{"id":132649,"date":"2025-09-27T02:33:15","date_gmt":"2025-09-27T02:33:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/132649\/"},"modified":"2025-09-27T02:33:15","modified_gmt":"2025-09-27T02:33:15","slug":"a-baku-per-lultima-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/132649\/","title":{"rendered":"A Baku per l&#8217;ultima europea"},"content":{"rendered":"<p>Va in scena questo fine settimana il Gran Premio dell\u2019Azerbaigian, diciassettesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1, nonch\u00e9 ultima gara europea della stagione, anche se il Paese caucasico \u00e8 solo parzialmente in Europa &#8211; in gran parte \u00e8 in Asia &#8211; e presenta un\u2019atmosfera assai diversa da quella che si respira sui tradizionali impianti del vecchio continente.<\/p>\n<p><b>La pista.\u00a0<\/b>Il Baku City Circuit \u00e8 infatti un circuito molto particolare: i suoi 6.003 metri combinano lunghi rettilinei e ampi curvoni con tratti stretti e tortuosi fra gli edifici del centro storico tipici dei tracciati cittadini. La parte finale propone un tratto lungo oltre due chilometri da percorrere in pieno che \u00e8 spesso teatro delle azioni chiave di gara, mentre la sezione attorno alla cittadella storica \u00e8 talmente stretta da permettere in alcuni punti il passaggio di una sola monoposto per volta.<\/p>\n<p><b>Caratteristiche tecniche e setup.\u00a0<\/b>Baku impone un compromesso difficile: c\u2019\u00e8 infatti bisogno di carico aereodinamico per uscire bene dalle curve lente del primo e del secondo settore, ma bisogna evitare di risultare vulnerabili nel lungo e velocissimo tratto finale. L\u2019asfalto, percorso per tutto l\u2019anno dalle vetture degli automobilisti azeri, di solito offre un grip inferiore rispetto ai circuiti permanenti e favorisce il fenomeno del graining. Baku propone due zone DRS \u2013 una nella parte iniziale dopo curva 2 e la seconda sul rettilineo principale \u2013 ma a rendere imprevedibile il risultato finale contribuisce soprattutto la Safety Car, che nelle otto corse di Formula 1 disputate qui \u00e8 entrata in gioco per ben dieci volte per un totale di 45 giri sui 459 totali (il 9,8% dei giri percorsi dal 2016 a questa parte).\u00a0<\/p>\n<p><b>Pneumatici e strategia.\u00a0<\/b>Pirelli ha selezionato per il weekend una gamma orientata verso le mescole pi\u00f9 morbide (Hard C4, Medium C5 e Soft C6): storicamente a Baku la strategia a uno stop (con partenza su Medium e cambio per passare alle Hard) \u00e8 risultata la pi\u00f9 efficace, ma non \u00e8 da escludere la possibilit\u00e0 di vedere dei brevi stint con mescola Soft se la Safety Car dovesse caratterizzare la parte finale del Gran Premio. A Baku il meteo di solito non \u00e8 un fattore fondamentale, anche se ogni tanto il vento a raffiche pu\u00f2 complicare il lavoro dei piloti in pista.\u00a0<\/p>\n<p><b>Programma.\u00a0<\/b>L\u2019azione in pista a Baku inizier\u00e0 venerd\u00ec con le prime due sessioni di prove libere, in programma alle 12.30 e alle 16 locali (10.30 e 14 CEST), mentre sabato il terzo e ultimo turno sar\u00e0 alle 12.30 (10.30 CEST). Le qualifiche andranno in scena alle 16 (14 CEST), mentre il Gran Premio dell\u2019Azerbaigian \u2013 sulla distanza di 51 giri pari a 306,049 chilometri \u2013 prender\u00e0 il via domenica alle 15 (13 CEST).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Fred Vasseur<\/b> Team Principal<\/p>\n<p>Quello di Baku \u00e8 sempre un fine settimana stimolante, con il tracciato che combina lunghi rettilinei e un settore centrale molto tecnico. Di solito le gare sono imprevedibili e ricche di opportunit\u00e0, e per questo \u00e8 importante eseguire tutto alla perfezione e concentrarci su noi stessi per sfruttare al massimo il pacchetto a disposizione. La squadra ha lavorato sodo per affinare la preparazione del weekend e le operazioni in pista e sappiamo che in gare come questa, su un circuito cittadino, ogni dettaglio pu\u00f2 fare la differenza. Il nostro obiettivo \u00e8 mettere insieme tutti gli elementi per ottenere un risultato importante con entrambi i piloti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Ferrari stats<\/b><\/p>\n<p>GP