{"id":141050,"date":"2025-10-01T08:01:14","date_gmt":"2025-10-01T08:01:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141050\/"},"modified":"2025-10-01T08:01:14","modified_gmt":"2025-10-01T08:01:14","slug":"5-misure-cautelari-e-sequestro-preventivo-di-beni-per-concussione-frode-e-truffa-aggravata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141050\/","title":{"rendered":"5 misure cautelari e sequestro preventivo di beni per concussione, frode e truffa aggravata"},"content":{"rendered":"<p>ARezzo, 1 ottobre 2025 \u2013 Nella prima mattinata del 1 ottobre 2025, a Mercato San Severino (SA), Roccapiemonte (SA) e Castel San Giorgio (SA), i militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanit\u00e0 di Firenze, con l&#8217;ausilio del personale del <strong>Comando Provinciale dei Carabinieri<\/strong> di Salerno, hanno<\/p>\n<p>eseguito <strong>un&#8217;ordinanza applicativa di misure cautelari personali a carico di cinque indagati,<\/strong><\/p>\n<p><strong>nonch\u00e9 una misura reale con sequestro preventivo di beni nei confronti di una societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>operante nel settore dell&#8217;accoglienza dei migranti sul territorio italiano<\/strong> , avente sede legale<\/p>\n<p>a Castel San Giorgio (SA).<\/p>\n<p>I soggetti destinatari sono fortemente indiziati &#8211; a seconda delle loro diverse posizioni e<\/p>\n<p>partecipazioni soggettive, a seguire meglio specificate &#8211; in concorso tra loro, dei <strong>delitti di<\/strong><\/p>\n<p><strong>concussione nei confronti di soggetti richiedenti asilo sul territorio, frode nelle pubbliche<\/strong><\/p>\n<p><strong>forniture, nonch\u00e9 plurimi episodi di truffa aggravata in danno dello Stato e numerose false<\/strong><\/p>\n<p><strong>attestazioni in atti pubblici.<\/strong><\/p>\n<p>In particolare, sono state disposte ed eseguite, in data odierna:<\/p>\n<p>-DESIMoNESatvatorf,47ennediCaste1SanGiorgio,amministratoredi<\/p>\n<p>fatto della Societ\u00e0 Cooperativa Sociale Desy, avente sede in Castel San Giorgio (SA);<\/p>\n<p>&#8211; CORRADO Margherita,4Senne di Castel San Giorgio, amministratore della Societ\u00e0<\/p>\n<p>Cooperativa Sociale Desy;<\/p>\n<p>&#8211; ANGRISANI Antonietta, 47enne di Roccapiemonte, professionista collaboratrice<\/p>\n<p>della citata societ\u00e0 DESY;<\/p>\n<p>&#8211; NOCERA Giuliana, 37enne di Mercato San Severino, professionista collaboratrice<\/p>\n<p>della citata societ\u00e0 DESY;<\/p>\n<p>&#8211; CAPUANO Guglielmo, 58enne di Castel San Giorgio, collaboratore della citata<\/p>\n<p>societ\u00e0 Desy.<\/p>\n<p>1.<\/p>\n<p>) sequestro preventivo in via diretta del profitto dei reati contestati a carico della Societ\u00e0<\/p>\n<p>Cooperativa Sociale Desy (ai sensi del D. Lgl231\/01, che disciplina la responsabilit\u00e0<\/p>\n<p>penale degli Enti), avente sede in Castel San Giorgio (SA), per una sonuna complessiva<\/p>\n<p>di euro 720.579,87.<\/p>\n<p><strong>Le indagini hanno avuto origine nel dicembre2023, allorquando, d&#8217;intesa con i militari del<\/strong><\/p>\n<p><strong>Comando Provinciale di Pistoia, il Nucleo Antisofisticazione e Sanit\u00e0 di Firenze effettuava<\/strong><\/p>\n<p><strong>un accesso ispettivo presso il Centro di Accoglienza Straordinario per richiedenti asil<\/strong> o (in<\/p>\n<p>seguito, per brevit\u00e0, indicato come &#8220;CAS&#8221;) denominato ex &#8220;Hotel Giardini&#8221;, sito in San<\/p>\n<p>Marcello Piteglio (PT), ove erano stati segnalate presunte irregolarit\u00e0 igienico-sanitarie.