{"id":135331,"date":"2025-09-28T12:13:09","date_gmt":"2025-09-28T12:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/135331\/"},"modified":"2025-09-28T12:13:09","modified_gmt":"2025-09-28T12:13:09","slug":"quei-fondi-a-pioggia-contro-laborto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/135331\/","title":{"rendered":"Quei fondi a pioggia contro l\u2019aborto"},"content":{"rendered":"<p>In vista della odierna giornata mondiale sull\u2019aborto sicuro, un Rapporto del gruppo Medici del Mondo, presentato alla Camera dei Deputati il 23 settembre denuncia che in Italia manca da anni un monitoraggio sistematico e aggiornato sull\u2019attuazione della legge 194 sull\u2019interruzione volontaria di gravidanza (IVG), bench\u00e9 sia previsto dalla stessa legge. Una mancanza di dati che insieme alimenta e oscura le diseguaglianze. Tragica \u00e8 infatti la scarsit\u00e0 e diseguale distribuzione territoriale dei consultori, che pure costituiscono il canale principale per accedere all\u2019IVG, cos\u00ec come quella dei medici non obiettori. La mancanza di dati aggiornati e disaggregati anche a livello infra-regionale non riguarda solo la disponibilit\u00e0 delle condizioni necessarie perch\u00e9 il diritto ad abortire a norma di legge sia effettivamente garantito, le caratteristiche delle donne che lo richiedono, le tecniche (chirurgica o farmacologica) che vengono utilizzate e le motivazioni addotte per giustificare l\u2019una o l\u2019altra. Riguarda anche un\u2019altra parte della legge, spesso evocata da chi \u00e8 contrario all\u2019IVG, rispetto alla quale i consultori hanno una funzione cruciale: la messa in opera, in collaborazione con gli enti locali ed eventualmente con enti di terzo settore, di tutte le azioni e interventi necessari per far superare le cause, economiche, familiari o sociali, che impediscono alla donna di portare avanti la gravidanza, vincolando quindi la sua libert\u00e0 di scelta. Un compito che richiederebbe, oltre ad una diffusione capillare dei consultori, un rafforzamento della loro fisionomia multidisciplinare. Due aspetti che, invece, hanno conosciuto negli anni una progressiva riduzione. <\/p>\n<p><strong>Per attuare questa parte della legge, la Regione Piemonte ha invece scelto la via del finanziamento diretto, tramite bando, di enti del terzo settore: non pi\u00f9 visti, quindi, come collaboratori dei consultori su questa materia, ma come attori privilegiati, anche (soprattutto?) quando esplicitamente anti-abortisti.<\/strong> Nel 2022 \u00e8 stato istituito un \u201cFondo vita nascente\u201d di 460.000 euro, destinato a \u201cEnti del terzo operanti nel settore della tutela maternro infantile per la promozione e realizzazione di progetti di accompagnamento individualizzati finalizzati alla promozione del valore sociale della maternit\u00e0 e al sostegno delle gestanti ed alla tutela della vita nascente\u201d. Una scelta controversa e molto discussa per diversi motivi. Ma \u00e8 stata almeno efficace rispetto all\u2019obiettivo esplicito, ovvero il contrasto all\u2019IVG per motivi economici e il sostegno nei primi anni di vita? I dati disponibili per il primo anno non offrono purtroppo informazioni utili in merito. Lo documenta un dettagliato Libro bianco ad opera della rete per l\u2019autodeterminazione \u201cpi\u00f9 194 voci\u201d presentato ieri a Torino. Dipende in parte dalla formulazione del bando, in parte dal contrasto tra criteri e requisiti stabiliti nel bando e quanto \u00e8 avvenuto realmente in tutte le fasi, dall\u2019erogazione fino alla documentazione finale. Per quanto riguarda il primo punto, mancano nelle relazioni finali, anche perch\u00e9 il bando non conteneva indicatori specifici in materia, dati cruciali quali stato e mese di gravidanza delle donne assistite, presenza di un bimbo piccolo. La valutazione della condizione economica sembra avvenuta in modo informale e con criteri eterogenei, cos\u00ec come quella della situazione familiare. Tutto ci\u00f2 rende difficile, se non impossibile, stabilire l&#8217;efficacia del tipo di strumento preventivo adottato rispetto alla finalit\u00e0 primaria che il Fondo si proponeva: evitare una IVG dovuta a cause esclusivamente economiche. Per quanto riguarda il secondo punto, il bando richiedeva che per ottenere il finanziamento le associazioni presentassero progetti molto dettagliate sia sul piano delle azioni che intendevano sviluppare sia dl personale impegnato, sia dei costi da sostenere. Ciononostante, <strong>\u00e8 stato assegnato lo stesso importo a tutte le 15 associazioni che hanno partecipato al bando, indipendentemente dal progetto presentato e dall\u2019importo richiesto, oltre che senza verifica dell\u2019idoneit\u00e0 organizzativa e professionale a svolgere le azioni proposte<\/strong>. Di conseguenza, 4 progetti sono stati sostanziosamente sotto-finanziati, mentre 10 hanno ricevuto pi\u00f9 di quanto avevano richiesto. Inoltre, tre sono stati finanziati nonostante mancasse il dettaglio della parte finanziaria. A ci\u00f2 si aggiunga che il finanziamento \u00e8 stato erogato per intero ad inizio progetto, senza attendere rendicontazioni intermedie e finali di qualche tipo. Non sorprende, quindi, che alcune delle relazioni e rendicontazioni finali siano generiche e largamente incomplete. Pi\u00f9 che finanziare attivit\u00e0 di contrasto all\u2019IVG, sembra quindi che il Fondo sia stato usato per finanziare a pioggia un certo numero di associazioni, alcune delle quali esplicitamente anti-abortiste. Una torsione delle finalit\u00e0 forse utile sul piano elettorale, ma dubbia su quello del contrasto all\u2019IVG per motivi economici e del sostegno alla genitorialit\u00e0. Non \u00e8 cos\u00ec che andrebbe speso denaro pubblico. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In vista della odierna giornata mondiale sull\u2019aborto sicuro, un Rapporto del gruppo Medici del Mondo, presentato alla Camera&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":135332,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[37672,1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-135331","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-chiara-saraceno","9":"tag-femminile","10":"tag-health","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-salute","15":"tag-salute-femminile","16":"tag-salutefemminile","17":"tag-womens-health","18":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/135331","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=135331"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/135331\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/135332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=135331"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=135331"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=135331"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}