disputati 1114<\/p>\n<p>Stagioni in F1 76<\/p>\n<p>Debutto (A. Ascari 2nd; R.Sommer 4th; L. Villoresi rit.) Monaco 1950<\/p>\n<p>Vittorie 248 (22.26%)<\/p>\n<p>Pole position 254 (22.80%)<\/p>\n<p>Giri pi\u00f9 veloci 263 (23.60%)<\/p>\n<p>Podi 834 (24,95%)<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n<b>Ferrari stats GP al Baku City Circuit<\/b><\/p>\n<p>GP disputati 8<\/p>\n<p>Debutto Gran Premio d&#8217;Europa (S. Vettel 2\u00b0; K. R\u00e4ikk\u00f6nen 4\u00b0) 2016<\/p>\n<p>Vittorie 0<\/p>\n<p>Pole position 5 (62.50%)<\/p>\n<p>Giri pi\u00f9 veloci 2 (20.00%)<\/p>\n<p>Podi 5 (20.83%)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Tre domande a&#8230; scuderia ferrari hp, performance engineer<\/b><\/p>\n<p><b>1. Che tipo di compromesso aerodinamico \u00e8 richiesto al Baku City Circuit?<\/b><\/p>\n<p>Il circuito presenta uno dei rettilinei pi\u00f9 lunghi della stagione per cui serve la minima resistenza all\u2019avanzamento possibile, ma allo stesso tempo \u00e8 necessaria una buona deportanza per avere confidenza in frenata e un buon grip nelle curve a bassa velocit\u00e0, dato che per gran parte il circuito \u00e8 formato proprio da curve lente.<\/p>\n<p><b>2. In che modo l\u2019elevata probabilit\u00e0 di ingressi della Safety Car influisce sulla preparazione della gara?<\/b><\/p>\n<p>In termini di messa a punto della vettura, l\u2019impatto \u00e8 ovviamente piuttosto limitato e si possono effettuare solo alcune piccole regolazioni dell\u2019assetto. Per il gruppo di Strategia, invece, rappresenta un vero grattacapo perch\u00e9 ha molte pi\u00f9 conseguenze: come in altre gare, occorre fare una attenta valutazione dei rischi e degli scenari possibili, al fine di individuare la strategia statisticamente migliore ma essere pronti anche a piani alternativi, a seconda dei possibili ingressi della Safety Car in diverse fasi della gara.<\/p>\n<p><b>3. Raccontaci di te. Come sei arrivato in Ferrari e cosa significa per te far parte della Scuderia Ferrari HP?<\/b><\/p>\n<p>Fin da bambino\u00a0ero uno di quelli che sceglieva sempre la macchina rossa per giocare \u2013 come diceva Enzo Ferrari. Quando altri bambini pensavano al a calcio o alla musica, io gi\u00e0 pensavo alla Formula 1, alla Ferrari e a progettare le sue macchine per il massimo campionato. Far parte della Scuderia per me \u00e8 un insieme di emozioni: da una parte realizza il mio sogno (anche se il vero sogno resta quello di vincere il Mondiale con questo team), dall\u2019altra mi affida la responsabilit\u00e0 di far felici tanti appassionati come me che amano il Cavallino Rampante. Ogni giorno rappresenta anche un\u2019occasione per imparare qualcosa di nuovo, sia dal punto di vista tecnico sia umano, grazie al privilegio di vivere immerso nella cultura e nello stile di vita italiano e di condividere questa passione con migliaia di colleghi che lavorano in Formula 1, nelle Hypercar o nelle vetture stradali. Perch\u00e9 per me la Ferrari \u00e8 una sola.<\/p>\n<p><b>Profilo<\/b><br \/>&#13;<br \/>\n<b>Olivier Helvig<\/b><br \/>&#13;<br \/>\n<b>Nato il: 04\/08\/1979<\/b><br \/>&#13;<br \/>\n<b>A: Metz (Francia)<\/b><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Gran Premio dell&#8217;Azerbaigian, numeri e curiosit\u00e0<\/b><\/p>\n<p><b>2,6.<\/b>\u00a0<b>I milioni di abitanti di Baku,\u00a0<\/b>che fanno della capitale azera\u00a0<b>la citt\u00e0 pi\u00f9 grande del Caucaso\u00a0<\/b>e tra i centri che danno sul Mar Caspio.<\/p>\n<p><b>40.\u00a0Le varianti riconosciute del pilaf<\/b>, il piatto nazionale azero. Originario della Persia, \u00e8 arrivato intorno all&#8217;anno 1000 in Azerbaigian, che lo ha rapidamente adottato. Ogni variante \u00e8 legata a regioni o tradizioni locali. Il pilaf \u00e8 a base di\u00a0<b>riso a chicco lungo cotto al vapore\u00a0<\/b>insieme a\u00a0<b>carne\u00a0<\/b>(spesso agnello o manzo),\u00a0<b>cipolle, frutta secca come albicocche o uvetta, e spezie aromatiche\u00a0<\/b>tra cui curcuma e zafferano. La particolarit\u00e0 \u00e8 che gli ingredienti vengono\u00a0<b>cotti separatamente e poi assemblati<\/b>, in modo che ogni componente mantenga il proprio sapore e il riso risulti\u00a0<b>ben sgranato<\/b>. In molte versioni, il piatto viene completato con una\u00a0<b>crosta dorata e croccante<\/b>\u00a0sul fondo della pentola, chiamata\u00a0qazmaq, che rende il pilaf visivamente elegante e saporito. \u00c8 considerato un\u00a0<b>piatto nobile e simbolo di ospitalit\u00e0<\/b>, servito nelle feste e nei matrimoni, con numerose varianti regionali dolci o salate.