{"id":14153,"date":"2025-07-28T15:57:12","date_gmt":"2025-07-28T15:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/14153\/"},"modified":"2025-07-28T15:57:12","modified_gmt":"2025-07-28T15:57:12","slug":"oriente-occidente-di-rampini-chi-governera-la-russia-dopo-putin-e-come-una-lettura-indispensabile-per-gli-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/14153\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Chi governer\u00e0 la Russia dopo Putin, e come? Una lettura indispensabile per gli europei"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Non si vede all\u2019orizzonte una via d\u2019uscita dalla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/25_luglio_28\/ucraina-russia-le-notizie-di-oggi-in-diretta.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">guerra in Ucraina<\/a>. Lo stallo attuale si pu\u00f2 riassumere in una battuta amara: <b>Putin ha deluso Trump<\/b>, e quest\u2019ultimo ha deluso tutti quelli che avevano creduto in una pace rapida. Abbiamo poche certezze, o quasi-certezze, mi azzardo a elencarne alcune: Putin ha sprecato l\u2019occasione offerta da Trump perch\u00e9 preferisce continuare la guerra; sceglie l\u2019alleanza con la Cina voltando le spalle ad una riconciliazione-disgelo con l\u2019America e l\u2019Europa; accetta di pagare il prezzo altissimo di un riarmo tedesco (in prospettiva il suo errore geopolitico pi\u00f9 grave, a mio avviso). Sono constatazioni gravi, allarmanti, ma \u00e8 meglio guardare la realt\u00e0 in faccia. Soprattutto gli europei \u2013 visto che per gli americani questa Russia \u00e8 una minaccia pi\u00f9 remota \u2013 devono ragionare sul futuro partendo da qui: c\u2019\u00e8 un imperialismo russo alle porte, un vicino ingombrante e prepotente, bisogna trarne le conseguenze e regolarsi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un elemento fondamentale per elaborare gli scenari europei riguarda il <b>futuro della leadership russa<\/b>. Neanche Putin \u00e8 eterno. Chi e cosa verr\u00e0 dopo di lui? Quale tipo di successione si sta preparando a Mosca, quali sono gli attori da tenere d\u2019occhio? Ho trovato una serie di risposte precise, documentate, preziose, nell\u2019analisi dell\u2019esperto russo <b>Mikhail Zygar<\/b>. L\u2019ho citato altre volte perch\u00e9 per me \u00e8 un autore di riferimento, vi ricordo di chi si tratta. Giornalista e saggista, autore di libri importanti come All the Kremlin\u2019s Men, War and Punishment, in esilio e condannato in contumacia, Zygar collabora con Der Spiegel e il New York Times. Ha appena curato per il think tank Atlantic Council un rapporto molto approfondito <b>sul sistema di potere di Putin<\/b>, la nomenclatura di cui si circonda e con cui governa la Russia, la natura del suo regime e gli scenari della successione. \u00c8 un lavoro davvero pregevole, una miniera di informazioni, una piccola enciclopedia portatile per capire come la Russia viene diretta e quale potrebbe essere il suo futuro. La considero come una delle letture pi\u00f9 preziose di questa estate. Qui sotto vi propongo una sintesi del rapporto di Zygar intitolato The Next Generation: Russia\u2019s Future Rulers, che ho ricevuto tramite la newsletter Substack. Per chi voglia approfondire, la versione integrale si trova sul sito dell\u2019Atlantic Council oppure <a href=\"https:\/\/zygaro.substack.com\/p\/the-next-generation-russias-future?isFreemail=true&amp;post_id=169053488&amp;publication_id=2396897&amp;r=4qomw&amp;triedRedirect=true\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eccovi la sintesi di Russia Tomorrow: The Next Generation, Mikhail Zygar (Atlantic Council, luglio 2025).