{"id":13256,"date":"2025-07-28T06:50:11","date_gmt":"2025-07-28T06:50:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13256\/"},"modified":"2025-07-28T06:50:11","modified_gmt":"2025-07-28T06:50:11","slug":"gino-paoli-non-ho-ancora-superato-la-morte-di-mio-figlio-giovanni-il-cielo-in-una-stanza-dedicata-a-una-prostituta-la-polemica-con-elodie-non-sapevo-chi-fosse-giuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13256\/","title":{"rendered":"Gino Paoli: \u00abNon ho ancora superato la morte di mio figlio Giovanni. &#8220;Il cielo in una stanza&#8221; dedicata a una prostituta. La polemica con Elodie? Non sapevo chi fosse, giuro\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Aldo Cazzullo<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Intervista a Gino Paoli: \u00abSono arrivato a 90 anni in perfetta forma con lo stile di vita  pi\u00f9 malsano possibile: per decenni ho fumato due pacchetti di sigarette e bevuto una bottiglia di whisky al giorno. L\u2019ho detto a un convegno di gerontologi, ho ricevuto 10 minuti di applausi\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">DAL NOSTRO INVIATO<br \/>GENOVA &#8211; Gino Paoli va per i novantuno. Sua suocera Leda, che ha due anni pi\u00f9 di lui ed \u00e8 di Modena, ha preparato le tagliatelle. A tavola ci sono la moglie, Paola, e la figlia che Gino ha avuto da Stefania Sandrelli, Amanda. Padre e figlia hanno gli stessi occhi. \u00abTutte le volte che andavo da Maurizio Costanzo \u2014 racconta lei \u2014, scoppiava a ridere. Poi diceva: \u201cNon ti offendere Amanda, ma quando ti guardo mi sembra di vedere Gino Paoli con la parrucca\u201d\u00bb. \u00abCostanzo era un uomo intelligentissimo \u2014 ricorda lui \u2014. Dopo lo scandalo della P2, era finito in una piccola radio romana. Mi invit\u00f2. Andai, perch\u00e9 \u00e8 nel momento della disgrazia che si rivelano gli amici. Non l\u2019ha mai dimenticato. Da allora Maurizio per me c\u2019\u00e8 sempre stato\u00bb. Il discorso cade sui grandi attori che Paoli ha conosciuto: Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Dario Fo. Tutti accomunati dal fatto di essere andati a Sal\u00f2. Perch\u00e9? \u00abPerch\u00e9 erano idealisti. Il fascismo \u00e8 stato anche un ideale. Come lo \u00e8 stato l\u2019anarchia. Non possiamo accanirci contro vent\u2019anni di storia italiana; perch\u00e9 Mussolini \u00e8 nella storia italiana. Il Duce era capace, furbo: sapeva che gli italiani amavano identificarsi con gli eroi. Tutti eroi; o tutti cantautori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gino Paoli, lei \u00e8 un capostipite. Il primo cantautore italiano.<\/b><br \/>\u00abNo. Il primo \u00e8 stato Domenico Modugno. Vecchio frac ha aperto la strada a un certo tipo di canzone. Prima c\u2019erano i papaveri e le papere. Lui dimostr\u00f2 che la canzone poteva raccontare una storia\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei viene dagli chansonniers francesi?<\/b><br \/>\u00abIo vengo dal jazz. Mio padre Aldo era un melomane, aveva anche una bella voce da tenore. Il sabato improvvisava spettacoli con le vicine del terzo piano, due sorelle, una che cantava da soprano, l\u2019altra che sedeva al pianoforte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E sua madre?<\/b><br \/>\u00abSi chiamava Rina e suonava il violino, ma aveva imparato il piano da adulta, per non sentirsi esclusa. Mamma era un po\u2019 austriaca. Nonno Cristian era triestino, e gli italiani non gli piacevano\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dove si erano conosciuti i suoi genitori?<\/b><br \/>\u00abAl circolo ufficiali di Monfalcone. Pap\u00e0 comandava i sommergibili, e poi le navi. Quando vide Pippo, il ricognitore inglese, fotografare il porto di Taranto, spost\u00f2 la Littorio nel mare interno, e la salv\u00f2 dal terribile bombardamento del novembre 1940. Era convinto che una parte della Marina, compreso qualche ammiraglio, fosse in collegamento con gli inglesi. Alla fine della guerra, una parte della famiglia di mia madre fin\u00ec nelle foibe\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei per\u00f2 \u00e8 un uomo di sinistra.