{"id":136615,"date":"2025-09-29T04:55:10","date_gmt":"2025-09-29T04:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/136615\/"},"modified":"2025-09-29T04:55:10","modified_gmt":"2025-09-29T04:55:10","slug":"linnovazione-non-e-un-gadget-fortune-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/136615\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;innovazione non \u00e8 un gadget&#8221;- Fortune Italia"},"content":{"rendered":"<p>AI e nuove tecnologie nella programmazione delle aziende sanitarie. Il presidente Fiaso tra prevenzione e metodo di Archimede.<\/p>\n<p>L\u2019Italia si sta spopolando: nascono sempre meno bambini. Nei primi quattro mesi del 2025 i residenti sono <strong>scesi a quota 58.918.231<\/strong>, circa <strong>16.000 in meno rispetto al 1 gennaio<\/strong> (fonte Istat). Come se Cervia fosse sparita in 4 mesi. In un Paese che invecchia \u201cl\u2019unica maniera per garantire la sostenibilit\u00e0 del Ssn \u00e8 investire in prevenzione\u201d, spiega <strong>Giovanni Migliore<\/strong>, presidente di Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere.<\/p>\n<p>\u201cLe Asl si sono impegnate per rafforzare i servizi territoriali, promuovendo modelli proattivi di presa in carico, soprattutto nella gestione della cronicit\u00e0. Un approccio che consente di ridurre i ricoveri impropri, ottimizzare le risorse e produrre valore in termini di salute pubblica. Purtroppo il Ssn \u00e8 stato orientato per anni a offrire prestazioni, ragionando meno sul valore degli interventi. Agire sul fronte della prevenzione primaria e secondaria deve portare a una sanit\u00e0 che possa misurare l\u2019impatto degli interventi\u201d, spiega il presidente.<\/p>\n<p>Convinto che \u201cl\u2019innovazione debba diventare parte della programmazione aziendale\u201d. E non limitarsi ad \u201cessere solo un gadget\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quale contributo pu\u00f2 arrivare alla sanit\u00e0 dalle nuove tecnologie?<\/strong><\/p>\n<p>In Fiaso crediamo che la tecnologia e, in particolare, l\u2019intelligenza artificiale possano contribuire in maniera significativa a migliorare efficienza e qualit\u00e0 dei servizi. Pensiamo alla corretta gestione delle prenotazioni per ridurre le liste d\u2019attesa, a un supporto per rendere le richieste dei prescrittori pi\u00f9 appropriate.<\/p>\n<p>Abbiamo mappato quello che stanno facendo le aziende sanitarie e vediamo che questi strumenti, oltre a migliorare l\u2019efficacia dell\u2019intervento, liberano risorse umane ed economiche. Ma, certo, servono competenze.<\/p>\n<p><strong>Recentemente avete presentato uno studio interessante su questi temi: gli italiani sono pronti alla rivoluzione dell\u2019AI? E gli ospedali?<\/strong><\/p>\n<p>I cittadini sono pronti e circa due terzi si aspettano un beneficio concreto. Non possiamo deluderli. Fiaso ha presentato l\u2019Osservatorio nazionale sull\u2019intelligenza artificiale in sanit\u00e0: la prima struttura permanente dedicata al monitoraggio e alla valorizzazione delle applicazioni AI nel Servizio sanitario nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Osservatorio ha gi\u00e0 raccolto le prime 40 esperienze attive in diverse aziende sanitarie italiane, dimostrando che l\u2019innovazione \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 in molte strutture pubbliche. NextHealth \u00e8 invece un\u2019infrastruttura operativa che mette in rete aziende sanitarie, startup, universit\u00e0, centri di ricerca e imprese per sviluppare e implementare soluzioni innovative, capaci di migliorare l\u2019efficienza, i percorsi di cura e la sostenibilit\u00e0 del Ssn.<\/p>\n<p><strong>Come trasformare l\u2019innovazione digitale in una realt\u00e0 concreta per la sanit\u00e0 pubblica italiana?