{"id":13358,"date":"2025-07-28T07:56:10","date_gmt":"2025-07-28T07:56:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13358\/"},"modified":"2025-07-28T07:56:10","modified_gmt":"2025-07-28T07:56:10","slug":"public-health-literacy-per-una-sanita-equa-e-partecipata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13358\/","title":{"rendered":"Public health literacy per una sanit\u00e0 equa e partecipata"},"content":{"rendered":"<p>Essere alfabeta significa possedere l&#8217;alfabeto (o almeno le prime due lettere di quello greco) cio\u00e8 lo strumento essenziale per leggere, scrivere e far di conto. Quanto lo si possegga e quale sia la maestria nell\u2019utilizzo implica esercizio, costante e intenso, intrapreso precocemente. \u00c8 uno strumento di comunicazione, che caratterizza la qualit\u00e0 e intensit\u00e0 di una relazione, \u00e8 il risultato della conoscenza, consapevolezza e comprensione acquisite con abilit\u00e0 e competenze ulteriormente ampliabili. \u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) a fine 2024 <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/trends-in-adult-learning_ec0624a6-en.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha riportato<\/a> che il 35% degli adulti italiani, tra i 16 e 65 anni di et\u00e0, pu\u00f2 essere definito come analfabeta funzionale, mentre la media Ocse \u00e8 del 26%. Quindi oltre un terzo degli italiani sa leggere, ed esprimersi in modo sostanzialmente corretto, ma non \u00e8 in grado di raggiungere un adeguato livello di comprensione e analisi di un discorso complesso, di articoli di giornale, regolamenti o bollette. Si trova in difficolt\u00e0 nell&#8217;esecuzione di calcoli matematici semplici, come gli sconti in un negozio, la tenuta della contabilit\u00e0 casalinga, o nell&#8217;utilizzo degli strumenti informatici. Sconta una conoscenza superficiale degli eventi storici, politici, scientifici, sociali ed economici. Il fenomeno \u00e8 trasversale e interessa l\u2019intera popolazione italiana (e non solo) seppur con distribuzione diversa per et\u00e0, profilo socio-economico, regione di residenza. Situazione preoccupante pensando alla creazione, la circolazione e la disponibilit\u00e0 a credere a notizie false in un\u2019epoca di potere dei social network, in particolare, alla disinformazione legata ai temi medico sanitari in una popolazione gi\u00e0 analfabeta in tema di salute.\u00a0<\/p>\n<p>Certo, Non \u00e8 mai troppo tardi per migliorare, come ha dimostrato l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/non-mai-troppo-tardi-alberto-libro-giulia-manzi\/e\/9788867834945?srsltid=AfmBOorpoUJ-93dOR7kykDnoawrySMg06IKMzUkC7PB9poK6ybMYaSU2\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">attivit\u00e0 del maestro Alberto Manzi<\/a>, che in televisione agli inizi degli anni \u201960 insegnava al 10% di italiani analfabeti a comprendere lettere e numeri, a comporre parole e frasi, a fare i conti della spesa o della retribuzione delle ore lavorate, a leggere. Si stima che circa un milione e mezzo di italiani e italiane siano riusciti a prendere la licenza elementare grazie alla trasmissione.\u00a0<\/p>\n<p>Trent\u2019anni pi\u00f9 tardi, l\u2019autorevole linguista Tullio De Mauro si adoper\u00f2 per il <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858113622\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">recupero e il contenimento dell\u2019analfabetismo funzionale<\/a>, purtroppo dimenticato presto dai responsabili della cultura e delle politiche educative italiane.\u00a0<\/p>\n<p>Cominciamo dalla literacy<\/p>\n<p>Oggi per\u00f2 pi\u00f9 che sostenere l\u2019alfabetismo o al contrario contrastare l\u2019analfabetismo funzionale (visto che tutti, pi\u00f9 o meno, vanno a scuola), dovremmo garantire e potenziare lo sviluppo della literacy:\u00a0\u00abl\u2019insieme di competenze che utilizzano le capacit\u00e0 di identificare, comprendere, interpretare, creare, comunicare e computare utilizzando materiale scritto derivante da vari contesti. Literacy identifica un apprendimento continuo nelle persone quando tendono ai loro traguardi, allo sviluppo della loro conoscenza e delle loro potenzialit\u00e0 e alla piena partecipazione alla vita delle comunit\u00e0 e delle societ\u00e0\u00bb secondo la <a href=\"https:\/\/unesdoc.unesco.org\/ark:\/48223\/pf0000159785\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">definizione dell\u2019UNESCO<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec intesa, l\u2019alfabetizzazione non \u00e8 un processo passivo ma attivo, l\u2019esito, anche inconsapevole quando si \u00e8 esposti, di un\u2019azione programmata, continua, appropriata, di relazione. \u00c8 per esempio nell\u2019ambito della genitorialit\u00e0 lo strumento della <a href=\"https:\/\/www.natiperleggere.it\/index.