{"id":142515,"date":"2025-10-01T23:47:13","date_gmt":"2025-10-01T23:47:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142515\/"},"modified":"2025-10-01T23:47:13","modified_gmt":"2025-10-01T23:47:13","slug":"salutequita-su-salute-mentale-servono-piu-risorse-e-cure-accessibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142515\/","title":{"rendered":"Salutequit\u00e0 \u201cSu salute mentale servono pi\u00f9 risorse e cure accessibili\u201d"},"content":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 \u201cA fronte di una domanda di assistenza che cresce, l\u2019Italia destina solo il 3% del Fondo Sanitario Nazionale alle politiche per la salute mentale, con una spesa pro-capite (69,8 euro) nettamente inferiore a Francia (510), Germania (499) e Regno Unito (344). La dotazione di personale (60 operatori ogni 100.000 abitanti) \u00e8 inferiore del 25% rispetto allo standard nazionale necessario definito da Agenas, sottoscritto da Regioni (21.12.22), Ministero della Salute (9.1.23) e MEF (22.1.23), di 83, con forti squilibri regionali (da oltre 100 operatori in Trentino a meno di 30 in Basilicata). E anche sulla salute del cervello si procede tra attenzione crescente, accompagnata da ritardi e differenze territoriali\u201d. Lo evidenzia l\u2019Osservatorio Salutequit\u00e0.<br \/>Nel 2023 i servizi di salute mentale hanno seguito 854.040 utenti (+10% rispetto al 2022), con un incremento dei casi di disturbi psichiatrici, ideazione suicidaria e autolesionismo in et\u00e0 adolescenziale. Ci\u00f2 nonostante, nel 2022 si sono ridotte rispetto al 2020 le strutture per l\u2019assistenza psichiatrica sul territorio, sebbene gli utenti in carico ai servizi siano tornati ai livelli pre-pandemia. Calano le dotazioni di personale e delle risorse disponibili, e si riducono le prestazioni erogate agli assistiti rispetto ai livelli precedenti alla pandemia che hanno registrato una lieve ripresa solo nel 2023.<br \/>Secondo l\u2019Osservatorio Salutequit\u00e0 \u201cdurante le fasi acute della pandemia, moltissime prestazioni di salute mentale (psicoterapia, attivit\u00e0 riabilitative, strutture semi-residenziali e day hospital) hanno registrato riduzioni comprese approssimativamente tra il  45% e il  95%, a seconda del tipo di servizio.<br \/>Il numero totale di utenti assistiti \u00e8 diminuito da circa 826.000 (2019) a circa 778.700 (2021) \u2013 un calo di qualche decina di migliaia. Poi c\u2019\u00e8 stato il recupero che ha portato il numero nel 2023 a circa 854.000 utenti\u201d.<br \/>Persistono divari territoriali significativi: le prestazioni per utente variano da 33 in Friuli-Venezia Giulia a meno di 9 in Molise, Campania e Sicilia (media Italia 13,6\/utente). Le prestazioni sono terapeutiche nel 71,4% dei casi, socio-riabilitative nel 18,1%, assistenziali nell\u20198,4% e diagnostiche nel 2,1%. Veneto, Lombardia, Calabria, Umbria e Marche registrano le percentuali pi\u00f9 alte di prestazioni socio-riabilitative. \u201cL\u2019Italia ha uno dei tassi pi\u00f9 bassi di posti letto per cure psichiatriche in Europa (8,1 ogni 100.000 abitanti) e il numero di dimissioni ospedaliere per disturbi mentali \u00e8 tra i pi\u00f9 bassi\u201d, spiega ancora Salutequit\u00e0. <br \/>La salute del cervello rappresenta una priorit\u00e0 crescente per il Servizio Sanitario Nazionale. In Italia si stimano circa 7 milioni di persone affette da emicrania, 12 milioni con disturbi del sonno, 1,2 milioni con demenza (720.000 con Alzheimer), 800.000 con esiti di ictus e 400.000 con Parkinson. A ci\u00f2 si aggiunge un quinto della popolazione con disturbi psichici, in prevalenza ansia e depressione. Negli ultimi anni il quadro normativo e programmatorio del SSN si \u00e8 arricchito con provvedimenti che cercano di dare risposte come la Legge n. 81\/2020, che riconosce la cefalea primaria cronica come malattia sociale; il rifinanziamento del Fondo per Alzheimer e demenze (2024-2026); l\u2019aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicit\u00e0 con l\u2019inclusione dell\u2019epilessia; l\u2019avvio del processo di definizione della nuova Strategia nazionale per la salute mentale, a oltre dieci anni dall\u2019ultimo documento. L\u2019Osservatorio Salutequit\u00e0 ha analizzato gli effetti dei provvedimenti sulla cefalea e lo stato dei servizi per la salute mentale per contribuire a questa priorit\u00e0: \u201cIl Decreto attuativo per finanziare con 10 milioni di euro progetti innovativi di presa in carico delle persone con cefalea primaria cronica \u00e8 arrivato con due anni di ritardo, nel marzo 2023 anzich\u00e8 a febbraio 2021. Per le Regioni meno di due anni per progettazione, implementazione e valutazione, con scadenze ravvicinate: presentazione entro dicembre 2023, chiusura dei progetti entro dicembre 2024 e rendicontazione entro gennaio 2025. La maggior parte delle Regioni ha rispettato i termini per la presentazione dei progetti, ma stando