{"id":142242,"date":"2025-10-01T20:27:09","date_gmt":"2025-10-01T20:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142242\/"},"modified":"2025-10-01T20:27:09","modified_gmt":"2025-10-01T20:27:09","slug":"non-ero-amica-della-cardinale-ma-lamore-per-squitieri-ci-ha-unite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142242\/","title":{"rendered":"\u00abNon ero amica della Cardinale ma l\u2019amore per Squitieri ci ha unite\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Ottavia Fusco, la moglie del regista Pasquale Squitieri: \u00abCon Pasquale ho passato 14 anni intensi, ben sapendo della grandissima storia che ebbe con Claudia. Alle fine siamo riuscite anche a lavorare insieme e il suo nome ha fatto la differenza\u00bb.Tra i registi scomodi del cinema italiano, Pasquale Squitieri non era secondo a nessuno. Sua moglie Ottavia Fusco, grande interprete teatrale e musicale, gli ha dedicato un documentario dal titolo emblematico, Il vizio della verit\u00e0, che andr\u00e0 in onda il 20 ottobre su Rai Tre, in cui riecheggia la figura di Claudia Cardinale, scomparsa in questi giorni.Come nasce questo documentario?\u00ab\u00c8 un omaggio dovuto sia come artista che come donna, con cui si chiude un capitolo della mia vita. Lo dovevo a Pasquale, a otto anni dalla sua scomparsa: non era stato fatto ancora nulla per ricordarlo e sono molto fiera e onorata di essere la prima. Pasquale diceva sempre che il regista \u00e8 quello che ha gi\u00e0 visto il film e io in qualche modo questo documentario l\u2019avevo gi\u00e0 visto, sono riuscita a tradurre in immagini quello che avevo in mente. Non \u00e8 un assemblaggio di ricordi e di contributi, c\u2019\u00e8 un\u2019idea narrativa che credo di essere riuscita a restituire, quindi o mi massacrano o vinco dei premi\u00bb. Cosa voleva raccontare? \u00abPasquale \u00e8 stato un uomo etichettato. Io invece ho voluto raccontare un Pasquale inedito, attraverso i miei occhi, essendo in scena come figura narrativa, quindi l\u2019aspetto politico, le sue provocazioni, gli amori, la spiritualit\u00e0, tutte sfaccettature che pochi immaginano di lui. E soprattutto ho voluto raccontare la verit\u00e0, per citare il vostro giornale, quella autentica, non quella che altri gli hanno voluto appiccicare addosso con le loro etichette. La libert\u00e0 si paga caro e lui l\u2019ha sempre pagata fino in fondo e anche di pi\u00f9\u00bb. Per\u00f2 era molto orgoglioso di essere uno spirito libero.\u00abLa cosa emozionante delle interviste trasversali che ho fatto, da Franco Nero a Fabio Testi, da Fausto Bertinotti a Gigi Marzullo, da Lina Sastri a Steve Della Casa, \u00e8 che tutti hanno parlato di lui con obiettivit\u00e0 e rispetto, riconoscendo la sua intelligenza libera. Forse in vita non aveva potuto godere della manifestazione di questa stima. E non erano, credimi, le solite frasi che si dicono di tutti, dopo la morte. Ovviamente non si pu\u00f2 non parlare delle sue intemperanze, del fatto che avesse un carattere a volte impossibile, per\u00f2 emerge la figura di un uomo giusto e leale, che non faceva sconti a nessuno perch\u00e9 non li faceva nemmeno a s\u00e9 stesso\u00bb. Qual \u00e8 il suo primo ricordo di Squitieri?\u00abEra l\u2019estate del 2003 e io stavo preparando uno spettacolo con Lina Wertm\u00fcller, che si intitolava Peccati di allegria, dove Lina, eccezionalmente in scena, raccontava aneddoti e io, accompagnata dall\u2019orchestra Toscanini di Parma, cantavo le pi\u00f9 belle canzoni del cinema internazionale. Un giorno per ripassare il testo delle canzoni sono andata al bar Rosati\u2026\u00bb.Dove Squitieri era di casa\u2026 \u00abEsattamente. I turisti stavano fuori e, per stare tranquilla, mi sono seduta all\u2019interno. La sala era pressoch\u00e9 vuota, per\u00f2 in fondo erano seduti Pasquale, Tony Renis e un altro signore e ho sentito inevitabilmente, perch\u00e9 non c\u2019era nessuno, quest\u2019ultimo che diceva: \u201cChe bella quella donna!