{"id":13622,"date":"2025-07-28T10:30:09","date_gmt":"2025-07-28T10:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13622\/"},"modified":"2025-07-28T10:30:09","modified_gmt":"2025-07-28T10:30:09","slug":"il-problema-e-se-ti-piacciono-i-maschi-leteropessimismo-e-gli-uomini-veri-capaci-di-uscire-di-casa-per-fare-sesso-che-non-ci-sono-piu-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13622\/","title":{"rendered":"Il problema \u00e8 se ti piacciono i maschi: l&#8217;eteropessimismo e \u00abgli uomini veri capaci di uscire di casa per fare sesso che non ci sono pi\u00f9\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Irene Soave<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">I maschi refrattari a una relazione hanno creato questo sentimento squisitamente femminile. Sono evitanti, legnosi, incomprensibili anche a se stessi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo testo \u00e8 tratto da <b>Big Bubble<\/b>, la nuova newsletter del Corriere firmata da Irene Soave: \u00e8 gratuita, arriva la domenica mattina e ci si iscrive <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wd16ts7l0sab04?uid=86e79124-6780-4f0c-9fc2-21fbbed4abd5&amp;txnid=a42cffa9-13fd-446a-81fd-1c26340e34a9&amp;mid=c3b94219-7a45-40ea-addf-3d7ae94f0970&amp;utid=86e79124-6780-4f0c-9fc2-21fbbed4abd5-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-07-18T19%3A22%3A26Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=508&amp;bsft_lx=9\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">qui<\/a><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I maschi non telefonano, figuriamoci (nessuno pi\u00f9 telefona, e il Financial Times di qualche giorno fa scriveva che i pi\u00f9 giovani sono talmente disabituati a telefonare che nemmeno dicono \u00abPronto?\u00bb al fisso quando suona, alzano e stanno l\u00ec in silenzio, ad aspettare che si sbilanci l&#8217;altro. Possibile metafora ambosessi).    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non telefonano, non scrivono messaggi, non mandano nemmeno pi\u00f9 i messaggi un po&#8217; porcini delle 23:30 (\u00abDove sei?\u00bb) che nell&#8217;adolescenza delle millennial venivano definiti impropriamente \u00abbooty call\u00bb. Semmai se scrivi tu rispondono, ma sempre con alcune ore di ritardo (calcolato?). I loro messaggi sono radi e afasici; o brillantissimi, ma in quel caso scordatelo di vederli, perch\u00e9 come ormai sanno tutti la brillantezza via chat sta a dire che<b> la passione fisica non arriver\u00e0 mai.<\/b> Non ascoltano vocali. Non incidono vocali. Non danno appuntamenti, non prendono appuntamenti. Non vogliono la monogamia. Non vogliono una relazione. Vogliono una relazione, ma non ce la fanno. Vogliono una relazione, ma (segue brontolio sconnesso in psicologhese). Hanno l&#8217;attaccamento disorganizzato. Hanno il deficit di accudimento come il Papa di Nanni Moretti. Si rifugiano nel no contact. Avevamo detto stasera? Perdonami, ho fatto casino, ho padel. Ti richiamo io.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 la possibile sintesi di un <b>qualsiasi resoconto sentimentale<\/b> tra amiche in cerca tra i trenta e i quarant&#8217;anni ma forse pure sui venti, ma forse pure a cinquanta: il punto di vista \u00e8 rigorosamente femminile, e l&#8217;oggetto dell&#8217;analisi, oltre che ahitutte del desiderio, sono i maschi, ormai descritti sempre, da tutte, come gente che non ce la fa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In molte, quindi, hanno condiviso e screenshottato e inviato alle amiche e ai maschi delle loro vite <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2025\/07\/21\/magazine\/men-heterofatalism-dating-relationships.html?unlocked_article_code=1.Zk8.u7gL.rIOt_1B05h5Y&amp;smid=url-share\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un lungo articolo pubblicato luned\u00ec sul New York Times.<\/a> Si intitola, pi\u00f9 o meno: \u00abIl problema, se ti piacciono gli uomini\u00bb. The Trouble with Wanting Men. E parla di un concetto che si \u00e8 fatto strada nei dipartimenti universitari di Gender Studies. Lo ha coniato nel 2019 dal ricercatore americano Asa Seresin, che vi sta dedicando un saggio molto atteso (in arrivo in Italia nel 2027). <b>Si chiama: eteropessimismo. <\/b>O in versione pi\u00f9 morbida, come la mette gi\u00f9 il New York Times, eterofatalismo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sentimento squisitamente femminile, l&#8217;eteropessimismo \u00e8 la presa d&#8217;atto che <b>i maschi si continua a desiderarli <\/b>e a volerli accanto, non si pensa di cercarsi una partner femmina n\u00e9  di tirare gi\u00f9 la cler; per\u00f2 avendo acquisito la dolorosa certezza che non ce la fanno. E che non \u00e8 nemmeno in senso stretto colpa loro:<b> li disegnano cos\u00ec,<\/b> cio\u00e8, nel lessico delle scienze sociali che ha colonizzato le conversazioni degli ultimi anni, sono stati socializzati in questo modo. Da maschi. Evitanti, legnosi, incomprensibili anche a se stessi. Non come ci pensiamo noi, cinture nere di terapia, socializzate poverette a volere il legame, capaci di parlare di emozioni e di guardarci dentro, prive ormai di ansie, di narcisismi e di ambiguit\u00e0 (&#8230;).