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Introduzione: ricambio senza transizione<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un processo di ricambio generazionale guidato dall\u2019alto sta trasformando l\u2019\u00e9lite russa. Vladimir Putin \u2014 72 anni, saldo al potere e convinto della propria insostituibilit\u00e0 \u2014 non sta preparando la sua uscita di scena, ma sta rimodellando la classe dirigente per garantirsi continuit\u00e0, controllo e lealt\u00e0. I suoi pi\u00f9 fidati luogotenenti, in gran parte ultrasettantenni, vengono lentamente messi da parte, mentre al loro posto emergono figure pi\u00f9 giovani: figli, cugini, generi, protetti e guardie del corpo, cresciuti all\u2019interno del sistema e pronti a ereditarne logiche, stili e impunit\u00e0. \u00c8 un potere che sembra voler istituzionalizzare il nepotismo, consolidando una sorta di feudalesimo burocratico in cui i ruoli si trasmettono per sangue, contiguit\u00e0 e fiducia personale, non per merito o rappresentanza popolare.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa aristocrazia di nuova generazione non porta con s\u00e9 un programma politico autonomo o un progetto di riforma. \u00c8 fatta di tecnocrati obbedienti, \u201cprincipi\u201d d\u2019apparato, amministratori fedeli, manager integrati nell\u2019economia di guerra, e figure-chiave dell\u2019apparato securitario. Non \u00e8, dunque, una transizione: \u00e8 una perpetuazione del sistema \u2014 e della persona che lo incarna.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le figlie del presidente<\/b><br \/>Maria Vorontsova e Katerina Tikhonova, figlie di Putin e della sua ex moglie Lyudmila, per anni furono un tab\u00f9 pubblico. Il presidente ha sempre avversato qualunque domanda sul loro conto, arrivando a chiamarle in modo sprezzante \u00abquelle donne\u00bb in una conferenza stampa. Eppure, le loro identit\u00e0 e il loro peso reale erano un segreto di Pulcinella per l\u2019Occidente, tanto da essere entrambe sanzionate dagli Stati Uniti dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel 2022. Negli ultimi due anni il copione \u00e8 cambiato: Vorontsova ha rilasciato la sua prima grande intervista, costruendo un profilo pubblico da scienziata-imprenditrice, a capo di un importante gruppo medico privato finanziato dagli amici del presidente. Tikhonova \u00e8 invece emersa come una vera \u00abcentrale\u00bb di potere: dirige la fondazione scientifica Innopraktika, sovvenzionata dall\u2019entourage del Cremlino, ed \u00e8 circondata da una rete in espansione di alti funzionari e imprenditori che devono alla sua protezione la loro ascesa. Il messaggio \u00e8 chiaro: le figlie non sono pi\u00f9 \u00absegreto di Stato\u00bb. Sono soggetti politici in proprio, pronte a occupare la scena pubblica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il \u00abKushner russo\u00bb<\/b><br \/>Tra i protetti di Tikhonova spicca Kirill Dmitriev, capo del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF), da poco nominato inviato speciale del presidente per gli investimenti e la cooperazione economica internazionale. Nato a Kiev nel 1975, cresciuto e formato negli Stati Uniti (Stanford e Harvard), gi\u00e0 banchiere a Goldman Sachs e McKinsey, Dmitriev \u00e8 l\u2019archetipo dell\u2019\u00e9lite post-sovietica: globalizzata, fluida nelle reti internazionali, ma totalmente integrata nella macchina del Cremlino. Il suo matrimonio con Natalia Popova, stretta collaboratrice di Tikhonova, lo lega organicamente al cerchio familiare putiniano. Sotto sanzioni occidentali, l\u2019RDIF ha riposizionato la propria attivit\u00e0 verso il Sud globale, consolidando rapporti con l\u2019Arabia Saudita. Proprio a partire da queste reti, Dmitriev ha costruito un canale privilegiato con Jared Kushner (genero di Donald Trump), contribuendo a organizzare la telefonata Putin-Trump e i colloqui USA-Russia di Riyad nel febbraio 2025. Al tavolo dei negoziati, seduto accanto a Lavrov e Ushakov, Dmitriev ha incarnato la nuova generazione di mediatori del Cremlino, pi\u00f9 intraprendente, meno timorosa e con ambizioni da protagonista nella politica estera. Ambizioni che, per\u00f2, si scontrano con l\u2019intoccabilit\u00e0 degli ultimi dinosauri del ministero degli Esteri.