\u201d. Pasquale mi ha guardato: \u201cSi, \u00e8 davvero strana\u201d. Dopo mezz\u2019ora sono sfilati di fronte e Pasquale ha indugiato per un attimo, io ho alzato lo sguardo, ci siamo guardati e a me \u00e8 venuto spontaneo dire: \u201cPiacere maestro, sono Ottavia Fusco\u201d. E lui: \u201cMa certo! Albertazzi mi ha parlato di lei\u201d. Ci siamo stretti la mano e romanticamente, come ho scritto nel mio libro \u2019Nu piezzo \u2019e vita. Il mio amore per Pasquale, lettera per lettera, mi piace dire che poi quella mano non ce la siamo pi\u00f9 lasciata\u00bb.Era un uomo solo in quel periodo? \u00abAveva gi\u00e0 lasciato Claudia Cardinale ed era andato a vivere a Castelnuovo di Porto, dove io tuttora vivo. Aveva deciso di uscire dalla mischia, di scavarsi un buco, come diceva sempre lui. Incontrandomi, credo abbia ricevuto una spinta vitale e creativa\u00bb.Tanto che poi ha continuato a fare film\u2026\u00abS\u00ec, fino all\u2019ultimo straordinario film che non \u00e8 stato pressoch\u00e9 distribuito, L\u2019altro Adamo, il cui soggetto lo aveva scritto nel 1974, dove si parla di reale e virtuale, del rapporto tra l\u2019uomo e il computer. \u00c8 di un\u2019attualit\u00e0 da brivido perch\u00e9 prevedeva quelli che sarebbero stati i risvolti drammatici dell\u2019apparenza virtuale rispetto alla vita reale. Il protagonista, un pubblicitario piuttosto sfigato, gira con una telecamerina appuntata all\u2019occhiello della giacca che filma tutti gli eventi della giornata. Il suo computer Ulisse modifica le situazioni a seconda di come lui avrebbe voluto che si svolgessero, fino a che una sera lui gli chiede di inventargli una storia d\u2019amore vera, con una ragazza al semaforo che non ha il coraggio di avvicinare. Pensa un soggetto di questo genere scritto cinquant\u2019anni fa!\u00bb.Nel girare il documentario, qual \u00e8 l\u2019insegnamento di Squitieri che le \u00e8 ritornato in mente?\u00abMi sono accorta di avere assorbito tantissime cose da Pasquale. Per esempio, che l\u2019inquadratura \u00e8 come un foglio bianco da squadrare, dove non devono esserci squilibri visivi tra un elemento e l\u2019altro, bisogna cercare di bilanciare l\u2019immagine\u00bb. Fra i veri temi, c\u2019\u00e8 anche la spiritualit\u00e0. Suo marito era credente? \u00abPasquale era molto sui generis anche in questo. Lo definirei una persona filosoficamente spirituale, per\u00f2 a volte, passando davanti a una chiesa, sentiva il bisogno di entrare e di raccogliersi in preghiera. Siccome io in quel periodo praticavo il buddismo, trovavo un po\u2019 assurdo che mi facessi il segno della croce. Pasquale mi disse: \u201cSbagli perch\u00e9, come diceva Federico II nell\u2019incontro con il sultano al-Kamil, bisogna sempre onorare l\u2019ospite che ci riceve\u201d. E io da quel giorno ho sempre fatto il segno della croce, non solo questo mi ha anche attivato una sorta di evoluzione spirituale\u00bb. Come ha affrontato questo tema?