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">lettura ad alta voce<\/a> ancor prima della nascita, perch\u00e9 leggere con una certa continuit\u00e0 ai bambini ha una positiva influenza sul loro sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale, con effetti significativi per tutta la vita adulta. \u00c8 dare spazio alla tanto osteggiata educazione all\u2019affettivit\u00e0 e alla sessualit\u00e0 (<a href=\"https:\/\/gruppocrc.net\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Educazione-allaffettivita-e-alla-sessualita-Gruppo-CRC_04.07.2024.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Comprehensive Sexuality Education<\/a>) a partire dal nido per prevenire la disinformazione (anche dei genitori ed educatori) e contrastare fenomeni come la violenza di genere e il cyberbullismo. \u00c8 combattere l\u2019illiteracy.<\/p>\n<p>Nasce la health literacy<\/p>\n<p>Negli anni \u201870, relativamente alla capacit\u00e0 delle persone di leggere e comprendere materiale scritto di tipo sanitario, \u00e8 emerso il concetto di health literacy (alfabetizzazione sanitaria). Ovviamente <a href=\"https:\/\/journals.sagepub.com\/doi\/10.1177\/10901981740020S102\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">non solo in Italia<\/a>, sebbene da noi in ritardo rispetto ad altri Paesi. Una buona idea di cosa voglia dire per la realt\u00e0 italiana la health literacy ce la danno due progetti dedicati: quello del <a href=\"https:\/\/www.dors.it\/come-lavoriamo\/portfolio\/health-literacy\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Centro di Documentazione per la Promozione della Salute<\/a> della Regione Piemonte e quello dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ausl.pr.it\/azienda\/heath_literacy\/default.aspx\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Azienda Unit\u00e0 Sanitaria Locale<\/a> di Parma. Da entrambe queste fonti si ricava che in fondo la health literacy \u00e8 in estrema sintesi un aggiornamento della vecchia educazione sanitaria ed \u00e8 finalizzata ad aiutare le persone a fare le migliori scelte personali, sia in tema di prevenzione e promozione della salute che di coinvolgimento quando pazienti (engagement) nella gestione del percorso di cura.\u00a0<\/p>\n<p>Il concetto di health literacy \u00e8 naturalmente evoluto verso una dimensione non pi\u00f9 solo individuale, come si ricava anche da questa recente <a href=\"https:\/\/www.who.int\/news-room\/fact-sheets\/detail\/health-literacy\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">definizione dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/a>: \u00abl&#8217;insieme delle conoscenze e delle competenze personali che si accumulano attraverso le attivit\u00e0 quotidiane, le interazioni sociali e attraverso le generazioni. Le conoscenze e le competenze personali sono mediate dalle strutture organizzative e dalla disponibilit\u00e0 di risorse che consentono alle persone di accedere, comprendere, valutare e utilizzare informazioni e servizi in modo da promuovere e mantenere una buona salute e un buon benessere per s\u00e9 e per chi le circonda\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il concetto di health literacy \u00a0\u00e8 andato via via ulteriormente ampliandosi nella definizione e nei contenuti in virt\u00f9 della complessit\u00e0 delle conoscenze acquisite, anche in campo sanitario, e dell\u2019aumento dei diritti negati per la salute ovunque nel mondo: le <a href=\"https:\/\/www.saluteinternazionale.info\/2024\/03\/salute-globale-misurare-le-disuguaglianze\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">disuguaglianze della salute<\/a> in termini di deprivazione socioeconomica, livelli educazionali e standard di vita materiale. \u00c8 il concetto della public health literacy, imposto drammaticamente dalla illiteracy, non solo nazionale, smascherata dalla pandemia di Covid-19. \u00c8 la condizione attraverso la quale persone e gruppi possono ottenere, processare, comprendere, valutare e mettere in pratica le informazioni necessarie per rendere le decisioni di sanit\u00e0 pubblica utili per la comunit\u00e0. Quella condizione a cui non eravamo preparati &#8211; e non lo siamo neppure ora.