{"id":138294,"date":"2025-09-29T22:58:10","date_gmt":"2025-09-29T22:58:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/138294\/"},"modified":"2025-09-29T22:58:10","modified_gmt":"2025-09-29T22:58:10","slug":"economia-di-guerra-e-tagli-alla-sanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/138294\/","title":{"rendered":"Economia di guerra e tagli alla sanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n     &#13;<\/p>\n<p>Il taglio alle spese sociali e quindi a quella della sanit\u00e0, gi\u00e0 sottofinanziata nonostante le promesse durante la pandemia, risente dello sforzo richiesto per il riarmo europeo presentato come necessario in vista di un possibile confronto militare con la Russia nel 2030.<strong> Ne parliamo con Vittorio Agnoletto,<\/strong> esponente di <strong><a href=\"https:\/\/www.medicinademocratica.org\/wp\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Medicina Democratica<\/a><\/strong>, organizzazione nata a Milano negli anni 70 a partire da inchieste e proposte per dare attuazione alla salute nei luoghi di lavoro. Agnoletto \u00e8 docente di Globalizzazione e Politiche della Salute all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano. Nel 1987 ha partecipato alla fondazione della LILA, la Lega Italiana per la Lotta contro l\u2019AIDS, della quale \u00e8 stato a lungo presidente, v<strong>olto noto fin dai tempi del G8 di Genova del 2001<\/strong>, il professor Agnoletto ha avuto anche esperienza diretta come europarlamentare e, oltre all\u2019attivit\u00e0 professionale come medico del lavoro, cura volontariamente una trasmissione sulla salute <strong>( 37 e 2) trasmessa da Radio Popolare<\/strong> e ha una newsletter quindicinale \u201c<a href=\"https:\/\/vittorioagnoletto.substack.com\/?fbclid=IwAR1sHrF1xIunwRz26B7n_FfKYxPW1AoSl8t_lnpPWpLQ5SAv2M3Zq4cpyhs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Diritti in Salute<\/strong><\/a>\u201d alla quale ci si pu\u00f2 iscrivere gratuitamente nella quale affronta dal locale al globale i temi della sanit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019economia di guerra e la sanit\u00e0 sono strettamente correlate \u2013 afferma Agnoletto-. Scegliere un\u2019economia di guerra implica destinare ingenti fondi alla spesa militare, a discapito di altri settori vitali come la sanit\u00e0 pubblica e la cooperazione internazionale. <strong>Fonti affidabili come la rivista scientifica Lancet prevedono che i tagli di Trump ai fondi USAID avranno un impatto disastroso nei prossimi 5 anni<\/strong> con14 milioni di morti nel mondo, di cui 4,5 milioni bambini sotto i 5 anni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fare paragoni tra la spesa militare e quella destinata al Servizio Sanitario Nazionale viene giudicata spesso una mossa retorica. Di cosa parliamo?<\/strong><\/p>\n<p>Partiamo dai numeri. Si stima che, se la spesa militare tradizionale, vale a dire investimenti in armi, mezzi, munizione, costi operativi ecc. raggiunger\u00e0 il 3,5% del PIL nei prossimi 10 anni, si spenderanno 138 miliardi di euro in pi\u00f9 rispetto a una spesa militare del 2% che \u00e8 l\u2019obiettivo che fino ad ora si era posto questo governo, e che era gi\u00e0 ben superiore alla percentuale attuale. Questa cifra, 138 miliardi, equivale all\u2019intera spesa sanitaria pubblica nazionale in un anno. In poco pi\u00f9 di 12 anni, il SSN ha gi\u00e0 perso 37 miliardi di finanziamento. Il risultato \u00e8, secondo i dati OCSE, una forte diminuzione del numero di giorni di vita senza malattia degli over 65; \u00e8 evidente che, se questo dato continuer\u00e0 a peggiorare, assisteremo presto nel nostro Paese ad una diminuzione dell\u2019aspettativa di vita. Questa situazione ha portato ad un enorme aumento della spesa sanitaria privata, che ha superato i 40 miliardi di euro in Italia, rendendo, in molti casi, le cure accessibili solo a chi pu\u00f2 permettersele.<\/p>\n<p><strong>Come si manifestano le disuguaglianze nell\u2019accesso alla sanit\u00e0 in contesti locali?<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo dei dati che fanno pensare. Studi condotti a Glasgow all\u2019inizio di questo millennio, hanno mostrato una differenza di 28 anni nell\u2019aspettativa di vita tra un bambino nato nel quartiere pi\u00f9 ricco (82 anni) e uno nato nel quartiere pi\u00f9 povero (54 anni), distanti solo 7 miglia. A Torino, seguendo la linea del tram 3, che va dai quartieri ricchi a quelli poveri, \u00e8 emersa una differenza di 4 anni nell\u2019aspettativa di vita tra gli abitanti nati ai due capolinea. A Milano, le principali difficolt\u00e0 nell\u2019accesso al servizio sanitario sono di natura economica e culturale. Ci\u00f2 dimostra come il sistema stia evolvendo verso una sanit\u00e0 per ricchi e una per poveri, dove la capacit\u00e0 di pagare determina l\u2019accesso alle cure e, di conseguenza, l\u2019aspettativa di vita.