{"id":13625,"date":"2025-07-28T10:32:14","date_gmt":"2025-07-28T10:32:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13625\/"},"modified":"2025-07-28T10:32:14","modified_gmt":"2025-07-28T10:32:14","slug":"dazi-il-ricatto-impossibile-alleuropa-cosi-trump-riuscira-a-proteggere-limmenso-debito-usa-e-il-dollaro-a-nostre-spese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13625\/","title":{"rendered":"Dazi, il ricatto impossibile all\u2019Europa: cos\u00ec Trump riuscir\u00e0 a proteggere l\u2019immenso debito Usa e il dollaro a nostre spese"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Trump lamenta la ristrutturazione immobiliare della Fed da 2,5 miliardi di dollari, ma l\u2019effetto dazi potrebbe costare molto di pi\u00f9 all\u2019Europa: ecco perch\u00e9<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Donald Trump si lamenta per una ristrutturazione immobiliare della Federal Reserve da 2,5 miliardi di dollari (nella foto sopra, con il capo della banca centrale Jay Powell). Ma questo tipo di mosse pu\u00f2 costarci cento volte di pi\u00f9 di 2,5 miliardi di dollari. Dico a noi, noi europei: risparmiatori italiani inclusi. Sarebbe molto peggio di qualunque effetto dazi, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/25_luglio_28\/dazi-triplicati-senza-ragione-europa-usa-trump-e98535bc-53a6-494d-b8a2-f303bef0fxlk.shtml\" title=\"I dazi triplicati (senza ragione): perch\u00e9 l\u2019Europa ha deciso di patteggiare con l\u2019America di Trump?\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">malgrado l\u2019accordo di domenica sera fra lo stesso Trump e l\u2019Unione europea<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per capire perch\u00e9 vanno fatti alcuni brevi passi indietro su alcuni aspetti: a che punto si trovano gli Stati Uniti sul fronte del <b>debito pubblico<\/b>; quanto \u00e8 esposta la zona euro su quel debito; <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_luglio_24\/trump-in-visita-alla-fed-controllo-alla-ristrutturazione-della-sede-da-2-5-miliardi-nuove-pressioni-su-powell-a8faf711-83ba-4106-b5c1-1164c5395xlk.shtml\" title=\"Trump alla Fed, critiche alla ristrutturazione (da 2,5 miliardi). Nuova mossa per licenziare Powell?\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">a che scopo Trump stesso vuole sottomettere la Fed<\/a>; e come tutto questo si inquadra nelle tensioni fra Washington e Bruxelles. Perch\u00e9 fuori dai riflettori, in silenzio, in questi mesi \u00e8 successo qualcosa che \u2013 lo ammetto subito \u2013 non mi aspettavo:<b> da gennaio le economie che nelle ultime settimane hanno concluso <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_luglio_28\/cosa-cambia-made-italy-dazi-esportazioni-usa-4c15e916-98c2-4f5d-8fb6-b85545991xlk.shtml\" title=\"Cosa cambia per il Made in Italy con i dazi al 15% per le esportazioni negli Stati Uniti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">accordi <\/a>\u00a0con Trump, come quello di domenica sera con Ursula von der Leyen, hanno comprato debito pubblico americano in pi\u00f9 per 400 miliardi di dollari<\/b>. Possibile? Vediamo.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Fubini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688721395b643.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688721395b643.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Come l\u2019Italia anni\u00a0\u201970<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dall\u2019inizio del secondo mandato, Trump si sta dimostrando profondamente consapevole della <b>grande vulnerabilit\u00e0 americana<\/b>. Essa riguarda il punto estremo al quale \u00e8 giunto il <b>ciclo del debito<\/b> dell\u2019ultimo quarto di secolo. Il governo federale \u00e8 passato da conti in attivo alla fine dell\u2019amministrazione di Bill Clinton (2001), a un deficit sempre pi\u00f9 profondo prodotto ad ogni svolta della storia di questi tre decenni (grafico sopra): la recessione con lo scoppio della <b>bolla di Internet<\/b> e l\u2019<b>11 settembre<\/b>, i tagli alle tasse ai ricchi di George W. Bush, il costo delle guerre in Iraq e Afghanistan, la seguente recessione per il <b>crash di Lehman<\/b> e i costi della crisi bancaria, i tagli alle tasse alle imprese del primo Trump e le spese della<b> recessione da Covid<\/b>, infine le politiche industriali di Joe Biden e i nuovi tagli alle tasse in gran parte ai ricchi del secondo Trump.