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La cugina, il Welfare di guerra e la Difesa<\/b><br \/>Anna Tsivileva, cugina di Putin, \u00e8 oggi una delle donne pi\u00f9 potenti di Russia. Nel 2012, insieme al marito Sergey Tsivilev (ex militare), ha acquisito la societ\u00e0 mineraria Kolmar, in un\u2019operazione poco trasparente che molti considerano un regalo del cerchio presidenziale. La coppia si \u00e8 rapidamente arricchita: nel 2018 Sergey \u00e8 stato nominato governatore della regione di Kemerovo, mentre Anna ha scalato l\u2019economia \u00abparastatale\u00bb, gestendo accessi diretti al presidente e consolidando il proprio ruolo come partner junior dell\u2019oligarca Gennady Timchenko, per poi emanciparsene. Con lo scoppio della guerra, Putin crea la fondazione statale \u00abDifensori della Patria\u00bb per gestire i fondi (e il potere) legati ai reduci, alle famiglie dei caduti e alla rete dei combattenti, inclusi i mercenari della Divisione Wagner. Tsivileva ne diventa la direttrice, trasferendone poi il ruolo \u2014 e il potere finanziario \u2014 nel 2024 direttamente al ministero della Difesa, dove \u00e8 nominata viceministra con delega a logistica e approvvigionamenti. Con ci\u00f2, Putin le affida una delle leve pi\u00f9 sensibili e ricche del Paese. Nello stesso periodo, il marito diventa ministro dell\u2019Energia. Le ambizioni di Tsivileva non sembrano esaurirsi qui: punta a una grande carica socio-economica \u2014 forse vicepremier per la politica sociale, a danno della \u00abliberale\u00bb Tatyana Golikova, possibile prossima vittima del rimpasto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il \u00abprincipe d\u2019affari\u00bb<\/b><br \/>Yury Kovalchuk, probabilmente il pi\u00f9 influente oligarca russo, amico intimo di Putin, dominatore dei media non statali e mentore di Sergei Kiriyenko, ha tentato nel 2024 di far compiere al figlio Boris il grande salto: dalla guida di Inter RAO (gigante energetico) ai vertici di Rosneft o Gazprom. Putin lo ha fermato: niente troni petroliferi, ma la presidenza della Corte dei Conti, un incarico dignitoso ma percepito come un \u00abprepensionamento\u00bb. Una scelta che ha umiliato il padre e ridimensionato il figlio, e che conferma l\u2019assenza di automatismi: persino i pi\u00f9 vicini a Putin non possono imporre la loro linea dinastica senza il suo placet.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il \u00abprincipe dei servizi segreti\u00bb<\/b><br \/>Nikolai Patrushev, ex direttore dell\u2019FSB (servizio di sicurezza, la maggiore centrale d\u2019intelligence, erede di quel KGB sovietico in cui lavor\u00f2 Putin) ed ex segretario del Consiglio di Sicurezza, per anni architetto ideologico dell\u2019antiamericanismo russo, nel 2024 ha tentato la mossa pi\u00f9 ambiziosa: elevare il figlio Dmitry a primo ministro. Putin ha detto no. La funzione di premier, seconda carica dello Stato e sostituto automatico del presidente in caso di impedimento, non pu\u00f2 essere affidata a un membro di un grande clan. Putin non \u00e8 pronto a definire un erede. Risultato: Dmitry diventa vicepremier, mentre il padre viene \u00abretrocesso\u00bb a consigliere presidenziale per la cantieristica navale \u2014 un incarico che equivale a una pensione umiliante. Un segnale diretto alla vecchia guardia: nessuno \u00e8 intoccabile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli eredi e la generazione dei \u00abfigli di\u00bb<\/b><br \/>Putin ha sempre promosso i figli dei fedelissimi. Resta valida l\u2019ironica battuta dei tempi dell\u2019Unione sovietica: \u00abIl figlio di un generale pu\u00f2 diventare maresciallo? No, perch\u00e9 anche i marescialli hanno figli\u00bb. Tra le nuove leve pi\u00f9 significative:<br \/>Pavel Fradkov (figlio dell\u2019ex premier e capo dell\u2019intelligence esterna Mikhail Fradkov) \u00e8 oggi vice ministro della Difesa, accanto ad Anna Tsivileva.