<\/p>\n<p>In tale contesto gli operanti rilevavano effettivamente gravissime carenze dal punto di vista<\/p>\n<p>igienico-sanitario, dovute ad una totale incuria degli ambienti ove erano ospitati i<\/p>\n<p>richiedenti asilo, riscontrando la presenza di sporcizia diffusa, liquami, muffe ed<\/p>\n<p>incrostazioni pregresse, nonch\u00e8 pessime condizioni abitative e di sicurezza, in grado di<\/p>\n<p>rappresentare pericolo per la salute e la sicurezza degli ospiti, oltre che per la salute<\/p>\n<p>pubblica.<\/p>\n<p>In data 19.12.23 la Prefettura di Pistoia disponeva, previa autorizzazione del Ministero<\/p>\n<p>dell&#8217;Interno, 1o sgombero del centro (in quel periodo gestito da un&#8217;altra societ\u00e0, diversa<\/p>\n<p>rispetto a quella raggiunta dall&#8217;odierno provvedimento), con conseguente ricollocazione<\/p>\n<p>degli ospiti nelle altre province del territorio regionale.<\/p>\n<p>All&#8217;esito dell&#8217;ispezione ed alla luce delle gravissime irregolarit\u00e0 riscontrate, gli operanti,<\/p>\n<p>coordinati dalla Procura della Repubblica di Pistoia<\/p>\n<p>provvedevano ad eseguire una serie di verifiche<\/p>\n<p>dal punto di vista amministrativo-gestionale. Veniva pertanto avviata un&#8217;attivit\u00e0<\/p>\n<p>strutturata, nel corso della quale sono state preliminarmente verbalizzate le dichiarazioni<\/p>\n<p>degli ospiti della struttura di San Marcello Piteglio, che tracciavano un quadro allarmante<\/p>\n<p>delle condizioni di vita alf interno del CAS. Nelle dichiarazioni fornite, in particolar modo<\/p>\n<p>circa la gestione da parte della &#8220;Desy&#8221; (pertanto dall&#8217;01.08.2&#8217;1, al 31,.07.23), si faceva<\/p>\n<p>riferimento ad una (quasi) totale assenza di fornifura di beni e servrzi, con una sorta di<\/p>\n<p>&#8220;abbandono&#8221; dei richiedenti asilo, ospitati in una struttura sprovvista di riscaldamento e<\/p>\n<p>acqua calda, oltre che, in talune circostanze, anche di energia elettrica.<\/p>\n<p>Dall&#8217;analisi della documentazione progressivamente acquisita, ed in particolare dalla<\/p>\n<p>consultazione dell&#8217;originaria convenzione stipulata tra la Prefettura di Pistoia e la DESY,<\/p>\n<p><strong>emergeva che la ditta aggiudicataria del servizio avrebbe dovuto svolgere tutta una serie di<\/strong><\/p>\n<p><strong>attivit\u00e0 in materia di: assistenza generica alla persona (fornitura di cibi, alimenti, bevande,<\/strong><\/p>\n<p><strong>abbigliamento), assistenza sanitaria, servizio di mediazione linguistico-culturale con Ia<\/strong><\/p>\n<p><strong>copertura delle principali lingue parlate dagli ospiti stranieri<\/strong>, un servizio di informativa<\/p>\n<p>legale per seguire i richiedenti asilo nelle pratiche burocratiche relative alla loro permanenza<\/p>\n<p>sul territorio nazionale,l&#8217;alfabetizzazione ed il sostegno psicologico, nonch\u00e9 la fornitura del<\/p>\n<p>cd &#8220;pocketmoney&#8221;, ossia una sofiuna in denaro pari a \u20ac 2,5 al giorno, da corrispondere a<\/p>\n<p>ciascun ospite in base al numero di giorni di presenza al CAS. Nel periodo in esame la<\/p>\n<p>totalit\u00e0 degli ospiti dichiarava di non aver (quasi) mai ricevuto iI pocket money e, all&#8217;esito<\/p>\n<p>2<\/p>\n<p>di un controllo documentale, risultava che in (quasi) un triennio di gestione, il pocket money<\/p>\n<p>era stato erogato solo per alcune mensilit\u00e0 e soltanto a favore di alcuni soggetti.