{"id":13568,"date":"2025-07-28T09:56:07","date_gmt":"2025-07-28T09:56:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13568\/"},"modified":"2025-07-28T09:56:07","modified_gmt":"2025-07-28T09:56:07","slug":"se-laltezza-di-un-grattacielo-e-un-reato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13568\/","title":{"rendered":"Se l&#8217;altezza di un grattacielo \u00e8 un reato"},"content":{"rendered":"<p>Se l&#8217;altezza di un grattacielo diventa misura della moralit\u00e0 pubblica, allora il problema non \u00e8 solo urbanistico, ma profondamente culturale. E se a questa altezza si applica una scala di giudizio inversamente proporzionale all&#8217;etica, allora la politica rischia davvero la perdizione.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il paradosso che emerge dal caso milanese che coinvolge, tra gli altri, l&#8217;architetto Stefano Boeri. Nella sua autodifesa affidata ai social si coglie il senso profondo di quanto sta accadendo: non si sta processando solo un presunto illecito, ma un&#8217;idea stessa di citt\u00e0, un modello di sviluppo, una visione di futuro. Sotto accusa non \u00e8 tanto una pratica amministrativa, quanto il risultato che essa ha prodotto: una Milano che cresce, che si rinnova, che guarda in alto. Troppo in alto, evidentemente, per chi preferisce una politica che si inginocchia anzich\u00e9 progettare.<\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 chiaro gi\u00e0 nella frase-chiave di Boeri: &#8220;Non sono un cementificatore&#8221;. \u00c8 una dichiarazione che non dovrebbe servire, e invece \u00e8 diventata necessaria. Perch\u00e9 nel dibattito pubblico italiano e ancor pi\u00f9 in quello giudiziario l&#8217;altezza di un edificio non \u00e8 pi\u00f9 un tema da affidare ad architetti, urbanisti o amministratori, ma un possibile capo d&#8217;imputazione. L&#8217;idea che la verticalit\u00e0 possa essere un valore, o almeno una necessit\u00e0 in tempi di urbanizzazione sostenibile, viene capovolta e degradata a sospetto. Ma davvero l&#8217;altezza \u00e8 un reato? Davvero il modello urbanistico di una citt\u00e0 pu\u00f2 essere discusso in tribunale, invece che in consiglio comunale? Se cos\u00ec fosse, si dovrebbe riscrivere la storia di Manhattan, di Dubai, o anche della stessa Milano degli ultimi vent&#8217;anni, riducendola a un elenco di colpe. Eppure non serve un trattato di urbanistica per comprendere che, in un Paese dove si invoca la tutela del suolo e si teme l&#8217;espansione incontrollata, costruire in verticale \u00e8 spesso la scelta pi\u00f9 responsabile: si ottimizza lo spazio, si riduce il consumo di terreno, si moltiplicano i metri quadrati abitabili senza divorare territorio. E allora perch\u00e9 tutto questo viene raccontato, oggi, come una colpa? Forse perch\u00e9 l&#8217;Italia, da tempo, ha smesso di distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 legale, ci\u00f2 che \u00e8 opportuno, e ci\u00f2 che \u00e8 solo impopolare. In un clima di moralismo sempre pi\u00f9 dominante, il &#8220;fare&#8221; \u00e8 diventato un atto sospetto, mentre il &#8220;non fare&#8221; viene santificato come atto di prudenza etica. Soprattutto se a fare sono i privati, il mercato, o professionisti capaci di influenzare le decisioni pubbliche. Il principio di realt\u00e0 viene sacrificato sull&#8217;altare della purezza ideologica. E qui si inserisce il secondo passaggio, altrettanto significativo, della difesa di Boeri: il tentativo di giustificare il proprio ruolo nel dibattito pubblico come architetto coinvolto nei processi decisionali della citt\u00e0. \u00c8 un&#8217;ammissione che, in un Paese normale, non dovrebbe esistere. Perch\u00e9 in una democrazia matura, il dialogo tra pubblico e privato, tra professionisti e amministratori, non \u00e8 un sospetto, ma una necessit\u00e0. \u00c8 il sale del processo decisionale.<\/p>\n<p>Nel mondo reale quello in cui si costruiscono ponti, ospedali, scuole e anche grattacieli ogni progetto nasce da una visione, da un dialogo tra chi progetta e chi decide. L&#8217;idea che un architetto, incaricato da un committente, non debba usare la propria autorevolezza per spiegare, convincere, incidere, \u00e8 semplicemente grottesca. Nessuno dovrebbe sentirsi in colpa per aver partecipato, con la propria competenza, alla costruzione di una citt\u00e0 migliore. E invece proprio questo il reato di &#8220;traffico di influenze&#8221; \u00e8 il prodotto di una legislazione che, negli ultimi dieci anni, ha trasformato ogni interazione tra interessi legittimi in un potenziale caso giudiziario. Un impianto normativo ambiguo, spesso modellato sull&#8217;emotivit\u00e0 pubblica pi\u00f9 che sull&#8217;efficacia amministrativa, ha aperto le porte a una giustizia che, anzich\u00e9 limitarsi a perseguire reati, si sente investita del compito di giudicare comportamenti, stili, modelli.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una giustizia che non punisce solo chi ha violato la legge, ma chi ha avuto successo. Che non sanziona la corruzione, ma la capacit\u00e0 di incidere.<\/p>\n<p>Sullo sfondo resta un&#8217;altra questione che riguarda tutti noi: la sorte delle citt\u00e0 italiane. Milano, unica metropoli italiana in crescita secondo l&#8217;Istat, \u00e8 oggi oggetto di una criminalizzazione del suo stesso sviluppo. Una citt\u00e0 che ha saputo attrarre investimenti, migliorare i servizi, alzare lo standard della qualit\u00e0 urbana, viene ora processata per il proprio successo. Con un ribaltamento inquietante: si condanna l&#8217;aumento dei valori immobiliari senza offrire alternative. Ma se in una citt\u00e0 che cresce si vieta di costruire, i prezzi saliranno inevitabilmente. \u00c8 un&#8217;equazione che persino chi predica l&#8217;equit\u00e0 sociale dovrebbe essere in grado di comprendere.<\/p>\n<p>Del resto, il nostro Paese ha gi\u00e0 sperimentato le conseguenze della pianificazione ideologica: i quartieri dello Zen a Palermo, le Dighe di Begato a Genova, testimoniano un&#8217;architettura figlia di buone intenzioni ma\n<\/p>\n<p>incapace di generare bellezza, vivibilit\u00e0 o inclusione. Oggi, in nome di un nuovo moralismo, si rischia di ripetere lo stesso errore, ma al contrario: per paura di favorire i ricchi, si blocca lo sviluppo anche per i poveri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se l&#8217;altezza di un grattacielo diventa misura della moralit\u00e0 pubblica, allora il problema non \u00e8 solo urbanistico, ma&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13569,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,7222,1612,203,486,204,1537,90,89,13189,342],"class_list":{"0":"post-13568","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-comune-di-milano","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-indagini","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-stefano-boeri","22":"tag-urbanistica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13568\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}