{"id":137374,"date":"2025-09-29T13:04:14","date_gmt":"2025-09-29T13:04:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137374\/"},"modified":"2025-09-29T13:04:14","modified_gmt":"2025-09-29T13:04:14","slug":"dal-dialogo-istituzioni-imprese-una-nuova-governance-farmaceutica-lintervento-di-berardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137374\/","title":{"rendered":"Dal dialogo istituzioni-imprese una nuova governance farmaceutica. L&#8217;intervento di Berardo"},"content":{"rendered":"<p>In un mondo attraversato da crisi sistemiche e trasformazioni profonde, la governance farmaceutica diventa una delle chiavi per ripensare il Servizio sanitario nazionale: pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 sostenibile, pi\u00f9 orientato al valore. La riflessione a firma di Fulvio Berardo, General manager Astellas Pharma Italia<\/p>\n<p>\n\t\t\t\t\t\t\t29\/09\/2025\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Viviamo in un\u2019epoca in cui l\u2019incertezza, caratterizzata da imprevedibilit\u00e0, interdipendenza e complessit\u00e0 permeano la nostra quotidianit\u00e0. Guerre che si moltiplicano, crisi energetiche, instabilit\u00e0 economica, emergenze sanitarie globali e cambiamenti climatici che accelerano: gli anni 20 del nuovo secolo hanno confermato che il mondo \u00e8 entrato in una fase di turbolenza sistemica. In questo scenario la salute pubblica non \u00e8 pi\u00f9 solo una questione di cura, ma un pilastro strategico della sicurezza nazionale e della coesione sociale. Eppure, proprio mentre la sanit\u00e0 dovrebbe essere rafforzata, molti sistemi mostrano segni di affanno.<\/p>\n<p>Il Servizio sanitario nazionale italiano, pur mantenendo una struttura universalistica che resta un modello di riferimento, \u00e8 chiamato a ripensarsi. La governance farmaceutica, in particolare, \u00e8 diventata la cartina di tornasole di un sistema che oscilla tra esigenze crescenti e risorse non sufficienti. \u00c8 qui che si gioca una partita decisiva: quella tra conservazione e trasformazione, tra inerzia e visione. Negli ultimi anni la governance farmaceutica italiana ha subito una pressione crescente, che ha messo in luce le sue fragilit\u00e0 strutturali. Il sottofinanziamento cronico, soprattutto nella componente della spesa per acquisti diretti, ha raggiunto livelli critici: nel 2024, lo sforamento del tetto di spesa ha superato i quattro miliardi di euro, compromettendo l\u2019accesso tempestivo a terapie e farmaci innovativi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo una questione di quantit\u00e0. \u00c8 la qualit\u00e0 dell\u2019allocazione delle risorse a destare preoccupazione. La spesa sanitaria continua a essere frammentata in silos, con una sperequazione evidente tra le diverse voci di spesa. Il risultato \u00e8 un sistema che non premia l\u2019efficienza n\u00e9 l\u2019equit\u00e0, e che spesso costringe i pazienti a percorsi tortuosi per accedere alle terapie.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiunge il peso crescente del payback farmaceutico che ha, e avr\u00e0, un impatto crescente sul fatturato di quelle aziende che pi\u00f9 di altre contribuiscono alla scoperta di nuove opzioni terapeutiche. Un meccanismo nato per contenere la spesa, diventato di fatto una tassa occulta sull\u2019innovazione, scoraggiando gli investimenti e minando la competitivit\u00e0 di un settore che, paradossalmente, \u00e8 tra i pi\u00f9 dinamici d\u2019Europa, con 56 miliardi di produzione e 54 di export nel 2024. A rendere il quadro ancora pi\u00f9 critico \u00e8 il fatto che le risorse versate dalle aziende tramite il payback non sono oggi vincolate alla spesa sanitaria. Questo genera un paradosso: chi contribuisce a sostenere economicamente il sistema non ha certezza che il contributo rafforzi davvero il comparto.<\/p>\n<p>In questo contesto, lo sguardo esterno percepisce l\u2019Italia come un ambiente poco attrattivo per l\u2019innovazione. La frammentazione normativa, l\u2019incertezza regolatoria e l\u2019instabilit\u00e0 dei meccanismi di finanziamento contribuiscono a spostare altrove ricerca e sviluppo, indebolendo la nostra capacit\u00e0 di competere a livello globale. Per questo, in una logica di sostenibilit\u00e0 di breve periodo, \u00e8 fondamentale introdurre un tetto al payback, assumendo come limite massimo non superabile quanto gi\u00e0 versato dalle aziende nel 2023. Un segnale necessario nei confronti di chi continua a sostenere concretamente il sistema, anche nei momenti di maggiore pressione. Eppure, nonostante queste criticit\u00e0, il nostro Ssn ha dimostrato una resilienza straordinaria. \u00c8 sopravvissuto a una pandemia globale, ha garantito l\u2019accesso alle cure in un contesto di fragilit\u00e0 economica e ha mantenuto un impianto universalistico che molti Paesi ci invidiano. Ma questa stessa robustezza si \u00e8 trasformata, nel tempo, in rigidit\u00e0.