{"id":139818,"date":"2025-09-30T17:02:12","date_gmt":"2025-09-30T17:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/139818\/"},"modified":"2025-09-30T17:02:12","modified_gmt":"2025-09-30T17:02:12","slug":"google-spiega-i-vantaggi-dellai-per-bloccare-i-ransomware","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/139818\/","title":{"rendered":"Google spiega i vantaggi dell&#8217;AI per bloccare i ransomware"},"content":{"rendered":"<p><strong>Google<\/strong> ha <a href=\"https:\/\/www.punto-informatico.it\/google-drive-intercetta-blocca-ransomware-ai\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">annunciato<\/a> una funzionalit\u00e0 per <strong>Drive<\/strong> che permette di rilevare e bloccare i ransomware sfruttando l\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong>. L\u2019azienda di Mountain View ha spiegato come funziona evidenziando i vantaggi rispetto ai metodi tradizionali.<\/p>\n<p>        Perch\u00e9 \u00e8 meglio usare l\u2019AI <\/p>\n<p>I <strong>ransomware<\/strong> sono uno dei maggiori pericoli per la sicurezza delle aziende. Le conseguenze di un attacco possono essere disastrose: enormi perdite finanziarie, interruzione dei servizi e furto di dati sensibili. I cybercriminali colpiscono diversi settori, incluso quello dell\u2019assistenza sanitaria. Il 21% delle intrusioni rilevate da Mandiant (sussidiaria di Google) nel 2024 sono associate ai ransomware. La somma per i riscatti hanno superano i 5 milioni di dollari.<\/p>\n<p>L\u2019azienda di Mountain View sottolinea che i documenti nativi di Workspace sono immuni ai ransomware, ma <strong>Google Drive per desktop<\/strong> pu\u00f2 fornire un livello aggiuntivo di protezione rispetto agli antivirus. Grazie all\u2019intelligenza artificiale viene rilevata la presenza di un ransomware sul computer e <strong>bloccata la sincronizzazione<\/strong>, consentendo successivamente di ripristinare i file.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Google-Drive-ransomware.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"444\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Google-Drive-ransomware.jpg\" alt=\"Google Drive ransomware\" class=\"aligncenter size-full wp-image-694882\"\/><\/a><\/p>\n<p>I tradizionali antivirus possono rilevare i ransomware solo se viene rilevata la \u201cfirma\u201d. In caso contrario, i file vengono cifrati e l\u2019utente \u00e8 costretto a pagare un riscatto (se non ha creato un backup recente). Il <strong>modello AI<\/strong> di Google \u00e8 stato addestrato con milioni di campioni di ransomware, quindi interviene in maniera proattiva.<\/p>\n<p>Quando Drive per Windows e macOS rileva modifiche nei file effettuate da un ransomware, la sincronizzazione viene disattivata, quindi sul cloud ci saranno sempre i file originali. Gli utenti riceveranno un avviso sul desktop e via email, consentendo di <strong>ripristinare facilmente i file<\/strong> (Drive mantiene le vecchie versioni per 25 giorni).<\/p>\n<p>Gli amministratori IT possono trovare tutti i dettagli nella console Admin. La funzionalit\u00e0 (attivata per impostazione predefinita) \u00e8 disponibile in beta per quasi tutti i piani commerciali di Workspace senza costi aggiuntivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Google ha annunciato una funzionalit\u00e0 per Drive che permette di rilevare e bloccare i ransomware sfruttando l\u2019intelligenza artificiale.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":139819,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-139818","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=139818"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/139818\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/139819"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=139818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=139818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=139818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}