{"id":141439,"date":"2025-10-01T12:05:13","date_gmt":"2025-10-01T12:05:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141439\/"},"modified":"2025-10-01T12:05:13","modified_gmt":"2025-10-01T12:05:13","slug":"intelligenza-artificiale-e-salute-francesca-domini-alla-digital-week","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/141439\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale e salute, Francesca Domini alla Digital Week"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Era il 1995 e <strong>Francesca Dominici<\/strong> da Ciampino approdava alla Duke North Caroline con una borsa di studio e senza spiccicare una parola d\u2019inglese. \u00abDovevo starci tre mesi, pensavo di non resistere due settimane, ci sono rimasta trent\u2019anni\u00bb, racconta. Oggi \u00e8 u<strong>na delle menti<\/strong><b> pi\u00f9 brillanti a livello globale nel campo della biostatistica e della data science:<\/b> professoressa <b>a Harvard, \u00e8 stata inserita da <\/b><a href=\"https:\/\/time.com\/6968410\/francesca-dominici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\">Time Magazine<\/a> nella lista dei 100 scienziati top al mondo soprattutto per i suoi studi rivoluzionari sull\u2019impatto sulla salute delle polveri sottili negli Usa. Dei suoi risultati Dominici parler\u00e0 il 2 ottobre in occasione della <a href=\"https:\/\/www.milanodigitalweek.com\/home?gad_source=1&amp;gad_campaignid=23002081912&amp;gclid=EAIaIQobChMI9rarsbyCkAMV6NBEBx2ReRmJEAAYASAAEgKgI_D_BwE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\">Milano Digital Week (promossa dal Comune di Milano e realizzata da TIG \u2013 The Innovation Group)<\/a>. Racconter\u00e0 fino a che punto la tecnologia \u00e8 stata ed \u00e8 decisiva per il suo lavoro su inquinamento, salute pubblica e crisi climatica. L\u2019abbiamo incontrata per parlare di<strong> intelligenza artificiale responsabile ai tempi di Trum<\/strong>p, delle difficolt\u00e0 che affronta a Harvard in questo momento storico e anche di come \u00e8 riuscita a <strong>fare carriera come scienziata, in un mondo maschile<\/strong>.<\/p>\n<p>                <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" id=\"imgVideoPlayer\" class=\"\" alt=\"Trump contro Harvard, persi  2,4 miliardi di dollari per i tagli ai fondi per la ricerca in Usa\" title=\"Trump contro Harvard, persi  2,4 miliardi di dollari per i tagli ai fondi per la ricerca in Usa\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/harvard-ansa-990x610.jpg.webp\" width=\"990\" height=\"610\"\/><\/p>\n<p>Intelligenza artificiale e salute, intervista a Francesca Dominici, professoressa di biostatistica ad Harvard<\/p>\n<p><strong>Che cosa pu\u00f2 fare l\u2019intelligenza artificiale per la biostatistica? \u00ab<\/strong>Grazie all\u2019esplosione della tecnologia negli ultimi anni abbiamo accesso a moltissimi dati. E non solo numeri ma video, immagini, testo. Per esempio l\u2019informazione che ci arriva continuamente dai satelliti. <strong>L\u2019intelligenza artificiale ci permette di ingerire tutti questi dati che chiamiamo multimodali e di analizzarli con una potenza computazionale praticamente illimitata<\/strong>. Possiamo capire chi respira aria inquinata con una precisione di 50 metri, di stimare gli effetti nocivi sulla salute e anche di prevenirli. Con l\u2019analisi statistica tradizionale, nella montagna di dati disponibili bisogna necessariamente scegliere un sotto insieme su cui concentrarsi. Per esempio, poniamo di volere studiare gli effetti degli inquinanti sulla popolazione con l\u2019Alzheimer e isoliamo questo gruppo. Ma se poi volessimo considerare gli effetti su chi ha avuto una malattia cardiovascolare, con i metodi tradizionali dobbiamo ricominciare da capo, passerebbero mesi. L\u2019intelligenza artificiale rif\u00e0 tutto in pochi istanti. Ma non solo la velocit\u00e0, anche la potenza e la precisione sono assolutamente sorprendenti. Certo, visto che ci occupiamo anche di cambiamento climatico, <strong>non possiamo ignorare che l\u2019intelligenza artificiale sta consumando tantissima