{"id":13889,"date":"2025-07-28T13:20:09","date_gmt":"2025-07-28T13:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13889\/"},"modified":"2025-07-28T13:20:09","modified_gmt":"2025-07-28T13:20:09","slug":"video-giornata-mondiale-delle-epatiti-esperti-accelerare-con-lo-screening","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/13889\/","title":{"rendered":"VIDEO | Giornata mondiale delle epatiti, esperti: accelerare con lo screening"},"content":{"rendered":"<p>        &#8220;Il programma nazionale stenta a decollare&#8221;. Prosegue il progetto &#8216;Test in the city&#8217;<\/p>\n<p>Pubblicato:28-07-2025 12:01<\/p>\n<p>Ultimo aggiornamento:28-07-2025 12:01<\/p>\n<p>        <img width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/medici-1024x576.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"  \/><\/p>\n<p>ROMA \u2013<strong> Abbattere le barriere<\/strong> finanziarie, sociali e sistemiche, inclusa la stigmatizzazione,<strong> che ostacolano l\u2019eliminazione delle epatiti virali e la prevenzione<\/strong> dei casi di tumore al fegato causati da queste infezioni. \u00c8 questo il senso di <strong>\u2018Hepatitis: Let\u2019s Break It Down\u2019, il messaggio scelto dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) <\/strong>per l\u2019edizione 2025 della giornata di sensibilizzazione su queste infezioni che si celebra ogni anno il 28 luglio. Infatti, sebbene siano condizioni prevenibili, trattabili e, <strong>nel caso dell\u2019epatite C, curabili, le epatiti virali sono \u201campiamente sottostimate\u201d<\/strong> e causano silenziosamente danni al fegato, aumentando cos\u00ec il rischio di sviluppare scompenso epatico, cirrosi, cancro. Si stima che ogni anno le epatiti virali causino circa 1,3 milioni di morti nel mondo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ITALIA HA STANZIATO UN FONDO PER LO SCREENING GRATUITO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<strong>Italia <\/strong>\u00e8 uno dei pochi Paesi al mondo che ha <strong>stanziato un fondo dedicato allo screening gratuito dell\u2019infezione da HCV (il virus dell\u2019epatite C)<\/strong>, focalizzato sulle persone che vengono seguite dai servizi delle dipendenze, sui detenuti e sulla popolazione generale nata tra il 1969 e il 1989.<strong> I dati sull\u2019andamento dello screening fanno emergere una realt\u00e0 con luci e ombre<\/strong>: al 30 giugno 2024, sono state testate<strong> oltre 2.000.000 di persone e rilevate quasi 15mila infezioni attive da epatite C<\/strong>. Solo il 12% della popolazione generale target ha effettuato il test dell\u2019epatite C di primo livello. T<strong>ra le Regioni che ad oggi hanno attivato lo screening la copertura pi\u00f9 alta<\/strong> (40,3% della popolazione generale target) <strong>\u00e8 stata riscontrata in Emilia-Romagna<\/strong>. Rimangono quindi ancora ampie fasce di popolazione, soprattutto quelle pi\u00f9 fragili o che hanno difficolt\u00e0 a essere raggiunte dal servizio sanitario nazionale, o ancora quelle dove si stima una pi\u00f9 alta prevalenza di infezione, che sono escluse dalla possibilit\u00e0 di essere diagnosticate e curate.<\/p>\n<p><strong>GASBARRINI: \u201cIN ITALIA SI STIMANO ANCORA OLTRE 300MILA PERSONE INFETTE DA EPATITE C\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUn focus particolare va fatto sullo screening per l\u2019epatite C, capace di individuare questa infezione asintomatica che dovrebbe essere curata precocemente cos\u00ec riducendo le possibilit\u00e0 di trasmissione del virus e la progressione della malattia- spiega Antonio<strong> Gasbarrini<\/strong>, professore ordinario di Medicina Interna della Universit\u00e0 Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma-<strong> In Italia<\/strong> si stimano a<strong>ncora oltre 300mila persone infette da epatite C, asintomatiche e pertanto non diagnosticate<\/strong>. Uno screening allargato della popolazione generale sull\u2019epatite C porterebbe a una riduzione in 10 anni di circa 5.600 decessi, 3.500 epatocarcinomi e\/o oltre 3.000 scompensi epatici, rispetto a uno screening meno efficiente o semplicemente a una diagnosi tardiva\u201d. <strong>Nell\u2019ottica di allargare lo screening e di raggiungere alcune di queste popolazioni \u00e8 nato il progetto \u2018Test in the city\u2019<\/strong>, iniziativa di screening e linkage to care promossa da Gilead Sciences in collaborazione con la Rete Fast Track Cities italiane e Relab, che a oggi coinvolge 14 citt\u00e0 ed \u00e8 rivolta alle popolazioni migranti e a persone che utilizzano sostanze.