<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 proprio l\u2019obiettivo che ci siamo posti con l\u2019Osservatorio e NextHealth. Puntiamo a soluzioni mature e scalabili. E l\u2019Osservatorio ha gi\u00e0 raccolto le prime esperienze, dimostrando che l\u2019innovazione \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 in molte strutture pubbliche. Ci sono tante idee, ma dal nostro punto di vista \u00e8 prioritario superare la frammentazione, mettendo a sistema queste soluzioni.<\/p>\n<p>Se le buone idee vengono confinate in una delle 200 aziende sanitarie, non sono realmente impattanti. L\u2019innovazione deve invece diventare parte della programmazione aziendale, con ritorni chiari degli investimenti. Ci vuole una strategia e sono convinto che il management sanitario possa giocare un ruolo cruciale. Ma, certo, occorrono visione, capacit\u00e0 di abbracciare il cambiamento e una \u2018cassetta degli attrezzi\u2019 che noi stiamo cercando di offrire agli associati.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le sfide maggiori?<\/strong><\/p>\n<p>In questo momento direi che \u00e8 ancora la difficile interoperabilit\u00e0 su base nazionale. In Fiaso abbiamo un patrimonio importante di dati, che per\u00f2 devono essere effettivamente utilizzabili nelle diverse Regioni: purtroppo i 21 servizi sanitari regionali ancora non si parlano bene. Dobbiamo investire risorse e impegno per rendere i dati davvero interoperabili. Perch\u00e9 anche l\u2019AI, senza informazioni, \u00e8 cieca. Dall\u2019altro lato servono le competenze: penso alla formazione, ma anche al fatto di riuscire ad abbattere i paletti legati al corporativismo.<\/p>\n<p>Non dobbiamo ritrovarci nelle condizioni di essere superati dal cambiamento: bisogna lavorare per creare profili trasversali, rinunciando a un corporativismo di maniera che ancora ci affligge. Stiamo lavorando in questa direzione, ma voglio essere chiaro: lo skill mix \u00e8 una necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Abbiamo inoltre un sistema di selezione delle direzioni generali che ha 10 anni: proporremo una revisione della legge del 2016, perch\u00e9 la medicina e il mondo sono cambiati e i meccanismi ormai non restituiscono le competenze necessarie per guidare un\u2019azienda sanitaria. Serve un albo di nomi molto competenti, dal quale le Regioni possano attingere senza il filtro di una commissione pseudo-tecnica che non assolve pi\u00f9 al compito per cui era stata disegnata.<\/p>\n<p><strong>Storicamente il Meridione paga lo scotto di un certo ritardo sul fronte dell\u2019innovazione\u2026 come siamo messi oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Il Sud ha scontato un ritardo e molti ancora pensano a quest\u2019area del Paese in termini di digital divide e gap. Ma in realt\u00e0 ci sono tante aziende sanitarie del Meridione che, probabilmente perch\u00e9 avevano la necessit\u00e0 di trovare soluzioni a problemi annosi, si stanno rivelando estremamente vivaci nell\u2019utilizzo di queste tecnologie.<\/p>\n<p>Ora bisogna investire per sostenere queste esperienze: credo che l\u2019idea di offrire una piattaforma ad hoc sia stata importante. \u00c8 vero, c\u2019\u00e8 un ritardo storico, ma essere stati costretti a fare i conti con problemi di bilancio per alcuni si \u00e8 rivelato uno stimolo.<\/p>\n<p>E diverse soluzioni ideate e messe in campo possono portare alcune aziende del Meridione ad esser protagoniste del cambiamento. Il mio invito \u00e8 quello di ricorrere al metodo di Archimede (il grande scienziato vissuto a Siracusa nel III secolo a.C., ndr), che cercava di coniugare logos (parola, ragionamento) e techne (arte, abilit\u00e0).<\/p>\n<p>L\u2019articolo originale \u00e8 stato pubblicato sul numero di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fortuneita.com\/2025\/09\/05\/fortune-italia-il-numero-di-settembre-dedicato-alla-sport-economy\/?swcfpc=1\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)<\/strong><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"AI e nuove tecnologie nella programmazione delle aziende sanitarie. 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