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, in merito all&#8217;erogazione dei servizi,la quasi totalit\u00e0 degli ospiti riferiva:<\/p>\n<p>&#8211; di aver ricevuto solo sporadiche lezioni di lingua italiana, ma di non aver ottenuto alcun<\/p>\n<p>materiale per l&#8217;apprendimento della lingua, tant&#8217;\u00e8 che alcuni, per sopperire, si recavano<\/p>\n<p>in autonomia presso Ia biblioteca comunale di San Marcello Piteglio (pT);<\/p>\n<p>&#8211; di non aver ottenuto le informazionilegali sulla normativa concernente l&#8217;immigr azrone<\/p>\n<p>e la protezione internazionale.<\/p>\n<p><strong>Gli ospiti avrebbero dovuto inoltre ricevere un servizio di assistenza sociale finalizzato alla<\/strong><\/p>\n<p><strong>valutazione delle situazioni personali che evidentemente, anche alla luce del generalizzato<\/strong><\/p>\n<p><strong>malessere evidenziato da tutti gli ospiti della struttura, non \u00e8 mai stato realmente garantito<\/strong>.<\/p>\n<p>Analoga circostanza \u00e8 risultata per il servizio di assistenza psicologica: nelle previste<\/p>\n<p>relazioni mensili della Desy,la psicologa NOCERA Giuliana citava pi\u00f9 colloqui singoli e di<\/p>\n<p>grupPo con i richiedenti asilo, circostanze in realt\u00e0 non verificatesi, come rilevabile anche<\/p>\n<p>dalle dichiarazioni rese dai richiedenti asilo, i quati per l&#8217;appunto negavano di aver mai<\/p>\n<p>ricevuto questo tipo di supporto.<\/p>\n<p>Era prevista in convenzione la fornitura di un servizio di assistenza sanitaria<\/p>\n<p>(complementare rispetto alle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale) ed<\/p>\n<p>anche rispetto a tale servizio i gestori risultavano totalmente inadempienti, gli ospiti infatti<\/p>\n<p>riferivano di non aver ricevuto alcuna visita medica alf ingresso in struttura,n\u00e9i farmaci di<\/p>\n<p>cui avevano necessit\u00e0, essendogli stati prescrittigli presso i presidi di pronto soccorso, ove,<\/p>\n<p>Per urgenze, si erano dovuti recare anche autonomamente. Risultano documentati pi\u00f9 casi<\/p>\n<p>di ospiti con seri problemi epidermici che, con alta probabilit\u00e0, erano riconducibili alle<\/p>\n<p>pessime condizioni igienico sanitarie detla struttura.<\/p>\n<p>A fronte di tale quadro, la DESY attestava alla Prefettura di Pistoia, con conseguente<\/p>\n<p>richiesta di pagamento del servizio, molteplici prestazioni che non venivano mai eseguite; i<\/p>\n<p>professionisti indicati per tali attivit\u00e0 certificavano, in varie occasioni, la loro presenza<\/p>\n<p>presso il CAS di San Marcello Piteglio (PT), sebbene l&#8217;analisi del traffico telefonico delle<\/p>\n<p>utenze da loro utllizzata li collocasse in altra regione, pertanto in contesti assolutamente<\/p>\n<p>incompatibili con la presenza presso il CAS, o addirittura risultavano impegnati in<\/p>\n<p>concomitanti servizi presso altri CAS gestiti dalla societ\u00e0 sul territorio nazionale, il tutto a<\/p>\n<p>riscontro di quanto genuinamente dichiarato dai richiedenti asilo. Lapgoperante procedeva<\/p>\n<p>pertanto ad un&#8217;attenta verifica delle presenze degli operatori DESY all&#8217;interno del CAS,<\/p>\n<p>riscontrando in particolare plurimi episodi di truffa aggravata in danno dello Stato e<\/p>\n<p>connessi falsi ideologici.