\u00a0<br \/>Ogni situazione straordinaria genera vasti deficit, dopo per\u00f2 il risanamento \u00e8 sempre parziale, incompiuto, e non si torna mai alla situazione di prima. Ogni volta \u00e8 sempre un po\u2019 peggio. Ogni ciclo politico o economico diventa un passo in pi\u00f9 nel degrado del bilancio. Semplicemente \u2013 sotto i repubblicani o i democratici \u2013 nella societ\u00e0 e nel sistema politico americano oggi non esiste un accordo possibile per andare in direzione opposta. Sui conti pubblici si scaricano tutte le tensioni, tutte le contraddizioni del Paese, come nell\u2019Italia degli anni \u201970 e \u201980.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>    Due terzi del debito pubblico mondiale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fino a che anche gli Stati Uniti sono giunti a un punto estremo. Quasi due terzi di tutto il debito pubblico esistente oggi al mondo, in valore, \u00e8 debito pubblico americano (37 mila miliardi di dollari su 59 mila miliardi). Met\u00e0 dei titoli emessi per coprire nuovo deficit nel mondo nel 2025 saranno titoli del Tesoro americano. Ma poich\u00e9 appunto negli Stati Uniti non c\u2019\u00e8 consenso possibile per risanare i conti, l\u2019amministrazione Trump si pone una domanda diversa: come evitare una crisi di debito senza chiedere sacrifici agli elettori, ai gruppi d\u2019interesse, ai grandi finanziatori dei repubblicani?\u00a0<br \/>Di qui l\u2019idea di <b>usare i dazi<\/b> come un\u2019imposta indiretta sugli stranieri (ma in realt\u00e0 sui consumatori americani). Di qui anche l\u2019idea di diffondere gli <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/opinioni\/25_luglio_25\/tra-dazi-e-criptovalute-la-trattativa-nascosta-sulle-stablecoin-di-trump-ecco-cosa-incombe-sulla-ue-e-sull-euro-cd1c2dc5-45d9-4c2b-8cc2-038b520b2xlk.shtml\" title=\"Tra dazi e criptovalute: la trattativa nascosta sulle \u00abstablecoin\u00bb di Trump, ecco cosa incombe sulla Ue (e sull\u2019euro)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stablecoin<\/a>, perch\u00e9 gli emittenti sono tenuti a investire le loro riserve in titoli di debito americano.<br \/>Ma sono tutti stratagemmi parziali, per un Paese ormai cos\u00ec avanti nel suo ciclo di degrado fiscale. Come mostra l\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/ww1dt97c00oi04?uid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0&amp;txnid=e4d6aac0-5c27-4d84-bfef-e42c23e117ca&amp;mid=3f9f7b36-5285-452e-a14b-c5c95c8fbfc3&amp;utid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-07-28T04%3A00%3A00Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=821&amp;bsft_lx=3\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rapporto<\/a> dell\u2019Ocse sul debito pubblico nel mondo, gli Stati Uniti hanno di gran lunga la maggiore necessit\u00e0 di rifinanziamento \u2013 in proporzione all\u2019economia nazionale \u2013 fra le 38 democrazie avanzate del club: l\u2019anno scorso hanno dovuto trovare creditori di loro carta sovrana di nuova emissione per quasi un terzo del loro prodotto lordo (Pil). E il dato non caler\u00e0, al contrario (grafico sotto).<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Fubini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688721d33ccf6.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/688721d33ccf6.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo Israele (che era in guerra) nel 2024 gli Stati Uniti hanno anche il deficit pubblico pi\u00f9 alto in proporzione al Pil fra i trentotto Paesi dell\u2019Ocse, malgrado la crescita rapida e la piena occupazione (grafico sotto). Anche qui Trump non potr\u00e0 che continuare come e pi\u00f9 di prima, visti gli oltre tremila miliardi di nuovo debito nel prossimo decennio promessi dal \u00abBig beautiful bill\u00bb appena approvato.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Fubini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/68872200f139e.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/68872200f139e.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Inevitabile poi che questo si rifletta sul debito pubblico, da allora diminuito molto in <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_luglio_21\/perche-grecia-e-portogallo-superano-l-italia-e-anche-germania-e-francia-effetto-troika-a10889ba-ca59-45df-9623-4ee3bc323xlk.shtml\" title=\"Perch\u00e9 Grecia e Portogallo superano l\u2019Italia (e anche Germania e Francia): effetto Troika?