{"id":137043,"date":"2025-09-29T09:54:10","date_gmt":"2025-09-29T09:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137043\/"},"modified":"2025-09-29T09:54:10","modified_gmt":"2025-09-29T09:54:10","slug":"sanita-vendesi-piersergio-serventi-presenta-il-suo-libro-alla-biffi-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137043\/","title":{"rendered":"&#8220;Sanit\u00e0 vendesi&#8221;, Piersergio Serventi presenta il suo libro alla Biffi Arte"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n     &#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p>Piersergio Serventi \u00e8 arrivato nella nostra citt\u00e0 da Langhirano nel 1994 nominato dalla Regione come primo direttore generale dell\u2019allora neo costituita &#8220;Azienda&#8221; Usl piacentina che riuniva in un\u2019unica realt\u00e0 organizzativo-gestionale le precedenti autonome Usl di Piacenza, di Fiorenzuola e di Castelsangiovanni. Possiamo definirlo &#8220;padre&#8221; dell\u2019attuale Polichirurgico o ancora pi\u00f9 precisamente l\u2019amministratore pubblico che \u00e8 riuscito a concludere la realizzazione dell\u2019opera e a inaugurarla governando poi la sanit\u00e0 pubblica piacentina fino al 2000.<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 2 ottobre si ripropone con un ritorno nella nostra citt\u00e0 per la presentazione del suo ultimo libro, dedicato all\u2019esame dei problemi di un sistema, quello sanitario pubblico, a un passo dal collasso che come gi\u00e0 definito dalla Corte dei Conti non garantisce pi\u00f9 alla popolazione un\u2019effettiva equit\u00e0 di accesso alle prestazioni sanitarie.<\/p>\n<p>Un giudizio, come scrive Serventi, condiviso da decine di allarmi e dichiarazioni di addetti ai lavori ma, quel che pi\u00f9 preoccupa, condiviso da milioni di italiani, soprattutto dagli anziani con redditi di sopravvivenza, stretti fra liste di attesa e necessit\u00e0 di pagare per curarsi.<\/p>\n<p>\u00abPossiamo dunque affermare \u2013 si legge nel comunicato \u2013 che l\u2019Italia non \u00e8 tutta uguale e anche la Sanit\u00e0 non \u00e8 tutta omogenea. Se l\u2019assistenza territoriale, la specialistica e la diagnostica ambulatoriale soffrono insieme ad altri settori meno visibili, l\u2019assistenza ospedaliera pubblica e accreditata per acuti, ancora garantisce prestazioni universali, di qualit\u00e0 e talvolta di eccellenza. Insomma a fronte di ospedali che funzionano e sono in grado di curare la malattia insorta, sono spesso deficitarie le strutture della medicina del territorio (si pensi alle carenze dell\u2019assistenza domiciliare, fondamentale per una societ\u00e0 che sempre pi\u00f9 invecchia) che avrebbero il compito di intervenire per evitare l\u2019insorgere della malattia e dunque la necessit\u00e0 del ricovero ospedaliero. Una riflessione che, riportata alla nostra realt\u00e0 fa domandare: davvero vale la pena spendere milioni per realizzare una nuova costosa struttura ospedaliera invece di riadeguare l\u2019esistente e con i conseguenti milioni risparmiati finanziare interventi di medicina preventiva e assistenziale sul territorio? In altre parole, &#8220;meno malattia e meno ospedale&#8221;. Investire nella medicina territoriale significa meno malattie e quindi meno ricoveri e dunque possibilit\u00e0 di intervenire migliorando e razionalizzando la situazione degli attuali ospedali del territorio, proprio partendo dal Guglielmo da Saliceto (Polichirugico incluso). Oltretutto considerando che, concluso un ricovero, se il paziente dimesso non trova un adeguato sistema che gli consenta un buon controllo del suo stato post operatorio corre il rischio di un\u2019ulteriore necessit\u00e0 di assistenza ospedaliera e quindi di ricovero\u00bb.<\/p>\n<p>Serventi con il suo libro riflette poi sui provvedimenti emergenziali del biennio 1992-1994 consistiti nella regionalizzazione e aziendalizzazione del sistema, scelte che hanno posto in capo ai bilanci delle regioni il ripiano di eventuali disavanzi. Ne \u00e8 seguita una lunga stagione, durata fino alla pandemia, nella quale il focus dell\u2019azione di governo e della gestione si \u00e8 concentrato sull\u2019obiettivo di erogare i servizi senza compromettere la sostenibilit\u00e0 finanziaria, mediante azioni di razionalizzazione della rete e dell\u2019offerta prestazionale.