{"id":142866,"date":"2025-10-02T05:26:10","date_gmt":"2025-10-02T05:26:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142866\/"},"modified":"2025-10-02T05:26:10","modified_gmt":"2025-10-02T05:26:10","slug":"la-terzina-finalista-della-xxxiv-edizione-del-premio-fiesole-narrativa-under-40","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142866\/","title":{"rendered":"La terzina finalista della XXXIV Edizione del Premio Fiesole Narrativa Under 40"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/52478IMG_libri_terzina_fiesole.png\" align=\"left\" style=\"margin-right: 10px;\"\/> <\/p>\n<p>\t\t<strong>Annunciata mercoled\u00ec 1 ottobre 2025 la terzina finalista della XXXIV Edizione del Premio Fiesole Narrativa Under 40<\/strong>. Gli autori selezionati sono: <strong>Lorenza Gentile<\/strong> con <strong>Tutto il bello che ci aspetta<\/strong>, edito da Feltrinelli, <strong>Giulia Lombezzi<\/strong> con <strong>L\u2019estate che ho ucciso mio nonno<\/strong>, uscito per Bollati Boringhieri e <strong>Sergio Peter<\/strong> con <strong>Altavia<\/strong>, pubblicato da il Saggiatore.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il Premio Fiesole Narrativa \u00e8 fra i pi\u00f9 importanti premi letterari italiani per la letteratura under 40<\/strong>, assegnato negli anni passati ad autori che si sono poi definitivamente affermati, da Silvia Ballestra e Sandro Veronesi, da Paolo Giordano a Paolo Sorrentino, da Paolo Di Paolo a Chiara Valerio, sino a Nadia Terranova, Giulia Caminito e Bernardo Zannoni, per citarne solo alcuni.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Questa edizione del Premio coincide con la candidatura di Fiesole come Capitale italiana della Cultura 2028<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La giuria<\/strong>, che ha selezionato i tre scrittori che si contenderanno l\u2019assegnazione del premio, \u00e8 presieduta da Franco Cesati e composta da Caterina Briganti, Silvia Gigli, Marcello Mancini, Gloria Manghetti, Fulvio Paloscia, Lorella Romagnoli e Francesco Tei.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La premiazione<\/strong> avr\u00e0 luogo sabato 15 novembre 2025, alle ore 17.00, a Fiesole, presso la Sala del Basolato in Piazza Mino. In quell\u2019occasione, come ogni anno, verranno assegnati anche alcuni premi speciali a chi si \u00e8 distinto nella diffusione della cultura.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La terzina finalista della XXXIV Edizione del Premio Fiesole Narrativa Under 40\u00a0<\/strong><br \/>&#13;\n<\/p>\n<p><strong>&#8220;Tutto il bello che ci aspetta&#8221; di Lorenza Gentile<\/strong> (Feltrinelli)<br \/>Viviamo in un\u2019epoca in cui niente \u00e8 impossibile, dunque se le cose non vanno dev\u2019essere per forza colpa nostra: Selene se ne \u00e8 quasi convinta. Passati i trent\u2019anni, non ha ancora trovato la sua strada: dove ha sbagliato? \u00c8 stata l\u2019ultima delle sue azioni impulsive, aprire un ristorante che ora \u00e8 sull\u2019orlo del fallimento, oppure \u00e8 successo quindici anni fa, quando ha preso la sua prima decisione da adulta? \u00c8 l\u00ec che sono rimaste impigliate le sue aspirazioni? Per scoprirlo, una notte d\u2019estate fugge da Milano verso un paesino nel cuore della Puglia, il posto dove \u00e8 cresciuta, immersa in una comunit\u00e0 spirituale, circondata dall\u2019affetto degli amici e della famiglia. La valle \u00e8 sempre uguale, punteggiata di ulivi e di trulli, con il mare che orla l\u2019orizzonte. Peccato che, appena prima di arrivare a destinazione, il motore della macchina fonda e da l\u00ec in poi niente vada pi\u00f9 per il verso giusto. Eppure, a volte sono proprio gli imprevisti a cambiarci la vita per il meglio. In attesa dei pezzi di ricambio, le viene messa a disposizione Amanda, una Uno rossa ricca di personalit\u00e0 con cui cercher\u00e0 di raggiungere l\u2019ashram dove viveva da bambina. E se non tutti sono rimasti fermi ad aspettarla, nel giro di poco Selene riabbraccia la vecchia tata Flora, fa nuovi incontri e decide di prendersi cura di un asinello di nome Virgilio, che ha tutta l\u2019aria di sentirsi solo come lei. Tra gite in Salento, discussioni sul senso della vita, yoga e pomeriggi in cucina con persone che forse la conoscono meglio di quanto lei non conosca se stessa, Selene inizia a comprendere che a volte \u00e8 necessario perdersi e sbagliare strada per trovare il coraggio di seguire i propri sogni. E andare finalmente incontro a tutto il bello che ci aspetta. Un paesino bianco nel cuore della Puglia. Una trentenne convinta di non combinarne una giusta. Uno spericolato viaggio verso il bello della vita.