<\/p>\n<p><b>350.\u00a0Il numero di vulcani di fango attivi in Azerbaigian<\/b>, concentrati principalmente nelle regioni di\u00a0<b>Gobustan e Absheron<\/b>. Questi vulcani non eruttano lava, ma fango caldo, gas naturale e argilla, creando e laghetti e coni che possono arrivare fino a diversi metri di altezza. Il fenomeno \u00e8 legato alla presenza di giacimenti di petrolio e gas sotterranei, che spingono il fango verso la superficie. Alcuni di essi emettono fiamme occasionali, mentre altri formano paesaggi surreali con pozze fumanti e crateri. Sono importanti attrazioni turistiche e zone di studio geologico. Questi i tre pi\u00f9 celebri: il\u00a0<b>Dashgil\u00a0<\/b>(sull\u2019omonima isola, nel Mar Caspio), famoso per le sue eruzioni spettacolari: nel luglio 2021, ha prodotto una\u00a0<b>gigantesca palla di fuoco con fiamme alte fino a 500 metri<\/b>, visibile anche dalla capitale. \u00c8\u00a0uno dei vulcani pi\u00f9 attivi e offre un&#8217;esperienza visiva unica. C\u2019\u00e8 poi il\u00a0<b>Lokbatan<\/b>, a soli 15 km da Baku, noto per la sua intensa attivit\u00e0 e infine c\u2019\u00e8 l\u2019intera zona del\u00a0<b>Gobustan<\/b>, che ospita oltre la met\u00e0 dei vulcani di fango dell&#8217;Azerbaigian. La regione \u00e8 anche famosa per le sue incisioni rupestri preistoriche, dichiarate Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0 dall&#8217;UNESCO.<\/p>\n<p><b>4466.\u00a0I metri di altitudine del Monte Bazarduzu<\/b>, la vetta pi\u00f9 alta dell\u2019Azerbaigian, che per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 famoso per avere gran parte del proprio territorio nazionale sotto al livello del mare.\u00a0<b>Baku<\/b>, per esempio,\u00a0<b>si trova a -28 metri<\/b>.<\/p>\n<p><b>1200.\u00a0Le tonnellate di te nero che l\u2019Azerbaigian importa ogni anno\u00a0<\/b>oltre a quello che viene coltivato nel Paese. \u00c8 considerato\u00a0<b>la bevanda nazionale\u00a0<\/b>e viene servito praticamente in ogni occasione, dalle visite familiari agli incontri d\u2019affari. Tradizionalmente si usa una\u00a0<b>teiera a due livelli\u00a0<\/b>(\u00e7aydan), che permette di ottenere un infuso concentrato diluito poi con acqua calda, cos\u00ec ognuno regola l\u2019intensit\u00e0 a piacere. Il t\u00e8 viene servito in\u00a0<b>bicchieri a forma di pera\u00a0<\/b>chiamati\u00a0armudu, che ne esaltano il colore e mantengono il calore. Spesso viene accompagnato da dolci locali, marmellate, noci, frutta secca e zollette di zucchero, ma senza latte. Bere t\u00e8 in Azerbaigian \u00e8 un vero e proprio\u00a0<b>rituale<\/b>: offrirlo a un ospite \u00e8 segno di rispetto, amicizia e benvenuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Va in scena questo fine settimana il Gran Premio dell\u2019Azerbaigian, diciassettesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1, nonch\u00e9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":132650,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[3004,29055,3403,1770,683,1771,86344,1537,90,89,2244,1782,7652,245,244],"class_list":{"0":"post-132649","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-3004","9":"tag-baku","10":"tag-charles-leclerc","11":"tag-f1","12":"tag-formula-1","13":"tag-formula1","14":"tag-gran-premio-dellazerbaijan","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-lewis-hamilton","19":"tag-scuderia-ferrari","20":"tag-sf-25","21":"tag-sport","22":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=132649"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/132649\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/132650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=132649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=132649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=132649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}