energia<\/strong> e ci sta portando indietro sulla strada verso la riduzione delle emissioni. \u00c8 un tema che mi sta molto a cuore, ci sto lavorando\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza artificiale per lo studio dell\u2019inquinamento<\/p>\n<p><strong>Quali sono i risultati pi\u00f9 importanti che ha ottenuto? \u00ab<\/strong>Negli ultimi dieci anni siamo riusciti a dimostrare che i livelli massimi di inquinanti atmosferici stabiliti dall\u2019Agenzia per la protezione ambientale statunitense non erano innocui come si pensava. <strong>Questo ha portato Biden a fare una revisione delle leggi abbassando il livello del particolato sottile considerato inquinante:<\/strong> prima la soglia era 12, adesso \u00e8 9. E questo ha avuto conseguenze importantissime a livello sanitario ed economico. Nessuno pu\u00f2 scegliere di non respirare, quindi migliorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria, in base a tutte le analisi di costo e beneficio, porta a risparmi di bilioni di dollari in spese mediche. <strong>Per la precisione il rapporto benefici-costo di fare delle leggi che portano a pulire l\u2019aria \u00e8 di 30 a 1<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Francesca Dominici, professoressa di biostatica e preside associato senior per la ricerca presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health. Kris Snibbe\/Harvard Staff Photographer<\/p>\n<p>Francesca Dominici, da Roma ad Harvard<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Con la statistica \u00e8 stato colpo di fulmine. Con l\u2019America un amore cresciuto lentamente? <\/strong>\u00ab\u00c8 cos\u00ec: ho capito subito che<strong> la statistica intesa come mezzo per risolvere problemi concreti sarebbe stata la mia vita<\/strong>. Con l\u2019America invece non \u00e8 stato\u00a0 amore a prima vista, anzi pensavo non fosse proprio adatta a me. Venivo da una famiglia umile, non avevo niente e non conoscevo nessuno. I primi giorni \u2013 ero nel North Carolina \u2013 <strong>mi mancava il cappuccino<\/strong>, la possibilit\u00e0 di andare a spasso, la gente. Per\u00f2 mi sono resa conto di quante fossero le opportunit\u00e0 di crescita per chi studia: mi ha colpito tantissimo. E, devo dire,<strong> l\u2019America mi ha dato tutto.<\/strong> Al punto che continuo a rimanere qui, nonostante le difficolt\u00e0. Anche se il mio stipendio \u00e8 salvo ma non si sa per quanto\u00bb.<\/p>\n<p>Le minacce di Trump e l\u2019ottimismo sul futuro<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Si \u00e8 mai sentita minacciata direttamente da Donald Trump? <\/strong>\u00abDirei di s\u00ec ma durante la prima amministrazione Trump: avevo pubblicato delle cose importanti e lui le scredit\u00f2 apertamente. In questi nove mesi della seconda, no, non ancora. Se non pubblichiamo nulla direttamente in contraddizione con quello che lui vuole fare, ci lascia in pace. Ma<strong> subiamo quotidianamento l\u2019attacco a Harvard, e questo rende la vita di una scienziata come me veramente difficile.<\/strong> Per\u00f2 resto una persona molto ottimista e vedo le crisi come delle opportunit\u00e0. Siamo sopravvissuti alla prima amministrazione Trump, siamo sopravvissuti al Covid durante l\u2019amministrazione Trump e, per quanto questo sia un momento triste e buio per l\u2019America, nel lungo periodo penso che le cose cambieranno. <strong>Quello che stiamo vivendo non \u00e8 permanente. Per questo continuo a credere ad Harvard: a pensare che sia un posto unico,<\/strong> sia dal punto di vista scientifico, sia per l\u2019impatto che ha sulle carriere di chi ci lavora\u00bb.<\/p>\n<p>I tagli alla ricerca, il maschilismo, la deregulation ambientale<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Si riferisce al taglio dei fondi alle universit\u00e0? <\/strong>\u00abIl taglio dei fondi per la ricerca \u00e8 totale, ma non \u00e8 solo quello.<strong> Da noi, ad Harvard, la situazione \u00e8 da panico.