{"id":133910,"date":"2025-09-27T17:39:08","date_gmt":"2025-09-27T17:39:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/133910\/"},"modified":"2025-09-27T17:39:08","modified_gmt":"2025-09-27T17:39:08","slug":"tentano-di-collegarla-alla-rete-russa-perche-si-teme-lincidente-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/133910\/","title":{"rendered":"&#8220;Tentano di collegarla alla rete russa&#8221;. Perch\u00e9 si teme l&#8217;incidente nucleare"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"361\" data-end=\"1011\">La centrale nucleare ucraina di <strong data-start=\"410\" data-end=\"426\">Zaporizhzhia<\/strong>, l\u2019impianto pi\u00f9 grande d\u2019Europa sotto occupazione russa dal marzo 2022, ha registrato una nuova interruzione di corrente esterna, la decima dall\u2019inizio dell\u2019occupazione russa. Ma stavolta si sono ormai superati i quattro giorni, un record che aumenta le preoccupazioni internazionali. L\u2019interruzione di corrente \u00e8 iniziata alle 16:56 di marted\u00ec, quando l\u2019ultima linea elettrica che conduce all\u2019impianto \u00e8 stata tagliata sul lato russo. Operazioni che, secondo Kiev, preludono al tentativo di collegare l\u2019impianto alla rete russa: \u201cStanno rubando la centrale\u201d. L\u2019<strong data-start=\"1015\" data-end=\"1070\">Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica (Aiea)<\/strong> ha gi\u00e0 espresso forte timore. Il direttore generale <strong data-start=\"1145\" data-end=\"1162\">Rafael Grossi<\/strong> ha affermato che l\u2019incidente \u201csottolinea ancora una volta l\u2019estrema fragilit\u00e0 della situazione di sicurezza nucleare presso la centrale\u201d. Dopo la disconnessione, sono entrati in funzione i generatori diesel di emergenza. Grossi ha ribadito che \u201cogni interruzione di corrente rappresenta un rischio reale per la sicurezza nucleare e aumenta la probabilit\u00e0 di un incidente nucleare\u201d. L\u2019Aiea aveva precedentemente avvertito che la perdita di linee elettriche esterne rimane uno dei rischi pi\u00f9 gravi, nonostante i serbatoi dei generatori diesel fossero stati recentemente riforniti con scorte sufficienti per circa 20 giorni di funzionamento. Grossi ha incontrato il presidente russo <strong data-start=\"1986\" data-end=\"2004\">Vladimir Putin<\/strong> e altri leader, ma secondo l\u2019Aiea la situazione resta estremamente fragile.<\/p>\n<p data-start=\"2084\" data-end=\"2616\">A confermare l\u2019interruzione dell\u2019unica linea di trasmissione elettrica attiva \u00e8 anche il <strong data-start=\"2125\" data-end=\"2159\">ministero dell\u2019Energia ucraino<\/strong>, sottolineando che l\u2019occupazione russa rappresenta \u201cla principale minaccia al funzionamento sicuro della centrale nucleare\u201d e ricordando \u201ci bombardamenti russi e i danni alle infrastrutture energetiche\u201d. Il ministro degli Esteri ucraino <strong data-start=\"2706\" data-end=\"2723\">Andriy Sybiha <\/strong>accusa Mosca dei blackout per cercare di \u201crubare la centrale\u201d. Sybiha dichiara che \u201cla Russia ha costruito centinaia di chilometri di linee elettriche in preparazione di un tentativo di appropriarsi dell\u2019impianto, collegarlo alla rete e riavviarlo\u201d. Secondo il ministro, il tentativo di riconnessione \u201cpotrebbe essere il peggiore finora, comportando i rischi maggiori\u201d. Come riportato dal Guardian, gli esperti di <strong data-start=\"5523\" data-end=\"5537\">Greenpeace<\/strong> hanno analizzato immagini satellitari che mostrano la costruzione di nuove linee elettriche collegate alla rete russa: le stime parlano di circa 90 km gi\u00e0 installati, mentre altre fonti rilanciate dai media internazionali parlano di 200 km di linee. L\u2019integrazione del sito nella rete russa, secondo Greenpeace, sarebbe gi\u00e0 \u201cin una fase avanzata\u201d. Secondo l\u2019oranizzazione, \u201cgli occupanti russi hanno costruito una diga attraverso un canale di ingresso nel sito della centrale durante l\u2019estate, al fine di creare una fonte d\u2019acqua pi\u00f9 piccola e pi\u00f9 sicura\u201d. Per gli specialisti nucleari di Greenpeace ci sarebbe gi\u00e0 abbastanza acqua da permettere alla Russia di riavviare uno dei sei reattori.