<\/p>\n<p>La governance sanitaria italiana si \u00e8 costruita su un\u2019architettura normativa, regolatoria e istituzionale che oggi appare calcificata, incapace di adattarsi con la rapidit\u00e0 che il contesto nazionale e internazionale richiede. Ogni tentativo di riforma si scontra con una burocrazia stratificata, con competenze frammentate e con una cultura della gestione che fatica a premiare l\u2019innovazione. Cambiare \u00e8 difficile, certo. Ma non impossibile. Esperienze europee dimostrano che si possono costruire modelli pi\u00f9 agili e orientati al risultato. Il report Health at a glance: Europe 2024 dell\u2019Ocse sottolinea l\u2019urgenza di rafforzare la governance dei sistemi sanitari, puntando su sostenibilit\u00e0 e collaborazione tra tutti gli attori del sistema. In Italia sono sempre pi\u00f9 frequenti i segnali che ci guidano in quella direzione, come ad esempio l\u2019annuncio dell\u2019istituzione del tavolo sulla nuova governance farmaceutica su proposta del ministero della Salute. Auspichiamo che il frutto del continuo dialogo tra il settore pubblico e quello privato possa portare ad attuare le riforme strutturali invocate da tempo.<\/p>\n<p>Il futuro della governance farmaceutica non pu\u00f2 essere scritto da un solo attore. Serve un\u2019alleanza sistemica tra istituzioni, imprese, professionisti sanitari, cittadini e pazienti. Un\u2019alleanza fondata su una visione condivisa: quella di un Ssn che non si limiti a sopravvivere, ma che sappia evolvere.<\/p>\n<p>Occorre superare la logica dei compartimenti stagni e costruire un modello orientato al paziente e all\u2019esito dei trattamenti, capace di integrare la spesa sanitaria e sociale, di valorizzare l\u2019innovazione e di garantire trasparenza e certezza delle regole. Un modello che non si limiti a contenere i costi, ma che sappia investire in ci\u00f2 che genera valore: prevenzione, accesso, equit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo significa anche finanziare adeguatamente il sistema, in modo proporzionale ai fabbisogni reali e riconoscere che la salute non \u00e8 un costo, ma un investimento. E che ogni euro speso in modo intelligente pu\u00f2 generare ritorni in termini di benessere, produttivit\u00e0 e coesione sociale.<br \/>In un mondo che cambia rapidamente, restare fermi equivale a regredire. La governance farmaceutica \u00e8 oggi una delle leve pi\u00f9 potenti per trasformare il nostro Ssn in un sistema pi\u00f9 giusto, pi\u00f9 efficiente e pi\u00f9 umano. Ma per farlo servono coraggio, visione e fiducia reciproca. E forse, anche un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 da parte del comparto, chiamato a formulare proposte concrete e quantificabili, capaci di contribuire in modo attivo alla costruzione del cambiamento.<\/p>\n<p>Come ha ricordato anche il presidente <strong>Sergio Mattarella<\/strong>, il servizio sanitario del nostro Paese \u00e8 patrimonio prezioso da difendere e adeguare. \u00c8 tempo di farlo insieme, con responsabilit\u00e0 e speranza. Perch\u00e9 la salute non \u00e8 solo un diritto: \u00e8 la base su cui costruire il nostro futuro.<\/p>\n<p>(Pubblicato su Healthcare Policy 16)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un mondo attraversato da crisi sistemiche e trasformazioni profonde, la governance farmaceutica diventa una delle chiavi per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":137375,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-137374","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137374","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=137374"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137374\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/137375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=137374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=137374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=137374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}