<\/p>\n<p>Infine, la public health literacy<\/p>\n<p>Con la public health literacy si fa, quindi, un ulteriore passo avanti da quelle che sono le prestazioni aderendo alle quali si presume migliori lo stato di salute delle singole persone (quello della health literacy) per arrivare ad assumere attitudini e obiettivi di salute collettivi nell\u2019ambito di una comunit\u00e0. \u00c8 quindi un coinvolgimento, un allargamento anche delle responsabilit\u00e0 nell\u2019ambito di un modello sociale di salute: la comunit\u00e0 deve essere consapevole che ci sono determinanti sociali che influenzano il benessere e lo stato di salute e deve agire di conseguenza. Il sistema sanitario per essere adeguato dovrebbe essere in grado di ridurre le disuguaglianze sociali e le relative cause anche in tema di salute. Serve, quindi una comunit\u00e0 alfabetizzata in grado di monitorare e tutelare il proprio stato di salute. La salute, in quanto bene comune, \u00e8 indivisibile: la salute degli uni dipende da quella di tutti gli altri (e il concetto di One Health, parola d\u2019ordine oggi di moda, ma non per questo meno vera, lo estende all\u2019intero pianeta e a tutte le relazioni tra ogni forma di vivente). Quindi, in questo senso la public health literacy va intesa come uno dei livelli di garanzia della sanit\u00e0 pubblica del servizio sanitario universalistico.<\/p>\n<p>Accanto alla dimensione sociale della salute la public health literacy deve includere anche la dimensione programmatoria e organizzativa dei processi di tutela della salute. Nel mondo reale le risorse per questi processi sono limitate, a partire dal personale di cui si pu\u00f2 disporre. La loro gestione deve mantenere in equilibrio i tre macrolivelli assistenziali: la assistenza ospedaliera, la assistenza territoriale e le attivit\u00e0 di prevenzione e promozione della salute. Storicamente esiste uno sbilanciamento a favore del ruolo degli ospedali, spesso <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/rapporto-tra-politica-e-sanit%C3%A0-visto-dalle-marche-lohio-ditalia\/claudio-maffei\/2025-07-08\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sviluppati in modo ipertrofico e dispersivo<\/a> bench\u00e9 si sappia che le risposte ai problemi della cronicit\u00e0 stanno altrove.\u00a0<\/p>\n<p>In sostanza, come la health literacy dovrebbe aiutare le migliori scelte individuali, cos\u00ec la public health literacy dovrebbe aiutare a fare le migliori scelte di politica sanitaria.\u00a0<\/p>\n<p>Una tenera utopia?<\/p>\n<p>Purtroppo tutto questo \u00e8 una tenera utopia, ma essenziale per proseguire e perorare la causa. La casa della comunit\u00e0, la casa del bene comune, che potrebbe essere la sede ideale e privilegiata della scuola sul campo di public health (di tutti gli ordini da quella d\u2019infanzia a quella degli studi superiori in public health) <a href=\"https:\/\/www.ricercaepratica.it\/archivio\/4517\/articoli\/45154\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trova difficolt\u00e0 a operare<\/a>. Eppure, gi\u00e0 dal 23 maggio 2022 un decreto ministeriale prevede che ogni 40-50 mila abitanti sia costituita una Casa della comunit\u00e0, cio\u00e8 un \u00abluogo fisico di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria\u00bb. E nel Pnrr sono previste risorse per edificarle laddove non esistano (un po\u2019 meno per dotarle del personale necessario).<br \/>Per far funzionare le Case della Comunit\u00e0 serve, per\u00f2, una politica matura, una cultura di sanit\u00e0 pubblica che fiorisca diffusa libera e indipendente da vincoli politici o di categoria (quindi anche da universit\u00e0, ordini professionali, rappresentanze ristrette) e che sia condivisa coi cittadini e le cittadine. Una cultura che dovrebbe mirare sia a riequilibrare i livelli di salute tra i vari gruppi sociali sia a riequilibrare il peso tra servizi territoriali (Distretti e Dipartimenti di prevenzione) e servizi ospedalieri.<\/p>\n<p>Dove queste condizioni <a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/lettere-al-direttore\/articolo.php?articolo_id=130319\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">non esistono<\/a>, e quindi nella grande maggioranza delle Regioni, \u00a0vanno create progressivamente, anche attraverso decreti come quello sulla assistenza ospedaliera (il DM 70 del 2015) e quello sulla assistenza territoriale (DM 77 del 2022) che per\u00f2 vanno contestualizzati e \u00a0applicati con il sostegno di iniziative che aumentino la public health literacy e quindi la competenza sui temi della sanit\u00e0 pubblica a tutti i livelli e in tutti gli ambienti (politica e media compresi).