<\/b><br \/>\u00abConsapevole delle pagine nere della Resistenza. Quando i partigiani aprirono le carceri, uscirono anche i criminali. Ci furono vendette private e delitti. A Genova, la mia maestra fu additata come collaborazionista: le raparono i capelli, la portarono in giro con il cappio al collo, poi le spararono in testa e la gettarono nel laghetto di Villa Doria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La famiglia di suo padre era toscana.<\/b><br \/>\u00abNonno Gino lavorava alla Magona di Piombino. Sessant\u2019anni di altoforno. Era originario di Campiglia Marittima, dove i bambini scendevano in miniera a cavare il ferro. Vede questo tavolo? Avrebbe potuto spezzarlo con le mani. Erano talmente indurite che ogni tanto si divertiva con me: \u201cGino, pungimi la mano con un ago!\u201d. Niente, l\u2019ago non lo scalfiva. Il nonno era socialista. Qualche fascista voleva randellarlo, ma i camerati lo dissuasero: \u201cVuoi andare contro il Paoli? Tu sei matto!\u201d. E pure gli americani&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa accadde tra nonno Gino e gli americani?<\/b><br \/>\u00abMia nonna Uliva era sul terrazzo al sole con sua sorella, zia Prampolina \u2014 l\u2019avevano chiamata cos\u00ec, come il deputato socialista \u2014, a fare i loro lavoretti. Si avvicinano tre soldati americani e dicono: \u201cWe want that!\u201d, vogliamo quella roba l\u00ec, indicando alle loro spalle. Nonno Gino arriv\u00f2 con l\u2019ascia. Quelli, spaventatissimi, chiarirono che non volevano fare del male a nessuno: avevano visto i peperoncini appesi a essiccare, e avrebbero gradito qualcosa per insaporire il rancio. Avevano di tutto, ma solo in scatola\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli americani portarono il jazz.<\/b><br \/>\u00abPoi cominciai ad ascoltare i francesi: Brel, Brassens. A differenza che in Italia, in Francia la canzone \u00e8 l\u2019espressione musicale per eccellenza, da Villon agli chansonniers, dai trovatori alle canzoni di protesta contro la guerra d\u2019Algeria: come Les d\u00e9serteurs di Marcel Mouloudji, che il generale De Gaulle avrebbe volentieri fatto impiccare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La sua prima canzone di successo \u00e8 del 1959: La gatta. \u00c8 esistita davvero?<\/b><br \/>\u00abCerto. Si chiamava Ciacola. Era furbissima. Siccome si sporgeva dalla finestra vicino al mare, una volta cadde di sotto, e si fer\u00ec a una zampa. Guar\u00ec subito, ma quando combinava i suoi disastri e mi accadeva di rimproverarla, Ciacola faceva gli occhioni e sollevava la zampa a mezz\u2019aria, come se fosse ancora ferita. Irresistibile\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E lei divenne un cantautore.<\/b><br \/>\u00abA dire il vero facevo il pittore. I quadri che vede alle pareti sono quasi tutti miei. Per campare ho fatto un po\u2019 ogni mestiere: facchino, scaricatore, grafico. Nel luglio 1960 ero con i ragazzi dalle magliette a strisce\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La rivolta di Genova contro il congresso del Msi, gli scontri tra i camalli e la Celere, la caduta del governo Tambroni.<\/b><br \/>\u00abLa citt\u00e0 insorse quando si seppe che stava tornando Basile, l\u2019uomo di Sal\u00f2 che aveva preparato le liste dei deportati in Germania. Sul giornale usc\u00ec una foto in cui avevo sotto il braccio la testa di un poliziotto. Dovetti fuggire per evitare l\u2019ira di mio padre\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il 1960 \u00e8 l\u2019anno del Cielo in una stanza. Una canzone che ha 65 anni e pare scritta ieri. Davvero era la stanza di un bordello?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Ebbi un amoretto con una puttana&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Guardi che la criticheranno.<\/b><br \/>\u00abSe voleva intervistare un artista politicamente corretto, doveva andare da qualcun altro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Racconti.