\u00abPasquale aveva un padre spirituale, don Sergio Mercanzin, che compare nel documentario in modo molto toccante e ricorda le loro lunghe disquisizioni teologiche negli ultimi tempi, quando Pasquale era a letto. Ho mostrato un disegno a matita che Pasquale non ha avuto tempo di finire, dove ha disegnato s\u00e9 stesso in croce, proprio perch\u00e9 lui aveva un fortissimo legame con la figura del Cristo. Don Sergio mi ha fatto notare che ci sono due rette divergenti che partono dagli occhi, quasi a significare che il suo sguardo stava gi\u00e0 rivolgendosi all\u2019Infinito\u00bb.Il suo primo film si intitolava Io e Dio\u2026\u00abUn film rivoluzionario in bianco e nero, che gli aveva finanziato Vittorio De Sica. Se vedi quel film, \u00e8 un puro concentrato di talento, con cui ha anticipato tutti i temi che avrebbe affrontato nella sua cinematografia\u00bb. Un capitolo del documentario \u00e8 dedicato agli amori: \u00e8 stato doloroso affrontarlo? \u00abNo, \u00e8 stato doveroso, intanto perch\u00e9 altrimenti avrei fatto ridere i polli, poi \u00e8 giusto affrontarlo perch\u00e9 \u00e8 un aspetto importante della vita di Pasquale, che ha avuto quattro figli. Mi soffermo ovviamente sulla lunga storia d\u2019amore con Claudia Cardinale e ci sono delle bellissime immagini di loro due, che erano degli strafighi pazzeschi. E affronto anche la mia storia. Il mio tono nel documentario \u00e8 molto leggero, ironico, come a me piace essere\u00bb. Come sarebbe piaciuto a Claudia Cardinale\u2026\u00abSicuramente, perch\u00e9 era una donna di uno spirito irresistibilmente divertente\u00bb. Avete lavorato assieme a teatro.\u00abPasquale ha avuto questa idea, forse un po\u2019 sadica, quattro mesi prima di andarsene: \u201cIo voglio riprendere a lavorare, mi piacerebbe dirigere te e Claudia in scena, che cosa ci possiamo inventare?\u201d. Io, notoriamente masochista, invece di dire: \u201cMa sei matto\u201d, gli ho risposto: \u201cSe facessimo La strana coppia di Neil Simon nella versione femminile?\u201d. E lui: \u201cMa questa \u00e8 un\u2019idea geniale!\u201d. Ha convinto Claudia, che non era cos\u00ec contenta di lavorare insieme. Poi per\u00f2 lui \u00e8 venuto a mancare e la regia l\u2019ha rilevata il suo aiuto, Antonio Mastellone, Claudia e io abbiamo deciso, per onorare Pasquale, di andare avanti lo stesso\u00bb. Che esperienza \u00e8 stata?\u00abSono molto grata professionalmente a Claudia, intanto perch\u00e9 quello che aveva in mente Pasquale era di incuriosire con la presenza di tutte e due, e questo \u00e8 riuscito benissimo. Inoltre, un nome gigantesco come quello della Cardinale ha fatto s\u00ec che facessimo il giro dei teatri pi\u00f9 importanti d\u2019Italia e con questo spettacolo ho vinto anche il premio Flaiano per il teatro 2018, cosa che mi ha fatto molto piacere. Nove mesi di tourn\u00e9e, un mese di prove, dieci mesi di convivenza lavorativa, sono tanti. La morte di Pasquale da un lato ci ha unito all\u2019inizio, poi sono riemerse delle cose irrisolte\u00bb.Quali?\u00abIntanto, non c\u2019era pi\u00f9 Pasquale ad armonizzare le nostre due presenze. Nel mio ruolo di moglie ero molto benevola nei confronti di Claudia, probabilmente invece a lei faceva piacere che riemergesse la storicizzazione della sua storia e che in qualche modo i miei 14 anni con Pasquale scivolassero un po\u2019 via. Chiaramente a me non andava, anche se non ne abbiamo mai parlato. C\u2019\u00e8 stata un\u2019ultima telefonata, anche commovente, dove ci siamo dette che non saremmo mai state le pi\u00f9 grandi amiche, ma che era stato bello incontrarci in nome di un grande amore. Poi non ci siamo pi\u00f9 sentite, perch\u00e9 lei ha lasciato Parigi e si \u00e8 trasferita a Nemours\u00bb. C\u2019\u00e8 una dote umana che non pensavi avesse, conoscendola pi\u00f9 da vicino?\u00abLo straordinario desiderio di vivere, aveva un\u2019energia pazzesca. Tieni conto che aveva ottant\u2019anni, quando abbiamo lavorato insieme. Voleva andare a ballare, voleva andare in discoteca, una vitalit\u00e0 incredibile. Era molto tenera. Quando veniva a casa, invece era molto pi\u00f9 misurata. Questa la considero una dote umana\u00bb.