{"id":140741,"date":"2025-10-01T04:18:15","date_gmt":"2025-10-01T04:18:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/140741\/"},"modified":"2025-10-01T04:18:15","modified_gmt":"2025-10-01T04:18:15","slug":"un-antico-teschio-ritrovato-in-cina-sfida-le-teorie-sullevoluzione-della-specie-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/140741\/","title":{"rendered":"Un antico teschio ritrovato in Cina sfida le teorie sull&#8217;evoluzione della specie umana"},"content":{"rendered":"<p>Un cranio gravemente schiacciato, recuperato decenni fa sulle rive di un fiume nella Cina centrale e rimasto a lungo privo di una chiara classificazione,<strong> potrebbe rivoluzionare l\u2019albero genealogico della nostra specie<\/strong>, in quanto una nuova ricostruzione digitale ha rivelato che l\u2019antico fossile, risalente a circa un milione di anni fa, apparteneva a una linea evolutiva collegata al cosiddetto \u201cUomo Drago\u201d e ai <strong>Denisoviani<\/strong>, misteriosi umani preistorici scoperti di recente. \u00c8 quanto emerge da un nuovo studio condotto da un team internazionale di ricercatori, sottoposto a revisione paritaria e pubblicato sulla rivista scientifica Science. Attraverso particolari analisi avanzate, gli autori hanno ottenuto dati che suggeriscono che i nostri antenati si fossero gi\u00e0 divisi in gruppi distinti molto prima di quanto ritenuto, <strong>posticipando di circa 400.000 anni la comparsa dell\u2019Homo sapiens<\/strong> e ridisegnando la linea temporale delle origini umane. \u00abQuesto cambia molto il modo di pensare\u00bb, ha spiegato Chris Stringer del Natural History Museum di Londra, aggiungendo che la ricerca mostra \u00abuna divisione evolutiva umana molto pi\u00f9 antica e complessa di quanto si pensasse\u00bb.<\/p>\n<p>Gran parte delle conoscenze sull\u2019evoluzione umana, spiegano gli esperti, p<strong>roviene dai fossili cranici, spesso per\u00f2 incompleti o deformati<\/strong>. I paleontologi, quindi, ricostruiscono la posizione di questi reperti nell\u2019albero genealogico tramite analisi morfologiche e comparazioni statistiche come l\u2019albero filogenetico \u2013 uno schema che illustra i rapporti di parentela tra specie. Nel caso del cranio di Yunxian 2, il team ha utilizzato tecniche di <strong>tomografia computerizzata<\/strong> \u2013 cio\u00e8 scansioni a raggi X in grado di produrre immagini tridimensionali \u2013 insieme a metodi di imaging ottico e modellazione virtuale e, grazie a questi strumenti, ha reso possibile correggere le distorsioni accumulate nel fossile durante i millenni e confrontarne la forma con oltre cento altri crani e mandibole. L\u2019et\u00e0 del reperto, stimata tra 940.000 e 1,1 milioni di anni attraverso la datazione dei sedimenti e dei fossili animali circostanti,<strong> lo colloca in un periodo cruciale del Pleistocene medio, quando diverse forme di Homo convivevano e si diversificavano<\/strong>. Fino a poco tempo fa, i reperti cinesi di quell\u2019epoca erano stati in parte attribuiti a Homo erectus \u2013 una specie considerata pi\u00f9 primitiva \u2013 o a forme \u201carcaiche\u201d di Homo sapiens, mentre il nuovo studio mostra invece che essi potrebbero appartenere a un ramo evolutivo distinto, quello dell\u2019Homo longi, connesso ai Denisoviani e vicino alle origini della nostra specie.<\/p>\n<p><img data-lazyloaded=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-157681 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/reconstruction-process-credit-xijun-ni.webp.webp\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"234\"  data-\/>Il cranio \u00e8 stato ricostruito utilizzando tecniche avanzate di TAC, imaging ottico e virtuali. Credit: Jiannan Bai\/Xijun Ni<\/p>\n<p>Il fossile in questione, denominato Yunxian 2, fu scoperto insieme a un altro cranio simile alla fine degli anni Ottanta nell\u2019area di Shiyan, nella provincia di Hubei. Entrambi risultavano deformati, ma il secondo, meglio conservato, \u00e8 stato la base della nuova ricostruzione. <strong>Il lavoro ha permesso di evidenziare tratti in parte simili a Homo erectus, come la forma tozza della scatola cranica, ma anche caratteristiche pi\u00f9 avanzate, tra cui zigomi piatti e poco sporgenti<\/strong>. Da qui la <a href=\"https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/science.ado9202\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">conclusione<\/a> che si tratti di un antenato dell\u2019Homo longi, noto come Uomo Drago, gi\u00e0 collegato attraverso il DNA ai Denisoviani. Secondo i ricercatori, anche altri reperti difficili da collocare \u2013 come quelli recentemente proposti da un diverso gruppo di studio come nuova specie, l\u2019Homo juluensis \u2013 potrebbero rientrare in questo ramo. L<strong>\u2019analisi indica inoltre che Homo sapiens e Denisoviani hanno condiviso un antenato comune circa 1,32 milioni di anni fa, mentre i Neanderthal si sarebbero separati poco prima, attorno a 1,38 milioni di anni fa.<\/strong> D\u2019altra parte per\u00f2, alcuni studiosi come Ryan McRae dello Smithsonian di Washington, pur concordando sull\u2019identificazione del fossile, hanno espresso cautela sull\u2019interpretazione dell\u2019albero filogenetico, invitando a non trarre conclusioni affrettate da dati ancora limitati. Tuttavia, per il primo autore Xiaobo Feng reperti di questa et\u00e0 <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2025\/09\/25\/science\/skull-denisovans-dragon-man-human-evolution\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">restano<\/a> \u00abfondamentali per ricostruire il nostro albero genealogico\u00bb e, in attesa che il terzo cranio ritrovato a Yunxian venga preparato e analizzato, la nuova ricerca <strong>sottolinea quanto resti ancora da comprendere sulle origini umane<\/strong> e su un passato evolutivo pi\u00f9 intricato di quanto immaginato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Roberto Demaio<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureato al Dipartimento di Matematica pura ed applicata dell\u2019Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia e giornalista iscritto all&#8217;Ordine. \u00c8 tra i pi\u00f9 giovani in Italia con tale doppio titolo. Autore del libro-inchiesta Covid. Diamo i numeri?. Per L\u2019Indipendente si occupa principalmente di scienza, ambiente e tecnologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un cranio gravemente schiacciato, recuperato decenni fa sulle rive di un fiume nella Cina centrale e rimasto a&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":140742,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[89272,1537,90,89,195,198,199,197,200,201,89273,18379,194,196],"class_list":{"0":"post-140741","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-homo-sapiens","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-science","13":"tag-science-and-technology","14":"tag-scienceandtechnology","15":"tag-scienza","16":"tag-scienza-e-tecnologia","17":"tag-scienzaetecnologia","18":"tag-scoperta-archeologica","19":"tag-studio-scientifico","20":"tag-technology","21":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140741","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=140741"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/140741\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/140742"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=140741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=140741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=140741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}