{"id":13593,"date":"2025-07-28T10:12:15","date_gmt":"2025-07-28T10:12:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13593\/"},"modified":"2025-07-28T10:12:15","modified_gmt":"2025-07-28T10:12:15","slug":"la-ricerca-premiata-a-glasgow","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13593\/","title":{"rendered":"la ricerca premiata a Glasgow"},"content":{"rendered":"<p>Battito rallentato, insufficienza renale, livelli elevati di potassio nel sangue, tutti sintomi che compongono la cosiddetta sindrome Brash:\u00a0\u00ab\u00c8 una patologia dal nome complesso, &#8211; spiegano dall&#8217;Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona (Aoui) &#8211; ovvero\u00a0Bradycardia, Renal failure, Atrioventricular blockade, Shock, Hyperkalemia,\u00a0per la quale la soluzione terapeutica tradizionale pu\u00f2 rivelarsi priva di successo se tale sindrome \u00e8 sostenuta da un\u2019intossicazione da farmaci\u00bb. In base a quanto spiegato in una nota dell&#8217;Aoui, si tratta di una concomitanza che pu\u00f2 diventare fatale, se non trattata adeguatamente, ma che \u00e8 stata scoperta proprio al <a href=\"https:\/\/www.aovr.veneto.it\/centro-antiveleni-veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Centro Antiveleni di Verona<\/a> diretto dal dottor Giorgio Ricci, dove \u00e8 stata salvata una donna con un antidoto specifico appositamente individuato.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il fulcro argomentativo dell\u2019articolo presentato a Glasgow al 45esimo\u00a0Congresso Internazionale di Tossicologia della <a href=\"https:\/\/eapcct.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">European Association of Poison Centres and Clinical Toxicologists\/EAPCCT<\/a>, dove \u00e8 stato nominato &#8220;best paper&#8221;\u00a0del 2024. Ogni anno sono quattro gli articoli premiati e quest\u2019anno c\u2019era anche il contributo di Verona: <a href=\"https:\/\/jmedicalcasereports.biomedcentral.com\/articles\/10.1186\/s13256-024-04600-5\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">&#8220;Not only Van Gogh: a case of BRASH syndrome with concomitant digoxin toxicity&#8221;<\/a>.\u00a0\u00abVan Gogh, &#8211; chiarisce la nota dell&#8217;Aoui Verona &#8211; in terapia con <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Digossina\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">digossina<\/a>, si esponeva spesso a sovradosaggio di tale farmaco: alcuni critici d\u2019arte sostengono che il particolare uso del colore proprio del pittore fiammingo fosse proprio legato all\u2019utilizzo di digossina\u00bb.<\/p>\n<p>La paziente salvata al Centro antiveleni di Verona<\/p>\n<p>In base a quanto si apprende, la ricerca \u00e8 partita da un caso studio relativo a\u00a0una paziente che presentava il quadro clinico causato tipicamente dalla sindrome di Brash, vale a dire\u00a0\u00abeccessivo potassio nel sangue, acidosi metabolica e pressione sanguigna molto bassa\u00bb, ma le cui condizioni non sarebbero migliorate\u00a0anche dopo le prime terapie per ridurre i livelli di potassio.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abIl risultato della ricerca &#8211; spiegano sempre dall&#8217;Aoui Verona &#8211; ha dimostrato che se si innesta un farmaco ad azione cardiotossica, che pu\u00f2 quindi danneggiare il muscolo cardiaco, nel circolo vizioso della Brash potrebbe essere vanificata l\u2019efficacia dei protocolli terapeutici standard, portando anche alla morte\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>Stando a quanto riferito dall&#8217;Aoui, infatti, la paziente si sarebbe trovata\u00a0in terapia cronica con digossina, farmaco con \u00abcarattere cardiotossico\u00bb e che \u00abviene eliminato attraverso i reni\u00bb. L\u2019insufficienza renale causata dalla Brash avrebbe quindi\u00a0fatto s\u00ec che la digossina non venisse smaltita dall\u2019organismo, ma perdurasse all\u2019interno degli organi \u00abcausando un&#8217;intossicazione\u00bb. Il team del dott. Ricci, ha dunque\u00a0preso in carico il caso e ha poi proposto l&#8217;antidoto specifico: \u00ab\u00c8 stata necessaria anche una dialisi per il miglioramento della paziente\u00bb, chiarisce la nota dell&#8217;Aoui Verona.<\/p>\n<p>Il team di ricerca<\/p>\n<p>Al lavoro premiato hanno contribuito Ilaria Costantini, Giovanni Mantelli, Elia Morando, gi\u00e0 specialisti dell&#8217;Aoui, quindi gli specializzandi in Farmacologia e Tossicologia clinica Massimo Carollo e in Medicina d&#8217;Emergenza\/Urgenza Mariapaola Castri e i professionisti Aoui Lorenzo Losso, Matilde Bacchion, Lucia Drezza, coordinati dal dott. Giorgio Ricci. \u00abQuesto premio ci onora &#8211; ha detto\u00a0il direttore Centro antiveleni di Verona,\u00a0Giorgio Ricci\u00a0&#8211; e ci aiuta a comunicare che la Brash non \u00e8 solo la somma dei suoi sintomi, ma una sindrome autonoma. La ricerca ha voluto rimarcare l\u2019importanza non solo di individuare pi\u00f9 in fretta possibile il quadro clinico della sindrome, \u00a0ma anche di riconoscere eventuali agenti (come la digossina in questo caso)\u00a0che possono peggiorare il quadro clinico del paziente, fino ad essere letale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Battito rallentato, insufficienza renale, livelli elevati di potassio nel sangue, tutti sintomi che compongono la cosiddetta sindrome Brash:\u00a0\u00ab\u00c8&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13594,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[16911,16912,1731,1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,16913,16914,16910,1940,1941],"class_list":{"0":"post-13593","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-aoui-verona","9":"tag-centro-antiveleni","10":"tag-donna","11":"tag-femminile","12":"tag-health","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute","17":"tag-salute-femminile","18":"tag-salutefemminile","19":"tag-salvataggio","20":"tag-sindrome-brash","21":"tag-univ","22":"tag-womens-health","23":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13593\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}