\u2019era pre trumpiana, sono ora del 15%. E restano ancora molti dosser da definire<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019Unione europea paga un prezzo pesante<\/b> in cambio della \u00abstabilit\u00e0\u00bb nei rapporti con gli Stati Uniti. I termini dell\u2019accordo raggiunto ieri da Donald Trump e Ursula von der Leyen rappresentano davvero una \u00abdoccia scozzese\u00bb per le imprese europee e, di conseguenza, per la loro forza lavoro. In realt\u00e0, nel fondo,<b> questa \u00e8 un\u2019intesa politica: l\u2019Ue non ha voluto andare allo scontro frontale con gli Usa<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nell\u2019era pre trumpiana, il dazio medio imposto dalle dogane americane sulle merci europee si aggirava intorno al 4,8%; ora viene fissato al 15%<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tre volte tanto, senza una reale giustificazione economica<\/b>, perch\u00e9 non \u00e8 vero che, come sostiene Trump, negli anni scorsi l\u2019Europa abbia depredato gli Usa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Bruxelles e le capitali europee si erano illuse<\/b> che l\u2019offensiva del presidente americano, cominciata il 2 aprile scorso, il giorno del tabellone dei dazi contro il resto del pianeta, sarebbe naufragata nella tempesta finanziaria di Wall Street e delle altre Borse del mondo. Oppure si sarebbe dovuta fermare per ascoltare l\u2019allarme proveniente dalla grande distribuzione americana: il peso dei dazi sarebbe stato scaricato sui prezzi, rilanciando l\u2019inflazione e deprimendo i consumi, cio\u00e8 il volano chiave dell\u2019economia statunitense.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A torto o a ragione, (si vedr\u00e0 con le statistiche nei prossimi mesi) <b>Trump \u00e8 andato avanti<\/b>, fino a mettere l\u2019Unione europea davanti a una scelta difficile: accettare il muro contro muro o provare a contenere il danno. La Commissione, sempre con il consenso dei 27 partner Ue, ha scelto la seconda strada e da quel momento \u00e8 cominciato un lungo, affannoso inseguimento alla lepre americana.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nella trattativa \u00e8 confluito di tutto. La lista delle richieste di Washington si \u00e8 via via allungata. <\/b>La presidente della Commissione si \u00e8 trovata in una posizione negoziale sempre pi\u00f9 svantaggiosa. A un certo punto ha tracciato una linea per provare a fermare l\u2019emorragia delle concessioni e ieri ha messo sul piatto contropartite inimmaginabili solo qualche mese fa: <b>zero dazi per l\u2019import Usa; impegno ad acquistare gas liquido per 750 miliardi di dollari e, parole di Trump, un \u00abenorme quantitativo di armi\u00bb; investimenti diretti negli Stati Uniti per 600 miliardi di dollari<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ursula, perch\u00e9 lo hai fatto?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Probabilmente per evitare di precipitare, da qui a qualche giorno, nel marasma politico. Il presidente francese Emmanuel <b>Macron <\/b>e il cancelliere tedesco Friedrich <b>Merz<\/b>, si mostravano sempre pi\u00f9 insoddisfatti: <b>la strategia conciliante non stava funzionando<\/b>. Il primo agosto Trump avrebbe portato i dazi al 30% e, il 7 agosto, la Commissione avrebbe risposto con le contromisure da oltre 90 miliardi di dollari. <b>Uno scenario devastante per l\u2019economia europea<\/b>, accompagnato, con tutta probabilit\u00e0, da un\u2019altra tempesta finanziaria.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Von der Leyen si \u00e8 trovata a scegliere tra una sconfitta certa, ma, forse, gestibile e il rischio di una disfatta dalle conseguenze potenzialmente devastanti. <b>Ha preferito, per cos\u00ec dire, patteggiare la pena con Trump, piuttosto che imbarcarsi in una sfida inedita<\/b> e oggettivamente rischiosa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019errore, ripetiamo, \u00e8 stato commesso quattro mesi fa, non rispondendo a tono all\u2019offensiva trumpiana, come hanno fatto la Cina o il Canada per esempio. E smentendo, dati alla mano sulla crescita del prodotto interno lordo degli ultimi trent\u2019anni, la favola di un\u2019America rovinata dagli europei. Ma farlo ieri sarebbe stato troppo tardi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Adesso, per\u00f2, <b>gli europei dovranno gestire gli effetti concreti di questa bastonata.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019unico comparto che forse pu\u00f2 sentirsi sollevato \u00e8 quello dell\u2019<b>auto<\/b>. Il leader della Casa Bianca vorrebbe che tutte le vetture vendute negli Usa fossero prodotte nelle fabbriche americane. Per questo motivo aveva imposto una tariffa del 27,5% sui veicoli importati. Ora il dazio si allinea al 15%: vedremo se le case europee riusciranno a recuperare competitivit\u00e0. O se, invece, le difficolt\u00e0 incontrate sul mercato Usa (e altrove) sono anche di altra natura. <b>Le tariffe su acciaio e alluminio restano al 50%<\/b>: ci\u00f2 significa che continuer\u00e0 il processo di riorientamento delle esportazioni, gi\u00e0 cominciato anche in Italia, verso altri mercati.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le due parti dovranno poi risolvere altre questioni di importanza strategica. Una su tutte: <b>il tema del digitale e della fornitura di semiconduttori, cio\u00e8 della componente elettronica usata in un largo spettro di applicazioni industriali<\/b>. Gli americani chiedono che gli europei non si riforniscano dalla Cina.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I dossier specifici di alcuni Paesi si intrecciano con problemi di carattere generale. Ieri la presidente del Consiglio <b>Giorgia Meloni ha espresso \u00absoddisfazione\u00bb<\/b> per il fatto che comunque Ue e Usa abbiano trovato un\u2019intesa. Ma ha osservato che bisogner\u00e0 conoscere i dettagli, prima di dare un giudizio sull\u2019impatto per l\u2019Italia. La botta, comunque, c\u2019\u00e8 anche per il nostro Paese. Adesso i ministri, le categorie produttive e i diplomatici proveranno a contenere le perdite. <b>Un caso \u00e8 quello dell\u2019agroalimentare<\/b>: l\u2019idea \u00e8 stringere patti con gli importatori Usa in modo da dividersi il fardello del dazio per non rovesciarlo tutto sui prezzi, allontanando i consumatori.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sul piano europeo, la promessa di comprare molte pi\u00f9 armi dagli Usa appare in contraddizione con il progetto di rafforzare l\u2019industria militare del Vecchio Continente, un passaggio chiave per arrivare alla costruzione di una difesa comune europea, pi\u00f9 autonoma rispetto agli Stati Uniti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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