{"id":132246,"date":"2025-09-26T21:40:11","date_gmt":"2025-09-26T21:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/132246\/"},"modified":"2025-09-26T21:40:11","modified_gmt":"2025-09-26T21:40:11","slug":"a-casa-cavazzini-la-straordinaria-fotografia-di-guido-guidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/132246\/","title":{"rendered":"A Casa Cavazzini la straordinaria fotografia di Guido Guidi"},"content":{"rendered":"<p>Un cantiere industriale. La porta di una stanza, chiusa. Un uomo in una stazione ferroviaria guarda l\u2019obbiettivo, poi apre un giornale. Le fotografie di Guido Guidi immortalano soggetti apparentemente senza importanza, che a nessuno verrebbe in mente di fotografare. L\u2019artista cesenate classe 1941 \u00e8 considerato dagli addetti ai lavori tra i maestri della fotografia contemporanea, un pioniere che ha ridefinito il rapporto tra immagine e paesaggio, tra fotografia e architettura. La sua predilizione per i \u201cnon luoghi\u201d ha contribuito a lungo a dargli la reputazione di fotografo fastidioso, quasi provocatorio nei confronti degli spettatori, a tal punto che lo stesso artista ha esitato, nella prima parte della sua carriera, a mostrare al pubblico i suoi lavori pi\u00f9 estremi. Solo col tempo il mondo della fotografia ha riconosciuto l\u2019importanza dell\u2019opera di Guido Guidi, caratterizzata non solo da originalit\u00e0, ma anche da un\u2019eccellente tecnica di esecuzione. Proprio per il suo anticonformismo, \u00e8 coraggiosa la scelta della direzione dei Civici Musei di Udine, che ha deciso di ospitare a Casa Cavazzini la mostra dal titolo \u201cGuido Guidi. Col tempo, 1956-2024\u201d, una raccolta meditata di 400 fotografie del maestro italiano. L\u2019inaugurazione dell\u2019allestimento sar\u00e0 domani, 27 settembre 2025.<\/p>\n<p>Una mostra che va controcorrente<\/p>\n<p>Essere riusciti a portare l\u2019esposizione delle opere di Guidi a Udine \u00e8 motivo di grande orgoglio per Vania Gransinigh, responsabile organizzativa di Casa Cavazzini: \u201cPortare qui la mostra sposa la nostra idea quasi \u201cecologica\u201d di rapporto con gli allestimenti, per cui un progetto come questo non viene messo da parte ma portato altrove. Proponendo questa mostra abbiamo scelto di andare controcorrente rispetto a molte esposizioni italiane, che tentano di richiamare il grande pubblico con allestimenti di dubbio gusto e bassa qualit\u00e0. Al contrario, lo studio che c\u2019\u00e8 dietro alla mostra \u201cCol tempo\u201d \u00e8 serio, accompagnato da un minuzioso lavoro d\u2019archivio\u201d. Gransinigh \u00e8 consapevole, tuttavia, della difficolt\u00e0 di mettere in mostra le opere di un artista cos\u00ec rivoluzionario come Guido Guidi: \u201cAllestire una mostra cos\u00ec non \u00e8 banale, dal momento che bisogna entrare perfettamente nelle intenzioni dell\u2019autore. Abbiamo quindi lavorato a stretto contatto con Guido, che \u00e8 un grandissimo professionista. Gli spazi di Casa Cavazzini si prestano all\u2019idea domestica della fotografia di Guidi, e l\u2019allestimento \u00e8 stato organizzato di conseguenza\u201d.<\/p>\n<p>Un fotografo che rompe gli schemi<\/p>\n<p>L\u2019arte di Guido Guidi non \u00e8 facile da inquadrare n\u00e9 da raggiungere, spiega uno dei curatori della mostra, il docente universitario di fotografia Antonello Frongia: \u201cGuido \u00e8 un artista che tende continuamente a rompere gli schemi, anche in fase di esposizione. Le sue fotografie sono estremamente curate, ma la sua originalit\u00e0 nella scelta dei soggetti lo ha spinto, fin dagli inizi della sua carriera, a un isolamento che non era solo artistico, ma anche effettivo. Non era infatti solito andare alle mostre, e alle grandi citt\u00e0 d\u2019arte preferiva i luoghi marginali, poco frequentati, magari abbandonati. Con il tempo, grazie al sostegno di altri fotografi che hanno compreso la sua straordinaria bravura, Guido ha preso fiducia e ha portato alla luce le sue opere. Ha ancora una grandissima passione per la fotografia e lavora ogni giorno\u201d.<\/p>\n<p>Pirone: \u201cIl nostro pubblico \u00e8 attento e curioso\u201d<\/p>\n<p>L\u2019assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone, sostiene convintamente la scelta dei Civici Musei: \u201cLa fotografia di Guidi, lenta e meditata, \u00e8 stata una rivoluzione nel modo in cui guardiamo la realt\u00e0 che \u00e8 molto interessante al giorno d\u2019oggi. Cos\u00ec come Ungaretti ha dato importanza alla pagina bianca, cos\u00ec Guidi sceglie come soggetti paesaggi di secondo, terzo ordine, addirittura macerie. Questa mostra \u00e8 di altissima qualit\u00e0, e risponde a mio avviso al ruolo che ogni museo dovrebbe avere: un alfabeto della realt\u00e0. Sono sicuro che questa esposizione sar\u00e0 apprezzata dal nostro attento e curioso pubblico. Un sentito grazie va anche alla Regione, che ha inserito la mostra nel circuito Go&amp;Friends, all\u2019interno di Go!2025\u201d.<\/p>\n<p>La mostra rimarr\u00e0 in esposizione fino a gennaio<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione ufficiale si terr\u00e0 sabato 27 settembre alle ore 11 a Casa Cavazzini, alla presenza di Guido Guidi. Sar\u00e0 l\u2019occasione per ascoltare dalla voce viva dei protagonisti come \u00e8 nata la mostra e in che modo si \u00e8 scelta la linea di lettura, che parte proprio dallo studio dell\u2019artista. L\u2019esposizione si concluder\u00e0 il 6 gennaio. Ci saranno anche dei giorni dedicati alle visite guidate: il 25 ottobre dalle 11 alle 12, il 23 novembre dalle 11 alle 12 e il 30 dicembre dalle 16.30 alle 17.30<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un cantiere industriale. La porta di una stanza, chiusa. 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