<\/p>\n<p data-start=\"3211\" data-end=\"4556\">A innescare le maggiori preoccupazioni \u00e8 proprio la ripetuta e prolungata interruzione dell\u2019alimentazione elettrica esterna. Sebbene i sei reattori siano attualmente in stato di arresto freddo per motivi di sicurezza, richiedono comunque un apporto costante di elettricit\u00e0 per alimentare i sistemi di raffreddamento. Questa energia serve a rimuovere il calore di decadimento prodotto dai prodotti di fissione radioattivi presenti nel combustibile, un processo che continua anche dopo lo spegnimento della reazione a catena perch\u00e9 la riduzione del calore \u00e8 graduale e richiede tempo. In termini di sicurezza, la funzione base di un reattore \u00e8, tra le altre, proprio quella di raffreddare il combustibile e contenere le sostanze radioattive. Se i generatori di emergenza dovessero fallire o esaurire il carburante (che sarebbe attualmente sufficiente per circa 20 giorni), il combustibile nucleare nei sei reattori si riscalderebbe in modo incontrollabile, portando, nel giro di settimane, a una fusione del nocciolo. Uno scenario verificatosi in forma accelerata a <strong data-start=\"4365\" data-end=\"4378\">Fukushima<\/strong> nel 2011, dove la perdita di energia elettrica port\u00f2 al mancato pompaggio di acqua di raffreddamento a causa di uno tsunami, causando la fusione di tre noccioli in appena tre giorni.<\/p>\n<p data-start=\"4558\" data-end=\"5506\">Il tentativo russo di collegare la centrale alla rete russa e di riavviare almeno un reattore, come temono vari osservatori, pone ulteriori incognite. Secondo l\u2019Aiea, \u201cal momento non esistono le condizioni per riavviare la centrale in sicurezza\u201d. E il riavvio di qualsiasi reattore in tempo di guerra, con la centrale al centro di una zona di conflitto, sarebbe un evento senza precedenti. Sebbene l\u2019industria nucleare, secondo la <strong data-start=\"4951\" data-end=\"4980\">World Nuclear Association<\/strong>, avrebbe storicamente dimostrato che il rischio di incidenti rimane basso, con solo due casi maggiori (Chernobyl e Fukushima) \u201cin oltre 18.500 anni-reattore cumulativi\u201d, queste statistiche possono essere applicate solo a operazioni in condizioni di pace, con una robusta cultura della sicurezza e un approccio di \u201cdifesa in profondit\u00e0\u201d. Al contrario, la possibilit\u00e0 che la Russia cerchi attivamente di riavviare la centrale per collegarla alla sua rete rappresenta un pericolo. Secondo l\u2019<strong>ENTSO-E<\/strong>, l\u2019associazione europea dei gestori di rete elettrica, scollegare la centrale dalla rete ucraina e collegarla a quella russa richiede procedure delicate, dallo spegnimento controllato al riavvio delle unit\u00e0, che devono garantire sincronizzazione di frequenza e tensione. Avvertendo che, nel contesto bellico, con personale sotto stress e infrastrutture danneggiate, ogni errore pu\u00f2 compromettere i sistemi di protezione e i circuiti ausiliari, aumentando i rischio di gravi malfunzionamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, l\u2019impianto pi\u00f9 grande d\u2019Europa sotto occupazione russa dal marzo 2022, ha registrato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":133911,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-133910","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133910","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=133910"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133910\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/133911"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=133910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=133910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=133910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}