<br \/><strong>Lorenza Gentile\u00a0<\/strong>(1988) \u00e8 nata e vive a Milano. Ha scritto\u00a0Teo\u00a0(2014),\u00a0La felicit\u00e0 \u00e8 una storia semplice\u00a0(2017),\u00a0Le piccole libert\u00e0\u00a0(2021), ispirato alla sua esperienza presso la celebre libreria Shakespeare and Company di Parigi,\u00a0Le cose che ci salvano\u00a0(2023) e\u00a0Tutto il bello che ci aspetta\u00a0(2024), tutti editi da Feltrinelli. I suoi romanzi sono tradotti in nove Paesi.<\/p>\n<p><strong>&#8220;L\u2019estate che ho ucciso mio nonno&#8221; di Giulia Lombezzi<\/strong> (Bollati Boringhieri)<br \/>Bisogna amare i propri nonni. Questo si \u00e8 sentita ripetere Alice fin da piccola. Ma quando suo nonno, da poco vedovo, viene a vivere con lei e la madre, la ragazza si rende conto che tale comandamento \u00e8 inattuabile. Seppur debole e depresso, Andrea esercita su tutta la casa il proprio carattere brutale, portando Marta, la mamma di Alice, a uno stato di totale asservimento. \u00c8 come se un\u2019intera generazione, con tutti i suoi dettami assurdi e violenti, si fosse insinuata nella vita delle due donne, impestandola di sigarette, imperativi e ricatti. La rabbia di Alice cresce, alimentata dalla brace dei sedici anni. La mamma che conosceva sta scomparendo, e lei si sente impotente: come si fa a liberare qualcuno che non vuole essere libero? Che cos\u2019\u00e8 veramente l\u2019emancipazione? In un susseguirsi di badanti che vanno e vengono, sbronze liberatorie con gli amici del cuore, litigi con famigliari ciechi e sordi e una fame che non passa mai, Alice comincia a covare desideri bui, a pensare cose che non andrebbero pensate. Il viaggio nel passato della madre, nel paese in cui \u00e8 cresciuta, e lo svelamento di ci\u00f2 che ad Alice \u00e8 sempre stato nascosto risulta un punto di non ritorno: Andrea deve sparire. L\u2019unico modo per affrontare un mostro \u00e8 diventare un mostro? L\u2019estate che ho ucciso mio nonno racconta, in una prima persona sarcastica, fragilissima e schietta, quanto fa male avere sedici anni, quante cicatrici lasciano i legami famigliari, e quanti demoni nasconde la parola amore. E Giulia Lombezzi si rivela un talento immenso della giovane narrativa italiana.<br \/><strong>Giulia Lombezzi<\/strong>, nata a Milano nel 1987, \u00e8 drammaturga, sceneggiatrice e scrittrice. \u00c8 stata finalista al premio Calvino 2020 col suo primo romanzo,\u00a0La sostanza instabile\u00a0(2021), premio Kihlgren Opera Prima nel 2022. Collabora con, tra gli altri, il Piccolo Teatro Grassi, il LAC di Lugano e l\u2019Iranshahr Playhouse di Teheran. \u00c8 tra gli autori del podcast di Storytel\u00a0Mi dica tutto. Insegna presso la NABA e la Scuola Belleville di Milano e la Scuola Holden di Torino.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Altavia&#8221; di Sergio Peter<\/strong> (Il Saggiatore)<br \/>Altav\u00eca esplora il misterioso legame tra l\u2019uomo e la natura selvaggia, tra il familiare e l\u2019ignoto. Al centro del romanzo ci sono tre amici che, spinti dall\u2019enigmatico Guido Caviezel, si avventurano tra le Alpi alla ricerca di qualcosa che \u00e8 molto di pi\u00f9 di un rifugio fisico: un incontro con l\u2019essenza della vita stessa. I lupi, silenziosi e sfuggenti, diventano il simbolo di questa ricerca, presenza costante e inquietante che accompagna il viaggio di Filo, visionario gigante buono, del Bosceta, giovane mistico amante del jazz, e di Sergio, superstite di un passato oscuro. Tra sentieri immersi nella nebbia e bivacchi sperduti, il romanzo segue una comunit\u00e0 di figure \u2013 Silva e Clara, Daniela, Alfredo e Santiago \u2013 che si confronta con la vastit\u00e0 e l\u2019indifferenza della montagna. I lupi appaiono come custodi del paesaggio, portatori di un ordine primordiale e di una libert\u00e0 che i protagonisti cercano di comprendere, ma che non potranno mai possedere fino in fondo. Le pagine di Sergio Peter ci conducono lungo un sentiero che scava nelle profondit\u00e0 del rapporto tra noi e il creato, componendo un romanzo sulla forza attrattiva del selvatico, sulla paura e il fascino che i lupi rievocano e sul bisogno universale di trovare una connessione autentica con il mondo. Attraverso il loro sguardo, siamo invitati a riflettere su che cosa vuol dire davvero vivere in armonia con ci\u00f2 che ci circonda.<br \/><strong>Sergio Peter<\/strong>\u00a0(Como, 1986) lavora a Milano come libraio. \u00c8 autore di\u00a0Dettato\u00a0(2014).<\/p>\n<p>Per maggiori informazioni: <a href=\"https:\/\/www.comune.fiesole.fi.it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">https:\/\/www.comune.fiesole.fi.it<\/a>\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Annunciata mercoled\u00ec 1 ottobre 2025 la terzina finalista della XXXIV Edizione del Premio Fiesole Narrativa Under 40. 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