{"id":141086,"date":"2025-10-01T08:29:12","date_gmt":"2025-10-01T08:29:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141086\/"},"modified":"2025-10-01T08:29:12","modified_gmt":"2025-10-01T08:29:12","slug":"preservazione-della-fertilita-nelle-giovani-pazienti-oncologiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141086\/","title":{"rendered":"Preservazione della fertilit\u00e0 nelle giovani pazienti oncologiche"},"content":{"rendered":"<p>I trattamenti oncologici possono compromettere il potenziale riproduttivo nelle donne che sviluppano un tumore al seno in giovane et\u00e0. Proprio per questo motivo \u00e8 fondamentale una consulenza precoce sull\u2019oncofertilit\u00e0 e rendere disponibile l\u2019accesso a stratgeie di preservazione della fertilit\u00e0. Lo ribadisce uno studio italiano, pubblicato di recente sulla rivista <a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/40661992\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Therapeutic Advances in Medical Oncology<\/a>, che si \u00e8 posto l\u2019obiettivo di analizzare le scelte di protezione della fertilit\u00e0 e il loro successo in donne con tumore al seno, condotto presso la rete Gemme Dormienti. Approfondiamo il tema con Mariavita Ciccarone del Dipartimento di ginecologia dell\u2019Ospedale San Carlo Nancy di Roma, oltre che presidente e fondatrice dell\u2019associazione Gemme Dormienti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"778\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Mariavita-Ciccarone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8083\" style=\"width:197px;height:auto\"  \/><strong>Mariavita Ciccarone<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le Gemme Dormienti<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019associazione Gemme Dormienti \u00e8 nata perch\u00e9 nella pratica quotidiana di ginecologa vedevo troppo spesso donne giovani che dopo i trattamenti oncologici perdevano la possibilit\u00e0 di avere bambini \u2013 racconta Ciccarone -. L\u2019associazione ha l\u2019obiettivo di indirizzare donne e bambine, con malattie oncologiche e patologie croniche invalidanti che possono incidere sulla fertilit\u00e0 (malattie reumatiche, endometriosi, familiarit\u00e0 per menopausa precoce, talassemie, sindrome di Turner, ecc.), a un percorso di conoscenza ed informazione,\u00a0per rendere queste \u201cgemme dormienti\u201d consapevoli delle loro scelte e delle loro opportunit\u00e0 per sbocciare poi al momento giusto e quindi garantire loro una migliore qualit\u00e0 di vita futura\u00bb.<\/p>\n<p>Gemme Dormienti ha creato un percorso si assistenza che inizia all\u2019interno dell\u2019Ospedale San Carlo Nancy, presso il servizio di endocrinologia ginecologica. Nel momento in cui gli oncoematologi, gli oncologi, i pediatri o altri specialisti chiedono una consulenza per una giovane donna o la paziente stessa si rivolge al centro, si attiva entro 24-48 la sua \u201cpresa in carico\u201d. La giovane viene visitata, le si fa un prelievo ormonale per fare un bilancio di fertilit\u00e0 e l\u2019ecografia pelvica con conta dei follicoli antrali e analisi dello spessore dell\u2019endometrio. Inoltre vengono illustrate le possibili strategie per la preservazione della fertilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abNel caso delle pazienti oncologiche ci relazioniamo sempre con l\u2019oncologo. Inoltre abbiamo la possibilit\u00e0 di offrire un supporto psiconcologico, di avvalerci della consulenza genetica, di un servizo di supporto nutrizionale nonch\u00e9 della consulenza giuridica qualora fosse necessario\u00bb spiega Ciccarone.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo studio<\/strong><\/p>\n<p>Nel nuovo studio retrospettivo \u00e8 stata valutata l\u2019adozione della consulenza per la preservazione della fertilit\u00e0, la scelta delle tecniche di preservazione e gli esiti riproduttivi in 100 donne della rete Gemme Dormienti, di et\u00e0 compresa tra 18 e 39 anni con tumore al seno.<\/p>\n<p>Le parteciapnti sono tate sottoposte a valutazioni della riserva ovarica all\u2019inizio del loro percorso, comprese valutazioni ormonali ed ecografiche. \u00abTutte le donne hanno ricevuto una terapia con agonisti dell\u2019ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) prima della chemioterapia, un trattamento che permette di ridurre il danno alla fertilit\u00e0 nelle pazienti oncologiche, determinando uno stato di riposo ovarico che rende gli ovociti meno attaccabili dai farmaci. Sono stati quindi raccolti dati sulle scelte delle tecniche di preservazione della fertilit\u00e0 quali la crioconservazione degli ovociti e\/o del tessuto ovarico, e sugli esiti dell\u2019eventuale gravidanza\u00bb puntualizza Ciccarone<\/p>\n<p>La crioconservazione degli ovociti prevede la raccolta degli ovociti, previa stimolazione ovarica, prima che la paziente inizi la chemioterapia.