{"id":131740,"date":"2025-09-26T16:05:12","date_gmt":"2025-09-26T16:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/131740\/"},"modified":"2025-09-26T16:05:12","modified_gmt":"2025-09-26T16:05:12","slug":"aborto-il-diritto-ce-laccesso-no-il-report-di-medici-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/131740\/","title":{"rendered":"Aborto, il diritto c&#8217;\u00e8, l&#8217;accesso no. Il report di Medici del mondo"},"content":{"rendered":"<p>Il diritto all\u2019IVG, l\u2019interruzione volontaria di gravidanza, in Italia \u00e8 garantito dalla legge 194 del 1978. Eppure, nel 2025, <strong>accedere a questo diritto resta un percorso a ostacoli, frammentato, diseguale<\/strong>. Lo racconta il terzo report annuale di Medici del Mondo, presentato ieri alla Camera dei deputati, in occasione della <strong>Giornata Internazionale per l\u2019Aborto Sicuro<\/strong>. Il titolo \u00e8 gi\u00e0 una denuncia: \u201cAborto senza numeri. L\u2019assenza di dati come politica di deterrenza e causa di disuguaglianza\u201d. Ma il documento non si limita alle cifre: <strong>raccoglie anche testimonianze dirette<\/strong>, esperienze vissute, voci che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico.<\/p>\n<p>                <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" id=\"imgVideoPlayer\" class=\"\" alt=\"\u201cAscolti il battito\u201d e le altre frasi che si sentono dire le donne che chiedono di abortire\" title=\"\u201cAscolti il battito\u201d e le altre frasi che si sentono dire le donne che chiedono di abortire\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/laura-formenti-aborto--990x610.png.webp\" width=\"990\" height=\"610\"\/><\/p>\n<p>La Giornata internazionale per l\u2019aborto libero e sicuro e i dati che non ci sono<\/p>\n<p>\u00c8 importante sapere che, ogni anno, il Ministero della Salute \u00e8 tenuto a presentare una relazione sull\u2019attuazione della legge 194. Succede, per\u00f2, che <strong>la scadenza di febbraio non viene rispettata da decenni<\/strong>: nel 2024, ad esempio, il documento \u00e8 stato pubblicato solo a dicembre e riportava dati fermi al 2022 e informazioni parziali: <strong>numeri aggregati, difficili da leggere, spesso inutili per capire davvero cosa accade nei territori<\/strong>. Insomma, l\u2019IVG, secondo il report, resta fuori dai radar ufficiali. Un blackout informativo che <strong>ostacola le scelte consapevoli delle persone e impedisce di valutare la qualit\u00e0 dei servizi<\/strong>. Come sottolinea Elisa Visconti, direttrice di Medici del Mondo Italia, \u00absenza accesso a informazioni chiare, il diritto alla salute e alla scelta restano solo sulla carta. E questo, pi\u00f9 che una dimenticanza, \u00e8 una scelta politica\u00bb.<\/p>\n<p>Le mappe dal basso che aiutano<\/p>\n<p>A colmare il vuoto istituzionale ci hanno pensato giornaliste, attiviste, associazioni. <strong>Il progetto \u201cMai Dati\u201d<\/strong>, ad esempio,<strong> ha ricostruito una mappa dei servizi IVG<\/strong> attraverso centinaia di richieste di accesso civico. I risultati sono desolanti: <strong>molte Regioni non hanno fornito i dati<\/strong>\u00a0o li hanno trasmessi in formati inutilizzabili. <strong>La <a href=\"https:\/\/obiezionerespinta.info\/\" data-wpel-link=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener\">mappa di Obiezione Respinta<\/a><\/strong>, invece,\u00a0 che contribuisce al progetto, raccoglie testimonianze dirette e segnalazioni e, proprio da l\u00ec, arrivano le testimonianze pubblicate nel report.