\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Grecia e Portogallo<\/a>, calato anche in Spagna, mentre in Italia \u00e8 salito ancora e in Francia \u00e8 francamente esploso (il grafico sotto, elaborazione sulla stessa fonte, rappresenta la variazione percentuale dal 2015 del livello del debito\/Pil).<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Fubini\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/6887223198c75.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/6887223198c75.jpeg\"\/><\/p>\n<p>    Il bersaglio su Jay Powell<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E non sar\u00e0 semplice trovare sempre investitori in nuovi titoli del Tesoro americano, per una ragione specifica: allo scopo di tenere sotto controllo il costo degli interessi, che sta salendo verso quota mille miliardi di dollari, negli ultimi anni le amministrazioni hanno emesso e venduto sempre pi\u00f9 titoli di debito a breve e a brevissimo termine (i cosiddetti \u201cbills\u201d). Il grafico sopra mostra che l\u2019America ha la quota di debito pubblico a breve e brevissimo termine pi\u00f9 alta dell\u2019Ocse e quella salita di pi\u00f9 negli ultimi cinque anni. In questo la superpotenza \u00e8 in una situazione un po\u2019 da Paese emergente, che non riesce pi\u00f9 a finanziarsi con un piano di lungo respiro. Cos\u00ec va in affanno. Il Tesoro di Washington \u00e8 costretto a tornare sempre pi\u00f9 spesso sul mercato chiedendo quantit\u00e0 immense di denaro agli investitori. Non fosse l\u2019America \u2013 con il dollaro, la supremazia tecnologica e quella militare \u2013 un Paese del genere sarebbe gi\u00e0 saltato.<br \/>Neanche per l\u2019America per\u00f2 navigare in acque simili sar\u00e0 banale o privo di rischi. Di qui <b>l\u2019attacco di Trump a Jay Powell e alla Fed<\/b>, condotto in un tipico stile da autocrate di un Paese in via di sviluppo. La contestazione dei presunti costi eccessivi del restauro della banca centrale naturalmente \u00e8 un pretesto per mettere Powell sotto pressione, idealmente per indurlo a dimettersi o almeno spingerlo a concludere qualche tregua con la Casa Bianca che sappia di resa.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 sempre pi\u00f9 chiaro che Trump pensa di risolvere il problema americano sopprimendo l\u2019indipendenza della Fed, quantomeno con la nomina di un fedelissimo al suo timone. Al pi\u00f9 tardi, questi entrerebbe in carica alla scadenza da maggio 2026.\u00a0<br \/>Una banca centrale sotto il controllo del potere politico pu\u00f2 abbassare i tassi \u2013 come chiede il tycoon \u2013 anche se la piena occupazione e l\u2019inflazione sospinta dai dazi lo sconsigliano. Ci\u00f2 ridurrebbe (nell\u2019immediato, almeno) il costo in interessi degli oltre diecimila miliardi di dollari di carta sovrana che il Tesoro americano deve vendere ogni anno. Ci\u00f2 alimenterebbe anche nuova inflazione negli Stati Uniti, riducendo il valore reale del debito esistente.\u00a0<br \/>Ray Dalio, il mitico fondatore dello hedge fund Bridgewater, <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wi1ytr7u04o504?uid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0&amp;txnid=e4d6aac0-5c27-4d84-bfef-e42c23e117ca&amp;mid=3f9f7b36-5285-452e-a14b-c5c95c8fbfc3&amp;utid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-07-28T04%3A00%3A00Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=821&amp;bsft_lx=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">definisce<\/a> uno scenario simile un default non dichiarato: il Tesoro rimborser\u00e0 ai creditori la somma promessa come quantit\u00e0 di dollari, ma <b>quei dollari avranno un potere d\u2019acquisto eroso dall\u2019inflazione<\/b>; gli stessi interessi sui titoli emessi peseranno meno, se l\u2019inflazione nell\u2019economia gonfia le entrate fiscali del governo. Alla peggio la Fed \u2013 su ordine di Trump \u2013 potr\u00e0 persino comprare direttamente titoli di Stato.<\/p>\n<p>    Le domande sul dollaro e il peso sull\u2019Europa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per noi italiani sarebbe un ritorno agli anni \u201970, per gli americani al decennio 1941-1951 quando la Fed garantiva il debito pubblico durante la Seconda guerra mondiale e la guerra di Corea. Non dico che finir\u00e0 bene: l\u2019inflazione pu\u00f2 andare fuori controllo come in Italia mezzo secolo fa o pi\u00f9 di recente come nella Turchia dell\u2019autocrate Recep Tayyip Erdogan; eppure questo ha tutta l\u2019aria di essere il piano di Trump.  <br \/>Ma noi europei che c\u2019entriamo? C\u2019entriamo, perch\u00e9 in questi ultimi anni abbiamo superato Cina e Giappone ed oggi siamo i principali creditori del governo degli Stati Uniti nel mondo. E non di poco. Solo in Belgio e Lussemburgo si <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w31ytf7f02uh04?uid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0&amp;txnid=e4d6aac0-5c27-4d84-bfef-e42c23e117ca&amp;mid=3f9f7b36-5285-452e-a14b-c5c95c8fbfc3&amp;utid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-07-28T04%3A00%3A00Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=821&amp;bsft_lx=5\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trovano<\/a> oggi crediti verso gli Stati Uniti per 827 miliardi di dollari, superiori a quelli della Cina. Se si aggiungono Francia (375 miliardi), Irlanda (327) e Germania (102), gli investimenti dall\u2019area euro in debito americano sono una volta e mezzo quelli del Giappone e oltre il doppio di quelli di Pechino. \u00c8 una stima senz\u2019altro per difetto: molti risparmiatori dell\u2019area euro investono attraverso la Svizzera (303 miliardi) o la Gran Bretagna (756). In sostanza l\u2019area euro \u2013 banche centrali, istituzioni finanziarie private, singoli risparmiatori da soli o tramite i fondi \u2013 dev\u2019essere esposta sul debito dell\u2019amministrazione Trump fino a duemila miliardi di dollari (su novemila di debito estero).<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    La debolezza del dollaro<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non solo. Da gennaio, da quando Trump \u00e8 entrato in carica e il dollaro ha perso circa il 13% sull\u2019euro, i principali creditori esteri degli Stati Uniti in gran parte non si sono affatto sfilati; al contrario, i <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w31ytf7f02uh04?uid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0&amp;txnid=e4d6aac0-5c27-4d84-bfef-e42c23e117ca&amp;mid=3f9f7b36-5285-452e-a14b-c5c95c8fbfc3&amp;utid=5bcbd55e-9433-450e-baf9-539900aa57f0-Newsletter_COR_WHATEVERITTAKES&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-07-28T04%3A00%3A00Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=821&amp;bsft_lx=6\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">dati<\/a> del Tesoro Usa dicono che a sorpresa hanno comprato ancora pi\u00f9 carta emessa dal governo di Donald Trump, nel complesso per circa 400 miliardi di dollari supplementari. Chi lo ha fatto? Non la Cina, che continua la sua lenta, silente ma decisa riduzione del rischio di investimento in titoli americani. Lo hanno fatto soprattutto investitori da Giappone (pi\u00f9 73 miliardi di dollari), Canada (pi\u00f9 80), Francia (pi\u00f9 40) e Belgio (pi\u00f9 37). Coincidono in parte con le economie che hanno cercato in modo pi\u00f9 mansueto un accordo commerciale con Trump.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non chiedetemi perch\u00e9, non ho idea. So solo che chi ha comprato ha gi\u00e0 perso parecchio, a causa della svalutazione del dollaro. So anche che l\u2019assalto di Trump alla Fed, l\u2019eventuale distruzione della sua indipendenza, non potr\u00e0 che alimentare nuova svalutazione del dollaro; se il biglietto verde calasse di un altro 10% \u2013 ipotesi plausibile, con una banca centrale americana sottomessa \u2013 il valore in euro degli investimenti europei in debito americano crollerebbe di valori fino a duecento miliardi. Il primo a pagare rischia di essere Trump, naturalmente, perch\u00e9 anche gli investitori esteri nelle societ\u00e0 quotate in America potrebbero innescare nuovi crolli di Wall Street se decidono che restare esposti sul dollaro non \u00e8 pi\u00f9 tanto sicuro.<br \/>Non dico che il piano del presidente americano abbia senso. Dico solo che esso sembra proprio profilarsi. E l\u2019assalto alla Fed \u00e8 un assalto anche a noi europei, che pu\u00f2 fare pi\u00f9 male dei dazi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato originariamente nella newsletter del Corriere della Sera\u00a0\u00abWhatever it takes\u00bb, a cura di Federico Fubini. 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