{"id":133992,"date":"2025-09-27T18:38:30","date_gmt":"2025-09-27T18:38:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/133992\/"},"modified":"2025-09-27T18:38:30","modified_gmt":"2025-09-27T18:38:30","slug":"depressione-e-psicosi-piu-frequenti-nelle-donne-dopo-il-parto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/133992\/","title":{"rendered":"Depressione e psicosi, pi\u00f9 frequenti nelle donne dopo il parto"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"210\" data-end=\"499\">Il periodo successivo alla nascita di un figlio rappresenta una fase di particolare vulnerabilit\u00e0 per la salute mentale delle donne. Un\u2019analisi pubblicata su Molecular Psychiatry dal Karolinska Institutet ha messo in evidenza che il rischio di depressione cresce di circa il 20% tra la quinta e la quindicesima settimana dopo il parto, rispetto all\u2019anno che precede la gravidanza. Ancora pi\u00f9 marcato l\u2019aumento per la psicosi, con una probabilit\u00e0 fino a sette volte superiore nelle prime venti settimane dopo la nascita. \u201cPossiamo osservare che il rischio di depressione \u00e8 circa il 20% pi\u00f9 alto tra la quinta e la quindicesima settimana dopo il parto, rispetto all\u2019anno precedente la gravidanza. Per la psicosi, il rischio \u00e8 fino a sette volte superiore durante le prime 20 settimane dopo il parto\u201d, spiega <strong>Emma Br\u00e4nn<\/strong>, prima autrice dello studio e ricercatrice presso l\u2019Istituto di Medicina Ambientale del Karolinska Institutet.<\/p>\n<p>I dati dello studio<\/p>\n<p data-start=\"1469\" data-end=\"1813\">La ricerca, intitolata <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41380-025-03212-9?utm_source\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Maternal psychiatric disorders before, during, and after pregnancy: a national cohort study in Sweden<\/a>, ha analizzato i registri svedesi relativi a tutte le gravidanze tra il 2003 e il 2019, per un totale di quasi 1,8 milioni di donne. Dai dati emerge che i disturbi psichiatrici tendono a diminuire durante la gravidanza, per poi risalire dopo il parto. La vulnerabilit\u00e0 riguarda soprattutto<strong> depressione e psicosi<\/strong>, mentre ansia, disturbi legati allo stress e abuso di sostanze risultano meno frequenti sia in gravidanza sia nel periodo immediatamente successivo, rispetto a prima della gestazione. Secondo gli autori, questo andamento pu\u00f2 essere spiegato da una combinazione di fattori biologici, modifiche nello stile di vita e un pi\u00f9 intenso contatto con l\u2019assistenza sanitaria durante la gravidanza.<\/p>\n<p>Suicidio: differenze tra madri e padri<\/p>\n<p data-start=\"2435\" data-end=\"2888\">Lo stesso gruppo di ricerca ha approfondito anche il rischio di suicidio in relazione alla nascita di un figlio. In uno studio pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41562-025-02311-5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Nature Human Behaviour<\/a>, i ricercatori hanno osservato che le madri avevano una probabilit\u00e0 minore di tentare il suicidio durante e dopo la gravidanza rispetto ai padri. Un dato in controtendenza rispetto alla popolazione generale, dove le donne presentano tassi pi\u00f9 elevati di tentativi rispetto agli uomini. Per i padri, il rischio risulta ridotto nelle prime dieci settimane dopo la nascita del figlio, ma tende ad aumentare nuovamente col passare del tempo<\/p>\n<p data-start=\"2890\" data-end=\"3043\"><strong><a href=\"https:\/\/www.sanitainformazione.it\/iscrizione-newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Iscriviti alla Newsletter di Sanit\u00e0 Informazione per rimanere sempre aggiornato<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il periodo successivo alla nascita di un figlio rappresenta una fase di particolare vulnerabilit\u00e0 per la salute mentale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":133993,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-133992","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=133992"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/133992\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/133993"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=133992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=133992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=133992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}