{"id":134721,"date":"2025-09-28T04:52:17","date_gmt":"2025-09-28T04:52:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/134721\/"},"modified":"2025-09-28T04:52:17","modified_gmt":"2025-09-28T04:52:17","slug":"sfida-le-leggi-della-fisica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/134721\/","title":{"rendered":"sfida le leggi della fisica"},"content":{"rendered":"<p>Un team internazionale guidato dall\u2019italiano Luca Ighina ha scoperto un <strong>enorme buco nero<\/strong> che \u00e8 anche tra i pi\u00f9 lontani mai osservati. Si chiama <strong>RACS J0320-35<\/strong> e si trova a 12,8 miliardi di anni luce dalla Terra. In pratica lo stiamo vedendo com\u2019era meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang, quando l\u2019universo era ancora molto giovane.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sta facendo notizia? Questo <a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/esteri\/buco-nero-lid-568-tsw6gpzx\" target=\"_blank\">buco nero<\/a> ha una massa enorme, circa <strong>un miliardo di volte quella del Sole<\/strong>, ed \u00e8 in crescita in modo sorprendentemente veloce: ogni anno \u201cinghiotte\u201d tra <strong>300 e 3.000 masse solari,<\/strong> superando il <strong>limite\u00a0di Eddington <\/strong>che normalmente stabilisce quanto velocemente un buco nero possa accumulare materia senza diventare instabile.<\/p>\n<p>L\u2019osservazione e la scoperta <\/p>\n<p>La scoperta \u00e8 il risultato di una collaborazione internazionale con un forte contributo italiano. Oltre a Luca Ighina, hanno partecipato ricercatori di INAF, Universit\u00e0 di Bologna, Universit\u00e0 dell\u2019Insubria e INFN, insieme a scienziati dagli Stati Uniti e dall\u2019Australia.<\/p>\n<p>Fondamentali sono stati i dati del <strong>telescopio spaziale Chandra della NASA<\/strong>, che hanno analizzato i raggi X emessi dal quasar (un oggetto estremamente luminoso attorno al buco nero). Grazie a questi dati \u00e8 stato possibile calcolare la sua velocit\u00e0 di crescita. Alberto Moretti dell\u2019INAF ha spiegato: \u201cMisurando la massa e il ritmo di crescita possiamo stimare quanto fosse grande alla nascita e testare le teorie sulla formazione dei buchi neri giganti\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante <\/p>\n<p>Il quasar che ospita RACS J0320-35 <strong>\u00e8 cos\u00ec luminoso da superare intere galassie e produce getti di particelle ad altissima velocit\u00e0<\/strong>, un fenomeno raro. Studiare questo buco nero significa osservare l\u2019<a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.quotidiano.net\/esteri\/telescopio-webb-origine-universo-5007798c\" target=\"_blank\">universo primordiale <\/a>e capire come si siano formati i primi buchi neri giganti e le prime galassie.<\/p>\n<p>Secondo gli scienziati, RACS J0320-35 potrebbe essere nato come un buco nero relativamente piccolo, derivante dall\u2019implosione di una stella massiccia, e aver raggiunto rapidamente le dimensioni attuali.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 stato pubblicato su<a rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/missions\/chandra\/nasas-chandra-finds-black-hole-with-tremendous-growth\/\"> The Astrophysical Journal Letters <\/a>ed \u00e8 uno dei casi pi\u00f9 estremi mai osservati di buco nero gigante nell\u2019universo giovane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un team internazionale guidato dall\u2019italiano Luca Ighina ha scoperto un enorme buco nero che \u00e8 anche tra i&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":134722,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[12033,13611,1713,1537,90,89,3266,7244,195,198,199,197,200,201,5243,194,196,87075],"class_list":{"0":"post-134721","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-buco","9":"tag-cresce","10":"tag-fisica","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-leggi","15":"tag-nero","16":"tag-science","17":"tag-science-and-technology","18":"tag-scienceandtechnology","19":"tag-scienza","20":"tag-scienza-e-tecnologia","21":"tag-scienzaetecnologia","22":"tag-scoperto","23":"tag-technology","24":"tag-tecnologia","25":"tag-velocemente"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/134721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=134721"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/134721\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/134722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=134721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=134721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=134721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}