{"id":142386,"date":"2025-10-01T22:12:09","date_gmt":"2025-10-01T22:12:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142386\/"},"modified":"2025-10-01T22:12:09","modified_gmt":"2025-10-01T22:12:09","slug":"librerie-e-centri-di-militanza-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142386\/","title":{"rendered":"Librerie e centri di militanza quotidiana"},"content":{"rendered":"<p>Nel suo sito<a href=\"https:\/\/www.lerideaurouge.com\/la-librairie-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> Le rideau rouge<\/a> si presenta come \u00abuna libreria generalista di quartiere accogliente e impegnata\u00bb. Ma questo punto vendita indipendente, attivo dal 2024 a Parigi nel diciottesimo arrondissement, \u00e8 ben di pi\u00f9: un centro di militanza quotidiana contro un sistema editoriale fondato su meccanismi perversi (e autolesionisti) di crescita costante. Questo, almeno, viene da pensare, <a href=\"https:\/\/www.en-attendant-nadeau.fr\/2025\/09\/24\/rentree-litteraire-ecologie-et-bibliodiversite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">dopo avere letto l\u2019intervista che Mathilde Charrier<\/a>, libraia a Le Rideau Rouge, ha rilasciato nella sua veste di coordinatrice dell\u2019Association pour l\u2019\u00e9cologie du livre a S\u00e9bastien Ornont sulla rivista online <a href=\"https:\/\/www.en-attendant-nadeau.fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">En attendant Nadeau<\/a>.<\/p>\n<p>Varrebbe la pena di riprodurla per intero, ma qui si tireranno fuori alcuni punti interessanti, sperando che lettrici e lettori seguano poi i link o magari vadano in pellegrinaggio laico al quartiere La Chapelle, dove appunto si trova Le rideau rouge. E partiamo dall\u2019Association pour l\u2019\u00e9cologie du livre, fondata nel 2019 come \u00abspazio di dialogo interprofessionale dove riflettere sul mondo del libro e della lettura, per adattarsi al cambiamento climatico e trovare alternative al sistema del libro industriale, basato dagli anni \u201980 su una crescita irragionevole della produzione\u00bb. Charrier \u00e8 chiara: \u00abL\u2019associazione ha un approccio radicale, che non si limita a proporre soluzioni puntuali, ma rimette in discussione l\u2019impostazione capitalista e produttivista dell\u2019editoria\u00bb, a partire dall\u2019idea che \u00abriflettere sul futuro del libro e della lettura vuol dire avere in mente un progetto di societ\u00e0 differente\u00bb.<\/p>\n<p>I soci sono circa 450: librai, ma pure editori, illustratori, traduttrici, funzionari pubblici, giornalisti, che discutono liberamente \u00absenza difendere innanzitutto gli interessi della propria categoria\u00bb \u2013 anche quando si tratta di mettere in dubbio la bont\u00e0 di un pilastro dell\u2019annata editoriale francese, la rentr\u00e9e litt\u00e9raire: \u00abOggi, in Francia, nell\u2019arco dell\u2019anno escono in media ogni giorno trecento novit\u00e0, una produzione insensata, dato che nel migliore dei casi i volumi invenduti giacciono in magazzino, ma spesso vanno al macero. I riflettori sulle rentr\u00e9es litt\u00e9raires sono un tentativo di smaltire questa iperproduzione\u00bb che non corrisponde alla domanda reale: \u00abTutti gli studi mostrano che la lettura \u00e8 in calo\u00bb. Senza contare che i grandi gruppi (Hachette, Editis, Madrigall, M\u00e9dia-Participations\u2026) con tutti i loro marchi \u00abhanno una forza d\u2019urto capace di monopolizzare lo spazio mediatico e quello dei tavoli delle librerie\u00bb.<\/p>\n<p>Che fare? Pi\u00f9 che proporre soluzioni, l\u2019associazione mira a informare (\u00e8 appena stata realizzata una mappa della concentrazione editoriale in Francia) e a mettere in luce gli aspetti industriali del sistema editoriale: \u00abPoich\u00e9 il libro resta un oggetto fortemente simbolico, ci si interessa poco alle condizioni nelle quali \u00e8 prodotto\u00bb.<\/p>\n<p>Ma non mancano le azioni concrete: l\u2019anno scorso \u00e8 stato lanciato un appello per una tregua delle novit\u00e0, rinnovato nel 2025. Hanno aderito oltre cinquanta librai e \u2013 udite, udite \u2013 il fatturato delle librerie partecipanti non \u00e8 calato: \u00abLe librerie \u2013 commenta Charrier \u2013 sono meno dipendenti di quanto si potrebbe credere dalle novit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>E ancora: \u00abSpesso i grandi gruppi definiscono come \u2018popolare\u2019 una cultura commerciale, ma noi sottolineiamo che cultura popolare e cultura esigente non sono concetti antitetici. E cerchiamo, senza uscire dal sistema commerciale, di ripensare le interazioni tra luoghi del libro. Per esempio, al Rideau Rouge, abbiamo al piano interrato una biblioteca militante accessibile su abbonamento. E vediamo riapparire da noi e altrove gli arpentages, pratiche di lettura collettiva e riflessiva nate dall\u2019educazione popolare, molto importanti negli anni \u201960 e \u201970. Si tratta di immaginare altri modi di leggere e far leggere\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel suo sito Le rideau rouge si presenta come \u00abuna libreria generalista di quartiere accogliente e impegnata\u00bb. 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