{"id":139055,"date":"2025-09-30T09:09:15","date_gmt":"2025-09-30T09:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/139055\/"},"modified":"2025-09-30T09:09:15","modified_gmt":"2025-09-30T09:09:15","slug":"a-history-of-violence-di-david-cronenberg-un-film-sempre-attualissimo-sulla-parte-piu-oscura-e-incurabile-dellanimo-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/139055\/","title":{"rendered":"A History of Violence di David Cronenberg, un film sempre attualissimo sulla parte pi\u00f9 oscura e incurabile dell&#8217;animo umano"},"content":{"rendered":"<p><strong>A History of Violence<\/strong> dopo vent&#8217;anni \u00e8 ancora <strong>qualcosa di unico, di irripetibile<\/strong>, \u00e8 uno di quei film che definiscono un genere in un certo momento. Ma soprattutto, quel <strong>30 settembre del 2005<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/scanners-film-david-cronenberg-analisi-dove-vederlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">David Cronenberg<\/a> ci regala <strong>una disamina perfetta della violenza nell&#8217;uomo<\/strong>, sul concetto di verit\u00e0 e di colpa. Soprattutto, \u00e8 ancora oggi <strong>un&#8217;istantanea sul volto spietato e ambiguo della societ\u00e0 americana.<\/strong><\/p>\n<p>Una piccola, terrificante, storia di violenza americana<\/p>\n<p><strong>A History of Violence<\/strong> apparentemente \u00e8 quasi un&#8217;anomalia nel percorso di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/existenz-david-cronenberg-cast-recensione-analisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">David Cronenberg<\/a>, un regista che \u00e8 noto per una dimensione cinematografica legata al <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/scanners-film-david-cronenberg-analisi-dove-vederlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">body horror<\/a>, ad un cinema visivamente ardito ed inquietante, spesso mix di pi\u00f9 generi seducente, concettualmente quasi sempre <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/body-horror-film-titoli-genere-dove-vederli-streaming\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">anche molto estremo<\/a>. <strong>A History of Violence, uscito esattamente vent&#8217;anni fa<\/strong> sul grande schermo, \u00e8 il film con cui il regista canadese decide di essere <strong>apparentemente pi\u00f9 classico, meno estremo<\/strong> in quanto a struttura ed iter. Ma allo stesso tempo, \u00e8 anche un film in cui riesce ad approfondire maggiormente tematiche come <strong>la violenza, la moralit\u00e0, l&#8217;apparenza nella societ\u00e0<\/strong>, il tema dalla colpa, la disgregazione dei principi cardine (o supposti tali) dell&#8217;essere umano. Il risultato finale, \u00e8 <strong>il miglior thriller del XXI secolo<\/strong>, cos\u00ec come lo era stato <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/seven-film-svelato-contenuto-scatola-david-fincher\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Seven<\/a> di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/seven-david-fincher-cast-analisi-finale-spiegazione-dove-vederlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">David Fincher<\/a> dieci anni prima, e come questo \u00e8 parimenti un film il cui significato trascende la mera trama, <strong>sconfina nel sociale, nell&#8217;esistenziale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A History of Violence<\/strong> \u00e8 tratto da una <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/graphic-novel-da-leggere-almeno-una-volta-nella-vita\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">graphic novel<\/a>, creata da <strong>John Wagner<\/strong> e <strong>Vince Locke<\/strong>, uscita nel 1997 e dotata di graffianti e atipici disegni che una volta visti non si dimenticano. <strong>Un vero capolavoro, un mix tra noir e crime<\/strong> a cui si attacca perfettamente la definizione di romanzo per immagini, da cui John Olson tira fuori una sceneggiatura che ancora oggi stupisce per perfezione di progressione, profondit\u00e0 di personaggi e del loro percorso, la capacit\u00e0 di dare determinate certezze a un pubblico e poi toglierle in modo squisitamente improvviso. Protagonista di <strong>A History of Violence<\/strong> \u00e8 la famiglia Stall, composta da Tom (<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/viggo-mortensen-the-dead-dont-hurt-i-morti-non-soffrono-recensione\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Viggo Mortensen<\/a>), la moglie Edie (<strong>Maria Bello<\/strong>), i figli Jack (<strong>Ashton Holmes<\/strong>) e Sarah (<strong>Heidi Hayes<\/strong>). Siamo nell&#8217;Indiana, in quella parte di America fatta di tante piccole cittadine dove tutto \u00e8 quasi sempre uguale, dove non ci sono sorprese, pericoli e dove nessuno ci passa se proprio non deve. <strong>Tom lavora in una tavola calda<\/strong>, la sua vita \u00e8 tranquilla, posata, in una piccola fattoria fuori dalla citt\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"una battaglia dopo l'altra\" loading=\"lazy\" class=\"ResponsiveImageContainer-eNxvmU cfBbTk responsive-image__image\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1759223355_245_one-battle-after-another-leonardo-di-caprio-68bff45b59ff2.jpeg\"\/><a class=\"BaseWrap-sc-gzmcOU BaseText-eqOrNE BaseLink-eTpkqh ContentCardEmbedHedLink-kqBDz deqABF jkWAvF dsRLul hMqJdP content-card-embed__hed-link\" href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/una-battaglia-dopo-l-altra-leonardo-di-caprio-sean-penn-benicio-del-toro-recensione\/\" data-testid=\"ContentCardEmbedHedLink\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Una battaglia dopo l&#8217;altra ha messo un&#8217;ipoteca sul titolo di \u201cfilm dell&#8217;anno\u201d<\/a><\/p>\n<p>Un ottimo Leonardo Di Caprio e dei fenomenali Sean Penn e Benicio Del Toro combattono tutto e tutti in una delle migliori pellicole dell&#8217;anno, che esce in Italia questa settimana<\/p>\n<p>Certo, c&#8217;\u00e8 qualche problema, <strong>il figlio Jack