<\/b><br \/>\u00abInsomma, mi ero innamorato. Capita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si chiamava?<\/b><br \/>\u00abNon lo so. Non me lo ricordo. Ricordo che era molto carina. Mi piaceva proprio tanto, e io piacevo a lei. Andai in quella stanza due, tre, quattro volte. Fino a quando\u00a0non finii i soldi. Dovevo inventarmi qualcosa per rivederla\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa?<\/b><br \/>\u00abRubai i libri a mio padre. Una vecchia enciclopedia, che rivendetti. Per fortuna non se ne accorse. Con il ricavato ripresi a frequentare la mia amata. Fino all\u2019esaurimento delle possibilit\u00e0. Cos\u00ec le dissi: questa \u00e8 l\u2019ultima volta che ci vediamo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E lei?<\/b><br \/>\u00abMi rispose: \u201cMa no! Vieni lo stesso!\u201d. Cos\u00ec andavo a prenderla al mattino, quando non lavorava. E giravamo come due fidanzati. Alla fine arriv\u00f2 il momento della decisione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quale decisione?<\/b><br \/>\u00abLei doveva lasciare Genova. Le puttane non erano fisse in un posto; dopo un mese, a volte solo quindici giorni, partivano. Era una rotazione continua: bolognesi, napoletane, siciliane, baresi&#8230; Lei mi chiese di seguirla: \u201cVieni via con me\u201d. Io ci pensai seriamente. Ebbi grossi dubbi. Poi prevalse il senso del dovere: \u201cMi dispiace tantissimo, ma debbo dirti di no\u201d. Non l\u2019ho mai rivista\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quindi quella prostituta non ha mai saputo di aver ispirato Il cielo in una stanza?<\/b><br \/>\u00abNon l\u2019ha mai saputo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli \u00abalberi infiniti\u00bb sono un\u2019eco di Leopardi<\/b>?<br \/>\u00abChi? No, per me il poeta pi\u00f9 importante \u00e8 Caproni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La stanza era davvero viola?<\/b><br \/>\u00abS\u00ec. Nei bordelli di lusso le pareti e i soffitti erano coperti di specchi. In quelli pi\u00f9 popolari erano dipinti di viola o altri colori impossibili\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma nel 1960 i bordelli erano gi\u00e0 chiusi.<\/b><br \/>\u00abAvevamo iniziato a frequentarli giovanissimi, falsificando la data di nascita. Spesso si marinava la scuola e si andava al casino, di solito al Castagna, a chiacchierare con le puttane per la disperazione delle madame \u2014 quasi tutte venete, non si \u00e8 mai capito perch\u00e9 \u2014, che ci cacciavano. Cos\u00ec noi, per rabbonirle, andavamo a comprare un cabaret di paste, e tornavamo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi venne la legge Merlin.<\/b><br \/>\u00abE noi affezionati facemmo la Via Crucis nei bordelli di Genova. Li girammo tutti e ventitr\u00e9, offrendo fiori e champagne. Loro ci regalarono le insegne con la lista e il costo delle prestazioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non crede sia stato giusto restituire dignit\u00e0 alle prostitute?<\/b><br \/>\u00abMa quale dignit\u00e0. Le si \u00e8 sbattute per strada, in condizioni sanitarie molto peggiori, e per avere sicurezza si sono dovute affidare agli sfruttatori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il momento in cui suona l\u2019armonica \u00e8 quello culminante dell\u2019amore, vero?<\/b><br \/>\u00abCerto. \u00c8 l\u2019orgasmo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali strumenti suonava lei all\u2019epoca?<\/b><br \/>\u00abChitarra e pianoforte. In realt\u00e0, non sapevo suonare n\u00e9 la chitarra, n\u00e9 il pianoforte (interviene Amanda Sandrelli: \u201cPap\u00e0 cosa dici, il pianoforte lo suoni benissimo!\u201d. \u201cForse s\u00ec, ma ho imparato dopo\u201d)\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 cita l\u2019armonica allora?