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il Report 2025 di Medici del Mondo denuncia un sistema che non garantisce equit\u00e0 n\u00e9 trasparenza (Credits Michele Lapini)<\/p>\n<p>Veneto, Sardegna e Molise: le Regioni che mancano all\u2019appello<\/p>\n<p>Il report dedica un focus a tre territori: <strong>Veneto, Sardegna e Molise<\/strong>, raccontando uno scenario del tutto inadeguato. <strong>In Veneto<\/strong>, il tasso di obiezione \u00e8 al 66,6%, con punte dell\u201986% a Venezia e <strong>la rete dei consultori \u00e8 tra le pi\u00f9 carenti d\u2019Italia<\/strong>: una sede ogni 50.000 residenti. <strong>In Sardegna<\/strong>, l\u201982,5% delle IVG avviene entro 14 giorni dalla richiesta, ma in alcune aree oltre la met\u00e0 delle persone deve spostarsi in altre zone. <strong>Il 20,9% degli aborti avviene ancora tramite raschiamento<\/strong>, una percentuale molto superiore alla media nazionale. <strong>In Molise<\/strong>, <strong>il tasso di obiezione tra ginecologi \u00e8 del 90,9%<\/strong>. L\u2019accesso all\u2019IVG \u00e8 garantito solo in due ospedali, con la stessa \u00e9quipe medica che si sposta tra le strutture.<\/p>\n<p>Una campagna per cambiare l\u2019approccio all\u2019aborto<\/p>\n<p>In questo contesto, si inserisce la campagna <strong>\u201cAborto senza ricovero\u201d dell\u2019Associazione Luca Coscioni<\/strong>, che questo weekend,\u00a0 da oggi fino a domenica 28,\u00a0 porter\u00e0 tavoli informativi in 30 citt\u00e0 italiane. L\u2019obiettivo \u00e8 chiaro:<strong> rendere davvero accessibile l\u2019aborto farmacologico in consultorio o poliambulatorio<\/strong>, permettendo alle donne di assumere il secondo farmaco, il misoprostolo, a casa, come previsto dalle linee guida ministeriali del 2020. <strong>Nonostante sia una pratica sicura ed<\/strong>\u00a0<strong>efficace<\/strong>, infatti, <strong>solo due Regioni, Lazio ed Emilia-Romagna, la applicano correttamente<\/strong>. Non solo, perch\u00e9 anche i costi cambiano e parecchio: la procedura ambulatoriale, nel Lazio, costa 75 euro. In\u00a0Veneto, invece, dove l\u2019aborto farmacologico viene gestito in ospedale con ricovero, <strong>il rimborso pu\u00f2 arrivare a oltre 6.000 euro<\/strong>. Una gran bella differenza. \u00abSprecare risorse \u00e8 inaccettabile, cos\u00ec come negare alle donne il diritto di scegliere\u00bb, ha dichiarato Filomena Gallo, segretaria dell\u2019Associazione.<\/p>\n<p>Aborto: un diritto diseguale<\/p>\n<p>Secondo i dati del Ministero, nel 2022 solo il 52% delle IVG \u00e8 stato effettuato con la procedura farmacologica, contro il 79% in Francia e il 90% nei Paesi Scandinavi. <strong>Solo tre Regioni, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio, prevedono la somministrazione della RU486 nei consultori<\/strong>, come indicato dalle linee guida ministeriali del 2020. Eppure, il metodo farmacologico \u00e8 meno invasivo e comporta un risparmio significativo per il sistema sanitario. Ma il problema non \u00e8 solo tecnico. Come scrive Medici del Mondo, \u00ab<strong>l\u2019inadeguata disponibilit\u00e0 di informazioni \u00e8 un problema politico, pi\u00f9 che tecnico<\/strong>\u00bb. E le conseguenze sono concrete: disuguaglianze territoriali, ostacoli burocratici, percorsi frammentati.<\/p>\n<p>Una questione di salute pubblica<\/p>\n<p>Ogni anno, nel mondo, <strong>39.000 donne muoiono a causa di aborti non sicuri<\/strong>. L\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 lo dice chiaramente: garantire informazioni accurate, \u00e8 il primo passo per garantire aborti sicuri. In Italia, siamo ancora lontani da questo obiettivo. Medici del Mondo lo ribadisce: l<strong>\u2019aborto libero e sicuro \u00e8 un\u2019emergenza di salute pubblica<\/strong>. E per renderlo davvero accessibile, servono dati, trasparenza, investimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il diritto all\u2019IVG, l\u2019interruzione volontaria di gravidanza, in Italia \u00e8 garantito dalla legge 194 del 1978. 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