viene bullizzato<\/strong> a scuola da alcuni coetanei, lui e la moglie vorrebbero avere un po&#8217; pi\u00f9 di tempo per se stessi, ma nulla di strano. Almeno fino a quando <strong>A History of Violence<\/strong>, come ogni racconto su un eroe che si rispetti fin <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/odissea-omero-film-fumetti-ispirazione-titoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">dai tempi di Omero<\/a>, non introduce un l&#8217;elemento dell&#8217;imprevisto, anzi due. Il piccolo sassolino che fa andare completamente fuori fase la vita di Tom, si palesa con due spietati delinquenti: Leland (<strong>Stephen McHattie<\/strong>) e Billy (<strong>Greg Bryk<\/strong>) che gi\u00e0 si sono lasciati alle spalle diversi cadaveri. Rapinare la tavola calda di Tom per\u00f2 sar\u00e0 l&#8217;ultima delle loro bravate, questi infatti, <strong>si rivela essere determinato, coraggioso e soprattutto letale<\/strong>, mandando entrambi al creatore. Diventa un piccolo eroe locale, le televisioni danno il suo volto in diretta nazionale ed \u00e8 quello il momento in cui <strong>A History of Violence<\/strong> diventa qualcosa di completamente diverso. Succede quando un <strong>Ed Harris<\/strong> glaciale fa la sua comparsa in quella cittadina, nei panni del lugubre gangster di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/philadelphia-film-1993-cast-streaming-dove-vederlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Philadelphia<\/a> Carl Fogarty.<\/p>\n<p><strong>Questi \u00e8 deciso a prendersi la vendetta contro Tom<\/strong>, che una volta si chiamava in realt\u00e0 <strong>Joey Cusack<\/strong> e lo ha ridotto in passato in fin di vita, per poi sparire nel nulla. La cosa pi\u00f9 eccezionale di <strong>A History of Violence<\/strong>, \u00e8 come <strong>David Cronenberg<\/strong> dirige gli attori, faccia s\u00ec che <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/il-signore-degli-anelli-spada-aragorn-film-viggo-mortensen\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Viggo Mortensen<\/a> da uomo qualunque, di quelli che non guardi due volte per strada, riesca con un solo battito di ciglia a diventare una macchina assassina, ma non di quella <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/john-wick-si-espande-serie-under-the-high-table\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">John Wick<\/a>, uscite da un <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/10-videogiochi-playstation-30-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">videogioco<\/a>. <strong>Tom \u00e8 il volto del cittadino perbene<\/strong>, di cui ti fidi. <strong>Joey invece \u00e8 terrificante<\/strong>, ci\u00f2 che chiunque di noi pu\u00f2 diventare in determinate situazioni, <strong>senza che Cronenberg dia un giudizio morale<\/strong> su tale fatto. Tom \u00e8 affettuoso, misurato, saggio e comprensivo, Joey invece \u00e8 un cane rabbioso e senza piet\u00e0, un uomo capace di uccidere come niente. La violenza secondo <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/the-shrouds-cronenberg-recensione\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">David Cronenberg<\/a> \u00e8 insita nell&#8217;uomo, \u00e8 una risposta a ci\u00f2 che ci arriva dal mondo esterno. Pure Jack, il figlio di Tom\/Joey, alla fine diventa anche lui violento, pericoloso, arriver\u00e0 ad uccidere per salvare il padre.<\/p>\n<p>Il tema del doppio e quella visione di un&#8217;umanit\u00e0 sanguinaria<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/la-zona-morta-film-cronenberg-stephen-king-cast-streaming-analisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">David Cronenberg<\/a> non lesina violenza e sangue, <strong>si muore e pure piuttosto male in questo film<\/strong>, ma non viene mai a mancare <strong>un certo black humor,<\/strong> quasi destabilizzante. Ci\u00f2 riguarda anche quel finale rocambolesco, con <strong>il fratello Richie, rispuntato dal passato<\/strong>, sadico, gigione e pazzo, con cui in poco pi\u00f9 di dieci minuti <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/william-hurt-morto-ultimo-ruolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">William Hurt<\/a> si prende una nomination agli <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/vincitori-oscar-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Oscar<\/a> e ci regala <strong>uno dei boss mafiosi pi\u00f9 realistici<\/strong> che si siano mai visti sul grande schermo. <strong>La provincia americana, quella fatta di torte di mele, partite di football<\/strong> e il loro terribile caff\u00e8 allungato, diventa l&#8217;OK Corral personale di un uomo, con cui <strong>David Cronenberg<\/strong> ci parla dei nostri errori, crimini, dell&#8217;illusione di poterli aggirare, rallentare, evitare. <strong>Ma il passato torna sempre a trovarti<\/strong>, perch\u00e9 Tom\/Joey, la doppia faccia della societ\u00e0 americana, rappresenta anche il dilemma dell&#8217;identit\u00e0. <strong>Siamo ci\u00f2 che siamo o ci\u00f2 che sogniamo di essere?<\/strong> Quanto le nostre azioni possono essere rimediate, quanto una buona bugia pu\u00f2 sostituire una cattiva verit\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A History of Violence dopo vent&#8217;anni \u00e8 ancora qualcosa di unico, di irripetibile, \u00e8 uno di quei film&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":139056,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,204,1537,90,89,1521,242],"class_list":{"0":"post-139055","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies","16":"tag-stati-uniti"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=139055"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139055\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/139056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=139055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=139055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=139055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}