<\/b><br \/>\u00abQuello \u00e8 un ricordo del matrimonio di mio nonno, che si spos\u00f2 in chiesa, lui socialista, soltanto a settant\u2019anni. Nonna Uliva era diventata cieca per le complicazioni di un parto, ma aveva gli occhi sulla punta delle dita. Lavor\u00f2 il nonno ai fianchi per tutta la vita, e finalmente ottenne di essere portata all\u2019altare. E quel giorno in chiesa suonai la marcia nuziale per i nonni con l\u2019armonica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il cielo in una stanza fu un successo immediato, immagino.<\/b><br \/>\u00abMacch\u00e9. La canzone fu rifiutata da tutti. L\u2019avevo affidata a Giulio Rapetti, il figlio del capo delle Edizioni Ricordi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Mogol.<\/b><br \/>\u00abLui. Gli devo moltissimo. Gir\u00f2 tutti gli studi dei discografici. Non la volle nessuno. In effetti era una canzone strana, innovativa. Niente strofe rimate, bridge, ritornello. Ma io non scrivevo seguendo le regole; scrivevo come piaceva a me. La svolta arriv\u00f2 quando la incise Mina\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei, Paoli, c\u2019era?<\/b><br \/>\u00abNo. Me lo raccont\u00f2 Tony De Vita, l\u2019arrangiatore: \u201cGino, \u00e8 successa una cosa pazzesca. Mina ha cantato la tua canzone, accompagnata dai violinisti della Scala, e quando ha finito \u00e8 scoppiata in un pianto dirotto, con i musicisti che la acclamavano levando l\u2019archetto\u201d. Non si era mai vista una cosa del genere in sala di registrazione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Era nata la canzone d\u2019autore italiana.<\/b><br \/>\u00abPoi Mina part\u00ec per una tourn\u00e9e in Giappone. Quando torn\u00f2, Il cielo in una stanza cantato da lei aveva gi\u00e0 venduto due milioni di copie. Nel frattempo era nata mia figlia Amanda\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Gino Paoli: \u00abParlo con Dio di mio figlio Giovanni, che ho perso. Ho amato una prostituta, \" il=\"\" cielo=\"\" in=\"\" una=\"\" stanza=\"\" fu=\"\" per=\"\" lei.=\"\" la=\"\" polemica=\"\" con=\"\" elodie=\"\" non=\"\" sapevo=\"\" chi=\"\" fosse=\"\" giuro=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/68868979b85a8.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/68868979b85a8.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Se il boom comincia nel 1958 con Volare, finisce o comunque si incrina quando nel 1963 lei scrive Sapore di sale.<\/b><br \/>\u00abS\u00ec, quella canzone \u00e8 la prima crepa nell\u2019Italia felice degli anni 60. Sentivo che non sarebbe durata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dove la scrisse?<\/b><br \/>\u00abIn Sicilia. Avevo una serata a Capo d\u2019Orlando, organizzata da due pazzi siciliani che vennero a prendermi all\u2019aeroporto con due Ferrari, e insistettero molto perch\u00e9 mi fermassi. Risposi che mi sarebbe piaciuto ma non potevo, avevo gi\u00e0 una serie di impegni. \u201cAi suoi impegni pensiamo noi!\u201d. Ci pensarono loro. Mi feci raggiungere dalla mia moglie di allora, e rimasi 15 o 20 giorni in Sicilia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00abI giorni che passano pigri&#8230;\u00bb.<\/b><br \/>\u00abGiorni bellissimi, la pancia al sole, il motoscafo Riva per le gite all\u2019Eolie. Ma poi venne il momento di tornare a Genova\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Molti anni dopo Il cielo in una stanza, Fabrizio De Andr\u00e9 ha scritto canzoni ispirate alle prostitute di Genova.<\/b><br \/>\u00abDe Andr\u00e9 scrisse una o due canzoni proprio belle, come La canzone dell\u2019amore perduto. Poi si innamor\u00f2 di Brassens, e si dedic\u00f2 a tradurlo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un anno e mezzo fa, lei disse al Corriere: \u00abUn tempo avevamo Mina e la Vanoni, adesso emergono le cantanti che mostrano il culo\u00bb. Non fece nessun nome, ma ne nacque un putiferio.<\/b><br \/>\u00abRicordo\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Gino Paoli: \u00abParlo con Dio di mio figlio Giovanni, che ho perso. Ho amato una prostituta, \" il=\"\" cielo=\"\" in=\"\" una=\"\" stanza=\"\" fu=\"\" per=\"\" lei.=\"\" la=\"\" polemica=\"\" con=\"\" elodie=\"\" non=\"\" sapevo=\"\" chi=\"\" fosse=\"\" giuro=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688689c5c9da4.