{"id":141315,"date":"2025-10-01T10:51:21","date_gmt":"2025-10-01T10:51:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141315\/"},"modified":"2025-10-01T10:51:21","modified_gmt":"2025-10-01T10:51:21","slug":"ferrari-il-ritardo-e-strutturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141315\/","title":{"rendered":"Ferrari, il ritardo \u00e8 strutturale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Maurizio Arrivabene<\/strong>, ex team principal della <strong>Ferrari<\/strong>, da un bel po\u2019 di tempo non prendeva la parola esprimendosi sul rosso. L\u2019intervista rilasciata a Tuttosport negli scorsi giorni ha riaperto un dibattito che va oltre il recinto sportivo della<strong> Formula 1<\/strong>, toccando le corde profonde della tradizione industriale italiana e del suo rapporto con un mondo \u2013 quello delle corse \u2013 che vive di innovazione continua, di ricerca applicata e di saperi stratificati.<\/p>\n<p>\u201cSiamo un po\u2019 in ritardo sui compositi e sull\u2019aerodinamica perch\u00e9 i motori continuiamo a farli meglio di tutti. Gli inglesi nella zona di Oxford hanno sviluppato quel tipo di tecnologia e sono avanti. Per recuperare questo gap fatto di tradizione, ma anche di competenze e Universit\u00e0 che sono molto vicine alla produzione, dobbiamo lavorare parecchio. Noi per\u00f2 stiamo arrivando. Ci vuole pazienza, ma la Ferrari \u00e8 sulla strada giusta. In Inghilterra ci lavorano 30mila persone, non \u00e8 solo vincere le corse, \u00e8 progredire a livello industriale\u201d, ha dichiarato Arrivabene.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi che mette in evidenza un aspetto troppo spesso sottovalutato quando si parla di Ferrari e Formula 1: non basta progettare una vettura competitiva, serve un intero ecosistema industriale a sostegno della ricerca e sviluppo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-60791 perfmatters-lazy\" alt=\"Ferrari\" width=\"1200\" height=\"746\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ferrari-GES.webp.webp\"  data-\/>Esterno degli uffici Ferrari di Maranello<br \/>\n<strong>La \u201cOxford Valley\u201d della Formula 1 e il ritardo italiano<\/strong><\/p>\n<p>Il riferimento alla zona di Oxford non \u00e8 casuale. In quell\u2019area dell\u2019Inghilterra centrale si \u00e8 consolidato negli ultimi trent\u2019anni un vero e proprio distretto tecnologico della Formula 1. Team, fornitori, laboratori universitari e aziende specializzate convivono in un raggio di poche decine di chilometri, creando un effetto sinergico che consente tempi di risposta rapidi, condivisione di competenze e accesso a professionalit\u00e0 di altissimo livello. Una vera e propria Silicon Valley del motore.<\/p>\n<p>La Ferrari, per tradizione e per scelta identitaria, ha sempre mantenuto il suo cuore pulsante a Maranello. Una scelta che rafforza il legame con la propria storia, ma che espone a un divario logistico e tecnologico. Mentre in Inghilterra il tecnico pu\u00f2 passare dalla galleria del vento a un\u2019azienda che produce compositi avanzati in pochi minuti di auto \u2013 a volte addirittura a piedi \u2013 in Italia questo modello \u00e8 frammentato e meno radicato.<\/p>\n<p>Arrivabene lo dice senza giri di parole: i motori restano un\u2019eccellenza cisalpina, ma su aerodinamica e materiali compositi il ritardo \u00e8 evidente. Ed \u00e8 proprio l\u00ec che oggi si gioca gran parte della competizione in F1, dove l\u2019efficienza aerodinamica e la leggerezza strutturale determinano decimi preziosi.<\/p>\n<p><strong>Il valore della pazienza e il cammino della Ferrari<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCi vuole pazienza, ma la Ferrari \u00e8 sulla strada giusta\u201d, insiste l\u2019ex team principal. \u00c8 un concetto che stride con le pressioni tipiche del mondo Ferrari, dove ogni stagione senza titolo pesa come un macigno. Eppure, la pazienza evocata dall\u2019ex dirigente della Marlboro, sponsor che ha segnato la stagione dei successi pi\u00f9 clamorosi di Maranello, non \u00e8 sinonimo di inerzia, bens\u00ec di pianificazione a lungo termine: serve investire nelle strutture, formare ingegneri e tecnici, creare partnership con le universit\u00e0, avvicinare la ricerca alla produzione.<\/p>\n<p>In fondo, Arrivabene mette in guardia contro l\u2019illusione della \u201csoluzione immediata\u201d: in Formula 1 non esistono scorciatoie strutturali. Si possono azzeccare singole scelte progettuali o intuizioni regolamentari, ma il successo duraturo si costruisce con una base industriale solida.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-69276 perfmatters-lazy\" alt=\"Vasseur Ferrari\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Fred-Vasseur-1.webp.webp\"  data-\/>Fred Vasseur, team principal Scuderia Ferrari Hp<br \/>\n<strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Vasseur e la sfida culturale<\/strong><\/p>\n<p>Un altro passaggio interessante dell\u2019intervista riguarda l\u2019attuale team principal, <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Vasseur<\/strong>. \u201cUna supercar \u00e8 fatta di 5mila componenti e hai quattro anni per metterla a punto. In una F1 ne hai 50mila e hai sei mesi. Se commetti un errore te lo porti dietro per tutta la stagione ed \u00e8 molto difficile correggerlo. Vasseur \u00e8 una persona seria e ne capisce. Io avevo la vita facile perch\u00e9 parlavo italiano e riuscivo a cogliere tutte le sfumature, tutte le parole e le idee di chiunque\u201d, ha ricordato Arrivabene.