{"id":137815,"date":"2025-09-29T17:35:18","date_gmt":"2025-09-29T17:35:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137815\/"},"modified":"2025-09-29T17:35:18","modified_gmt":"2025-09-29T17:35:18","slug":"salute-femminile-disagio-violenza-insicurezza-uno-studio-del-gemelli-apre-nuove-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/137815\/","title":{"rendered":"Salute femminile. Disagio, violenza, insicurezza: uno studio del Gemelli apre nuove prospettive"},"content":{"rendered":"<p itemprop=\"description\">Pubblicato sull\u2019American Journal of Obstetrics and Gynecology Global Reports, uno studio del Policlinico Gemelli rivela le fragilit\u00e0 nascoste delle pazienti: disagio psicologico, violenza e insicurezza alimentare. Tina Pasciuto illustra i dati al Sir e racconta come la medicina possa diventare ascolto, accoglienza e cambiamento<\/p>\n<p>                                <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/GemelliOspedalePapaFrancesco_07072021_00159-755x491.jpg\" alt=\"\" width=\"755\" height=\"491\" itemprop=\"image\"\/><br \/>\n                                Foto Calvarese\/SIR<\/p>\n<p>Nel cuore del Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, dove la medicina incontra ogni giorno storie di vita, \u00e8 nato uno studio che ha acceso i riflettori su un tema delicato e urgente: il disagio sociopsicologico, la violenza e l\u2019insicurezza alimentare tra le donne che accedono ai servizi ginecologici. Pubblicato sul prestigioso <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/journal\/ajog-global-reports\/issues\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">American Journal of Obstetrics and Gynecology Global Reports,<\/a> il lavoro, promosso da <strong>Antonia Carla Testa<\/strong>, associata di Ginecologia e ostetricia all\u2019Universit\u00e0 Cattolica e responsabile Uoc di Ginecologia ambulatoriale preventiva presso il Gemelli, rappresenta il primo contributo scientifico italiano sul tema. Attraverso la collaborazione con le Acli e il progetto \u201cPorte sociali\u201d, lo studio ha raccolto oltre 400 testimonianze, rivelando che<strong> pi\u00f9 di una donna su tre (il 37%) soffre di disagio psicosociale, il 33% ha subito una forma di violenza (psicologica, verbale, fisica o sessuale), e il 14% vive in condizioni di insicurezza alimentare.<\/strong> A guidarci tra risultati, implicazioni e prospettive dello studio \u00e8 <strong>Tina Pasciuto <\/strong>(nella foto), ingegnere e ricercatore di Statistica medica, curatrice dell\u2019analisi dei dati e della stesura del manoscritto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" aria-describedby=\"caption-attachment-1503104\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1503104\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/IonaPasciuto-268x357.jpg\" alt=\"\" width=\"268\" height=\"357\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1503104\" class=\"wp-caption-text\">Tina Pasciuto<\/p>\n<p><strong>Dottoressa Pasciuto, come \u00e8 nata l\u2019idea di indagare il disagio sociopsicologico tra le pazienti ginecologiche?\u00a0 <\/strong><br \/>L\u2019idea \u00e8 nata dalla collaborazione tra il Policlinico Gemelli e le volontarie Acli di Roma che da anni offrono supporto nei nostri ambulatori ginecologici. Volevamo andare oltre l\u2019assistenza immediata e indagare in modo sistematico i bisogni psicosociali delle pazienti per comprenderne le cause profonde e individuare strategie di intervento efficaci e durature. Abbiamo quindi ideato uno studio multidisciplinare con un questionario che integrasse variabili cliniche, economiche e socio-relazionali. Le risposte anonime delle pazienti hanno restituito un quadro autentico del vissuto femminile di chi frequenta ambulatori come il nostro, cogliendo sfumature spesso trascurate.<\/p>\n<p><strong>Quali dati l\u2019hanno sorpresa di pi\u00f9 tra quelli emersi?<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p>Scoprire che il 37% delle donne vive un disagio psicologico e sociale \u00e8 stato sconvolgente.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Dietro questi numeri c\u2019\u00e8 una storia, una sofferenza, un bisogno non sempre visibile. Mi ha turbato anche il dato sulla violenza: una donna su tre ha dichiarato di avere subito qualche forma di abuso: fisico (22,1%), psicologico (55,1%), verbale (42,6%) e sessuale (8,1%). Una realt\u00e0 che interpella tutti noi, soprattutto in ambito sanitario, dove spesso queste esperienze restano silenziose. Inoltre, il 14% vive in condizioni di insicurezza alimentare, un indicatore che ci parla di vulnerabilit\u00e0 economica e sociale. Mi ha invece emozionato la resilienza delle donne: il 71% ha cambiato le proprie priorit\u00e0 dopo la malattia ma, nonostante tutto, il livello medio di soddisfazione personale \u00e8 8 su 10, dimostrazione che,<\/p>\n<blockquote>\n<p>anche nella vulnerabilit\u00e0, le donne sanno trovare forza, senso e futuro.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>In che modo la violenza subita incide sulla salute ginecologica e psicologica delle pazienti?