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Cosa ce ne facciamo del nostro desiderio, si chiede l&#8217;autrice di The Problem with Wanting Men, Jean Garnett, quarantenne appena divorziata? (con un&#8217;eco della fantastica Monica Scattini di Parenti Serpenti: \u00abtutto questo amore a chi lo dooo\u00bb?!).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;articolo \u00e8 scritto in prima persona, scelta rischiosa quando si parla di fenomeni collettivi: c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno pronto a rispondere al \u00abnon ci chiamano\u00bb con \u00abparla per te\u00bb. Inizia con l&#8217;arrivo a un primo appuntamento.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;uomo sta gi\u00e0 aspettando l&#8217;autrice Jean Garnett e la desidera \u00abin modo evidente\u00bb, il che le piace (e a chi non). Vanno a casa insieme, nel sesso \u00e8 <b>\u00abun po&#8217; timido, o un po&#8217; fuori allenamento\u00bb<\/b>, insomma lei sembra dargli un sei (chiss\u00e0 se lui se ne accorge?). Dopo ben una settimana le scrive: ti sto cercando poco perch\u00e9 in questo periodo sono pieno di ansia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pieno di ansia? Questo indispone l&#8217;autrice del pezzo: \u00abUn uomo <b>dovrebbe volermi con urgenza, o non volermi affatto<\/b>\u00bb. Se ne sfoga a cena con tre amiche. Ognuna ha il suo aneddoto che le conferma che \u00abgli uomini veri, che sanno reggere la vita normale e sfide tipo uscire di casa per fare sesso, non ci sono pi\u00f9\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quello che per l&#8217;ansia ha fatto ghosting (cio\u00e8 ha smesso di farsi vivo) dopo settimane di messaggi ardenti, l&#8217;amante che ha atteso che l&#8217;autrice del pezzo divorziasse per poi dirle \u00abnon sono bravo nelle relazioni\u00bb, l&#8217;avvocato che dopo tre appuntamenti risponde a ogni messaggio con un ritardo di almeno cinque ore. E insomma tutta la casistica solita. <b>Ma da quando gli uomini sono diventati cos\u00ec?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Risposta del pezzo: da quando non \u00e8 stato pi\u00f9 accettabile che fossero dei predatori sessuali, da quando non basta pi\u00f9 ubriacarsi e smanacciarci, eccetera: da quando cio\u00e8 il sesso non \u00e8 pi\u00f9 un terreno dove esercitare il loro potere.<b> La versione del sesso in cui comandavano non \u00e8 pi\u00f9 in auge<\/b>: in questa nuova, dove tocca ascoltarsi e negoziare, sarebbero a disagio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Essere a disagio. Una mia amica, regina della diplomazia, dice sempre che per non fare una cosa che non le va, o per rimettere al loro posto persone che l&#8217;hanno indisposta dice, semplicemente: <b>\u00absono un po&#8217; a disagio\u00bb<\/b>. Frase magica, consente quasi sempre di defilarsi restando pulite o di ottenere scuse e spiegazioni. E cos\u00ec allo stesso modo il disagio, l&#8217;ansia, l&#8217;introversione dei poveri maschi contemporanei detronizzati sarebbero anche, nella teoria dell&#8217;eteropessimismo,<b> un utile viatico a defilarsi:<\/b> in un altro termine tecnico, weaponized incompetence. Incompetenza strumentalizzata.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come in cucina: quante volte accade che un compito domestico &#8211; lavare i piatti, sbrinare il frigo, caricare la lavastoviglie &#8211; un partner maschio lo faccia talmente male che non solo non \u00e8 pi\u00f9 un aiuto, ma la prossima volta non glielo si chieder\u00e0?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Be&#8217;, varrebbe anche in amore: l&#8217;incapacit\u00e0 strumentale, scrive Jean Garnett, \u00e8 per i maschi assai comoda perch\u00e9 costringe le femmine a fare tutto loro. Soprattutto l&#8217;hermeneutic labor, il \u00ablavoro di interpretazione\u00bb: uno dei tanti tipi di lavoro invisibile che nelle relazioni spetterebbe soprattutto alle donne, e cio\u00e8 quello di capire <b>cosa intende quell&#8217;altro con i suoi messaggi sibillini e rari<\/b>. Vorr\u00e0 una relazione con me? Chiederselo, rispondere di conseguenza, darsi una linea di condotta, magari aprire con lui una conversazione: non solo ricaccia nel trito schema \u00abmaschio fuggitivo, donna che attende\u00bb, ma \u00e8 tutto lavoro che quello l\u00e0 non fa e tu s\u00ec. Ennesimo fronte dello sfruttamento femminile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E