<\/p>\n<p>Le sue esternazioni delineano bene il quadro: il manager di Draveil parte in salita, non solo perch\u00e9 eredita una Ferrari in cerca di riscatto, ma anche per una questione culturale e linguistica. Dirigere un team come quello del Cavallino Rampante richiede una sensibilit\u00e0 particolare nel cogliere non solo i dati tecnici, ma anche le sfumature del linguaggio e della mentalit\u00e0 italiana. Arrivabene lo riconosce apertamente: essere italiano lo ha aiutato a interpretare dinamiche sottili che vanno oltre i numeri.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, per\u00f2, l\u2019ex team principal ribadisce la fiducia nelle qualit\u00e0 di Vasseur, riconoscendone la seriet\u00e0 e la competenza. Una legittimazione importante, perch\u00e9 arriva da chi ha vissuto dall\u2019interno le tensioni e le difficolt\u00e0 di gestire la pressione dell\u2019ambiente Ferrari.<\/p>\n<p><strong>Gli errori che segnano una stagione<\/strong><\/p>\n<p>Il monito pi\u00f9 forte, tuttavia, riguarda il concetto di errore in Formula 1. Arrivabene lo spiega con un paragone semplice ma efficace: su una supercar stradale, come osservato in precedenza, hai anni per correggere difetti di progettazione, in F1 solo pochi mesi. Se la direzione imboccata \u00e8 sbagliata, non esiste margine per rimediare davvero.<\/p>\n<p>La stagione della<strong> SF-25<\/strong> sembra confermare questa logica: un errore progettuale (probabilmente sulla sospensione posteriore) ha condizionato la competitivit\u00e0 complessiva della monoposto, e rimediare in corso d\u2019opera \u00e8 diventato quasi impossibile.<\/p>\n<p>Un caso che richiama alla memoria lo stesso Arrivabene, quando nel 2016 la Ferrari soffr\u00ec per i problemi strutturali della <strong>SF16-H<\/strong>. La scatola del cambio, troppo soggetta a flessione, provocava rotture impreviste e costringeva a compromessi di assetto che riducevano la competitivit\u00e0. Anche allora, come oggi, l\u2019errore si rivel\u00f2 fatale per l\u2019intera stagione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-68854 perfmatters-lazy\" alt=\"Gp Azerbaijan 2025, risultato qualifiche\" width=\"1200\" height=\"741\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Hamilton-Baku-2025.webp.webp\"  data-\/>Lewis Hamilton a Baku, Scuderia Ferrari HP<\/p>\n<p>Il messaggio di Arrivabene \u00e8 chiaro: la Ferrari deve fare un salto di qualit\u00e0 non solo nella gestione sportiva, ma nella sua infrastruttura industriale. Significa abbandonare l\u2019idea che il genio isolato possa risolvere tutto e abbracciare un approccio sistemico, in cui universit\u00e0, industria e racing lavorino a stretto contatto.<\/p>\n<p>La Formula 1 moderna \u00e8 la massima espressione di una filiera tecnologica. E l\u2019Italia, se vuole riportare la Ferrari in cima con continuit\u00e0, deve accettare questa sfida. Il DNA motoristico non basta pi\u00f9: servono materiali, aerodinamica, ricerca avanzata.<\/p>\n<p>In questo senso, il richiamo alla pazienza non \u00e8 un invito a rassegnarsi, ma un avvertimento a non cedere all\u2019impazienza dei risultati immediati. Per tornare a vincere stabilmente, la Ferrari deve costruire un ecosistema all\u2019altezza della \u201cOxford Valley\u201d inglese.<\/p>\n<p>Le parole di Maurizio Arrivabene ci restituiscono l\u2019immagine di una Ferrari che vive una transizione delicata. Forte di un\u2019eccellenza motoristica riconosciuta a livello mondiale, ma costretta a inseguire nel campo dei compositi e dell\u2019aerodinamica.<\/p>\n<p>La fiducia in Vasseur, pur con i limiti culturali iniziali, \u00e8 un segnale di continuit\u00e0. Ma pi\u00f9 di tutto, emerge la consapevolezza che il successo non dipender\u00e0 soltanto dalle scelte di un singolo team principal, bens\u00ec dalla capacit\u00e0 di colmare un gap industriale e tecnologico che affonda le radici nella struttura stessa del motorsport moderno.<\/p>\n<p>Ferrari non \u00e8 soltanto una squadra di Formula 1. \u00c8 un simbolo industriale, come ha avuto modo di spiegare Luca Cordero di Montezemolo in esclusiva ai nostri microfoni (<a href=\"https:\/\/formulacritica.it\/luca-cordero-di-montezemolo-formulacritica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">leggi qui<\/a>). E sar\u00e0 la sua capacit\u00e0 di evolvere, come sistema Paese e non solo come team, a decidere se e quando torner\u00e0 a dettare legge nel Mondiale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/x.com\/formulacritica\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">Crediti foto:<\/a> Scuderia Ferrari HP<\/p>\n<p><b>Seguici e commenta sul nostro canale YouTube<\/b>:<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@formulacritica\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"> clicca qui<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Maurizio Arrivabene, ex team principal della Ferrari, da un bel po\u2019 di tempo non prendeva la parola esprimendosi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":141316,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[1770,368,683,1771,1537,90,89,89466,7,245,244],"class_list":{"0":"post-141315","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-f1","9":"tag-ferrari","10":"tag-formula-1","11":"tag-formula1","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-maurizio-arrivabene","16":"tag-news","17":"tag-sport","18":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=141315"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141315\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/141316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=141315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=141315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=141315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}