\n<\/p>\n<p>\n        (IStock)\n    <\/p>\n<p>La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Tommaso Dragotto e realizzata da Big Mama Production, vedr\u00e0 presenti esperti del mondo della psichiatria che affronteranno la malattia mentale come questione di civilt\u00e0, di diritto e di salute pubblica.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Oms, oltre 1 persona su 8 nel mondo (quasi 1 miliardo di persone) convive con un disturbo mentale. In Europa il 17% della popolazione adulta \u00e8 affetta da problemi di salute mentale, mentre in Italia, circa 18 milioni di cittadini hanno a che fare con un disturbo psichiatrico significativo.<\/p>\n<p>Nel programma della giornata conversazioni scientifiche, momenti di teatro, musica, cultura.<\/p>\n<p>Si comincer\u00e0 alle ore 9.30 all\u2019orto botanico con la giornalista scientifica del Tg2 <strong>Laura Berti<\/strong>, che intervister\u00e0 il Professor <strong>Andrea Fiorillo<\/strong>, Presidente dell\u2019European Psychiatric Association. L\u2019incontro toccher\u00e0 le nuove emergenze psichiatriche, come la solitudine, la dipendenza da videogiochi o da sostanze psicoattive, ma anche di psicosi acute, rischio di suicidio, stati maniacali, depressione grave, sindrome da astinenza da alcol oppioidi e comportamenti autolesionistici.<\/p>\n<p>\u00abI disturbi mentali sono in costante aumento, soprattutto tra le persone pi\u00f9 giovani, tanto da rappresentare una nuova epidemia clinica e sociale\u00bb a dirlo \u00e8 proprio il Prof. <strong>Fiorillo<\/strong>. \u00abMa grazie alle nuove conoscenze, oggi \u00e8 possibile prevenire la comparsa dei disturbi mentali. Restano I disturbi depressivi in costante aumento, un vero allarme per le fasce giovanili e le persone anziane, legate spesso da un denominatore comune che si chiama solitudine, intesa come sensazione di inaiutabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Alle 11.30 la kermesse, accendendo i riflettori sul rapporto psiche \u2013 criminalit\u00e0, migrer\u00e0 al Cine Teatro Lux, dove andr\u00e0 in scena lo spettacolo della Compagnia Frammenti d\u2019arte e teatro che presenter\u00e0 la pi\u00e8ce \u00abBambole rotte\u00bb di <strong>Alessia Tanzi<\/strong> per la regia di <strong>Marzia Verdecchi<\/strong>. Sei storie diverse di uxoricidio che parleranno di vite spezzate, ma viventi e presenti nelle loro giornate di confinamento carcerario, dove tutto ritorna \u2013 nitido fino all\u2019esasperazione &#8211; come un incubo ribelle da cui nessuna delle protagoniste riesce a liberarsi.<a rel=\"noopener noreferrer\" target=\"_blank\"\/><\/p>\n<p>Evento pensato per ospitare gli allievi delle Scuole Superiori di Palermo e parlare loro di violenza di genere con un prologo della criminologa <strong>Flaminia Bolzan<\/strong>, alla quale toccher\u00e0 il compito di prospettare alla giovane audience tutti i segnali premonitori della violenza di genere, la cui et\u00e0 statistica sta rapidamente riducendosi.<\/p>\n<p>Alle ore 17.00 al  Conservatorio A.Scarlatti, per mettere l\u2019accento sulla relazione psiche \u2013 schizofrenia, sar\u00e0 la volta di un omaggio a <strong>Robert Schumann<\/strong> della pianista <strong>Gile Bae<\/strong> , olandese di origini sudcoreane, che ha studiato al Conservatorio Reale dell&#8217;Aia e all&#8217;Accademia Pianistica Internazionale di Imola, specializzandosi di recente nel repertorio di <strong>Bach<\/strong> e <strong>Schumann<\/strong>. In programma: Kreisleriana Op. 16 di <strong>R. Schumann<\/strong>, English Suite N.4 BWV di <strong>J.S<\/strong>. <strong>Bach<\/strong>, Sonata N.2 Op. 14 di<strong> S. Prokofiev<\/strong>. Il concerto sar\u00e0 preceduto da un originale reading teatrale dell\u2019attore <strong>Corrado Tedeschi<\/strong>, che si addentrer\u00e0 nei meandri oscuri della storia e della musica di <strong>Schumann<\/strong> segnati dal male della schizofrenia.