{"id":138801,"date":"2025-09-30T06:27:10","date_gmt":"2025-09-30T06:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/138801\/"},"modified":"2025-09-30T06:27:10","modified_gmt":"2025-09-30T06:27:10","slug":"le-macabre-rock-club-quando-la-storia-di-una-famiglia-si-intreccia-a-quella-della-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/138801\/","title":{"rendered":"\u201cLe Macabre Rock Club\u201d, quando la storia di una famiglia si intreccia a quella della musica"},"content":{"rendered":"<p>\u00ab\u00c8 la storia di una famiglia che si intreccia a quella della musica\u00bb. A raccontarla \u00e8 il documentario \u00abLe Macabre Rock Club\u00bb di Luca Busso, figlio dei fondatori dello storico locale di Bra, chiuso nel 2008. Stasera verr\u00e0 proiettato a Torino al cinema Classico &#8211; dove sar\u00e0 presente l\u2019autore con Stefano Sardo, Alberto Campo, Luca Morino, Max Casacci e Madaski &#8211; e a I Portici di Fossano. E ancora al Multilanghe di Dogliani da venerd\u00ec (sar\u00e0 presente Busso) al 6 ottobre. Sabato, Busso torner\u00e0 per la proiezione all\u2019Impero di Bra. <\/p>\n<p><strong>Luca come \u00e8 nato questo lavoro?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abDal materiale raccolto in tanti anni di attivit\u00e0 del Macabre. Ogni tanto facevo riprese, come alla festa per i 25 anni del locale. Nel 2008  una serie di interviste in occasione della serata di chiusura. L\u2019ultimo pezzo suonato \u00e8 stato di Ezio Bosso e Roy Paci. Un anno e mezzo fa le altre interviste. Ma c\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta roba che avrei potuto andare avanti ancora 10 anni. Mi ci \u00e8 voluto del tempo per creare la distanza da quella storia che ha poi preso forma grazie a Stefano Sardo co-produttore del documentario, anche lui braidese, frequentatore del locale con la sua band: i Mambassa\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Doloroso pensare a quell\u2019epoca?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abLo \u00e8 stato con la chiusura, ma ha rappresentato una fase della mia vita. Per mia mamma Dorina invece \u00e8 stata tutta la sua vita\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Il documentario.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abSi parte dagli anni \u201970 del funky, poi nasce il rock club negli \u201980 e si segue quella che \u00e8 la storia della musica indipendente italiana. Da Torino gli Africa Unite, dalla scena fiorentina i Diaframma, fino ai Subsonica, un po\u2019 il punto di arrivo rispetto alla scena torinese\u00bb. <\/p>\n<p><strong>E i nostrani Marlene Kuntz.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abSi sono incontrati proprio a Le Macabre, come raccontano nel documentario. Il nostro locale era di stimolo ai giovani musicisti che qui trovavano un pubblico che li sapeva ascoltare. Arrivava gente da tutta la provincia. All\u2019epoca c\u2019era anche il Tuxedo, ma era a Torino. A Le Macabre invece ci arrivavi a piedi\u00bb. <\/p>\n<p><strong>A cosa \u00e8 pi\u00f9 legato di questo lavoro?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abL\u2019intervista che feci con la mia telecamerina, anni fa, a Vinicio Capossela in concerto nelle Langhe\u00bb. <\/p>\n<p><strong>L\u2019eccezionalit\u00e0 della musica di quel periodo.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abLa scena indipendente italiana che stava in piedi da sola senza aver bisogno di major o mainstream. Aveva un suo piccolo mercato, le sue fanzine, i suoi locali, le band. Oggi \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 difficile\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 quel locale a Bra?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abIntuizione. Suonavamo un po\u2019 tutti, non essendoci altro da fare e poi perch\u00e9 il magazzino musicale Merula di Cherasco ci forniva gli strumenti. Quando abbiamo iniziato a leggere le fanzine, tipo Rockerilla e scoperto che c\u2019era gente a cui piaceva la stessa musica che piaceva a noi, ci siano inseriti in quella che era la new wave degli anni \u201980. Bra come Parigi, come Londra. Volevamo quello\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Una curiosit\u00e0?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abMolti artisti li ospitavamo a casa nostra. Nel film Federico Fiumani dei Diaframma ricorda \u201cHo dormito in una mansarda\u201d\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 nato Le Macabre?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abNel 1972 da un\u2019invenzione dei miei genitori. Mio padre faceva l\u2019operaio e amava andare al bar, mia madre ad un certo punto gli disse \u201ccompriamo il bar\u201d. Detto fatto. Accanto c\u2019era un ristorante che in seguito mio padre ha trasformato in discoteca. O meglio nella celebre \u201cgrotta\u201d costruita molto artigianalmente. A mia madre non piacevano gli specchi, perch\u00e9 secondo lei sapevano di night club. Entrambi volevano fare qualcosa di diverso. In quel periodo le discoteche evocavano sempre altri luoghi. Dove evadere. Nel 2008 la chiusura. Di quel locale non esiste pi\u00f9 nulla. Raso al suolo con il  vecchio palazzo\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Luca Busso cosa fa oggi?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abVivo a Milano e faccio l\u2019autore televisivo, realizzando programmi tv come Collegio, MasterChef e Pechino Express\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Il palco di quel locale ha portato fortuna ad altri due registi braidesi.<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abS\u00ec uno \u00e8 proprio Stefano Sardo, ex Mambassa, ora sceneggiatore, regista e autore di serie. Vive a Roma come Francesco Amato, regista della serie tv \u201cImma Tataranni. Sostituto procuratore\u201d\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Ha nostalgie?<\/strong> <\/p>\n<p>\u00abIo sono stato bene, oggi non ce la farei pi\u00f9 ad andare in un locale fino alle 5 del mattino. Per mia mamma \u00e8 stata la sua vita, per me un\u2019esperienza che mi ha anche permesso di dedicare tempo allo studio. Ma riconosco che \u00e8 stato qualcosa di importante. Il documentario \u00e8 un modo di raccontare un posto eccezionale\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00ab\u00c8 la storia di una famiglia che si intreccia a quella della musica\u00bb. 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