\u00a0Gli ovociti cos\u00ec raccolti vengono congelati e potranno essere utilizzati se la paziente, guarita, avr\u00e0 difficolt\u00e0 ad avere una gravidanza naturalmente.<\/p>\n<p>La crioconservazione di tessuto ovarico consiste invece nell\u2019asportazione di frammenti di tessuto ovarico, sempre prima della chemioterapia. Il tessuto potr\u00e0 poi essere reimpiantato ad avvenuta guarigione in caso di necessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Le scelte delle donne<\/strong><\/p>\n<p>I dati raccolti mostrano che pi\u00f9 della met\u00e0 delle pazienti ha seguito procedure di preservazione della fertilit\u00e0. In particolare il 35% ha optato per la crioconservazione degli ovociti, il 55% per la crioconservazione di tessuto ovarico e il 10% per eseguire entrambe le procedure.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo visto che le pazienti pi\u00f9 giovani (18-29 anni) erano pi\u00f9 propense a optare per le tecniche combinate, verosimilmente per avere maggiori possibilit\u00e0 in futuro nel caso decidessero di avere dei figli \u2013 osserva Ciccarone -. I tassi di gravidanza sono stati invece pi\u00f9 alti tra le donne di et\u00e0 compresa tra 35 e 39 anni. Ci\u00f2 si spiega con il fatto che queste pazienti pi\u00f9 avanti con gli anni erano quelle che pi\u00f9 aspiravano alla maternit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>I dati raccolti hanno infine evidenziato, come prevedibile, che gli indicatori della riserva ovarica (tra cui la conta dei follicoli antrali e lo spessore dell\u2019endometrio) mostravano un declino all\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza di una consulenza precoce e personalizzata<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI dati dello studio mostrano che solo otto donne hanno avuto una gravidanza. Per tanto che preserviamo (54% delle partecinati), ad oggi abbiamo quindi avuto pochissimi nati. Questo perch\u00e9 le tecniche sono recenti e molte donne non hanno ancora recuperato ci\u00f2 che avevano messo da parte. Nonostante ci\u00f2 pesso che sia importante portare avanti la battaglia per la preservazione della fertilit\u00e0, superando le diffidenze delle pazienti e talvolta degli stessi medici\u00bb segnala Ciccarone.<\/p>\n<p>Molte donne, in particolare quelle che hanno avuto un tumore al seno ormonosensibile, hanno paura di fare la stimolazione ovarica (necessaria per la cioconservazione) prima delle terapie oncologiche, ma ormai la letteratura scinetifica ha dato forti rassicurazioni: un singolo ciclo di stimolazione ormonale non ha conseguenze sulla prognosi oncologica.<\/p>\n<p>\u00abNon c\u2019\u00e8 motivo per non fare la consulenza per la fertilit\u00e0 e bisognerebbe farlo sin dall\u2019inizio quando la donna ha la diagnosi ed \u00e8 impegnata negli approfondimenti diagnostici. Fornire una guida personalizzata \u00e8 cruciale per consentire alle donne di prendere decisioni informate sulle loro opzioni di conservazione della fertilit\u00e0 e aiutare a salvaguardare le loro possibilit\u00e0 di diventare madri dopo il trattamento del cancro\u00bb conclude Ciccarone.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Antonella Sparvoli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I trattamenti oncologici possono compromettere il potenziale riproduttivo nelle donne che sviluppano un tumore al seno in giovane&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":141087,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,89392,240,1942,1943,1947,1940,1941],"class_list":{"0":"post-141086","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-oncofertilita","14":"tag-salute","15":"tag-salute-femminile","16":"tag-salutefemminile","17":"tag-tumore-al-seno","18":"tag-womens-health","19":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=141086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/141087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=141086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=141086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=141086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}