\u00a0 <\/strong><br \/>Abbiamo analizzato il rischio violenza considerando fattori psicologici, socioeconomici e relazionali: livello di istruzione, condizione lavorativa, dinamiche familiari, stile di vita. Tra i fattori di rischio indipendenti \u2013 cio\u00e8 non condizionati da altri elementi \u2013 \u00e8 emersa la presenza di patologie ginecologiche benigne. L\u2019associazione tra violenza e disagio psicologico \u00e8 forte, ma non possiamo stabilire un nesso causale. Occorre approfondire:<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u00e8 la violenza a generare il disagio, o \u00e8 il disagio ad esporre alla violenza?<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Come si manifesta l\u2019insicurezza alimentare?<\/strong><br \/>\u00c8 fortemente legata alla fragilit\u00e0 economica. Si manifesta come impossibilit\u00e0, almeno una volta l\u2019anno, di acquistare cibo sufficiente e nutriente. Un indicatore di vulnerabilit\u00e0 che spesso resta invisibile, ma incide profondamente sul benessere complessivo delle pazienti.<\/p>\n<p><strong>Quali strategie vengono adottate per accogliere e supportare le pazienti in difficolt\u00e0?<\/strong><br \/>Serve un approccio integrato che consideri la persona nella sua interezza. La pubblicazione dello studio su una rivista medica di alto valore scientifico dimostra che anche la medicina sta riconoscendo l\u2019importanza di una visione pi\u00f9 ampia della salute femminile.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Se questo approccio olistico si diffonder\u00e0, potremo migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019accoglienza, dell\u2019assistenza e della cura.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Che ruolo ha la presenza delle volontarie Acli nel migliorare l\u2019esperienza delle pazienti, e come immagina l\u2019evoluzione del rapporto tra medicina e volontariato?\u00a0 <\/strong><br \/>Le volontarie Acli svolgono un ruolo prezioso: accolgono, orientano e ascoltano con attenzione e umanit\u00e0. Intercettano fragilit\u00e0 invisibili offrendo supporto, e rappresentano una risorsa fondamentale per umanizzare la medicina. Immagino un futuro in cui il rapporto tra medicina e volontariato sia sempre pi\u00f9 integrato, strutturato e riconosciuto anche a livello istituzionale per costruire un modello di cura centrato sulla persona.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i prossimi passi per dare seguito a questa indagine?<\/strong><br \/>Abbiamo gi\u00e0 avviato l\u2019ambulatorio \u201cPorte sociali\u201d, uno spazio settimanale dedicato alle consulenze gratuite offerte dalle volontarie Acli. Le pazienti ricevono supporto pratico su documenti, diritti e agevolazioni previste in base a patologia, condizione sociale, stato di anzianit\u00e0 o altri fattori di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<blockquote>\n<p>\u00c8 un ponte tra medicina, ricerca e giustizia sociale che pu\u00f2 generare un cambiamento culturale pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Quale messaggio vorrebbe trasmettere alle donne che vivono situazioni di fragilit\u00e0?\u00a0 <\/strong><br \/>Che non sono sole. Esistono spazi e persone pronte ad accoglierle, ascoltarle e sostenerle. La ricerca ha il compito di dare voce al dolore e trasformarlo in consapevolezza e azione. La fragilit\u00e0 non \u00e8 debolezza, ma pu\u00f2 generare forza, solidariet\u00e0 e cambiamento.<\/p>\n<p><strong>Che consiglio darebbe invece ai giovani medici e ricercatori che vogliono affrontare tematiche sociali nella pratica clinica?\u00a0 <\/strong><br \/>Direi loro: \u201cNon abbiate paura di guardare oltre il sintomo. La medicina non \u00e8 solo diagnosi e terapia: \u00e8 anche ascolto e relazione. Coltivate la curiosit\u00e0; ponete domande scomode; non sottovalutate il valore della collaborazione interdisciplinare: lavorare con sociologi, psicologi, volontari, assistenti sociali arricchisce la visione clinica e apre strade nuove alla ricerca\u201d. Ogni cambiamento nasce da piccoli gesti e da uno sguardo diverso. I giovani possono guidare questa trasformazione.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Scarica l\u2019articolo in <a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=1503046&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pdf<\/a> \/ <a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=1503046&amp;action=seed_download_download&amp;type=txt\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">txt<\/a> \/ <a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=1503046&amp;action=seed_download_download&amp;type=rtf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rtf<\/a> \/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pubblicato sull\u2019American Journal of Obstetrics and Gynecology Global Reports, uno studio del Policlinico Gemelli rivela le fragilit\u00e0 nascoste&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":137816,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-137815","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137815","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=137815"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/137815\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/137816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=137815"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=137815"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=137815"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}