<\/p>\n<p>Alle 18.30 la giornata \u2013 evento, sulle tracce stavolta del rapporto psiche \u2013 recupero e reinserimento del malato attraverso l\u2019arte, si sposter\u00e0 al Real Teatro Santa Cecilia, per proporre l\u2019originale messa in scena della Accademia della Follia Claudio Misculin dal titolo \u00abQuelli di basaglia\u2026A 180\u00b0\u00bb di <strong>Angela Pianca<\/strong> e <strong>Antonella Carlucci<\/strong> (che ne firma anche la regia).Uno spettacolo con 8 attori in scena, che celebrer\u00e0 la rivoluzione psichiatrica di <strong>Franco Basaglia<\/strong> attraverso testi, interviste, poesie e testimonianze proprio di <strong>Basaglia<\/strong>, dei \u00abbasagliani\u00bb e dei matti. Attori, che intrecceranno il testo con musica, danza, canto, reinventando i modi per cui la follia possa ritornare a far parte della vita e non sia ridotta a malattia dalla forza della ragione e dalla violenza delle istituzioni.<\/p>\n<p>A chiudere l\u2019intera kermesse sar\u00e0 alle ore 21.00 al Teatro al Massimo, sar\u00e0 una delle pi\u00f9 grandi signore del palcoscenico italiano, <strong>Lina Sastri<\/strong>, che \u2013 incrociando l\u2019ultima riflessione della giornata su psiche e notte &#8211; proporr\u00e0 la sua intima e poetica Voce \u2018e notte: uno spettacolo, testimonianza di un lungo lavoro di ricerca realizzato in lunghi anni dall\u2019attrice, dove parola, musica e danza di intrecceranno in armonia, come le migliori delle musicoterapie. Perch\u00e8 oggi la musica \u00e8 sempre pi\u00f9 considerata non solo un\u2019arte, ma anche una risorsa terapeutica, che, grazie a <strong>Lina Sastri, <\/strong> si accender\u00e0 delle note delle pi\u00f9 belle canzoni napoletane: da <strong>Salvatore Di Giacomo<\/strong> a <strong>Pino Daniele<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abLa Fondazione Tommaso Dragotto rinnova il suo impegno per combattere, in una giornata simbolo, il pregiudizio e lo stigma verso la malattia mentale\u00bb. Cos\u00ec il Dottor <strong>Tommaso Dragotto<\/strong> presidente dell\u2019omonima Fondazione:\u00abI disturbi legati alle patologie psichiatriche sono in costante aumento e preoccupa molto che il loro manifestarsi sia registrato in et\u00e0 sempre pi\u00f9 giovanile. E&#8217; nostro dovere\u00bb. Conclude <strong>Dragotto:<\/strong> \u00abSupportare non solo le persone affette da tali disturbi ma anche le loro famiglie, per lottare insieme contro un nemico tanto invisibile quanto insidioso. Sono orgoglioso di aver portato ancora una volta a Palermo un&#8217;iniziativa cos\u00ec importante e prestigiosa\u00bb.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ottavia Fusco, la moglie del regista Pasquale Squitieri: \u00abCon Pasquale ho passato 14 anni intensi, ben sapendo della&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":142243,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,18137,203,454,204,1537,90,89,1521,89924,84232],"class_list":{"0":"post-142242","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-claudia-cardinale","10":"tag-entertainment","11":"tag-film","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-movies","17":"tag-ottavia-fusco","18":"tag-pasquale-squitieri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142242","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=142242"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142242\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/142243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=142242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=142242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=142242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}