<\/p>\n<p><strong>Le gravi carenze di gestione del CAS portavano i richiedenti asilo ad avanzare ripetute<\/strong><\/p>\n<p><strong>proteste, a fronte di tali evenienze la risposta dei gestori era oppositiva, <\/strong>tanto che gli ospiti<\/p>\n<p>venivano lasciati finanche privi di generi alimentari essenziali, ricevendo supporto da<\/p>\n<p>alcuni cittadini che gli avevano (gratuitamente) procurato cibo e fornito beni di prima<\/p>\n<p>necessit\u00e0. A tali proteste sono seguiti alcuni episodi di concussione posti in essere da<\/p>\n<p>dipendenti e collaboratori della DESY i, quali, a fronte delle plurime rimostranze dei<\/p>\n<p>richiedenti asilo (che rivendicavano -almeno- Ia fornifura di un servizio minimo, ed in<\/p>\n<p>primis del vitto), Ii minacciavano ripetutamente, costringendoli ad apporre le firme sui<\/p>\n<p>3<\/p>\n<p>&#8220;fogliptesenza&#8221; in maniera che attestassero la regolare fornitura del servizio, riferendo che<\/p>\n<p>in caso contrario sarebbero stati espulsi dal centro e comunque non gli avrebbero fornito<\/p>\n<p>nemmeno le (scarse) derrate alimentari, evenienza puntualmente verificatasi, atteso che<\/p>\n<p>alcuni soggetti riferivano di essere rimasti fino a dieci giorni senza cibo per non aver apposto<\/p>\n<p>la firma sui menzionati registri.<\/p>\n<p>In tale quadro, stante la gravit\u00e0 delle dichiarazioni rese, venivano effettuati degli ulteriori<\/p>\n<p>approfondimenti sugli assetti delle societ\u00e0, rilevando in particolare che la DESy risultava<\/p>\n<p>gestire (o aver gestito) degli altri CAS sul territorio nazionale, i<strong>n particolare (anche) nelle<\/strong><\/p>\n<p><strong>province di Salerno, Avellino, Pavia e Arezzo<\/strong>. Sulla base di ulteriori e gravi elementi<\/p>\n<p>acquisiti, veniva avviata una manovra investigativa supportata da intercettazioni<\/p>\n<p>telefoniche, analisi tabulati di traffico ed acquisizione di una copiosa document azione<\/p>\n<p>relativa alla gestione dei Centri di Accoglienza presso le citate Prefetture.<\/p>\n<p>Lo sviluppo delle indagini consentiva di comprendere che la DESY, il cui rappresentante<\/p>\n<p>legale risultava essere CORRADO Margherita, era di fatto gestita &#8211; in toto- dal marito di<\/p>\n<p>quest&#8217;ultima,DE SIMONE Salvatore. A quest&#8217;ultimo infatti era demandata: la gestione dei<\/p>\n<p>vari operatori e dei professionisti collegati alla Desy;l&#8217;adozione delle decisioni operative da<\/p>\n<p>assumere per l&#8217;andamento dei vari CAS; la determinazione delle spese da affrontare nelle<\/p>\n<p>strutture (dalla logistica ai generi alimentari) nonch\u00e9 f individuazione di nuove strutture da<\/p>\n<p>destinare a centri d&#8217;accoglienza su tutto il territorio nazionale. Nell&#8217;ambito del<\/p>\n<p>procedimento penale sono stati indagati e raggiunti dalla misura cautelare, anche dei<\/p>\n<p>collaboratori della societ\u00e0: ANGRISANI Antonietta e NOCERA Giuliana, praticamente<\/p>\n<p>delle factotum della DESY, sebbene fossero inquadrate, nell&#8217;assetto organizzativo di vari<\/p>\n<p>CAS,la prima (principalmente) come assistente sociale e la seconda (principalmente) come<\/p>\n<p>psicologa.