<br \/>Peter Fradkov, suo fratello, dirige Promsvyazbank, banca di Stato che finanzia i contratti militari, e il suo nome circola per incarichi economici di vertice.<br \/>Vladimir Kiriyenko, figlio di Sergei Kiriyenko (lo \u201czar\u201d della politica interna), guida il conglomerato tech VK, che controlla social network, piattaforme video e messaggistica, nel tentativo di creare un ecosistema digitale sovrano alternativo a YouTube.<br \/>Tuttavia la stabilit\u00e0 di questi eredi \u00e8 legata alla longevit\u00e0 politica dei padri: non tutti sopravvivono al loro tramonto. Sergey Ivanov Jr., figlio dell\u2019ex ministro della Difesa e capo di gabinetto del Cremlino, \u00e8 stato rimosso dal vertice di Alrosa (monopolio dei diamanti) nel 2023 senza paracadute: esempio di come il declino di una famiglia possa inghiottire rapidamente la carriera di un \u00abprincipe\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La guardia del corpo che potrebbe essere l\u2019uomo del \u00abdopo\u00bb<\/b><br \/>Aleksey Dyumin, ex guardia del corpo personale di Putin, ex capo delle Forze Speciali, protagonista dell\u2019operazione Crimea del 2014, vice ministro della Difesa, governatore di Tula per otto anni, \u00e8 oggi segretario del Consiglio di Stato e uomo chiave nel \u00abcerchio interno\u00bb. Ha fama di \u00abcolui che risolve problemi\u00bb, \u00e8 considerato una risorsa in caso di crisi, e molti lo definiscono l\u2019erede operativo\u201d: quello che potrebbe gestire il potere in una fase di emergenza, senza tuttavia ricevere un\u2019investitura formale. Dyumin ha avuto un ruolo cruciale nella mediazione con Yevgeny Prigozhin durante la rivolta Wagner del 24 giugno 2023, quando la colonna mercenaria si ferm\u00f2 proprio nella sua regione. \u00c8 notoriamente ostile a Shoigu, e in molti si aspettavano che lo sostituisse alla Difesa. Putin, per evitare di rafforzarlo troppo, lo ha preferito come consigliere-ombra alla Difesa, al proprio fianco. In breve: lo promuove ma non lo consacra. L\u2019ambiguit\u00e0 \u00e8 voluta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I vicepremier tecnici<\/b><br \/>Denis Manturov, 56 anni, \u00e8 il vicepremier pi\u00f9 potente, responsabile dell\u2019economia di guerra: \u00abtutto per il fronte, tutto per la vittoria\u00bb. \u00c8 il braccio destro di Sergei Chemezov, boss della Rostec (l\u2019intero complesso militare-industriale russo). Con Chemezov prossimo alla pensione, Manturov potrebbe ereditarne l\u2019impero industriale. \u00c8 la figura che garantisce la continuit\u00e0 materiale dello sforzo bellico: produzione, catene di fornitura, mobilitazione produttiva.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dmitry Chernyshenko, anch\u2019egli 56 anni, entrato nell\u2019\u00e9lite passando dall\u2019organizzazione delle Olimpiadi di Sochi (2014), \u00e8 oggi il candidato naturale a succedere a Sergei Kiriyenko nella gestione della politica interna del Cremlino. Se, come si vocifera, Kiriyenko verr\u00e0 spostato a gestire i territori occupati in Ucraina con rango di vicepremier, Chernyshenko potrebbe prendere il suo posto nella macchina del consenso. Kiriyenko non ha fallito; anzi, ha garantito tutte le \u00abvittorie elettorali\u00bb e costruito una fabbrica di quadri (concorsi Leaders of Russia, Scuola dei Governatori, Scuola dei Sindaci, per selezionare burocrati patriottici). Proprio il successo di questa filiera ha aumentato il suo potere, abbastanza da far scattare l\u2019allarme di Putin: nessuno deve essere troppo forte, dunque lo si sposta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il coach-principe e l\u2019oligarchia sportiva<\/b><br \/>La famiglia Rotenberg (Arkady e Boris, amici di Putin dai tempi del judo) \u00e8 un pilastro dell\u2019oligarchia putiniana. I loro figli non cercano incarichi politici, ma controllano settori strategici quali costruzioni, opere pubbliche, sport, media sportivi. Roman Rotenberg, 44 anni, nipote di Arkady, \u00e8 il simbolo perfetto del nepotismo \u00absenza vergogna\u00bb. Cresciuto in Finlandia e nel Regno Unito, rientra in Russia e scala lo sport nazionale: vice-presidente del club SKA San Pietroburgo a 30 anni, vice-presidente della Federazione Russa di Hockey a 33, nel 2022 si auto-nomina allenatore sia dello SKA sia della nazionale russa, senza alcuna esperienza tecnica. Quando nel 2018 critica pubblicamente il commissario tecnico campione olimpico Oleg Znarok, quest\u2019ultimo lo insulta (\u00abChi diavolo sei tu per insegnarmi l\u2019hockey?