<\/strong> Anche perch\u00e9 quello che serve al mio laboratorio per andare avanti non \u00e8 alla portata di nessun filantropo che scelga di finanziarci, neanche di Bill Gates o Michael Bloomberg. Solo la School of Public Health a Harvard ha bisogno di 720 milioni l\u2019anno. Ma nuovi ostacoli saltano fuori ogni giorno: vedi la decisione di Trump di fare pagare 100mila dollari il permesso di lavoro per i ragazzi che vengono a studiare all\u2019universit\u00e0. Quanto la situazione sia difficile lo dice la <strong>sparizione di tutte le presidentesse donne della Ivy League dell\u2019Universit\u00e0 americana<\/strong>: Brown, Columbia, Cornell, Dartmouth, Harvard, Princeton, Pennsylvania e Yale erano guidate da donne, oggi non pi\u00f9. E in questo clima, con l\u2019amministrazione Trump che spinge per una<strong> deregulation totale in campo ambientale<\/strong>, assistiamo a un\u2019esplosione senza precedenti dell\u2019AI. Le conseguenze saranno drammatiche\u00bb.<\/p>\n<p>Le conseguenze negative sullo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale<\/p>\n<p><strong>Che cosa immagina? <\/strong>\u00abIo stessa spingo i miei ricercatori ad andarsene ma \u00e8 vero che in Europa e in Canada non ci sono abbastanza universit\u00e0 e abbastanza fondi: niente di paragonabile a quello che potevamo fare noi. Quindi alla fine temo che questa situazione porter\u00e0 a una <strong>perdita del capitale intellettuale enorme.<\/strong> Questo avr\u00e0 delle ripercussioni negative sulla ricerca, per esempio, per trovare nuove cure per l\u2019Alzheimer e prevenire le malattie degli inquinanti. Ma anche dal punto di vista dell\u2019intelligenza artificiale: <strong>il rischio \u00e8 che si affermi un\u2019intelligenza artificiale irresponsabile<\/strong>. E questo perch\u00e9 chi potr\u00e0 fare la ricerca artificiale saranno soprattutto le industrie, i cui interessi economici non sono sempre etici, n\u00e9 responsabili, n\u00e9 equi. Anzi. <strong>Chi potr\u00e0 accedere a questi tools sar\u00e0 un numero molto limitato di persone e con una visione del mondo molto ristretta.<\/strong> Per\u00f2, ne sono convinta, passer\u00e0 anche questo periodo. Sono molto ottimista e credo nel giro di qualche anno grazie all\u2019intelligenza artificiale riusciremo a cambiare le leggi americane e nel mondo per quanto riguarda tante cose, e in particolare la prevenzione delle malattie\u00bb.<\/p>\n<p>Donna in un mondo maschile. \u00abMi sono detta: non puoi piacere a tutti, vai avanti\u00bb<\/p>\n<p><strong>Ha avuto difficolt\u00e0 a fare valere le sue idee nel mondo accademico in quanto donna? Ha adottato qualche strategia o ha improvvisato? <\/strong>\u00abMe la sono studiata, la strategia, perch\u00e9 sono una scienziata. <strong>Come donne abbiamo sempre il complesso di dovere piacere a tutti.<\/strong> Ero cos\u00ec anche io. E, come oggi, anche allora lavoravo solo con uomini. In ogni stanza in cui entravo io ero una e gli uomini sei, otto, dieci. Entravo cercando di essere simpatica a tutti, di fare felici tutti, di dire s\u00ec a tutti. Poi a un certo punto mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: \u201cFrancesca, basta. Ci saranno delle persone che ti criticheranno, che ti giudicheranno troppo aggressiva, tu vai avanti\u201d. Oggi entro e dico quello che penso: lo faccio in modo sempre molto professionale ma ad alcuni, siccome sono donna, sembrer\u00f2 aggressiva. Lo so. Ma\u2026 pazienza\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Era il 1995 e Francesca Dominici da Ciampino approdava alla Duke North Caroline con una borsa di studio&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":141440,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-141439","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141439","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=141439"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141439\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/141440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=141439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=141439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=141439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}