{"id":138027,"date":"2025-09-29T19:45:11","date_gmt":"2025-09-29T19:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/138027\/"},"modified":"2025-09-29T19:45:11","modified_gmt":"2025-09-29T19:45:11","slug":"50-anni-fa-il-caso-che-cambio-la-storia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/138027\/","title":{"rendered":"50 anni fa il caso che cambi\u00f2 la storia italiana"},"content":{"rendered":"<p>Era il 29 settembre <strong>di 50 anni fa<\/strong> quando tre ragazzi della \u201c<strong>Roma bene<\/strong>\u201d \u2013 <strong>Gianni Guido<\/strong>, <strong>Angelo Izzo<\/strong> e <strong>Andrea Ghira \u2013<\/strong> attirarono nella villa di famiglia di quest\u2019ultimo la 17enne <strong>Donatella Colasanti<\/strong> e <strong>Rosaria Lopez<\/strong>, di 19 anni, con il pretesto di una festa. Ma a San Felice Circeo non ci sar\u00e0 nessuna festa, solo il sequestro e la <strong>violenza<\/strong>, brutale, protratta per pi\u00f9 di un giorno. \u201cQuando siamo arrivate nella villa del Circeo, ci hanno fatte subito entrare in casa \u2013 racconter\u00e0 a processo Colasanti \u2013 Ci hanno puntato una pistola contro, sghignazzando: \u2018Ecco la festa!\u2019. Poi ci hanno chiuso in un bagno minuscolo, senz\u2019aria. Ci hanno spogliate, tolto gli anelli, i documenti, tutto quello che avrebbe potuto renderci identificabili. Sapevano benissimo cosa stavano facendo. Era tutto preparato\u201d. Le ragazze furono drogate, prese a pugni, umiliate per le loro origini, umili. Stupri e torture continue che portarono alla <strong>morte<\/strong> di Rosaria Lopez, mentre Donatella Colasanti riuscir\u00e0 a<strong> sopravvivere<\/strong> solo fingendosi morta.<\/p>\n<p>I tre giovani, militanti di movimenti neofascisti e gi\u00e0 conosciuti a vario titolo per i loro precedenti criminali, uccisero Lopez, probabilmente <strong>soffocandola<\/strong> nella vasca da bagno e cercarono di<strong> strangolare<\/strong> Colasanti dopo averla presa a sprangate. Credendola morta, la rinchiusero nel <strong>bagagliaio<\/strong> di un\u2019automobile insieme al corpo senza vita dell\u2019amica. Poi il viaggio in auto verso <strong>Roma <\/strong>a bordo una Fiat 127, tra le risate e le battute degli aguzzini, intenzionati a disfarsi dei corpi in un clima di surreale serenit\u00e0. Colasanti si salv\u00f2: una volta risvegliata nel portabagagli, riusc\u00ec a farsi sentire da un residente che lanci\u00f2 l\u2019allarme. Immediato<strong> l\u2019arresto<\/strong> di Izzo e Guido, mentre Ghira <strong>riusc\u00ec a fuggire<\/strong> grazie a robuste coperture e rest\u00f2 <strong>latitante<\/strong> per anni.<\/p>\n<p>Cinquant\u2019<strong>anni<\/strong> dopo, il massacro del Circeo resta uno dei casi pi\u00f9 atroci di violenza e <strong>femminicidio<\/strong>. Un caso che ha spinto l\u2019opinione pubblica ad iniziare a dibattere sulla questione della <strong>violenza di genere<\/strong>. Una fetta di Paese non parlava pi\u00f9 soltanto di violenza politica, nel pieno degli anni di Piombo. Nell\u2019ottobre del 1975, l\u2019anno stesso del massacro, fu infatti convocata a Roma la prima manifestazione nazionale contro la violenza contro le donne. E il processo agli aguzzini di Donatella Colasanti \u2013 in anni in cui denunciare uno stupro esponeva pi\u00f9 le vittime che i carnefici \u2013 <strong>cambier\u00e0 la storia<\/strong> italiana, con una serie di mobilitazioni femministe che furono il primo passo verso la legge sula violenza sessuale, approvata soltanto negli anni Novanta.<\/p>\n<p class=\"my-2 [&amp;+p]:mt-4 [&amp;_strong:has(+br)]:inline-block [&amp;_strong:has(+br)]:pb-2\">Donatella Colasanti<strong> raccont\u00f2 tutto<\/strong> ai giudici e lott\u00f2 per verit\u00e0 e giustizia fino alla sua morte, avvenuta nel 2005. Izzo, Guido e Ghira (in contumacia), grazie alle sue testimonianze, vennero <strong>condannati in primo grado all\u2019ergastolo<\/strong>. Ma i risvolti successivi furono tutt\u2019altro che chiari e lineari, suscitando forti polemiche, tra<strong> latitanze<\/strong> ed <strong>evasioni<\/strong>. Ghira non fu mai rintracciato dalle forze dell\u2019ordine. Secondo le ricostruzioni <strong>fugg\u00ec in Spagna<\/strong> dove adott\u00f2 il falso nome di Massimo Testa de Andres. Si arruol\u00f2 poi nella <strong>legione straniera spagnola<\/strong>, dalla quale fu espulso per uso di stupefacenti. Mor\u00ec per overdose nel 1994 a <strong>Melilla<\/strong>, citt\u00e0 autonoma spagnola del nordest del <strong>Marocco<\/strong>, dove fu sepolto. Ma si riusc\u00ec a risalire alla <strong>vera identit\u00e0<\/strong> soltanto nel dicembre <strong>2005<\/strong>, quando venne riesumato il cadavere per poi essere identificato con gli esami del Dna. Restano per\u00f2 <strong>dubbi<\/strong> sul fatto che si trattasse esattamente di lui e non di un parente, come ebbe a sostenere Colasanti.