{"id":140116,"date":"2025-09-30T20:14:13","date_gmt":"2025-09-30T20:14:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/140116\/"},"modified":"2025-09-30T20:14:13","modified_gmt":"2025-09-30T20:14:13","slug":"oltre-un-miliardo-di-persone-nel-mondo-soffre-di-disturbi-mentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/140116\/","title":{"rendered":"OLTRE UN MILIARDO DI PERSONE NEL MONDO SOFFRE DI DISTURBI MENTALI"},"content":{"rendered":"<p>Due nuovi rapporti sono stati diffusi dall\u2019OMS nel settembre 2025 sulle condizioni della \u201csalute mentale\u201d nel mondo.<\/p>\n<p>Nel \u201c<a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/allegati\/allegato1756881648.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">World Mental Health today<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.quotidianosanita.it\/allegati\/create_pdf.php?all=1756629205.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Mental Health Atlas 2024,<\/a> sono riportati numerosi dati che dovrebbero riflettere lo stato di salute mentale dell\u2019intera popolazione mondiale.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019OMS la salute mentale \u00e8 una <strong>componente essenziale del benessere e della sostenibilit\u00e0<\/strong> ma rimane quasi ovunque un settore trascurato della salute pubblica, in particolare dell\u2019area giovanile.<\/p>\n<p>Secondo gli studi, nel mondo una persona su sette presenta disturbi mentali (14% della popolazione mondiale), che colpiscono soggetti di ogni et\u00e0 e livello di reddito. Essi rappresentano la seconda causa di disabilit\u00e0 a lungo termine.<\/p>\n<p><strong>APPROSSIMAZIONI EPIDEMIOLOGICHE<\/strong><\/p>\n<p>Molti dati epidemiologici che si riferiscono alla salute mentale sono da considerarsi approssimativi. Fornire numeri certi non significa di per s\u00e9 garantire una valutazione statistica e soprattutto da una sorveglianza adeguata. Questo succede quando consideriamo universalmente una problematica mentale allo stesso modo di una patologia cronica organica (in malattie non trasmissibili) .<\/p>\n<p>Il disagio mentale \u00e8 stato valutato con i mezzi epidemiologici che risentono di numerosi bias. Questo non inficia il valore della ricerca ma mette in evidenza un elemento sostanziale, ovvero l\u2019approssimazione diagnostica.<\/p>\n<p>I dati degli studi dell\u2019OMS sono ricavati da appositi questionari ATLAS compilati dai responsabili delle singole \u201cRegioni\u201d.<\/p>\n<p>Senza entrare in una accurata valutazione metodologica i maggiori fattori confondenti sono la mancanza di una anagrafe o di fascicoli sanitari in molti paesi coinvolti nell\u2019indagine e una diagnostica assente o non omogenea.<\/p>\n<p>La sorveglianza attuata nell\u2019anno 2024 ha coinvolto 144 stati (erano 171 nel 2020). Le aree pi\u00f9 popolate (India, Cina, Africa) presentano i maggiori limiti nei rilevamenti clinici.<\/p>\n<p><strong>RISULTATI<\/strong><\/p>\n<p>Il genere pi\u00f9 interessato dal disagio mentale \u00e8 quello <strong>femminile<\/strong> 14.8%, mentre quello maschile \u00e8 intorno al 13%.<\/p>\n<p>La fascia d\u2019et\u00e0 pi\u00f9 colpita (17%) \u00e8 quella dai <strong>40 ai 49 anni.<\/strong><\/p>\n<p>Le patologie pi\u00f9 frequenti sono quelle<strong> ansioso-depressive<\/strong>. Le altre patologie prese in esame sono: schizofrenia, disturbi bipolari, disturbi del comportamento alimentare, disturbi dello spettro autistico, disturbi dello sviluppo cognitivi, disturbi comportamentali e ADHD.<\/p>\n<p>Si sta assistendo a un <strong>aumento progressivo dell\u2019incidenza nella fascia d\u2019et\u00e0 pediatrica e adolescenziale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>7% dei bambini<\/strong> (5-9 anni) \u00e8 colpito da problematiche mentali, mentre nella fascia <strong>10-19 anni si arriva al 14%<\/strong>.<\/p>\n<p>Le problematiche pi\u00f9 frequenti nei giovani sono: l\u2019ADHD, lo Spettro autistico (pi\u00f9 maschile), disordini alimentari (pi\u00f9 femminile), disturbi dello sviluppo cognitivo e i sintomi bipolari.<\/p>\n<p>Sono <strong>57 milioni i soggetti che presentano patologia di demenza<\/strong> (Alzheimer, disturbi neuro-cognitivi vari).<\/p>\n<p><strong>LA PANDEMIA<\/strong><\/p>\n<p>Durante la pandemia c\u2019\u00e8 stato un <strong>incremento significativo dei problemi mentali<\/strong>, in particolare quelli depressivi (+29.8% nelle donne, + 24.0% negli uomini). Le sindromi ansiose sono aumentate rispettivamente del 27.9% e del 21%.<\/p>\n<p>L\u2019incremento del disagio mentale \u00e8 stato rilevato in particolare nel genere femminile e tra i giovani.<\/p>\n<p>Nonostante i <strong>fattori di rischio cos\u00ec aumentati<\/strong> (isolamento, solitudine, violenze domestiche, abuso di alcolici, perdita di lavoro e problemi economici, riduzione dei supporti medici e psichiatrici, peggioramento della salute mentale ecc.), durante la pandemia non non ci sono state chiare evidenze di un aumento del tasso di suicidi.<\/p>\n<p>Uno studio mirato su 33 paesi (compresi quelli a basso reddito) ha dimostrato che i tassi di suicidi rimangono invariati almeno nei primi 9-15 mesi della pandemia. Anzi in alcuni paesi i suicidi sono calati al di l\u00e0 delle aspettative, tranne che a New Delhi e in Giappone.