alla desk research di Salutequit\u00e0, le evidenze disponibili sui risultati sono ancora limitate e frammentarie (solo 3 regioni hanno anticipato i dati con dichiarazioni, comunicati o documenti). I progetti hanno obiettivi differenziati \u2013 riduzione dei tempi diagnostici, definizione di PDTA, telemedicina, campagne informative, formazione di MMG\/PLS \u2013 e raramente includono stanziamenti aggiuntivi oltre i fondi ministeriali (Veneto ha stanziato +50.000 euro; Puglia e Piemonte valuteranno l\u2019opportunit\u00e0) \u2013 prosegue l\u2019Osservatorio -. Gli indicatori individuati dalle Regioni per monitorare il successo degli interventi sono eterogenei: si va dalla piattaforma di telemedicina e il numero di rinnovi di piano terapeutico attraverso televisita, al numero di centri che rispondono ad una survey di mappatura; dal numero di persone prese in carico con farmaci innovativi rispetto agli aventi diritto, all\u2019impatto della riorganizzazione territoriale sui PS, al numero di professionisti formati. Non esiste una piattaforma informatizzata unica o un report di sintesi che possa aiutare ad avere una linea di indirizzo unica, rischiando cos\u00ec di incrementare le disuguaglianze sul territorio e compromettere l\u2019efficacia complessiva dell\u2019intervento\u201d.<br \/>La riforma territoriale del DM 77\/22 prevede che nelle Case della comunit\u00e0 i servizi di salute mentale, dipendenze patologiche e neuropsichiatria infantile non siano obbligatori ma raccomandati, lasciando quindi la valutazione e la scelta alle singole Regioni. Secondo Agenas, a giugno 2025, solo 293 delle 660 Case della Comunit\u00e0 (CdC) attive hanno un servizio per la salute mentale, 117 per le dipendenze patologiche e 188 per la neuropsichiatria infantile e adolescenziale. Le CdC con servizi per la salute mentale sono pi\u00f9 diffuse in Emilia-Romagna (81 su 140), Lombardia (77 su 142) e Veneto (63 su 131). Calabria e PA di Trento, pur avendo solo due CdC ciascuna, le hanno dotate di servizi per la salute mentale. In quattro regioni si concentrano pi\u00f9 dei due terzi dei servizi di neuropsichiatria infantile e adolescenza: Lombardia (48), Emilia-Romagna (36), Veneto (32) e Lazio (25). Passando ai servizi per le dipendenze patologiche, il numero di servizi attivi nelle CdC si riduce ulteriormente e la concentrazione dei circa i due terzi dei servizi presenti (77 su 117) si concentra in 3 regioni: Lombardia 41; Emilia-Romagna 20 e Veneto 16.<br \/>\u201cSe da una parte la salute mentale e del cervello \u00e8 sempre pi\u00f9 una priorit\u00e0 per la popolazione, dall\u2019altra risulta troppo residuale nelle politiche sanitarie pubbliche. Basti pensare che l\u2019Italia destina solo il 3% del Fondo Sanitario Nazionale alle politiche per la salute mentale, con una spesa pro-capite pari a 69,8 euro, nettamente inferiore a Francia con 510 euro, Germania con 499 euro e Regno Unito con 344 euro \u2013 afferma Tonino Aceti, Presidente di Salutequit\u00e0 -. Anche la bozza di \u201cPiano di Azione Nazionale sulla Salute Mentale 2025-2030\u201d trasmesso alle Regioni non ha alcun tipo di stanziamento di risorse specificatamente dedicate alla sua attuazione, oltre a non contenere alcun tipo di cronoprogramma con tempistiche precise relative al raggiungimento degli obiettivi \u2013 ha continuato Aceti -. Anche per quanto riguarda la definizione degli standard nazionali di servizio c\u2019\u00e8 molto lavoro da fare, come pure sul rafforzamento del personale sanitario, senza dimenticare che all\u2019interno del sistema di verifica e controllo dell\u2019assistenza nei confronti delle Regioni, e cio\u00e8 il Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA , ad oggi possiamo contare solo su un solo indicatore \u201ccore\u201d sulla salute mentale. E\u2019 evidente che questo tipo di fragilit\u00e0 merita ben pi\u00f9 attenzione da parte delle Istituzioni sanitarie. Il rischio se non si cambia passo \u00e8 che nei fatti si continuer\u00e0 a lasciare sole le famiglie con tutto quello che ci\u00f2 comporta, a partire dalla loro perdita di fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 Foto pexels.com \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ROMA (ITALPRESS) \u2013 \u201cA fronte di una domanda di assistenza che cresce, l\u2019Italia destina solo il 3% del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":142516,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-142515","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142515","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=142515"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142515\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/142516"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=142515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=142515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=142515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}