<\/p>\n<p>\u00abConseguenza? In questa corsa alla sostenibilit\u00e0, il titolare del diritto, cio\u00e8 il cittadino con il suo bisogno, \u00e8 passato spesso in secondo piano \u2013 prosegue il comunicato \u2013. Dunque il nostro diritto alla salute \u00e8 diventato non pi\u00f9 &#8220;fondamentale&#8221; ma finanziariamente condizionato, stabilendo cos\u00ec di fatto la priorit\u00e0 del vincolo finanziario prestabilito, rispetto alla tutela concreta del diritto. Con ci\u00f2 rendendo inevitabile e progressiva la compressione dell\u2019offerta e quindi il razionamento delle prestazioni cosa che ha portato al proliferare dell\u2019offerta privata naturalmente a pagamento con disponibilit\u00e0 per i pi\u00f9 abbienti e spesso alla rinuncia alla cura e conseguentemente al diritto alla salute per tutti gli altri. Con tanti saluti all\u2019universalismo sanitario e all\u2019accesso al diritto alla salute uguale per tutti. La salute quindi riservata ai benestanti, a chi pu\u00f2 permettersi una polizza sanitaria oppure la fortuna di lavorare in aziende che hanno strumenti di welfare aziendale a disposizione. Certo, si pu\u00f2 osservare che lo Stato non ha sufficienti risorse per &#8220;dare tutto a tutti&#8221;. Occorre &#8220;fare scelte di priorit\u00e0&#8221;. Bene ma, si osserva, una politica tesa al contrasto dell\u2019enorme evasione fiscale che caratterizza il nostro BelPaese non garantirebbe quelle maggiori risorse che mancano alla salute e alla scuola? Invece il governo attualmente dichiara prioritario la spesa nella misura di miliardi da destinare in inutili e pericolosi armamenti a fronte di ipotetiche minacce di guerra che sono solo frutto di propaganda utile ad evitare le mancanze di fronte alle necessit\u00e0 vere (appunto lotta all\u2019evasione fiscale, investimenti nel welfare pubblico ovvero innanzitutto sanit\u00e0 e scuola). Quindi: meno ospedale, meno ricoveri a fronte di interventi volti a ridurre le malattie e quindi i malati. Bisogna agire per creare integrazione tra diversi ruoli e discipline sul territorio \u2013 osservano gli organizzatori \u2013, in particolare tra medici ospedalieri e medici di base, ripensare al ruolo del personale infermieristico e degli altri operatori sanitari riconoscendo adeguati livelli di autonomia. Interessante in questo senso l\u2019esperimento della costituzione dei Cau anche se occorre fare attenzione: una presunta struttura ospedaliera (come Fiorenzuola, Castello, Bobbio) pu\u00f2 ancora definirsi tale senza la presenza di un pronto soccorso strutturato? Che garanzie vengono garantite all\u2019abitante di Ferriere, di Lugagnano, di Gropparello che, in caso di emergenza, deve comunque raggiungere l\u2019unico pronto soccorso provinciale nel capoluogo cio\u00e8 a chilometri di distanza e di conseguente tempi lunghi necessari per il raggiungimento?\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo interessante stimolo che troviamo nella pubblicazione di Serventi riguarda il livello di democrazia: chi deve decidere e chi decide i bisogni di salute e le modalit\u00e0 per farvi fronte?<\/p>\n<p>\u00abUna riflessione fondamentale. La legge del 1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale basava tutto il sistema decisionale sulla partecipazione dei cittadini per cui la sanit\u00e0 era definita e gestita da chi aveva la rappresentanza dei cittadini. Ovvero i Comitati di Gestione nominati (indirettamente) dai cittadini votanti presenti in un dato territorio. L\u2019aziendalizzazione \u2013 continuano gli organizzatori \u2013 ha cambiato tutto proprio all\u2019insegna non della soddisfazione del bisogno di salute ma del rendiconto finanziario. Dunque il potere decisionale attualmente \u00e8 di chi governa la borsa. Ovvero la Regione ed \u00e8 la Regione che decide. Nel nostro caso quindi le principali decisioni innanzitutto economiche avvengono non entro i confini territoriali della provincia ma altrove, a Bologna. Che deve tener conto delle necessit\u00e0 territoriali ma inserendole in un contesto globale, che comprenda le destinazioni economiche a tutte le 14 Asl regionali. Cos\u00ec possono succedere fatti curiosi. Come avvenuto nel 2015 quando l\u2019allora assessore regionale alla sanit\u00e0 in un convegno in