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688689c5c9da4.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Elodie si offese. Il suo amico Antonio Ricci di Striscia le mand\u00f2 sotto casa Dario Ballantini, travestito da Gino Paoli, a cantare una sua canzone politicamente scorretta, \u00abParigi con le gambe aperte\u00bb. Vogliamo chiarire che non ce l\u2019aveva con Elodie?<\/b><br \/>\u00abCerto. Parlavo in generale, pensando non solo all\u2019Italia. Giuro che non sapevo chi fosse Elodie. Poi mia moglie mi ha mostrato una sua foto. \u00c8 una bella donna\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si arriva a novant\u2019anni in forma come lei?<\/b><br \/>\u00abCon lo stile di vita pi\u00f9 malsano possibile, fumando per decenni due pacchetti di sigarette e bevendo una bottiglia di whisky al giorno. L\u2019ho detto a un convegno di gerontologi, studiosi della vecchiaia, e ho avuto dieci minuti di applausi. Il mio medico mi vuole rigare la macchina\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9?<\/b><br \/>\u00abGli esami del sangue sono perfetti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 ama tanto Caproni?<\/b><br \/>\u00abPerch\u00e9 anch\u2019io, \u201cquando mi sar\u00f2 deciso d\u2019andarci, in paradiso ci andr\u00f2 con l\u2019ascensore di Castelletto\u201d, qui a Genova\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ha paura della morte?<\/b><br \/>\u00abDella mia, no. Ho paura della morte delle persone che amo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha perso un figlio, Giovanni.<\/b><br \/>\u00abUn dolore che non ho ancora superato. Mi pesa molto parlarne. Un\u2019ingiustizia atroce: deve morire prima il padre del figlio, dovevo morire prima io di Giovanni. L\u2019ho detto al prete che ha celebrato il funerale: Dio dov\u2019\u00e8? Come pu\u00f2 permettere che un padre debba seppellire un figlio?\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dov\u2019\u00e8 Dio?<\/b><br \/>\u00abIl sacerdote mi ha risposto che Dio \u00e8 nel sentimento che provo. Dio esiste anche per suscitare la nostra rabbia, il nostro dolore, la nostra reazione. Credo che sia davvero cos\u00ec. Cos\u00ec con Dio ci parlo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa gli dice?<\/b><br \/>\u00abGli chiedo perch\u00e9 si \u00e8 portato via quasi tutti i miei amici, tante persone care. E lui mi risponde: \u201cSe ci pensi bene, lo capisci\u201d. Dio preferisce circondarsi di persone buone e intelligenti, anzich\u00e9 di figli di puttana. Mi chiedo per\u00f2 cosa ci faccio ancora io qui\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come immagina l\u2019aldil\u00e0?<\/b><br \/>\u00abMe lo chiedo dalla notte dell\u201911 luglio 1963\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando si spar\u00f2 al cuore.<\/b><br \/>\u00abAvevo tutto, il successo, le donne, e non sentivo pi\u00f9 nulla. Volevo vedere cosa c\u2019era dall\u2019altra parte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cosa ci sar\u00e0 dall\u2019altra parte?<\/b><br \/>\u00abHo due teorie. A volte penso di ritrovarmi da solo, al buio, in mezzo al nulla, come uno stupido. Altre volte penso che l\u2019aldil\u00e0 sia un posto meraviglioso, pieno di luce e di musica, dove ci ritroveremo tutti\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Gino Paoli: \u00abParlo con Dio di mio figlio Giovanni, che ho perso. Ho amato una prostituta, \" il=\"\" cielo=\"\" in=\"\" una=\"\" stanza=\"\" fu=\"\" per=\"\" lei.=\"\" la=\"\" polemica=\"\" con=\"\" elodie=\"\" non=\"\" sapevo=\"\" chi=\"\" fosse=\"\" giuro=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688689f8b7fd5.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688689f8b7fd5.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-07-28T07:21:25+02:00\">28 luglio 2025 ( modifica il 28 luglio 2025 | 07:21)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Aldo Cazzullo Intervista a Gino Paoli: \u00abSono arrivato a 90 anni in perfetta forma con lo 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