<\/p>\n<p><strong>ALCOLISMO E TOSSICODIPENDENZE<\/strong><\/p>\n<p>Anche il tema dell\u2019alcolismo \u00e8 di difficile inquadramento. Tra alcolismo e disturbi psicologici c\u2019\u00e8 un legame comprovato, cos\u00ec come per le tossicodipendenze, soprattutto correlato con ansia e depressione.<\/p>\n<p>Nello studio leggiamo che <strong>400 milioni di persone<\/strong> (il 7% della popolazione sopra i 15 anni) soffre di danni da <strong>alcolismo<\/strong> e <strong>64 milioni sono i tossicodipendenti<\/strong> (tabacco escluso) che patiscono danni dalle sostanze tossiche assunte.<\/p>\n<p>In Italia la SIA (Societ\u00e0 Italiana di Alcologia) differenzia una problematica alcol-correlata da uno stato di alcol-dipendenza e dal fenomeno dei \u201cbing drinkers\u201d che interessa pi\u00f9 l\u2019et\u00e0 giovanile. Anche i consumatori di stupefacenti sono valutati con sistemi differenti e questo porta a una probabile sottostima dei casi.<\/p>\n<p><strong>SUICIDI<\/strong><\/p>\n<p>I suicidi interessano soggetti di tutte le nazioni e di di tutti i contesti sociali.<\/p>\n<p>Il tasso globale di suicidi \u00e8 di 8.9 per 100.000 abitanti. Nel 2021 si sono tolti la vita 727.000 persone (circa).<\/p>\n<p>Il 56% dei suicidi interessa soggetti sotto i 50 anni.<\/p>\n<p>Gli uomini si suicidano circa il doppio delle donne e tra i 15 e i 29 rappresenta la seconda causa di mortalit\u00e0, mentre sia per i maschi che per le femmine \u00e8 la prima causa di morte tra i\u00a0 pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p><strong>LE CURE<\/strong><\/p>\n<p>il 71% dei pazienti psicotici non riceve cure. Solo il 9% dei soggetti depressi riceve un adeguato trattamento (farmacologico, psicoterapeutico e psichiatrico).<\/p>\n<p>I due terzi dei paesi indagati hanno <strong>un servizio di psichiatria ogni 200.000 abitanti<\/strong>.<\/p>\n<p>Le tipologie di cura non sono presenti nel report, se non occasionalmente, si parla genericamente di farmaci psicotropi, antidepressivi, ansiolitici e di cure psichiatriche e di ospedalizzazioni. Inoltre non sono riportati i dati relativi all\u2019efficacia delle cure.<\/p>\n<p>I ricoveri ospedalieri per motivi psichiatrici sono spesso associati a condizioni di povert\u00e0 e spesso i pazienti vengono trattati con mezzi\u00a0 coercitivi e disumani. Secondo il report Atlas che esamina i ricoveri in psichiatria in 45 paesi, nel 2024, il 49% di questi \u00e8 stato ricoverato <strong>senza consenso.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n<p>Si osserva un incremento progressivo in tutto il mondo delle patologie mentali valutato nello 0.9% ogni decennio. La fascia d\u2019et\u00e0 20-29 presenta indici di incremento pi\u00f9 elevati (1.8%).<\/p>\n<p>All\u2019incremento progressivo dei tassi di malattie mentali possono influire eventi come le guerre, la pandemia Covid19, la povert\u00e0, tutti fattori di rischio che favoriscono lo sviluppo dei disturbi mentali.<\/p>\n<p>I soggetti colpiti da disordini mentali hanno una aspettativa di vita minore della media della popolazione. Non sono presenti elementi classificativi diagnostici precisi e quindi i dati provengono sia da soggetti con disturbi mentali che da quelli psichiatrici veri e propri.<\/p>\n<p>Il disagio sociale o culturale \u00e8 collegato con problematiche mentali viste solo da una prospettiva economica. La carenza di mezzi viene considerata come la causa principale della mancanza di cure nei pazienti con disagio mentale in particolare nei paesi pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p>Sebbene molti Paesi abbiano rafforzato le proprie politiche e i programmi di salute mentale, sono quindi <strong>necessari maggiori investimenti e azioni a livello globale per ampliare i servizi e proteggere e promuovere la salute mentale delle persone.<\/strong><\/p>\n<p>La prossima scadenza per orientare le strategie nazionali e promuovere il dibattito globale delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili e sulla promozione della salute mentale e del benessere, si \u00e8 tenuta a New York lo scorso 25 settembre, a breve analizzeremo i risultati ed i dati che ne sono emersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Due nuovi rapporti sono stati diffusi dall\u2019OMS nel settembre 2025 sulle condizioni della \u201csalute mentale\u201d nel mondo. Nel&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":140117,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-140116","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-vaccine","14":"tag-vaccines","15":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140116","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=140116"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140116\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/140117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=140116"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=140116"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=140116"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}