Sala Colonne del nostro ospedale annunci\u00f2 che Piacenza era stata individuata (da e a Bologna) per realizzare un nuovo ospedale lasciando di stucco l\u2019intera sala e, nei giorni successivi, l\u2019intera comunit\u00e0 di gestione amministrativa piacentina (sindaci, partiti, movimenti politici e strutture sociali di volontariato). E, da allora, ci si domanda o quantomeno come ex dirigente Ausl e come cittadino mi domando: cui prodest? Forse, vien da pensare, a quanti si propongono in cabina elettorale per essere eletti (l\u2019idea di un nuovo ospedale pu\u00f2 essere in linea potenziale elettoralmente utile), forse a quanti otterranno appalti e subappalti a suon di milioni (si parla di oltre 300 milioni complessivi), forse ai privati che finanzieranno parte dell\u2019impresa ottenendo in cambio per 20 o 30 anni la gestione di servizi di supporto ricavandone un utile decisamente &#8220;interessante&#8221; per il privato ma non certo per il cittadino sulle cui tasche ricadr\u00e0 comunque l\u2019onere finale. Ma, a parte queste considerazioni, sorge un ulteriore riflessione: ammettendo che si ribadisca l\u2019universalit\u00e0 del sistema e dunque che ogni decisione competa ai cittadini residenti in un dato territorio, a cosa si pu\u00f2 concretamente pensare? Dunque riduciamo il potere decisionale della Regione ribadendo il suo ruolo di servizio ai bisogni dei singoli territori. Questo significa intanto ridurre il ruolo dei direttori generali attualmente chiamati di fatto a gestire in nome e per conto della Regione alla quale sola devono rispondere (in concreto \u00e8 la Regione che li sceglie, che li nomina, che pu\u00f2 confermarli o sostituirli in base alla loro capacit\u00e0 attuativa delle linee dispositive date sempre dalla Regione). Quindi a chi pu\u00f2 competere il ruolo di analisi e definizione dei bisogni, di definizione delle linee programmatiche di intervento, di valutazione delle decisioni e dei risultati ottenuti dalla gestione? Forse ai sindaci in quanto eletti e quindi rappresentanti diretti dei cittadini? Potrebbe essere ma, dobbiamo chiederci, ne hanno la competenza? Siamo sinceri: vediamo la capacit\u00e0 di incidere nelle decisioni da parte della nostra Conferenza Socio Sanitaria e, per quanto mi riguarda, in molti casi mi permetto di stendere un pietoso velo di silenzio. Dunque ammettiamo comunque che la via corretta possa essere questa ma che, per renderla operativa, saranno necessarie soluzioni di adeguato sostegno tecnico in forma autonoma dall\u2019Ausl appunto ai sindaci in grado di garantirne una effettiva capacit\u00e0 di confronto e di direzione rispetto alle scelte gestionali del direttore generale di turno\u00bb.<\/p>\n<p>Su tutto questo sar\u00e0 appunto interessante seguire l\u2019iniziativa di gioved\u00ec 2 ottobre alle ore 18 alla Sala Biffi ascoltando le considerazioni e le proposte in merito da parte di Piersergio Serventi a confronto con Patrizio Capelli, medico e primario chirurgo dell\u2019ospedale con incarico gestionale di direttore dipartimentale attualmente operativo alla struttura privata Centro Medico Rocca, entrambi protagonisti con il giornalista di Libert\u00e0 Giorgio Lambri del pomeriggio che avr\u00e0 l\u2019introduzione di Augusto Ridella referente del Comitato Salviamospedale promotore della presentazione letteraria.<\/p>\n<p> &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Piersergio Serventi \u00e8 arrivato nella nostra citt\u00e0 da Langhirano nel 1994 nominato dalla&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":137044,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,626,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-137043","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-eventi","11":"tag-health","12":"tag-health-care","13":"tag-healthcare","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137043","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=137043"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137043\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/137044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=137043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=137043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=137043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}