{"id":137587,"date":"2025-09-29T15:15:10","date_gmt":"2025-09-29T15:15:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137587\/"},"modified":"2025-09-29T15:15:10","modified_gmt":"2025-09-29T15:15:10","slug":"sette-comuni-in-garfagnana-in-allerta-per-la-peste-suina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137587\/","title":{"rendered":"Sette comuni in Garfagnana in allerta per la peste suina"},"content":{"rendered":"<p> LUCCA.<strong> Allerta peste suina<\/strong> africana in sette comuni della Garfagnana, in provincia di Lucca. I<strong>l virus che uccide i suini sia domestici che selvatici<\/strong> &#8211; ma fortunatamente non \u00e8 trasmissibile all&#8217;uomo &#8211; bussa alle porte della provincia di Lucca passando per i boschi al confine con l&#8217;Emilia Romagna. <strong>A traportarla sono i cinghiali<\/strong> finiti al centro delle quotidiane proteste degli agricoltori la cui popolazione in questi anni \u00e8 cresciuta a dismisura rappresentando una quotidiana calamit\u00e0 per le coltivazioni agricole e per la sicurezza stradale con numerosi incidenti, anche mortali. <\/p>\n<p> &#8220;La fauna selvatica rappresenta un&#8217;emergenza che da sempre crea dei danni alle nostre coltivazioni; ora la situazione si \u00e8 aggravata ulteriormente con il rischio della peste suina africana che rischia di mettere in ginocchio il settore suinicolo, poich\u00e9 il contagio avviene anche per contatto indiretto, e condiziona l&#8217;abituale frequentazione di sentieri e boschi, una risorsa importante per le attivit\u00e0 agricole e per il turismo. Il tempismo \u00e8 un elemento fondamentale&#8221;, avverte il presidente di Coldiretti Lucca,<strong> Andrea Elmi<\/strong>. <\/p>\n<p> <strong>I sette comuni a rischio<\/strong> <\/p>\n<p> Coldiretti, che sta gi\u00e0 affrontando la stessa minaccia nell&#8217;alta Lunigiana dove \u00e8 in prima linea ed \u00e8 stata un soggetto importante nell&#8217;accelerazione dell&#8217;attivazione delle misure di prevenzione, contrasto e sorveglianza, ha incontrato nelle scorse ore le aziende agricole dei sette comuni inseriti da settembre in zona 1 di restrizione da PSA, ovvero quei territori, dove non si sono riscontrati casi di peste suina, ma che si trovano al confine con zone in cui invece sono stati confermati uno o pi\u00f9 casi.<strong> I sette comuni dentro la &#8220;red list&#8221;<\/strong> di tipo 1, sono <strong>Minucciano, Sillano Giuncugnano, Piazza al Serchio, Castiglione Garfagnana, Vagli, Villa Collemandina <\/strong>e<strong> San Romano<\/strong>. <\/p>\n<p> &#8220;L&#8217;esperienza della Lunigiana pu\u00f2 e deve essere utile per affrontarla qui in Garfagnana. L&#8217;obiettivo &#8211; va al punto il presidente di Coldiretti &#8211; \u00e8 evitare la diffusione della peste suina sul territorio per scongiurare conseguente pesantissime per le attivit\u00e0 agricole e per tutto l&#8217;indotto turistico. Ma per ottenere questo risultato \u00e8 necessaria sin da subito la collaborazione fattiva di tutti i soggetti coinvolti: Regione Toscana, Asl, polizia provinciale, Ambito territoriale di caccia ed amministrazioni pubbliche del territorio&#8221;. La Toscana \u00e8 stata inserita nelle liste delle regioni infette nel luglio 2024 dopo che la presenza della malattia era stata rilevata in alcune carcasse di cinghiali nel comune di Zeri. Ad oggi sono 82 animali infetti censiti.\u00a0 <\/p>\n<p> <strong>Le misure per contenere il contagio<\/strong> <\/p>\n<p> Tra le <strong>azioni previste <\/strong>dal piano di contenimento ed eradicazione c&#8217;\u00e8 quello del riduzione &#8211; depopolamento &#8211; della fauna selvatica. Una misura chiesta a gran voce dagli agricoltori che da anni denunciano l&#8217;esplosione demografica di cinghiali e cervi che devastano i campi e divorano i raccolti privandoli della principale fonte di reddito tanto da spingere Coldiretti ad istituire anche una squadra di guardie venatorie volontarie per accelerare gli abbattimenti nelle zone pi\u00f9 critiche e a chiedere alla Regione Toscana di intervenire sul piano faunistico venatorio. <\/p>\n<p> Un&#8217;azione, quest&#8217;ultima che ha portato lo scorso 29 luglio all&#8217;adozione del nuovo strumento di gestione della fauna che afferma principio importantissimo: laddove c&#8217;\u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 agricola non ci possono essere zone compatibili con la presenza di fauna selvatica, le cosiddette aree vocate. &#8221;Riteniamo sia un grande risultato raggiunto ed ancora ci sar\u00e0 tempo per proporre altre osservazioni prima della approvazione definitiva. &#8211; conclude il presidente di Coldiretti Lucca, Elmi. &#8211; E&#8217; un passo in avanti notevole che rimette al centro l&#8217;azienda agricola&#8221;. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"LUCCA. 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