\u00bb) e viene subito licenziato. Con la Russia bandita dalle maggiori competizioni internazionali, Rotenberg \u00e8 protetto dal ridotto controllo esterno, e pu\u00f2 costruire la sua narrazione sportiva a uso interno. L\u2019inefficienza resta impunita, purch\u00e9 la lealt\u00e0 al leader sia totale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il futuro: pi\u00f9 capitalismo di clan, pi\u00f9 imperialismo<\/b><br \/>La nuova generazione non ha pi\u00f9 l\u2019impronta sovietica. \u00c8 capitalista, pragmatica, pronta a fare affari con chiunque: Cina, Iran, Europa, Stati Uniti \u2014 persino con l\u2019Ucraina se conviene. Sul piano simbolico e culturale, idealizza l\u2019impero pi\u00f9 che l\u2019URSS. Odia l\u2019isolamento, preferisce il business, vede nella guerra uno strumento di consolidamento interno e di redistribuzione verticale del bottino. Se la vecchia guardia aveva almeno l\u2019eredit\u00e0 ideologica sovietica (per quanto cinica), questa nuova generazione \u00e8 figlia di un\u2019ideologia ibrida: nazionalismo conservatore + capitalismo di rendita + verticalismo personalistico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La strategia di Putin ricorda gli ultimi anni di Fidel Castro a Cuba: creare un gruppo di giovani, totalmente fedeli, per portare avanti la sua linea. Nel momento cruciale, Castro scelse il fratello Ra\u00fal \u2014 una soluzione dinastica. Putin non ha fratelli, non si fida di nessuno e non \u00e8 disposto a indicare un erede. Per questo lavora a un sistema di successione diffusa, senza un erede singolo: un mosaico di clan, famiglie, tecnocrati e apparati, tutti tenuti insieme da lui.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La stabilit\u00e0 che questo sistema sembra offrire \u00e8 illusoria. Cresce l\u2019inerzia del potere, ma anche la sua fragilit\u00e0 strutturale: la legittimazione popolare \u00e8 assente, i conflitti tra clan sono latenti, l\u2019economia \u00e8 distorta dalla guerra, la diplomazia \u00e8 personalizzata. La sopravvivenza del sistema dipende dalla capacit\u00e0 di Putin di bilanciare le tensioni, limitare le ambizioni dei vari centri e impedire l\u2019emergere di successori troppo forti. Se questa architettura perde il suo architetto, il rischio \u00e8 quello del collasso o della guerra tra clan, pi\u00f9 che di una graduale transizione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un regime dinastico senza dinastia, un feudalesimo amministrativo senza legittimit\u00e0, una modernizzazione capitalistica senza riforme politiche. Costruisce un dopo-Putin che sia ancora putiniano \u2014 fatto di lealt\u00e0, parentele, reti personali e controllo maniacale della competizione interna. Il risultato \u00e8 una nuova \u00e9lite giovane, fedele, ricca e potentissima, ma senza un progetto proprio n\u00e9 una base sociale. Una successione senza transizione che garantisce continuit\u00e0 al leader e alle sue famiglie, ma lascia aperta la domanda fondamentale: cosa accadr\u00e0 nel momento in cui l\u2019unico elemento davvero fondamentale del sistema \u2014 Vladimir Putin \u2014 dovesse venir meno?<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-07-28T15:52:33+02:00\" content=\"2025-07-28\">28 luglio 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non si vede all\u2019orizzonte una via d\u2019uscita dalla guerra in Ucraina. 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