{"id":132464,"date":"2025-09-27T00:01:23","date_gmt":"2025-09-27T00:01:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/132464\/"},"modified":"2025-09-27T00:01:23","modified_gmt":"2025-09-27T00:01:23","slug":"disturbi-alimentari-negli-adolescenti-anche-collegati-a-famiglie-in-difficolta-economiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/132464\/","title":{"rendered":"Disturbi alimentari negli adolescenti (anche) collegati a famiglie in difficolt\u00e0 economiche"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Valentina Rorato<\/p>\n<p class=\"summary-art is--xlarge is-mr-b-25\">Qualche anno fa si pensava che i DNA fossero malattie \u00abdel benessere\u00bb. Un nuovo studio sfata la convinzione: svantaggio economico e basso livello di istruzione sono legati a un maggior rischio di insorgenza dei disturbi alimentari<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I <b>disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione (DNA) <\/b>sono stati etichettati per anni come \u00abmalattie del benessere\u00bb, ovvero di coloro che provengono da contesti abbienti, nelle cui case non manca il cibo di qualit\u00e0.\u00a0<br \/>Mai pregiudizio si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 sbagliato:  le persone che vivono <b>situazioni di svantaggio socioeconomico<\/b> potrebbero essere maggiormente a rischio di sviluppare sintomi di DNA, come <b>diete eccessive, digiuni o abbuffate compulsive.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo dimostra uno studio, pubblicato su <a href=\"https:\/\/jamanetwork.com\/journals\/jamanetworkopen\/fullarticle\/2837790\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">JAMA Network Open<\/a>, che ha analizzato i dati dell&#8217;Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC), una ricerca di coorte condotta nel Regno Unito che ha reclutato oltre 14.000 donne in gravidanza tra il 1991 e il 1992. Della coorte originale, 7.824 adolescenti (51,1% maschi) con dati socioeconomici completi sull&#8217;esposizione sono stati inclusi nell&#8217;analisi finale. La raccolta dei dati ha coperto l&#8217;arco temporale dalla gestazione ai 18 anni, con valutazioni degli esiti a 14, 16 e 18 anni.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Lo studio\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da quanto emerso, gli adolescenti provenienti da contesti pi\u00f9 svantaggiati hanno maggiori probabilit\u00e0 di soffrire di disturbi alimentari, in particolare se i genitori hanno <b>difficolt\u00e0 a permettersi i beni di prima necessit\u00e0<\/b>. Il rischio di disturbi alimentari aumenta se le mamme e i pap\u00e0 hanno anche un <b>basso livello di istruzione.<\/b><\/p>\n<p>All&#8217;et\u00e0 di 14 anni, quasi l\u20198% dei partecipanti riferisce disturbi alimentari, percentuale che sale al 15,9% entro i 16 anni e al 18,9% entro i 18 anni. Un aumento di 1 punto nel punteggio di difficolt\u00e0 finanziarie riferito dalla madre \u00e8 associato a maggiori probabilit\u00e0 di DNA, maggiori preoccupazioni per il peso e la forma del corpo e maggiore insoddisfazione corporea. Lo studio ha inoltre rilevato che gli adolescenti i cui genitori hanno completato solo la scuola dell&#8217;obbligo hanno l&#8217;80% di probabilit\u00e0 in pi\u00f9 di sviluppare disturbi alimentari rispetto a quelli i cui genitori hanno frequentato l&#8217;universit\u00e0. Gli adolescenti, con genitori con reddito basso, hanno un rischio maggiore 34-35% di quelli nella fascia di reddito pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sebbene questa ricerca sia impressionante per dimensioni e risultati, presenta<b> alcuni limiti<\/b>. Solo circa la met\u00e0 dei partecipanti (55,9%) ha completato l&#8217;intero studio, il che potrebbe aver influenzato i risultati. I ricercatori, inoltre, non hanno misurato se ai giovani fosse stato diagnosticato un disturbo alimentare, ma solo se ne presentassero i sintomi. Quindi, la fotografia scattata potrebbe aver catturato una gamma pi\u00f9 ampia di esperienze di disturbi alimentari, che non si sono poi consolidati in vere e proprie malattie.<\/p>\n<p>    Intercettare i rischi\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Resta un lavoro valido che fa molto riflettere, perch\u00e9 fa luce su una realt\u00e0 complessa: le persone nate in difficolt\u00e0 economiche potrebbero avere maggiori probabilit\u00e0 di avere problemi di alimentazione e di immagine corporea durante l&#8217;adolescenza e sono quelle che fanno pi\u00f9 fatica ad accedere alle terapie.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A questo si aggiunge la consapevolezza che la <b>deprivazione nella prima infanzia <\/b>esercita un&#8217;influenza persistente sulla <b>salute mentale<\/b> degli adolescenti, che si estende fino al periodo di picco dell&#8217;insorgenza dei disturbi alimentari. \u00abIdentificare e affrontare le barriere esistenti, che potrebbero impedire ai giovani provenienti da contesti svantaggiati di accedere ai servizi per i disturbi alimentari, dovrebbe essere una priorit\u00e0 di ricerca e politica\u00bb, scrivono i ricercatori. \u00abOffrire una formazione medica completa potrebbe facilitare l&#8217;identificazione di un pi\u00f9 ampio spettro di manifestazioni dei disturbi alimentari nell&#8217;assistenza primaria, in particolare nelle popolazioni che hanno maggiori probabilit\u00e0 di non essere individuate\u00bb.<\/p>\n<p>I disturbi della nutrizione e dell\u2019alimentazione possono colpire chiunque, indipendentemente da et\u00e0 e sesso, ma sono in aumento soprattutto tra adolescenti e preadolescenti.\u00a0<br \/><b>In Italia si contano oltre 3 milioni di persone malate<\/b>, pi\u00f9 del 5% della popolazione nazionale. A soffrire di anoressia o bulimia sono l\u20198-10% delle ragazze e lo 0,5-1% dei ragazzi. L\u2019esordio \u00e8, per la maggior parte dei giovani, tra gli 11 e i 15 anni, ma sono in aumento i bambini di 8\/9 anni che manifestano i primi sintomi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-figli-genitori\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_salute\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1753719611_813_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova App <strong>Figli &amp; Genitori<\/strong>, il tuo supporto quotidiano per crescere un figlio<\/p>\n<p>SCOPRI E SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/components2.corriereobjects.it\/rcs_cor_corriere-genitori-figli-layout\/v1\/assets\/img\/ext\/fg.svg\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-09-18T13:46:03+02:00\">26 settembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Valentina Rorato Qualche anno fa si pensava che i DNA fossero malattie \u00abdel benessere\u00bb. 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