{"id":139073,"date":"2025-09-30T09:20:11","date_gmt":"2025-09-30T09:20:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/139073\/"},"modified":"2025-09-30T09:20:11","modified_gmt":"2025-09-30T09:20:11","slug":"salute-mentale-e-del-cervello-cefalea-banco-di-prova-delle-disuguaglianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/139073\/","title":{"rendered":"Salute mentale e del cervello, cefalea banco di prova delle disuguaglianze"},"content":{"rendered":"<p>I gap tra Regioni<\/p>\n<p class=\"atext\">Oggi persistono divari territoriali significativi: le prestazioni per utente variano da 33 in Friuli-Venezia Giulia a meno di 9 in Molise, Campania e Sicilia (media Italia 13,6\/utente). Le prestazioni sono terapeutiche nel 71,4% dei casi, socio-riabilitative nel 18,1%, assistenziali nell\u20198,4% e diagnostiche nel 2,1%. Veneto, Lombardia, Calabria, Umbria e Marche registrano le percentuali pi\u00f9 alte di prestazioni socio-riabilitative. L\u2019Italia ha uno dei tassi pi\u00f9 bassi di posti letto per cure psichiatriche in Europa (8,1 ogni 100.000 abitanti) e il numero di dimissioni ospedaliere per disturbi mentali \u00e8 tra i pi\u00f9 bassi.<\/p>\n<p>Con il Pnrr servizi concentrati in 4 regioni<\/p>\n<p class=\"atext\">Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza non \u00e8 arrivato (almeno per il momento) il colpo di reni: la riorganizzazione delle cure sul territorio prevede che nelle Case di comunit\u00e0 (Cdc) i servizi di salute mentale, dipendenze patologiche e neuropsichiatria infantile non siano obbligatori ma raccomandati, lasciando quindi la valutazione e la scelta alle singole Regioni. Un fattore che contribuisce al \u201cflop nel flop\u201d delle appena 660 case di comunit\u00e0 attivate in tutta Italia a giugno secondo l\u2019ultimo Report Agenas: sempre al primo semestre scorso, appena 293 di queste 660 strutture dispongono di un servizio per la salute mentale, 117 per le dipendenze patologiche e 188 per la neuropsichiatria infantile e adolescenziale.<br \/>Le CdC con servizi per la salute mentale &#8211; rilevano da Salutequit\u00e0 &#8211; sono pi\u00f9 diffuse in Emilia-Romagna (81 su 140), Lombardia (77 su 142) e Veneto (63 su 131). Calabria e PA di Trento, pur avendo solo due CdC ciascuna, le hanno dotate di servizi per la salute mentale. In quattro regioni si concentrano pi\u00f9 dei due terzi dei servizi di neuropsichiatria infantile e adolescenza: Lombardia (48), Emilia-Romagna (36), Veneto (32) e Lazio (25).<br \/>Quanto ai servizi per le dipendenze patologiche, il numero di quelli attivi nelle CdC si riduce ulteriormente e la concentrazione dei circa i due terzi dei servizi presenti (77 su 117) si concentra in 3 regioni: Lombardia 41; Emilia-Romagna 20 e Veneto 16.<\/p>\n<p>Salute del cervello da attenzionare<\/p>\n<p class=\"atext\">In Italia si stimano circa 7 milioni di persone affette da emicrania, 12 milioni con disturbi del sonno, 1,2 milioni con demenza di cui 720.000 con Alzheimer, 800.000 con esiti di ictus e 400.000 con Parkinson. A ci\u00f2 si aggiunge un quinto della popolazione con disturbi psichici, in prevalenza ansia e depressione.<br \/>Negli ultimi anni il quadro normativo e programmatorio del Ssn si \u00e8 arricchito con provvedimenti che cercano di dare risposte: la legge n. 81\/2020 che riconosce la cefalea primaria cronica come malattia sociale; il rifinanziamento del Fondo per Alzheimer e demenze (2024-2026); l\u2019aggiornamento del Piano nazionale della cronicit\u00e0 con l\u2019inclusione dell\u2019epilessia; l\u2019avvio del processo di definizione della nuova Strategia nazionale per la salute mentale, a oltre dieci anni dall\u2019ultimo documento. L\u2019Osservatorio Salutequit\u00e0 ha analizzato gli effetti dei provvedimenti sulla cefalea e lo stato dei servizi per la salute mentale per contribuire a questa priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Cefalea, Regioni in corsa contro i ritardi<\/p>\n<p class=\"atext\">Il Decreto attuativo per finanziare con 10 milioni di euro progetti innovativi di presa in carico delle persone con cefalea primaria cronica \u00e8 arrivato con due anni di ritardo, nel marzo 2023 anzich\u00e9 a febbraio 2021. Per le Regioni &#8211; sottolineano dall\u2019Osservatorio guidato da Aceti &#8211; meno di due anni per progettazione, implementazione e valutazione, con scadenze ravvicinate: presentazione entro dicembre 2023, chiusura dei progetti entro dicembre 2024 e rendicontazione entro gennaio 2025.<br \/>La maggior parte delle Regioni ha rispettato i termini per la presentazione dei progetti, ma l\u2019analisi Salutequit\u00e0 mostra che solo 3 regioni hanno anticipato i dati con dichiarazioni, comunicati o documenti. I progetti hanno obiettivi differenziati \u2013 riduzione dei tempi diagnostici, definizione di Pdta, telemedicina, campagne informative, formazione di medici di famiglia e pediatri \u2013 e raramente includono stanziamenti aggiuntivi oltre ai fondi ministeriali, con il Veneto che spicca con uno stanziamento aggiuntivo di 50.000 euro mentre Puglia e Piemonte sono in fase di valutazione.<\/p>\n<p class=\"atext\">Gli indicatori individuati dalle Regioni per monitorare il successo degli interventi sono eterogenei: si va dalla piattaforma di telemedicina e dai rinnovi di piano terapeutico attraverso televisita, al numero di centri che rispondono a una survey di mappatura; dal numero di persone prese in carico con farmaci innovativi rispetto agli aventi diritto, all\u2019impatto della riorganizzazione territoriale sui Pronto soccorso, fino al numero di professionisti formati. Non esiste una piattaforma informatizzata unica o un report di sintesi che possa aiutare ad avere una linea di indirizzo unica, \u00abrischiando cos\u00ec &#8211; \u00e8 l\u2019osservazione di Salutequit\u00e0 &#8211; di incrementare ulteriormente le disuguaglianze sul territorio e di compromettere l\u2019efficacia complessiva dell\u2019intervento\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I gap tra Regioni Oggi persistono divari territoriali significativi: le prestazioni per utente variano da 33 in Friuli-Venezia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":139074,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-139073","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139073","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=139073"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139073\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/139074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=139073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=139073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=139073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}