<\/p>\n<p><strong>MELI: \u201cTEST GRATUITI NEI PI\u00d9 SVARIATI CONTESTI\u201d<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019idea nasce dalla necessit\u00e0 di avvicinare queste persone nei luoghi che frequentano cos\u00ec da rendere pi\u00f9 agevole l\u2019esecuzione dei test rapidi per epatite C e B, e quindi anche delta, e HIV- spiega<strong> Paolo Meli, pedagogista<\/strong>, presidente della<strong> Societ\u00e0 Cooperativa Sociale Don Giuseppe Monticelli<\/strong> di Bergamo e coordinatore nazionale di \u2018<strong>Test in the City<\/strong>\u2018- Ognuna delle citt\u00e0 aderenti al progetto offre <strong>test gratuiti nei pi\u00f9 svariati contesti: ambasciate e consolati, eventi sportivi, luoghi di culto<\/strong>, nei Centri Provinciali per l\u2019Istruzione degli Adulti, nei Centri di accoglienza straordinaria\u201d. \u201cLe attivit\u00e0 portate avanti finora sono state un successo: <strong>le persone si sono avvicinate con fiducia e abbiamo potuto intercettare situazioni che altrimenti sarebbero rimaste sommerse<\/strong>\u2013 evidenzia ancora Meli- garantendo loro un percorso di salute. Un risultato che conferma le ipotesi alla base del progetto e cio\u00e8 che se vogliamo occuparci della sanit\u00e0 pubblica dobbiamo avere attenzione per le popolazioni pi\u00f9 vulnerabili. Un <strong>ruolo chiave pu\u00f2 essere giocato dal terzo settore <\/strong>capace di sviluppare azioni di prossimit\u00e0 in grado di raggiungere chi vive in condizioni di fragilit\u00e0 o affronta barriere nell\u2019accesso ai servizi\u201d.<\/p>\n<p><strong>LICHTNER: \u201cNECESSARIO COLLABORARE CON LE COMUNIT\u00c0 CHE VIVONO NEI TERRITORI\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Grazie al progetto sono stati eseguiti finora circa 4.000 test per HIV, HCV ed HBV<\/strong>. Il 2,48% circa delle persone testate \u00e8 risultato positivo ad una o pi\u00f9 infezioni; le persone testate per circa il 60% avevano un\u2019et\u00e0 compresa tra i 20 e i 40 anni e per quasi i due terzi erano di sesso maschile. Nei casi di positivit\u00e0, le persone sono state accompagnate ad un centro di cura per effettuare un esame pi\u00f9 specifico e, una volta confermato l\u2019esito, in quasi tutti i casi \u00e8 stato attivato un percorso di presa in carico. Per coloro che sono risultati positivi all\u2019HBV sono stati effettuati o si stanno tutt\u2019ora effettuando test per l\u2019HDV. \u201cIl progetto ha consentito anche di validare dei percorsi di assistenza innovativi- spiega <strong>Miriam Lichtner, professore ordinario di Malattie Infettive dell\u2019Universit\u00e0 Sapienza<\/strong> di Roma- <strong>\u00c8 necessario collaborare con le comunit\u00e0 che vivono nei territori <\/strong>per capire quali possono essere le modalit\u00e0 e i luoghi pi\u00f9 adatti per proporre lo screening, uno screening partecipativo che miri alla presa in carico e alla lotta allo stigma. <strong>Grazie alla provata efficacia dei test rapidi<\/strong>, poi, oggi <strong>possiamo organizzare l\u2019attivit\u00e0 anche fuori dai contesti sanitari <\/strong>e, sempre insieme a mediatori culturali o a rappresentanti della comunit\u00e0, <strong>garantire il counseling immediato <\/strong>e quindi<strong> favorire la presa in carico nei centri di cura <\/strong>di coloro che risultano positivi, abbattendo le barriere e facilitando l\u2019accesso al sistema sanitario nazionale\u201d.<\/p>\n<p><strong>ERADICARE L\u2019INFEZIONE ENTRO IL 2030, FAGIUOLI: \u201cIMPENSABILE\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Grazie al finanziamento della campagna di screening, l\u2019Italia \u00e8 stata uno dei primi Paesi a pianificare una strategia per raggiungere l\u2019<strong>obiettivo di eradicare l\u2019infezione entro il 2030 secondo quanto indicato dall\u2019OMS<\/strong>. \u201cMa <strong>data la situazione attuale \u00e8 impensabile raggiungerlo.<\/strong> \u00c8 evidente che si deve fare di pi\u00f9: sappiamo che nei SERD e nelle carceri la prevalenza \u00e8 maggiore ed \u00e8 quindi l\u00ec che dobbiamo continuare ad effettuare i test e ad estenderli su tutto il territorio nazionale- sottolinea <strong>Stefano Fagiuoli<\/strong>, direttore dell\u2019Unit\u00e0 complessa di Gastroenterologia, epatologia e trapiantologia dell\u2019<strong>ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo<\/strong> e professore di Gastroenterologia presso il dipartimento di Medicina e chirurgia dell\u2019<strong>Universit\u00e0 Milano Bicocca<\/strong>\u2013 \u00c8 per\u00f2<strong> importante anche favorire i test opportunistici negli ospedali<\/strong>, proponendo il test ai pazienti ricoverati anche in reparti diversi dalla gastroenterologia o dall\u2019infettivologia o ancora coinvolgere i medici di medicina generale per capire quanti dei loro assistiti hanno aderito allo screening e proporlo a quelli che non hanno ancora aderito o non hanno mai effettuato il test\u201d. Sono azioni \u201curgenti, perch\u00e9 l\u00e0 dove sono gi\u00e0 state implementate, hanno rivelato che un terzo dei positivi non aveva solo l\u2019infezione ma gi\u00e0 una malattia di fegato in fase avanzata. L\u2019<strong>auspicio \u00e8 che lo screening non solo venga rifinanziato<\/strong>, visto anche che non tutti i fondi messi a disposizione sono stati spesi- conclude infine Fagiuoli- <strong>ma ne vengano ampliati i criteri di inclusione e le strategie di attuazione<\/strong>\u201d. L\u2019impegno di Gilead nel rendere lo screening per le epatiti virali accessibile alle popolazioni non coperte dalla campagna nazionale si concretizza anche nel supporto di progetti di testing in diversi centri italiani tra ospedali e residenze sanitarie assistite.<\/p>\n<p class=\"alert\">Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l\u2019indirizzo <a href=\"https:\/\/www.dire.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">www.dire.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Il programma nazionale stenta a decollare&#8221;. 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