{"id":14176,"date":"2025-07-28T16:14:16","date_gmt":"2025-07-28T16:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/14176\/"},"modified":"2025-07-28T16:14:16","modified_gmt":"2025-07-28T16:14:16","slug":"la-maddalena-di-donatello-aveva-la-lipodistrofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/14176\/","title":{"rendered":"La Maddalena di Donatello aveva la lipodistrofia?"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel legno scolpito da Donatello tra il 1453 e il 1455, la figura di Maria Maddalena appare lontana dai canoni tradizionali della bellezza sacra. Magra, muscoli tesi sotto la pelle sottile, volto scavato, capelli lunghi: \u00e8 piuttosto l\u2019immagine di un corpo consunto dal tempo, dalla penitenza e, forse, anche dalla malattia. Da questa ipotesi \u00e8 partito un recente studio paleopatologico condotto dall\u2019<strong>Ospedale Pediatrico Bambino Ges\u00f9<\/strong> di Roma in collaborazione con l\u2019<strong>Osservatorio Malattie Rare<\/strong> e il <strong>Ministero della Cultura<\/strong>, e pubblicato il 2 luglio sulla rivista <a href=\"https:\/\/link.springer.com\/article\/10.1007\/s40618-025-02638-w\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00abJournal of Endocrinological Investigation\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p>Gli studiosi suggeriscono che l\u2019opera, conservata al Museo dell\u2019Opera del Duomo di Firenze, possa rappresentare una donna affetta da <strong>lipodistrofia<\/strong>, una rara patologia che comporta la perdita del tessuto adiposo sottocutaneo, con conseguenze visibili sull\u2019aspetto fisico: volto scavato, muscolatura marcata, vene prominenti e un aspetto invecchiato. Si tratta di una condizione oggi diagnosticabile con strumenti clinici avanzati, in passato poteva invece solo essere osservata.<\/p>\n<p>\u00abSebbene non sia possibile diagnosticare definitivamente la lipodistrofia nella Maddalena di Donatello, la statua offre un\u2019interessante intersezione tra storia dell&#8217;arte e semiotica clinica, spiega il professor <strong>Marco Cappa<\/strong>, responsabile dell\u2019unit\u00e0 di ricerca Terapie innovative per le endocrinopatie del Bambino Ges\u00f9. Il medico deve innanzitutto osservare e descrivere i segni clinici, interpretarli giudiziosamente e sottoporsi a esami appropriati per affinare le diagnosi differenziali. La Maddalena esemplifica come l\u2019arte visiva possa insegnare e ispirare una rigorosa osservazione clinica e un dialogo multidisciplinare, arricchendo sia la formazione medica che la comprensione culturale\u00bb.<\/p>\n<p>La <strong>paleopatologia<\/strong>, disciplina che studia le malattie del passato attraverso reperti e fonti iconografiche, trova nell\u2019arte uno strumento utile alla ricostruzione di manifestazioni patologiche. Non \u00e8 la prima volta, infatti, che sculture o affreschi suggeriscono simili diagnosi e, nel caso della Maddalena donatelliana, la coincidenza tra i segni clinici della lipodistrofia e l\u2019aspetto della scultura \u00e8 molto verosimile. La scultura, a differenza delle opere coeve di Donatello, non edulcora la figura della santa, ma la mostra <strong>nel pieno della sua fragilit\u00e0 umana<\/strong>, probabilmente nella sua fase eremitica descritta nella Legenda Aurea (Jacopo da Varagine, XIII secolo), secondo cui dopo la crocifissione di Cristo raggiunse la Francia, insieme a Marta e Lazzaro, per diffonderne il verbo e, successivamente, si ritir\u00f2 in una grotta ad Aqui per oltre trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Dare per certa questa teoria non \u00e8 possibile, perch\u00e9 non si possono escludere altre probabili cause come malnutrizione, ipertiroidismo, anoressia, o semplicemente la volont\u00e0 dell\u2019artista di mostrare una santa prosciugata dal sacrificio. Ciononostante, il sospetto avanzato dallo studio conferma come l\u2019arte possa fungere da spunto di riflessione anche a livello medico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel legno scolpito da Donatello tra il 1453 e il 1455, la figura di Maria Maddalena appare lontana&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":14177,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-14176","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14176","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14176"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14176\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}