<\/p>\n<p>Durante l&#8217;attivit\u00e0 investigativa emergeva che anche negli altri CAS (oltre quello di San<\/p>\n<p>Marcello Piteglio &#8211; PT) gestiti dalla DESY (alcuni anche per Minori Stranieri Non<\/p>\n<p>Accompagnati -MSNA) ed attivi nelle province di:<\/p>\n<p>Pavia:<\/p>\n<p>&#8211; due CAS in Montu Beccaria (PV);<\/p>\n<p>&#8211; due CAS Santa in Maria della Versa (PV);<\/p>\n<p>&#8211; un CAS in Pavia;<\/p>\n<p>Salerno:<\/p>\n<p>&#8211; due CAS (uno dei quali per MSNA) in Castel San Giorgio (SA);<\/p>\n<p>&#8211; un CAS in Orria (SA);<\/p>\n<p>&#8211; un CAS in Ascea (SA);<\/p>\n<p>&#8211; un CAS in Casalbuono (SA);<\/p>\n<p>&#8211; un CAS in Felitto (SA).<\/p>\n<p>tre CAS (uno dei quali per MSNA) in Savignano Irpino (AV);<\/p>\n<p>un CAS in Grottolella (AV);<\/p>\n<p>un CAS in Montoro (AV);<\/p>\n<p>Avellino:<\/p>\n<p>4<\/p>\n<p>due CAS in Atripalda (AV);<\/p>\n<p><strong>Atezzo:<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; un CAS Foiano della Chiana (AR)<\/strong><\/p>\n<p>Anche presso tali ulteriori strutture il metodo gestionale era il medesimo, soprattutto in<\/p>\n<p>relazione alle forniture alimentari; sono state infatti intercettate molteplici conversazioni tra<\/p>\n<p>operatori della DESY, o tra questi ultimi ed i richiedenti asilo, nelle quali venivano effettuati<\/p>\n<p>degli espliciti riferimenti all&#8217;assenza di cibo, anche per pi\u00f9 giorni consecutivi, alle pessime<\/p>\n<p>situazioni riguardanti Ie strutLure, alla conseguente carenza di igiene ed al completo<\/p>\n<p>&#8220;abbandono&#8221; dei richiedenti asilo.<\/p>\n<p>Alla luce del quadro emerso, i militari del NAS di Firenze hanno acquisito la<\/p>\n<p>documentazione presentata da DESY anche presso le Prefetture di Avellino, Salerno, Arezzo<\/p>\n<p>e Pavia (che hanno fornito una valida collaborazione agli inquirenti), ove insistevano gli<\/p>\n<p>altri CAS. L&#8217;impressionante mole di dati cos\u00ec raccolta \u00e8 stata analizzata con certosina cura<\/p>\n<p>dagli operanti che hanno inoltre ottenuto un riscontro documentale di significativa<\/p>\n<p>importanza, rilevando come -in molteplici occasioni- la DESY presentasse la medesima<\/p>\n<p>fattura a pi\u00f9 Prefetture, ottenendo pertanto un duplice risultato: quello di far<\/p>\n<p>documentalmente apparire una spesa compatibile con la gestione del centro e, soprattutto,<\/p>\n<p>ottenendo il rimborso della somma da parte di pi\u00f9 Prefetture.<\/p>\n<p>Nel corso delle indagini \u00e8 stato inoltre appurato che le Prefetture, nell&#8217;effettuazione degli<\/p>\n<p>accessi ispettivi presso i CAS, hanno accertato delle carenze igienico sanitarie, provvedendo<\/p>\n<p>in alcune occasioni allo sgombero dei CAS.<\/p>\n<p>La completa analisi delle fatture presentate alle Prefetture indicate sopra ha permesso di<\/p>\n<p>rilevare che, nel periodo 2022-20241a DESY aveva percepito la somma complessiva di oltre<\/p>\n<p>1.200.000\u20ac. Considerato che i delitti in esame sono stati comunque posti in essere (anche) da<\/p>\n<p>soggetti posti in posizioni apicali della societ\u00e0 (ed in primis dall&#8217;amministratore di fatto DE<\/p>\n<p>SIMONE Luigi) e che tali delitti sono stati commessi nelf interesse o a vantaggio della<\/p>\n<p>societ\u00e0, gli operanti hanno proceduto ad un&#8217;accurata ricostruzione dei suoi assetti<\/p>\n<p>patrimoniali, individuando i saldi attivi dei conti correnti riconducibili alla societ\u00e0, per cui<\/p>\n<p>\u00e8 stata emessa la misura reale con decreto di sequestro preventivo per un importo pari ad<\/p>\n<p>oltre720.000\u20ac, ritenuto dal GIP diretto profitto dei reati.