pilastro dell&#8217;eteropessimismo: allargando lo sguardo agli appuntamenti, chi ce lo fa fare, si chiede la donna eteropessimista, se <b>nel corteggiamento facciamo tutto noi<\/b> (hermeneutic labor). Se <b>nel mantenere sana e vivace una relazione<\/b> che per miracolo si \u00e8 avviata facciamo tutto noi (emotional labor, concetto coniato dalla sociologa Arlie Hochschild nel 1983 parlando di lavoro e poi mutuato anche per il lavoro emotivo in una coppia: significa istruire le conversazioni chiave per cui una storia si definisce o va avanti, occuparsi della temperatura emotiva della coppia, comperare completini per ravvivare la libido, alcune teoriche inseriscono in questa voce persino il sesso coniugale). Se<b> nel sesso<\/b> sanno spesso poco del desiderio femminile (come sembrano dire molte delle storie raccolte dall&#8217;attenta Greta Sclaunich <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=27\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">nella sua newsletter SeGreta<\/a>). Se <b>nei lavori di casa,<\/b> nemmeno a dirlo, facciamo tutto noi (persino nei Paesi scandinavi le ore settimanali di lavoro domestico delle donne sono di pi\u00f9 di quelle dei loro partner, se sono etero). Infine si sono moltiplicati i saggi come <a href=\"https:\/\/27esimaora.corriere.it\/23_marzo_15\/costo-virilita-detenuti-incidenti-radiografia-oneri-stato-studio-d3df51c4-c0ef-11ed-99c4-8b2b65339237.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">questo divulgativo dell&#8217;economista Ginevra Bersani Franceschetti<\/a> che mostra per esempio il costo sociale <b>dei reati commessi soprattutto da maschi,<\/b> cio\u00e8 quasi tutti. Nei casi peggiori, riflette l&#8217;eteropessimismo, a rischio per una donna che sta con un uomo non sono solo autostima e tempo libero, indipendenza finanziaria e casa in ordine, <b>ma la stessa incolumit\u00e0 fisica.<\/b> Insomma, chi ce lo fa fare?\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le risposte che arrivano nell&#8217;articolo del New York Times sono un po&#8217; esangui: dei maschi mi piace <b>l&#8217;odore e spesso i genitali,<\/b> ammette l&#8217;autrice, e un po&#8217; \u00e8 tutto l\u00ec.  Ricorda vagamente<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_marzo_24\/incel-adolscence-femmine-80c93694-d30a-45e1-ba24-f4dd81c91xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> le teorie opposte degli incel:<\/a> le donne sono detestabili, ci caschiamo solo ogni tanto perch\u00e9 sono carine. Le donne sono la vera ragione per cui le relazioni non ingranano, dicono gli incel: interessate solo ai soldi, a uomini alti, a uomini belli in senso canonico, vanno cio\u00e8 dietro al 20 per cento dei maschi disponibili e ignorano gli altri 80. La colpa, se non ci sono pi\u00f9 coppie decenti, \u00e8 tutta delle donne. Eccetera.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa descrizione non somiglia alle eteropessimiste del pezzo di Jean Garnett, che per\u00f2 non fanno comunque tanta simpatia: voler essere desiderate, per esempio, \u00e8 uno dei sentimenti contro cui i femminismi di ogni epoca hanno combattuto, considerando che il rischio \u00e8 di ridursi un po&#8217; a deliziosi oggetti. E soluzioni rapide, a parte microchippare tutti gli uomini che si conosce per cambiarne l&#8217;indole, o la socializzazione, anche l&#8217;autrice del pezzo ammette che non ce ne sono. Se non le solite due. <br \/>La prima \u00e8 quella che indicavano gi\u00e0 le nonne: disinteressarsene un po&#8217;, aspettarsi un po&#8217; meno, trovarsi qualcosa da fare. Nel lunghissimo articolo del New York Times c&#8217;\u00e8 un paragrafo in cui l&#8217;autrice chiama la zia, e la zia le dice. E poi c&#8217;\u00e8 la soluzione che l&#8217;epoca sembra chiedere a gran voce ogni volta che si parla di amori: rinegoziare, collettivamente, e anche a mezzo articoli come questo, <b>che cos&#8217;\u00e8 una coppia<\/b>, che cosa vogliamo (desiderare o essere desiderati o la congiuntura astrale in cui entrambe le cose si verificano insieme? E pu\u00f2 accadere a comando?) e<b> cosa chiediamo all&#8217;altro, <\/b>ma anche cosa possiamo offrire<b>.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per dire, dei maschi valutati al tavolo delle eterofemministe qualcuno \u00e8 da buttare. Ma quello gentile, \u00abun po&#8217; timido\u00bb e con un po&#8217; d&#8217;ansia, per esempio, cio\u00e8 un essere umano medio, cosa ci ha fatto di male?<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-07-28T11:44:31+02:00\">28 luglio 2025 ( modifica il 28 luglio 2025 | 11:44)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Irene Soave I maschi refrattari a una relazione hanno creato questo sentimento squisitamente femminile. 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