<\/p>\n<p>Questo tema della literacy ricorre anche in alcuni dei documenti e appelli per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale che periodicamente si affacciano alla ribalta dell\u2019attenzione pubblica e che anche Scienza in rete ha segnalato. Al punto 10 di <a href=\"https:\/\/www.scienzainrete.it\/articolo\/non-possiamo-fare-meno-del-servizio-sanitario-pubblico\/ottavio-davini-enrico-alleva-luca-de\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quello degli scienziati<\/a> ci si domanda retoricamente se i cittadini siano consapevoli della complessit\u00e0 del tema salute e abbiano gli strumenti per essere protagonisti. A questa domanda il documento risponde che: \u00abrendere i cittadini protagonisti in ambito sanitario necessita di un grande investimento &#8211; di portata strategica, e prevalentemente culturale &#8211; per aumentare le loro conoscenze scientifiche e la consapevolezza di come tutelare la loro salute. Questo potrebbe consentire ai cittadini di comprendere come le politiche ambientali, urbane, industriali, del territorio, sono determinanti fondamentali nella tutela e nella promozione della loro salute, e uscire dalla diade fideismo-negazionismo. Per il punto precedente e per questo, il Servizio Sanitario Nazionale pu\u00f2 essere uno straordinario promotore di cultura e di iniziative intersettoriali, se tutti lo sosteniamo come patrimonio condiviso\u00bb.<\/p>\n<p>Invece al punto 5 dei <a href=\"https:\/\/cergas.unibocconi.eu\/sites\/default\/files\/media\/attach\/Principi per una riforma del SSN.pdf?VersionId=8eQrmdLvf6GpgMS9MiZelkSRFQOjO4Qv\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">principi di rilancio del SSN<\/a> proposti con una forte impronta aziendalista da un gruppo di esperti del settore, di istituti e universit\u00e0 nazionali, si afferma che: \u00abla partecipazione intesa come capacit\u00e0 dei cittadini singoli e\/o organizzati, di orientare il sistema in modo che soddisfi i loro bisogni, rimane fondamentale per sviluppare ownership collettiva e per mantenerne la natura di fattore di coesione sociale. L\u2019empowerment del cittadino sano e del paziente inizia con un lavoro attivo: a) sulla sua literacy sanitaria; b) sulla sua conoscenza del SSN, inteso come bene collettivo che offre vantaggi, ma dentro regole e perimetri che la comunit\u00e0 si \u00e8 data; c) sul sostegno alla elaborazione dei lutti nei passaggi di stadi di salute nel corso della vita, per generare aspettative adulte, fondamentali per l\u2019aderenza alle terapie e ai corretti stili di vita\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo in ordine di tempo, il documento della <a href=\"https:\/\/scossa.net\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">SCOSSA<\/a> (La Societ\u00e0 Civile Sostiene il Servizio Sanitario nazionale) non fa esplicito riferimento alla public health literacy, ma alle priorit\u00e0 espresse dalla popolazione, alla salute come bene comune, alle evidenze scientifiche come base di conoscenza. Un approccio pi\u00f9 avanzato, dunque, che mira attraverso la literacy a un <a href=\"https:\/\/applications.emro.who.int\/dsaf\/dsa315.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">community health empowerment<\/a>, cio\u00e8 al miglioramento del benessere di salute delle comunit\u00e0 attraverso una crescita della consapevolezza nelle scelte.<\/p>\n<p>A chi tocca?\u00a0<\/p>\n<p>La cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra, nel luglio 2012, ha scelto di includere tra i valori fondanti della societ\u00e0 inglese il servizio sanitario nazionale, rappresentato dal personale sanitario impegnato in un balletto insieme ai pazienti tra le corsie di un ospedale. Cerimonia kitsch, d\u2019accordo, ma con una forza che finora \u00e8 mancata al nostro sistema sanitario, che non ha mai dedicato competenze e risorse per portare a tutte le persone che vivono in questo Paese la consapevolezza dei suoi principi universalistici. Una mancanza che scontiamo ogni giorno di pi\u00f9.\u00a0<\/p>\n<p>Tuttavia, se siamo d\u2019accordo sul ruolo fondamentale della health literacy e della public health literacy rimane a questo punto aperta una domanda fondamentale: chi, dove e come deve impegnarsi a diffonderle e migliorarle?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Essere alfabeta significa possedere l&#8217;alfabeto (o almeno le prime due lettere di quello greco) cio\u00e8 lo strumento essenziale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13359,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240,1359],"class_list":{"0":"post-13358","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute","17":"tag-societa"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13358"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13358\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}