<\/p>\n<p>I rappresentanti DESY, in evidente malafede contrattuale, utllizzavano sistematicamente<\/p>\n<p>espedienti maliziosi ed ingannevoli, quali: la falsa attestazione della presenza all&#8217;interno<\/p>\n<p>della struttura di figure fondamentali come l&#8217;operatore diurno e\/o notturno, la psicologa,<\/p>\n<p>l&#8217;assistente sociale, l&#8217;insegnante di lingua o il formatore legale, cos\u00ec da far apparire la<\/p>\n<p>regolare esecuzione del contratto conformemente agli obblighi assunti, sebbene in realt\u00e0 il<\/p>\n<p>servizio non sia stato prestato (e comunque non nei termini contrattuali, come invece<\/p>\n<p>attestato dalla societ\u00e0); oppure la presentazione di fatture (prevalentemente per l&#8217;acquisto<\/p>\n<p>di beni) identiche a diverse Prefetture per ottenere cos\u00ec &#8220;un doppio rimborso&#8221;,Tl tutto in<\/p>\n<p>danno dell&#8217;interesse pubblico, oltre che a discapito della salute e della regolare integrazione<\/p>\n<p>dei richiedenti asilo.<\/p>\n<p>5<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto fondamentale di tutta l&#8217;attivit\u00e0 ha riguardato indubbiamente f intento lucrativo dei<\/p>\n<p>gestori del servizio d&#8217;accoglienza, con conseguente danno per la spesa pubblica, dovendo<\/p>\n<p>comunque essere sottolineato come, a causa di tale intento perseguito dagli indagati, i<\/p>\n<p>richiedenti asilo erano costretti a vivere in condizioni di disagio, venendo loro preclusa una<\/p>\n<p>concreta integrazione nel contesto sociale e nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Il provvedimento \u00e8 stato adottato nella fase delle indagini preliminari e pertanto i soggetti<\/p>\n<p>indagati, raggiunto dal titolo custodiale emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari,<\/p>\n<p>Devono essere ritenuti innocenti fino ad un&#8217;evenfuale pronuncia irrevocabile di condanna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ARezzo, 1 ottobre 2025 \u2013 Nella prima mattinata del 1 ottobre 2025, a Mercato San Severino (SA), Roccapiemonte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":141051,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[18954,89373,23735,2065,2066,7971,1052,89372,48834,2615,239,2063,2064,1537,90,89,2505,89371,89370,240,10295,14557],"class_list":{"0":"post-141050","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-accoglienza","9":"tag-aggravata","10":"tag-asilo","11":"tag-assistenza-sanitaria","12":"tag-assistenzasanitaria","13":"tag-cautelari","14":"tag-centri","15":"tag-concussione","16":"tag-frode","17":"tag-gestione","18":"tag-health","19":"tag-health-care","20":"tag-healthcare","21":"tag-it","22":"tag-italia","23":"tag-italy","24":"tag-misure","25":"tag-preventivo","26":"tag-richiedenti","27":"tag-salute","28":"tag-sequestro","29":"tag-truffa"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=141050"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141050\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/141051"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=141050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=141050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=141050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}