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il ruolo delle grandi aziende farmaceutiche e della privatizzazione nel sistema sanitario attuale?<\/strong><\/p>\n<p>Le grandi aziende farmaceutiche (Big Pharma) traggono enormi profitti da questo scenario. Hanno ammassato oltre 580 miliardi di euro in profitti in tutto il mondo negli ultimi cinque anni, la maggior parte dei quali depositati in paradisi fiscali, spesso all\u2019interno dell\u2019Unione Europea. A livello mondiale il costo elevato delle terapie oncologiche (fino a 100.000 euro) rende le cure inaccessibili a molti, se non tramite pagamenti diretti o assicurazioni. I brevetti sui farmaci e vaccini, che garantiscono alle multinazionali 20 anni di monopolio e la possibilit\u00e0 di stabilire i prezzi, contribuiscono a questa situazione. In Italia, la durata di alcuni brevetti correlati ai vaccini Covid \u00e8 stata persino aumentata attraverso le decisioni dell\u2019apposito ufficio, interno all\u2019allora Ministero per lo Sviluppo Economico. In Italia la privatizzazione della sanit\u00e0 \u00e8 in rapida crescita: il 28% dei ricoveri ospedalieri avviene in strutture private accreditate, e il 36,2% degli ambulatori pubblici sono privati accreditati. Il numero delle aziende sanitarie private con ricavi superiori ai 100 milioni \u00e8 passato da 10 nel 2014 a 37 nel 2023, anno nel quale hanno raggiunto un fatturato superiore ai 12 miliardi di euro. Queste strutture private sono spesso controllate da grandi fondi finanziari (come Black Rock, Vanguard, State Street) che investono anche in armi e petrolio, vedendo la sanit\u00e0 semplicemente come un altro settore per generare profitti.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le implicazioni dei tagli alla sanit\u00e0 pubblica per le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione e per l\u2019accesso a servizi specifici?<\/strong><\/p>\n<p>I tagli alla sanit\u00e0 colpiscono in modo sproporzionato le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione. Si sono registrati 10.000 posti letto tagliati e 70 ospedali chiusi in 10 anni, ad esempio con forti riduzioni dei servizi per la pediatria e per i consultori.<\/p>\n<p>Questo ha un impatto diretto su tutta la popolazione, il prezzo pi\u00f9 pesante, ovviamente, lo pagano i pi\u00f9 deboli a cominciare dai detenuti nelle carceri e nei CPR, dove la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza sanitaria e della vita \u00e8 drasticamente compromessa, portando a un aumento dei suicidi. Un altro esempio riguarda i bambini con patologie come la DSA (Disturbi Specifici dell\u2019Apprendimento): la Lombardia e altre regioni, di fronte al ridotto numero di servizi pubblici, hanno deciso di affidare la cura di queste patologie, \u00a0meno gravi di altre, ad es. dell\u2019autismo, a strutture private convenzionate, ma le famiglie devono pagare tra 400 e 700 euro per la certificazione necessaria per ottenere strumenti compensativi a scuola. Inoltre, per terapie come la logopedia o la fisioterapia, le liste d\u2019attesa nel servizio pubblico possono arrivare a 3-4 anni, costringendo chi pu\u00f2 a rivolgersi al privato a pagamento, creando ulteriore discriminazione nell\u2019accesso a supporti fondamentali.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; Il taglio alle spese sociali e quindi a quella della sanit\u00e0, gi\u00e0 sottofinanziata nonostante le promesse&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":138295,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,184,77,239,2063,2064,1537,90,89,5277,240],"class_list":{"0":"post-138294","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-economia","11":"tag-guerra","12":"tag-health","13":"tag-health-care","14":"tag-healthcare","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-medicina","19":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/138294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=138294"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/138294\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/138295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=138294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=138294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=138294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}