<\/p>\n<p>Solamente <strong>Gianni Guido<\/strong> <strong>evit\u00f2 la conferma dell\u2019ergastolo in Appello<\/strong>. Il suo \u201cpentimento\u201d e il versamento di un risarcimento da 100 milioni di lire alla famiglia Lopez convinsero il giudice a <strong>condannarlo a 30 anni<\/strong>. Guido<strong> evase dal carcere<\/strong> di <strong>San Gemignano<\/strong> nel 1981. Riconosciuto e arrestato a <strong>Buenos Aires<\/strong>, citt\u00e0 in cui era fuggito, riusc\u00ec a scappare di nuovo nel<strong> 1985<\/strong> in attesa dell\u2019<strong>estradizione dall\u2019Argentina<\/strong>. Nel giugno 1994 venne trovato e portato in arresto a Panama e consegnato all\u2019Italia. Rimasto in carcere fino al 2009, <strong>torn\u00f2 libero<\/strong> dopo uno <strong>sconto di pena<\/strong>.<\/p>\n<p>A fine 2004 anche Izzo usc\u00ec dal carcere per la concessione della <strong>semilibert\u00e0<\/strong>. Il 28 aprile dell\u2019anno successivo<strong> sequestr\u00f2 e uccise<\/strong> <strong>Maria Carmela Linciano<\/strong>, di 49 anni, e la 14enne <strong>Valentina Maiorano, <\/strong>moglie e figlia di <strong>Giovanni Maiorano<\/strong>, <strong>pentito<\/strong> della <strong>Sacra Corona Unita<\/strong> che Izzo aveva conosciuto in carcere a <strong>Campobasso<\/strong>. Il 12 gennaio 2007 sar\u00e0 nuovamente condannato all\u2019<strong>ergastolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Le vicende del delitto vengono ripercorse passo dopo passo nel podcast <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/09\/29\/massacro-circeo-50anni-podcast-anudo-news\/8140619\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201c<strong>A nudo. Il massacro del Circeo<\/strong>\u201c, realizzato da Emons Record in media partnership con <\/a><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/09\/29\/massacro-circeo-50anni-podcast-anudo-news\/8140619\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il Fatto Quotidiano<\/a>, grazie al lavoro e alle voci di <strong>Angela di Berardino<\/strong> e <strong>Giulia Mariani. <\/strong>Appuntamento in otto puntate, \u201cA nudo\u201d indaga il contesto sociale, economico e politico del tempo per capire cosa abbia reso possibile quella notte e prendere coscienza di ci\u00f2 quello che \u00e8 accaduto dopo, ricostruendo i processi che hanno visto coinvolti i tre criminali.<\/p>\n<p><strong>LE AUTRICI<\/strong><\/p>\n<p>Nata a Roma, dove vive \u2013 o meglio sopravvive come tutti i romani \u2013 <strong>Angela Di Berardino<\/strong> ha vissuto per un po\u2019 a Londra tra t\u00e9 e cibi multietnici. Viaggerebbe continuamente tra Balcani e sud ovest asiatico, si interessa principalmente di paesi in crisi, anni 70 e lotte per i diritti, in particolare quelli di genere. Si definisce una persona poliedrica, che tradotto significa che si entusiasma per qualsiasi essere vivente. Adora ascoltare le storie delle persone e raccontarle per dare voce a chi rimane ai margini. Non potrebbe vivere senza queste tre cose: il caff\u00e8, il mare al tramonto e le discussioni politiche.<br \/>Ha scritto per MicroMega e L\u2019Espresso.<\/p>\n<p>Nata in Umbria, ora a Roma, per un po\u2019 a Siviglia. <strong>Giulia Mariani<\/strong> \u00e8 giornalista pubblicista, crede che l\u2019utilizzo consapevole del linguaggio sia la chiave di volta. Si sente al suo posto tra gli articoli ingialliti degli anni 70, su un aereo per la Serbia, tra i marginalizzati: per raccontare le loro storie. Quando non cerca di scavare in qualche storia complicata, mangia cibo etnico o fa la lucertola che legge al sole, meglio ancora se con i piedi a bagno o un gatto addosso. Si interessa di esteri e questione femminile e i podcast non solo li fa, ma crede che stiano rivoluzionando il giornalismo. Ha scritto per Il Foglio e L\u2019Espresso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Era il 29 settembre di 50 anni fa quando tre ragazzi della \u201cRoma bene\u201d \u2013 Gianni Guido, Angelo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":138028,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-138027","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","18":"tag-ultime-notizie-italia","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","21":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/138027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=138027"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/138027\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/138028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=138027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=138027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=138027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}